Satira

Blocchiamo la Tangenziale

2016-01-20 21.21.12Melegnano. Scoperti i bersagli della canzone di J Ax e di Elio.

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Cerca-Binasca, che la guerra di bottoni abbia inizio…

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Cosplay a Melegnano: preparativi sul set per l’arrivo di Miss Dronio.

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#タイムボカンシリーズ ヤッターマン

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L'inchiesta cinica

Bellomo vuol dire sfiducia

METODO MANTOVANI a Melegnano, politici melegnanesi favoriti dal Faraone: arriva la conferma dall’ambiente sudmilanese di centrodestra e di Forza Italia. Risultato: confermati i benefici ottenuti dal vertice melegnanese Bellomo-Rossetti-Passerini. Il blog RADAR ha raccolto dichiarazioni d’intervista registrate e protette come fonti giornalistiche. Con nuovi dettagli: come la storia di una giovane donna che dichiara un’avance ricevuta da Mario Mantovani: «Mi propose personalmente di frequentare un corso di studi. Mi avrebbe pagato la retta lui, per qualche migliaio di euro», dice. Per poi «tornare al suo cospetto ed essere collocata in una fondazione a fare i suoi interessi».

Mantovani, in carcere a San Vittore con accuse di reato, è tutt’ora in grado di muovere i suoi contatti sulla scacchiera. «Perché il suo metodo non era percepire né dare mazzette. Era di posizionare uomini – dichiara un attivista di centrodestra sudmilanese, 50enne. – Come a Melegnano, con Rossetti in Ferrovienord Spa, con Passerini in Confcommercio a Milano in Porta Venezia. Poi ci sono altri aspetti del consiglio comunale di Melegnano. Come il consigliere Rocco Tripodi, posto all’interno delle responsabilità sulla Cerca-Binasca per tramite dell’architetto Locatelli di Melegnano e di Stefano Maullu».

Il metodo Mantovani era questo da sempre, in Melegnano. Alle recenti convocazioni elettorali – regionali, europee e ancora regionali – il nome del candidato Mantovani veniva spinto senza dichiarato motivo. Dal 2014 RADAR è in possesso di un dato: «Spingere Mantovani, perché così è» erano le disposizioni diramate dai vertici locali.

È confermato che Simone Passerini, 37 anni, sia stato inserito in Confcommercio tramite la corrente mantovaniana? «Sì – risponde un’attivista 47enne. – Per quanto riguarda Melegnano, Simone Passerini, come Pier Antonio Rossetti, come il sindaco Vito Bellomo, sono stati frequentatori della residenza privata di Mantovani. Ci sono state anche delle cene. È più che possibile che Passerini faccia parte della Confcommercio grazie non tanto a Mantovani direttamente, ma all’ambiente di Luca Squeri». Il quale è un mantovaniano d’acciaio. «Passerini ha avuto e ha tutt’ora rapporti con Squeri. Politica. Sostegno in campagne elettorali» conclude.

Confermato l’ingresso del presidente del consiglio comunale di Melegnano Pier Antonio Rossetti, 40 anni, in Ferrovienord Spa come vicepresidente del consiglio d’amministrazione, su azione di Mantovani. Un curriculum peraltro privo di macchie: «Rossetti non ha scelto l’ambiente giusto per lui – osserva un elettore. – Entra in Ferrovienord e poi ripartono i lavori per la stazione. Chissà. Magia».

Confermata la tesi sul sindaco Bellomo, 45 anni, autonominato vicepresidente della Fondazione Castellini «per presenza di Mantovani – afferma un elettore quarantenne, persona informata. – Però attenzione, in Castellini Mantovani è una presenza implicita. Mantovani era nella sanità; Mantovani in Melegnano aveva un suo uomo; è scontato che lo inviti a inserirsi in una delle fondazioni più importanti, che fattura tanti soldi. Lì dentro è una cordata creata da Bellomo. Dispiace sapere che ci sono queste persone a piede libero che fanno ancora quello che cazzo vogliono. Mentre le persone normali non hanno il coraggio di parlare. È più normale la normalità o il suo contrario?».

