Cronaca

Melegnano ruba, persino ai fiori devi fare attenzione

PIAZZA RISORGIMENTO — «Rubano i fiori dai nostri vasi. Lo hanno fatto per due volte di seguito». Mano lesta in centro storico, spariscono i ciclamini dai vasi decorativi davanti al bar di piazza Risorgimento.

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I proprietari del bar che si affaccia sulla basilica si sono accorti del furto le mattine del 13 e del 16 marzo. Mancano tre cespi di fiori dai vasi collocati a decorazione dei tavoli esterni. «È la prima volta che succede» commentano.

Martedì 20 marzo 2018, ore 6:30
mamacra@gmail.com

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Il caso

«È un buco nero»

«È un buco nero», commenta una negoziante lungo la strada. Fu del liquido infiammabile a provocare i danni. Breve indagine sul ricordo dell’esplosione, consumata con un gesto intimidatorio di ispirazione mafiosa e, dissero le autorità, «mai vista prima a Melegnano»

MELEGNANO, VIA XXIII MARZO – Il 20 febbraio 2014 il bar tabaccheria Jolly, situato all’angolo tra via Castellini e via XXIII Marzo, fu devastato dalle fiamme. L’intera palazzina fu resa inagibile da quell’incendio, costringendo al trasferimento non solo il tabacchi, ma anche gli studi medici che si trovavano al primo piano e una merceria. Lo stabile fu messo sotto sequestro per poter accertare se il fatto fosse doloso.

Ora, a più di un anno di distanza, le condizioni della palazzina restano le stesse. Chi si trova a passare da quella via continua a fare i conti con la devastazione causata dalle fiamme di quella sera mentre la porta dell’edificio è chiusa da assi di legno e un lucchetto. I commercianti della zona sono costretti a convivere con la costante visione di quell’edificio ormai abbandonato a se stesso senza avere nessun tipo di notizia sugli sviluppi della vicenda. «Ci piacerebbe leggere qualcosa di ufficiale a proposito del futuro di quella palazzina – ci ha detto stamattina una commerciante della via – è lì da più di un anno e non sappiamo ancora nulla. Non penso sia bello per la zona e per la città mostrare una situazione di tale degrado»

Martina Papetti, mercoledì 4 novembre 2015 ore 6:30

maerina_papetti@libero.it

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L'intervista

Bar Notte

f2e450b6067fd5e90f69c8ffec2a7e16MELEGNANO – 22 anni, da due anni e mezzo imprenditore. Marco è il primo titolare di un bar in città a decidere di fare orario notturno. A RADAR racconta le sue idee.

«L’idea dell’orario notturno nasce da un preciso fattore. I ragazzi hanno bisogno di divertirsi e di passare del tempo fuori di casa. Senza certi tipi di pressione. Per il piacere di stare in compagnia, senza dover usare veicoli per uscire dalla città. Problemi di sicurezza finora non ne ho incontrati, forse per il fatto che, quando rimani aperto tardi, fai in modo che il movimento nel tuo locale renda la piazza più tranquilla. Tutti i giorni ora come ora sono aperto fino alle 2. Finiti i lavori di insonorizzazione del locale, cosa che ottiene agevolazioni negli orari, nei fine settimana l’apertura verrà prolungata alle 4. Ho scelto i weekend perché la concentrazione della clientela è sicuramente nel fine settimana, i ragazzi che vengono per la maggior parte sono studenti universitari che durante la settimana hanno orari di uscita molto inferiori.

«Aprire un bar, oggi? Ci vuole voglia. Dall’esterno può sembrare tutto semplice: sto dietro a un bancone; la fatica è poca; il bar funziona a prescindere da quanto posso lavorare… Ma è un pensiero sbagliato. Ci vuole tempo, ci vogliono sacrifici. Molti giovani, anche con la famiglia, si cimentano in questo lavoro, che poi non si dimostra quello giusto per loro, proprio perché vedono la cosa con eccessiva semplicità. Per questo lavoro mi sono informato, ho studiato, ho imparato tecniche particolari, concentrandomi su quello in cui sono personalmente più capace, in un momento in cui l’abilità personale fa tanto rispetto a tempo fa. Prima bastava lo studio, bastava il pezzo di carta. Il lavoro funzionava lo stesso anche senza bisogno di differenziarsi. Oggi per far funzionare un locale bisogna avere una marcia in più.

