Cronaca

«Oggi è morto Giovanni Falcone». E noi aderiamo ad Avviso Pubblico 

Le finanze migliorano; l’amministrazione riesce a coprire o a incassare tributi non pagati. C’è da rifare un po’ di marciapiedi, quelli asfaltati alle elezioni. Tutti zittiscono l’ex sindaco Bellomo. 

PIAZZA RISORGIMENTO — Il presidente del consiglio comunale Davide Possenti ricorda la data del 23 maggio, morte di Giovanni Falcone: «Un giorno tristissimo per la nostra democrazia». Un minuto di silenzio.

1. FINANZE: «SIAMO MESSI MEGLIO»

2017 in netto miglioramento rispetto al 2016, rispettato l’equilibrio finanziario: ancora impensieriscono il contenzioso con i gestori del cimitero, creato all’inizio di quest’anno, e il contenzioso con il gestore del centro sportivo, calcolato in 193mila euro negli esercizi di bilancio precedenti.
3 milioni di euro di fondo-crediti aiutano a recuperare l’evasione dei tributi comunali; 349mila euro dal fondo credito coprono il 40% del non riscosso, il 60% invece è stato incassato con nuove bollette: «Stiamo bene» è la conclusione l’assessore Marco Pietrabissa.

Critico il consigliere di minoranza Pietro Mezzi: «Il revisore dei conti e l’assessore dicono che c’è una buona situazione del nostro bilancio. Bene. La domanda è, però, se è dovuta alla vostra gestione o se dipende da un bilancio che si regge su imposizioni tributarie elevate. Le entrate tributarie riscontrano una forte riduzione rispetto all’anno precedente. Se chiediamo ai cittadini massimo sforzo per imposte e tributi, che sono al massimo, dobbiamo chiedere altrettanto sforzo all’amministrazione. Questa operazione di recupero del non pagato va accompagnata con un esercizio di trasparenza e di comunicazione verso l’esterno». «Dovremo fare lo sforzo, che non è stato fatto negli ultimi 10 anni, di capire perché ci sono queste mancanze di entrate: quanti cittadini non pagano perché non se lo possono permettere, e quanti invece stanno propriamente evadendo» conviene il consigliere di maggioranza Alberto Corbellini.

2. MELEGNANO ADERISCE AD AVVISO PUBBLICO

Lucia Rossi, consigliera di minoranza: «Propongo l’adesione alla rete di associazioni Avviso Pubblico. Da presentare alla nostra neonata commissione comunale antimafia. Avviso Pubblico fa informazione per gli amministratori pubblici, fa progettazione di eventi, diffonde buone prassi per la prevenzione dell’infiltrazione criminale organizzata, produce dossier e documenti. Aderire anche noi come comune di Melegnano significa anche cercare il dialogo con i cittadini. È importante fare sistema e rete con chi ha già trovato gli anticorpi per resistere».

Alberto Spoldi, consigliere di maggioranza: «Favorevole. Soprattutto all’aspetto della formazione. Spesso l’illegalità è travestita da legalità».

Lorenzo Pontiggia, consigliere di minoranza, ex assessore di Bellomo: «Anche noi di Forza Italia vediamo assolutamente di buon occhio l’adesione. Ben venga l’esperienza di questa associazione».

Rimane ostile Bellomo: «Non concordo. I professionisti dell’antimafia fanno più danni di…». Non gli lasciano finire la frase.

L’adesione è approvata all’unanimità.

3. LITIGIO IN AULA: MAGGIORANZA VS BELLOMO

Vito Bellomo, ex sindaco e consigliere di minoranza, vuole ringraziare l’assessore Pietrabissa: il merito del buon esercizio di bilancio del 2017 è, ritiene Bellomo, anche suo merito personale. «Non approfitti della mia gentilezza» lo secca Pietrabissa: «Non ho mai detto che sia da riconoscere qualcosa alla sua amministrazione. Io ho detto semplicemente che non vado a rivangare il passato».