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E l’ingegnere Angelo Bianchi? Invitiamo i lettori ad avventurarsi nell’ultima parte del testo. I documenti su Bianchi esistono. Negli atti pubblici – oggi in mano alla minoranza del Partito Democratico – Angelo Bianchi risulta commissario di gara nell’appalto per il cimitero comunale. Sul cimitero pendono, afferma la minoranza Destra Civica-LegaNord, «un progetto da 11 milioni di euro» e «un illecito». Bianchi Angelo compare ripetutamente nel contratto.
A maggio, nonostante l’arresto del 2008 e il rinvio a giudizio del 2012, Bianchi ha ottenuto un incarico in Brianza per l’Asl di Monza, valore: 23.910,73 euro. Delibera 304. Il suo arresto? Il suo rinvio a giudizio? Risposta: «Non incideva sulla moralità professionale di Bianchi», del direttore generale di Asl Monza Matteo Stocco (clic a un articolo da mantenere in evidenza). *
Leggere attentamente le parole di Stocco. Saranno le stesse che userà il sindaco Bellomo, mantovaniano, con la sua maggioranza (mantovaniana) nella commissione d’inchiesta sull’ingegnere (mantovaniano) Bianchi, per giustificarsi.

«Ora è chiaro – commenta Mario, melegnanese, 29 anni – perché Bellomo a Melegnano non ha mai voluto parlare di mafie, di commissioni antimafia, di corrotti, di legalità».
Vero. Prima venne Vivenda, appalto per la mensa degli scolari nel 2014. Messa sotto inchiesta giudiziaria nel 2015 in Mafia Capitale, oggi sotto la vigilanza della magistratura e il controllo del tribunale.
Ora viene Bianchi, accusato di reati e di possedere «spiccata capacità criminale». * *

La sfiducia nei confronti dell’amministrazione Bellomo è realtà. In questo contesto, le elezioni 2017 sono battaglia ripida per il centrodestra. La schiena dritta di Fratelli d’Italia, eletta in maggioranza con il sindaco, è al giudizio dei lettori: il Broletto di Melegnano copre più di un attivista e simpatizzante di Fratelli d’Italia che vive in debito monetario nei confronti del comune. I rappresentanti eletti nelle minoranze hanno grandi responsabilità.
I rappresentanti della maggioranza in Forza Italia devono, invece, scegliere da che parte stanno. Questa prossimità politica nei confronti dell’illegalità stride con i titoli di giornale, quando, nel 2012, elevavano Vito Bellomo come vivente «orgoglio di scelte vincenti» (Il Cittadino, 1 maggio 2012, leggibile online). Stride con chi, mai stato Bianchi, ha scelto Melegnano per vivere da uomo e donna liberi.

Lo Staff, mercoledì 28 ottobre 2015 ore 20:56

radamelegnano@gmail.com

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In dettaglio: «In riferimento all’articolo 38 del Codice Appalti, si evidenzia che, secondo quanto previsto alla lettera c, non è necessario richiedere il certificato dei carichi pendenti. Ricorre una causa di esclusione dalla gara allorché sia stata pronunciata sentenza di condanna passata in giudicato o emesso decreto penale di condanna divenuto irrevocabile, oppure sentenza di applicazione della pena su richiesta, ai sensi dell’articolo 444 del Codice di procedura penale, per reati di grave danno dello Stato o della Comunità, che incidono sulla moralità professionale». 
Stocco dice anche: Bianchi aveva fornito «autocertificazione del possesso dei requisiti di ordine generale, di cui all’articolo 38 del Codice degli Appalti, insieme alle dichiarazioni relative al possesso degli ulteriori requisiti di capacità professionale». L’Asl di Monza alza le mani.

* * Sospette le affermazioni del sindaco Bellomo in tema di legalità, specie sul negozio di via Lodi 39 che, ufficialmente sequestrato alla criminalità organizzata da un organo competente della repubblica italiana, per lui «non si poteva dire sequestrato alla criminalità organizzata» (consiglio comunale di Melegnano del 17 giugno 2015). Dichiarazione avvenuta nella sede di un’istituzione cardine della repubblica. 

