Inedito

Settembre

FORME BREVI – È l’equinozio d’autunno e verde, appassito, il pianeta non sa quale abito mettersi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mi aspettava. Al bivio del sole, per portarmi dalla parte cupa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Autunno: abbia inizio la rotazione d’ottobre.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

È settembre. L’inverno sarà un chimico paziente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Marco Maccari, giovedì 22 settembre 2016 ore 21:11

mamacra@gmail.com

 

 

 

 

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Inedito

Manifesto delle forme brevi

 

AFORISMI – Giurati fedeltà davanti a un ospizio.

 

 

 

 

 

 

Ottenere l’uomo dal vuoto.

 

 

 

 

 

Bevi: mettiti di fronde.

 

 

 

 

 

Il successo delle forme grezze sarà il manifesto delle forme brevi.

 

 

 

 

 

Diversi stili incrociati di chitarre. Razze incrociate di chitarre.

 

 

 

 

 

Troverai nell’adolescente fino ai 17 anni il bambino cocciuto giunto a pieno limite.

 

 

 

 

 

Ogni volta che un neonato ride se ne va una malattia.

 

 

 

 

 

Colora ogni atto traverso. Non lasciare niente al tono atono dell’oblio.

 

 

 

 

 

Modulazioni impermanenti: di questo oggi luccica la società.

 

 

 

 

 

Conoscere il cerchio è puntarne con esattezza il centro.

 

 

 

 

 

Il rudere. Lunga, dura sentenza.

 

 

 

 

 

Il successo della brezza fra i rami.

 

 

 

 

 

E tutta la pianta al soffio batte le mani, innumerevolmente.

 

 

 

 

 

Lugli, e agosti, carichi di frutti.

 

 

 

 

 

Cose interessanti, sai, cose che accadono a due secondi dal suolo.

 

 

 

 

 

Sempre a mente il futuro.

 

 

 

 

 

 

Marco Maccari, lunedì 19 settembre 2016 ore 8:30

mamacra@gmail.com

 

 

 

 

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L'inchiesta ninfetta

2016, Miss Maglietta Bagnata è Fabrizio Corona

MELEGNANO, SUD EST MILANO – Dalla notte di settembre 2015 in cui una giuria elesse la prima Miss Melegnano, la piccola città sul Lambro si dedica a un culto della #bellezza tutto suo.

Solo che la studentessa Enya Franceschini, prima Miss, dimostrò qualità. Il marketing estetico del resto della città è stato invece molto meno affascinante.

Ritirato all’ultimo minuto con polemiche – e risate – della popolazione, il nuovo contest Miss Maglietta Bagnata 2016 svela un marketing che vuole imporre idee televisive. Per colpa di un clima maldisposto, di centinaia di commenti sadici su Facebook, Melegnano non ha avuto una Venere plebea emersa dalle onde, né una Lolita strafica in jeans e infradito; né una Loren in miniatura, ninfa e complice alla tua occhiata. Per fortuna. Il tipo di ragazza premiata grazie al mix di madido erotismo, di voyeurismo da sottoscala, di adattabilità roadie made in USA è un tipo di #bellezza invecchiata. Clic per tornare nel 1992.

FIGLI DI PAPÀ
Il premio è da consegnare a Fabrizio Corona ospite in Broggi al bar, lo stesso mese, luglio. Con il patrocinio del comune di Melegnano. «Rubo ai vip» dice Corona «per dare a me stesso». Ruba i cuori di soubrettes come Nina Morič – prima della devastante chirurgia estetica – e Belen Rodriguez. Fa l’amore alla velina di turno col paparazzo al guinzaglio. La #bellezza per lui è la patina di un giornaletto, il suo culto è lo stesso dell’élite italiana: andare in tv – dalla parte dei lampadati. Stesso culto estetico del sindaco Vito Bellomo – finché ha potuto. Oggi calvizie e sovrappeso litigano con l’immagine dell’ex 37enne figlio di papà che ostentava derma lampadato, doppiopetto craxotto, presenza da calciatore, ciocche da Pier Silvio brillantissime. L’andatura è sempre a gambe larghe e pancia in dentro: «Il sindaco? Quello che va in giro a fare il figo? Che crede che i problemi si risolvono perché lui fa il figo?» incornicia Vanya, rumena, 39 anni, residente in via Marconi.