Il sindaco Rodolfo Bertoli: «Non è così, consigliere Bellomo. Ci troviamo a dover accelerare un processo di progettazione legato al castello, ai beni pubblici, alle risorse, a un patrimonio pubblico che ci è stato consegnato disastrato. Andiamo nel concreto: illuminazione; abbiamo dovuto bloccare una finanza di progetto che sarebbe costata un’enormità; cimitero: siamo di fronte a una gestione assurda, con un investimento per oltre 12 milioni che dovremo pagare per vent’anni ancora, cui stiamo cercando di rimediare. Inoltre il sindaco Bellomo firmò provvedimenti il 25-26 giugno, quando aveva già perso le elezioni».

Inizia una resa dei conti con Bellomo, spesa per spesa. L’ex sindaco chiede interventi nel castello, rivendica l’installazione di telecamere di sorveglianza, realizzate in tempi elettorali; risponde Giacinto Parrotta assessore alla sicurezza: «Le telecamere non erano funzionanti. Una non era collegata alla corrente elettrica». Approfitta per un annuncio: «Tutto il parco del castello sarà controllato da telecamere. Tutti gli ingressi della città saranno sorvegliati da telecamere, per il monitoraggio delle auto in entrata».

Replica l’assessora alle opere pubbliche Ravarini: «Dal 14 maggio è iniziato il lavoro di sostituzione di tutti i corpi illuminanti della città con corpi a LED; un anno per coprire tutta l’operazione. Ci siamo trovati brutte sorprese: ancora cavi nella sabbia, fenomeno diffuso nei marciapiedi appena rifatti; dobbiamo andare a tagliare i marciapiedi nuovi; ecco perché certe zone restano al buio, in diversi periodi».

Il consigliere di maggioranza Alberto Spoldi: «È nostra intenzione cambiare il modo di gestire la cosa pubblica. Diminuire le tasse? Sì, è questo l’obiettivo; le tasse sono al massimo; tolleranza zero su chi non paga; distinguiamo però chi non può permettersi di pagarle da chi può e non paga. Una cosa per chiudere: l’ex sindaco ci chiede del castello; del castello? Cos’ha fatto lui nel castello, in dieci anni? E nella palazzina Trombini? Oggi, dopo pochi mesi, è pronta a rivivere».

4. MELEGNANO FUTURA: SOLO VISIONI?

L’avvertimento arriva da Mezzi: «In questi mesi si è parlato molto di trasformazione della città futura, ma queste visioni non trovano luogo negli atti di bilancio e nel programma delle opere pubbliche. Ci deve essere, un po’ più in concreto, una traduzione delle idee negli strumenti che abbiamo a disposizione per governare. Trovo che si rischia, sindaco; e glielo dico come consiglio; faccio un esempio, il tema della creazione di reti cittadine per le due ruote è importante, ma nel bilancio non trovo una lira messa da parte per quest’idea. Provate a fare un giro in bicicletta, guardate la manutenzione, la segnaletica che manca. Oltre alle visioni, che sono determinanti per il bene di una città, vorrei rivedere ricadute concrete».

Bellomo insiste: «Cimitero: è stato oggetto di una commissione speciale, con polemiche assurde, con un esposto alla corte dei conti; ci sono state delle accuse; ma io ad oggi non ho avuto dei riscontri per eventuali indagini di danno erariale. Quindi per me è tutto a posto. Chi sa qualcosa lo dica, oppure vada dalle forze dell’ordine o dall’autorità giudiziaria. Ma sulla regolarità io penso che non ci siano problemi. E la mia ordinanza l’ultimo giorno di amministrazione era un’ordinanza di messa in sicurezza del solaio nelle scuole».

Corbellini. «Non posso che riprendere le parole del consigliere Bellomo, che dice: non parliamo del passato. La sfortuna che qualcuno abbia fatto marciapiedi nuovi in campagna elettorale che adesso devono essere scoperti riaperti la chiamerei: scarsa attenzione. Illuminazione: abbiamo risparmiato 6 milioni di euro per un project financing che non andava bene. Una movida che stava devastando la sicurezza della città, con beneficio di pochi. Una città piena di buche; un centro che una volta aveva i sanpietrini, poi, una colata d’asfalto».

Segue post sul voto per l’ex asilo Trombini. Un’assemblea compromessa dal volume basso dei microfoni e delle voci.

Giovedì 24 maggio, ore 13:36
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Il caso

Così no. Lo ha detto anche Diego Carlino

200px-MonkeyMELEGNANO CONOSCE il suo Segretario Generale?