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L'inchiesta satirica

«Melegnano è un comune commissariato»

«IL VOSTRO PENSIERO sembra rimasto fermo al 1980, il vostro no è segno di ottusità e di chiusura mentale. Melegnano è come se fosse commissariata. È come se ci fosse un bilancio comunale con un commissario che continua a tenere fermo tutto». Siamo  sottoterra, nelle ex carceri di Palazzo Broletto al centro di Melegnano, nell’ambiente principale che oggi è diventato la sala del consiglio comunale. Chi ha parlato è un consigliere eletto 45enne, ha appena proposto di porre via della Conciliazione a senso unico: la maggioranza gli ha detto nein. «Non capisco questo no – va avanti a protestare il giovane. – In 8 anni e 1/2 non siete stati in grado di cambiare un solo senso unico a Melegnano. È impossibile che Melegnano non riesca a cambiare la sua cultura viabilistica. Ben venga la Cerca-Binasca, ma non state facendo nulla per la viabilità interna. E poi dite che favorite il commercio. Se solo parlaste con i cittadini… ».
«Sta sbagliando tutto» mormora una voce potente, impressionante. È apparso all’improvviso in mezzo al pubblico. Nessuno lo nota. Ha una barba infernale, un’espressione penetrante, la figura è quella di un uomo abituato al comando e alla ferocia. Ma gli occhi sembrano molto più dolci. Con lo scettro che stringe in mano picchia sul mio smartphone, sul quale sto appuntando qualcosa: «Dammi ’sta roba – mi fa, prendendo la penna wacom. – ’Sto qui è bravo, ma se continua a protestare dà solo gusto a questi altri. Allora: dovete capire una roba. Quando non riesci a trovare i soldi, trovati uno che li cerca per te. Tre anni fa una biondina parlava di mettere nel Comune una persona che cerca soldi. Intervistala. Secondo. Il bilancio o lo leggono tutti o è meglio leggerlo tu solo. Sempre tre anni fa, un’altra bionda parlava di bilancio trasparente. Intervistala. Terzo: ’sto commissario? chi è? Trovamelo e portalo da me. Riprendiamoci Marignano o, perdio, SPROFONDIAMO TUTTI ALL’INFERNO!».

Marco Maccari, martedì 26 maggio 2015 ore 11:39

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@mamacra

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Cronaca

Ex mattatoio Cerca-Binasca. Dal cantiere emerge di tutto

VIA CERCA, COLTURANO – 30 giorni per la rimozione dei nuovi quattro fusti metallici. L’area accanto al cantiere TEEM (nella quale i fusti sono stati rinvenuti) è privata e la proprietà si occuperà di asportarli. Spetta invece al Parco Agricolo Sud Milano la bonifica del materiale inquinante ancora abbandonato a terra. Giovedì 9 aprile l’ufficio tecnico dell’unione di Comuni di Vizzolo Predabissi e Colturano ha svolto un nuovo sopralluogo: «È stata fatta richiesta di mettere in sicurezza una porzione del terreno» informa oggi la Polizia vizzolese. L’area sulla quale insiste il cantiere assume i contorni di un ex «mattatoio di carichi industriali», sfruttato nei decenni scorsi per depositare scarti ingombranti di origine edile e metalmeccanica, per eliminarli in una fossa e per finirli bruciandoli. Scavando, il cantiere ha estratto una quantità rilevante di rifiuti, «al 99% inerti» è la dichiarazione. «Durante i lavori di TEEM sono stati trovati diversi materiali lungo il percorso» aggiunge la Polizia. Prima di asportare i materiali i responsabili avrebbero fatto segnalazione al Comune e alla proprietà, ma alle forze dell’ordine non risultano comunicazioni. «I Vigili del Fuoco hanno dato indicazioni ai Sindaci di Vizzolo e di Colturano sulle modalità di smaltimento dei nuovi fusti – precisa l’ufficio stampa ARPA – che, comunque, sembrerebbero vuoti o non contenenti materia tossica». E i dieci fusti dissepolti da TEEM? Incaricata dei lavori è Lambro Scarl, ditta con sede a Vizzolo Predabissi. Subappaltatrice è la Elios Srl, società piacentina operativa in Expo nota per essere uscita e rientrata in scena a causa di indagini nel novarese, poi cadute. Nel 2012 infatti un’informativa della Prefettura di Milano produsse l’allontanamento temporaneo di Elios da Expo, a causa di «elementi suscettibili sotto il profilo dei requisiti», privi del carattere di infiltrazione mafiosa ma «tali da pregiudicare il rapporto fiduciario tra Expo e l’impresa stessa». Un ricorso al Tribunale Amministrativo riportò tempestivamente Elios al lavoro. Oggi Elios è nella lista bianca piacentina. «I fusti nel cantiere TEEM erano dieci – conferma la ditta. – Li abbiamo smaltiti come rifiuti pericolosi, erano contaminati dalla presenza di qualcosa all’interno. Contenevano materiale secco. Li abbiamo fatti campionare da un impianto che li ha portati via». Silenzio sul nome dell’impianto: «Non sta a noi dirlo. Nei dieci fusti c’era dentro una pasta, odore di resina».