«Non saprei dare un nome preciso alla tecnica manageriale che prediligo. So, in quanto giovane, che il bisogno dei ragazzi è di potersi divertire e stare in tranquillità. Quindi applico la mia forza e il mio lavoro a vantaggio dei loro bisogni. Lavorando su tempi anche leggermente più lunghi della media, ma fare sì che per i ragazzi diventi un’abitudine associare il mio locale a un mondo creato apposta per loro.

«Nella ristorazione si vede non dico una crisi ma un netto aumento dei costi. Fortunatamente nel settore alcolico c’è un buon consumo: ciò che purtroppo incide su di noi, ultimi venditori, e sui consumatori, è un peso di accise e tasse che si fa sentire. Non è più un fattore di crisi, è che il prezzo finale del prodotto alcolico diventa troppo alto per andare a comprarlo spesso.

«Dire la mia sul concetto di divertirsi bevendo, o di bere divertendosi? Direi che sono cose che possono viaggiare all’unisono. Significa bere bene, quindi non cose che si bevono in discoteca, o cose di qualità abbassata per interesse di guadagno maggiore, che vanno a incidere sull’organismo, sulle persone. Uno, due drink di quelli fatti come non si devono fare, non a norma, non conosciuti, con liquori di scarsa qualità, non sono più bere, ma stare davvero male. In un posto invece dove l’utilizzo del liquore è buono e in cui conosco quello che si beve, automaticamente posso anche andare a bere quel bicchiere di più senza dovermi ritrovare a stare male, tornando a casa tranquillo dopo essermi divertito in amicizia».

Marco Maccari, venerdì 18 settembre 2015, ore 12:06

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@mamacra

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Cronaca

Limitatori abbattuti, passo, torniamo alla base, passo?

FOTONOTIZIA – Parco del Castello di Melegnano. Vi sono dei lavori in corso di fianco al nuovo bar situato in centro al parco. Circa due settimane fa sono caduti i limitatori di zona rivestiti da una rete verde. Forse per il forte vento di giorni fa o forse per i vandali che usano il parco come WC pubblico e quant’altro. Fatto sta che sono ancora per terra, chissà mai che facciano la fine delle paratie che circondano l’altra ala del Castello.

Michelina Salandra, 26 gennaio 2015 ore 19:31

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Cronaca

«Vedo due persone per terra»

VIALE LOMBARDIA – Rapina ai danni di un melegnanese. Stamattina, ore 10.30 circa, un cittadino ha subito un’aggressione, è stato derubato dell’orologio e ha visto i suoi aggressori scappare via.

Sgomenti i testimoni. «Io ero alla curva, qui in via Lombardia» racconta il signor S., che ha visto tutto: «All’improvviso vedo due persone per terra» dichiara. Uno era la vittima, che S. ha subito riconosciuto: «L’altro aveva un cappello in testa – riferisce – ed era sceso. Ce n’era un terzo, con la visiera del casco giù, che aspettava sulla moto; poi il compagno è risalito in sella e sono ripartiti via in tronco».

Con il braccio sanguinante la vittima ha raggiunto la filiale della Banca Popolare di Milano, all’incrocio della strada con via Veneto. La vigilanza lo ha condotto al bar Oceano, di fronte, dove l’uomo ha immediatamente ricevuto medicazione da parte della giovane titolare. I due aggressori sono spariti in direzione di via San Francesco.

Impossibile identificare la moto, di grossa cilindrata ma dalla targa coperta. Viale Lombardia infatti è tappezzata di telecamere: «Ma a cosa serve visionare i filmati, se coprono le targhe? Cinque giorni fa hanno cercato di farmi il negozio – dice G., giovane esercente del bar e marito della donna che ha prestato medicazione stamattina. – Mi hanno telefonato dicendomi che c’erano tre persone di etnia rom davanti alla telecamera, con uno spray in mano. Sono arrivato, mi sono avvicinato, ho chiesto: “Allora?”. Hanno chinato il capo e si sono ritirati. Non ho sporto denuncia ma ho visto bene che c’era una macchina posizionata proprio qui davanti. La stessa macchina l’ho vista davanti al marciapiede, nella via a fianco. Sono andato in caserma, ho chiesto: che dobbiamo fare? Tempo fa c’era l’esercito e problemi non se vedevano. Ora, o mi metto una guardia, oppure… non lo so. Poi la via di fuga qui è un attimo».

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