Valentina, personal assistant, 27 anni: «Il segretario generale? Sì. Non è… Vit…? Non lo so». Veronica, acconciatrice, 36: «Non so cosa sia. Si gratta la pancia?». Fabio, manager, 43: «Il segretario generale di Melegnano……… non lo so. L’ho votato?».

BREVE PREMESSA + STIPENDIO
Colui che in un comune permette al Sindaco di lavorare in linea con la legge è il Segretario Generale (per brevità: SG). Laureato in giurisprudenza, iscritto all’albo nazionale dei segretari generali e provinciali, il SG non è nominato per ragioni politiche ma per caratteristiche professionali. Vigila sugli atti emessi da un’Amministrazione comunale. È consentito ricoprire il ruolo di SG in più di un comune (il Governo Renzi intende riformare questo ruolo con una legge: clic per vedere il tutto).
A Melegnano il SG è Diego Carlino. Al momento è un segretario di fascia B, gli spetta uno stipendio di base uguale a 43.310,90 euro.

L’HA DETTO ANCHE CARLINO
Il Segretario Carlino è stato consultato dalla commissione d’inchiesta sull’Incarico Bianchi. Una delle violazioni di legge compiuta dall’Amministrazione Bellomo consiste in questo (segue sceneggiatura):
AMMINISTRAZIONE BELLOMO: «Ragazzi. È il 2012. C’è da rinnovare l’incarico ad Angelo Bianchi per il cimitero. È il progetto finanziario per la ristrutturazione; oh, gliel’abbiamo assegnato nel 2011 in forma diretta. Vediamo di far funzionare tutto. Unica cosa: questa seconda volta, il suo compenso previsto è aumentato dai 20mila euro del 2011 a 60mila euro. È un aumento del 200%, sì; ma comunque è tutto a posto, va tutto bene, lo conosciamo, soddisfa le esigenze, riaffidiamolo a lui».
DECRETO LEGISLATIVO 163/2006: «Eh no, cocco. Io ordino che per gli incarichi superiori ai 40mila euro non si faccia affidamento in forma diretta a un professionista. Articoli 4 e 125. Ci deve essere un affidamento tramite gara pubblica, con il bando».
AMMINISTRAZIONE BELLOMO: «…non la conosco… Ma scusi, lei è uomo o donna?».
La commissione d’inchiesta ha convocato il SG Diego Carlino il 19 novembre scorso per interpellarlo su questa violazione. Carlino l’ha confermata. «Il Dott. Diego Carlino, Segretario generale del Comune di Melegnano, ha risposto affermando che non si poteva procedere al conferimento del secondo incarico con procedura diretta, in quanto di entità superiore ai 40mila euro. La procedura corretta, ha dichiarato il Segretario, voleva che si dovesse disporre un bando per un nuovo conferimento. La determinazione dell’incarico, ha ribadito dopo sollecitazione dei commissari, deve essere effettuata in modo preventivo e non a consuntivo» si legge nel testo della Relazione della commissione. 
Qual è il finale di questa storia? Consiste in un sindaco che viene contraddetto da un suo braccio destro. A voi i commenti.

Lo Staff, martedì 8 gennaio 2016 ore 6:30

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Il caso

Bellomo, Bianchi, le 11mila migliaia di milioni

MELEGNANO – Appalto per il cimitero. Nel 2011, individuato l’aiuto dell’ingegner Bianchi, l’ufficio comunale aveva previsto all’inizio 1 milione e 100mila euro per il lavoro di ristrutturazione del cimitero. Corrispondevano a «una stima di massima per il fabbisogno a breve termine» (fonte: il geometra Marco Ferrari, capo opere pubbliche dell’ufficio comunale).

In un secondo momento, l’amministrazione comunale ha fatto una riflessione. Vista l’emergenza di ristrutturare il cimitero (anche con lavori di bonifica dei terreni), vista la presenza di un assistente esperto in materia (l’ingegnere Angelo Bianchi) è stato deciso di ampliare la struttura del cimitero, non solo di ristrutturarla. Questa riflessione ha avuto come conseguenza una previsione monetaria maggiore, di 11 milioni e 500mila euro (fonti: Lorenzo Pontiggia, assessore ai lavori pubblici; Vito Bellomo, sindaco in carica; Marco Ferrari).