Corona è l’estetica che anche l’assessore Fabio Raimondo vorrebbe per sé. Corona, come Fabio e Vito, è figlio di papà: «È il mioCorona-Raimondo sosia» lo elegge l’assessore sui social. Sfotte. Allampanato, voce da efebo, guanciotte, sguardo fritto, l’assessore ha il fisico da soffiatore di caffè bollente (clic sulla foto per il contest Corona-Raimondo). Scolpirsi in palestra? Il doppio stipendio da avvocato e da politico – 19mila euro per un assessorato fantasma – glielo permetterebbe. Ma, se ha fatto poco o niente di bello in 10 anni da assessore, non lo farà neanche in 10 anni di palestra. «Ragazzi, quanto delirio per il mio sosia!» disse a chi criticava il patrocinio del comune (Melegnano News, 15 luglio ore 7:12). Shaking bon-bon. «Stiamo calmi; il comune non sponsorizza nulla». No; non sponsorizza, lo patrocina. «E non ci mette un centesimo». No; ci mette la faccia. «Cerchiamo di vedere nel modo giusto le cose». Questo è il genere di cose che a Cesano Boscone lo fa inveire contro il sindaco Negri. «Adesso da becero e incolto uomo di destra torno a leggere l’ultimo di libro di Totti». Bastava tornare a Cesano.

UN INVITO
I commenti sarcastici alle iniziative sono sintomi della falsa ripartenza del commercio locale, dopo la crisi, dopo EXPO2015, dopo la Tangenziale Esterna. Non ha l’alleanza dei consumatori. Questo perciò è un invito, caro commercio melegnanese. Poteva essere più chiaro il messaggio della presidenza di Confcommercio alla Festa dei Servi 2015? La #bellezza vi circonda. È nelle tradizioni storiche e agroalimentari, seppellite come asce di guerra. La #bellezza è nei palazzi storici in rovina, abbandonati all’orrore senza che abbiano commesso alcuna colpa. La #bellezza è nell’ironia, meritata dopo decenni di piatta tv. Al primo che saprà cogliere tanta #bellezza spettano fortune da capogiro e i clienti migliori. Vestito o nudo che sia, è il marketing del futuro. Lo chiamiamo il marketing della #bellezza.

Lo Staff, mercoledì 31 agosto 2017 ore 6:00 

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Convinti che Fabrizio Corona sia l’estetica del figlio di papà? Vale lo stesso su Roberto Saviano. Ma questa è antropia. E questo è un altro post. MM

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I lettori scrivono

Melegna tanta roba

Il sindaco di Magenta è stato il primo post di RADAR. Era domenica 10 agosto. Reazioni: curiosità, sovraeccitazione, timori, imbarazzi, impicci, censure, risate, tanto passaparola. Fino a San Giuliano. Il commento di un sangiulianese, Stefano, buon conoscitore della città di Magenta:

«Comunque Magenta batte San Giuliano 100 a zero. Melegnano se la gioca ancora per avere un centro storico e ricchezza di animo. Magenta, con la nuova amministrazione di sinistra (post 10 anni di Del Gobbo – destra) ha perso molto in decoro urbano. In effetti ho sempre associato Bellomo a Del Gobbo per spirito riformatore ed innovativo attento a tutte le sfaccettature – con un’impronta al commercio – e ai giovani affinché potessero trovare nella propria cittadina tutte le risposte che cercano. Basta, a titolo di esempio, vedere il centro di Magenta, quello di Melegnano e confrontarsi con l’inesistente centro Sangiulianese.
Non è un caso la mancanza di brand medio-alti nei negozi, la presenza costante di attrazioni, la voglia di girare ancora in bicicletta, oppure quel paio di botteghe storiche che danno l’impronta di una via o di una piazza. Tutti aspetti che Bellomo (Melegnano) e Del Gobbo (Magenta) sono riusciti ad imprimere nella città. San Giuliano (con Lorenzano) deve ancora attendere ma, per non farsi mancare nulla, ha le tasse IRPEF, IMU, TARES più alte di tutto il Sud Milano».

Non sarà un caso ma – come hai pure precisato in altri commenti – è un’analisi ferma al 2009-2010. Anche Melegnano ha molto deluso in decoro urbano. Da luglio a questa parte i cittadini hanno preso coraggio e invocano costantemente sui giornali una migliore manutenzione in ciascuno dei quartieri. E poi guarda che le attrazioni si sono drasticamente annullate e non c’è più varietà di offerta. La movida sembra un pallido struscio. Di notte non lo si vede, caro Stefano, cari ragazzi e ragazze sangiulianesi in cerca di bellezza e di perdizione nella vita notturna di Melegnano: ma la città non è più messa così.
Comunque: non è a noi che è concesso di idealizzare questa cittadina sul fiume Lambro, con il suo Castello, le sue viuzze storiche, i suoi giardini, i locali dove perdere la verginità alcoolica.
A voi sì, è concesso. Il deserto sangiulianese ci lascia esterrefatti. Piangiamo con voi. Alla vostra.

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