Marco Maccari, martedì 14 aprile 2015 ore 12:00
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Cronaca

Cerca-Binasca, emergono bidoni di rifiuti chimici, gli abitanti: «È diossina?»

VIA CERCA, COLTURANO – Nel cantiere TEM davanti alla Cascina Lombarda sono stati scoperti bidoni contenenti «sostanze tossiche». Una strada sterrata collega il distributore IP al retro del cantiere, dove sono stati estratti i bidoni. «È successo settimane fa, i bidoni sono una decina e sono rimasti quasi un mese» riferiscono i residenti delle abitazioni poco lontano, che sono parte del Comune di Vizzolo. «Un odore particolarmente insopportabile, da dare alla testa – informano gli abitanti. – Il contenuto dei fusti sembrava ghiaccio sporco (in foto, il particolare a destra in basso). Un materiale bianco traslucido, opalescente, con venature marroncine o giallastre. Come se fosse un quarzo dall’aspetto plastico, che si deteriora all’aria. Non vorremmo che fosse diossina o altro composto tossico. Con tutto il puzzo che è capace di fare era una cosa veramente preoccupante, qui siamo nelle vicinanze di più corsi d’acqua e di una fonte sorgiva».

Ma basta percorrere la strada che parte dal distributore e a poche decine di metri si scoprono altri due fusti metallici, abbandonati nel fosso che la costeggia. Sono seminascosti dal fogliame (in alto nella foto).

I bidoni dissepolti sono stati da poco allontanati dal cantiere. «Quel che c’era nella terra erano mattoni e macerie – replicano i responsabili. – In mezzo sono stati trovati due o tre fusti metallici, ma erano vuoti. Non ci risulta fossero materiali chimici; l’odore era di fogna».

Marco Maccari, sabato 4 aprile 2015 ore 11:35

mamacra@gmail.com

@mamacra

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Satira

L’Elicottero del Perdono

Giro in elicottero per il Perdono: 30 carte a persona. Indovinate un po’? La riduzione rispetto alla volta scorsa è del 66.6%!!!

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Panorama in elicottero. Per capire se ci sono più anziani che guardano i cantieri o il Perdono.

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Fiera del Perdono, posti liberi in elicottero «per visionare i cantieri TEM». Comunque Paolo Anghinoni c’ha il drone gratis.

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30 euro per guardare la TEM in elicottero. 50 per scendere dentro e guardare le orge.

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Per far dire al cittadino: qual è il posto più strano in cui l’hai fatto?

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30 euro per salire in elicottero a guardare la TEM. È chiaramente un invito per eliminare gli avversari politici.

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Perdono in elicottero: 30 euro per aggrapparsi alla mano del Sindaco.

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30 euro per vedere il Vettabbia, il bosco Montorfano, il Parco Agricolo, versare una lacrima, lottare con il pilota, lanciarlo di sotto, assumere il controllo, farsi esplodere contro la Cerca-Binasca, diventare eroe nel giorno più bello di Melegnano.

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#DioPerdonaIoNo

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Cronaca

Cinque o sei camion al giorno

VIA SOLFERINO – Camion e automezzi a Melegnano: un altro autotrasporto si perde in città. È di ieri sera la notizia di un camion che, sbagliando strada, ha fatto marcia indietro all’altezza dell’incrocio con le vie Marconi/Roma, ma ha finito per piegare un paletto della protezione pedonale (il terzo sulla sinistra, in foto).

La foto circola da qualche ora sui social network, l’ha scattata da un privato cittadino. «Ma sono almeno 5 o 6 i camion che entrano ogni giorno in città» assicurano i Commercianti di via Veneto. La problematica va a inquadrarsi in un dibattito reso attuale dalla costruzione della Cerca-Binasca e delle opere TEM: se la città deva o no regolare l’accesso alla circolazione pesante.

Marco Maccari, mercoledì 25 marzo 2015 ore 17:46

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