In un terzo momento, i soldi previsti sono scesi. «In una fase più dettagliata, rivisti i costi e le stime, abbiamo ritenuto di presentare un progetto finale di 5 milioni e 600mila euro» (fonte: Marco Ferrari).

«Ha sempre lavorato con me, in sinergia – ha dichiarato Ferrari riferendosi a Bianchi. – Sicuramente è stata una collaborazione costruttiva, con analisi di dati, di esigenze e di reali fabbisogni». È stato il geometra Marco Ferrari a richiedere all’amministrazione di avvalersi di un professionista esperto nel project financing (dall’inglese: finanziamento di progetto), un tipo di operazione pubblica che:

  1. è svolta da un’azienda, che andrà a pagare tutti i costi,
  2. non prevede esborso di denaro da parte delle amministrazioni comunali,
  3. autorizza l’azienda a rientrare dai costi iniziali offrendo servizi o prodotti, durante o dopo lo svolgimento dell’operazione.

Marco Maccari, mercoledì 2 dicembre 2015 ore 22:05

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Il nostro corrispondente politico

Bianchi, il cimitero e quei documenti irregolari e senza parere di contabilità

MELEGNANO – Nel cimitero comunale di Melegnano l’ingegnere Angelo Bianchi non ha lavorato con piena regolarità formale, sia sul piano contabile, sia sul piano dei rapporti con il consiglio comunale. I commissari sono riusciti a portare in luce le contraddizioni del caso Bianchi, esaminato dal punto di vista delle carte bollate: cioè del difficile esame dei documenti che hanno tracciato il passaggio di Angelo Bianchi (funzionario pubblico dalla «spiccata capacità criminale», definizione dei giudici) nell’appalto del cimitero di Melegnano.

Invitati alla riunione di ieri, 1 dicembre, c’erano anche il sindaco Vito Bellomo e l’assessore ai lavori pubblici Lorenzo Pontiggia. Insieme al geometra Marco Ferrari, capo opere pubbliche dell’ufficio comunale. Marco Ferrari ha ribadito la sua responsabilità, quasi esclusiva, nell’assunzione dell’incarico di Bianchi: «La richiesta di avvalerci del lavoro di Bianchi è nata da me – ha affermato Marco Ferrari. – Quando nel 2009 l’amministrazione ha manifestato la necessità di rispondere alla situazione di emergenza del cimitero, ho chiesto di dotarmi di un collaboratore. Non sarei stato in grado di affrontare quel lavoro in maniera serena. L’amministrazione mi ha assecondato e ha considerato degna la mia richiesta».

Lucia Rossi interviene: «Nei documenti c’è una valutazione della costruzione dei loculi: si parla di 3400 euro a loculo. Per esprimere questa cifra, è stata fatta un’analisi specifica o è stata solamente un’ipotesi? Infatti, come costo di costruzione, è una cifra esorbitante». «Se non ricordo male, abbiamo preso i prezzi di vendita e abbiamo fatto una media sui costi dell’epoca» è la risposta di Ferrari.
«La cosa mi fa specie; considerato che Angelo Bianchi era stato scelto per la sua esperienza – ha replicato Lucia Rossi. – In proporzione, la media che avete espresso è di due volte e mezzo superiore ai prezzi di mercato. Stiamo parlando di una media totalmente sbagliata. Credo sia un fatto abbastanza anomalo. Anche il testo della delibera di giunta (la numero 194 del 16 novembre 2011) è sbagliato. Mi chiedo se sindaco e giunta non si facciano domande: chiedo al sindaco e a voi come mai c’è questa anomalia». Aggiunge Dario Ninfo, presidente della commissione: «Nella delibera di giunta n. 194, si fa riferimento ad un allegato contenente un parere contabile; ma l’allegato e il parere sono assenti. Come mai?».

Le risposte del sindaco Bellomo – non sempre consapevole del ruolo – non sono risultate sufficienti. La linea presentata da sindaco e assessore è questa: avevamo un’emergenza, abbiamo espresso dei desideri e degli obiettivi, gli obiettivi sono stati raggiunti. Ma bisogna sottolineare (in sede giornalistica e, sarebbe il caso, anche amministrativa) è off topic, cioè non segue l’oggetto di indagine della commissione: rintracciare atti e documenti pubblici riguardanti il lavoro di Angelo Bianchi a Melegnano.
Il messaggio che interessava al sindaco era: «È tutto a posto. Non abbiamo nulla da nascondere», ha ripetuto in due occasioni. Lorenzo Pontiggia ha ricostruito in modo sintetico il percorso che i documenti relativi al cimitero hanno fatto in comune.
«Credo che agli atti ci sia tutto – ha detto Pontiggia. – Dal settembre 2009, ci siamo trovati in difficoltà a gestire e finanziare il cimitero. Ai tempi ci costava 8000 euro al mese. Come detto dal geometra Ferrari, l’investimento del 2009 era di 40 loculi per 40mila euro. All’epoca c’era una forte domanda di loculi, e andarono tutti esauriti. Emersa riflessione: portato in quel periodo a valutare progetto finanza. Avevamo problemi e lamentele. Abbiamo fatto una riflessione: potevamo sfruttare appieno lo strumento del progetto di finanza, e la consulenza di un ingegnere apposito; per garantire tutta una serie di servizi, dalle nuove edificazioni del cimitero alla gestione della polizia mortuaria. Riflessione che si ritrova negli atti dello studio di fattibilità».
«Avevo gente ne 2008 che portava le salme in altri cimiteri. Era un disastro – ha aggiunto Bellomo. – Avevo delle questioni politiche con cittadini che si lamentavano delle criticità del cimitero. Inizialmente si pensava solo ai loculi, poi è esplosa emergenza. Sottolineo che questo è il primo project financing di questo comune. Gli obiettivi li ha raggiunti, ora di lamentele sul cimitero non ne ho. Il Patto di Stabilità stringeva sempre di più. Ricordate sui giornali quanti problemi c’erano. Negli ultimi anni il problema si è risolto».

Tommaso Rossi: «Questa è una giustificazione a posteriori. Ma il fine non giustifica i mezzi. Stasera valutiamo i mezzi. A me pare che gli atti dicano inequivocabilmente: una volta dato un incarico ben preciso, Bianchi dopo 6 mesi e mezzo ha fatto un lavoro che c’entrava in minima parte con le direttive dell’ammistrazione. Questo incarico è stato quindi disatteso. E fin qui credo che nessuno possa obiettare. Infatti è stato affidato un incarico al di fuori del mandato che il consiglio comunale aveva dato. Questa è la prima questione su cui l’amministrazione deve rendere conto stasera».

Bellomo: «Non ho niente da dire. Non ci vedo nulla di strano; i comuni sono in difficoltà, i tempi delle amministrazioni sono questi. Per quanto riguarda la delibera di giunta, non era necessario aver e un parere di regolarità contabile, ma solo regolarità tecnica».

Rossi Lucia: «Sì, ma la domanda era un’altra. Non vi siete accorti che non era un incarico come previsto all’inizio? Prendete in mano una cosa e non è quella per cui avete dato incarico. E poi iniziare anche le procedure di gara. Secondo la normativa, “ci vuole regolarità tecnica e regolarità contabile”. Perciò non ci sono atti regolari. Domando: questa delibera, priva di regolarità, la devo prendere o non la devo prendere?».

Bellomo: «Ognuno ha la propria idea su questo, voi la pensate in un modo, gli altri in un altro…».

Lucia Rossi: «Ma quindi, se il consiglio comunale non avesse verificato il tutto…?».

Bellomo: «Non so, noi la vediamo in un modo, voi in un altro, l’amministrazione ha posto un obiettivo e l’ha centrato. Ragazzi, io non faccio il segretario, l’architetto o il geometra. Faccio l’avvocato e faccio fatica a seguire certi aspetti».

In conclusione il sindaco ha affermato di conoscere personalmente Angelo Bianchi. «L’ho conosciuto nel 2009, nella ristrutturazione delle scuole di Melegnano» ha detto. Ma non sapeva dei guai giudiziari che pendevano su Bianchi. Il quale, nel 2008, è stato indagato e arrestato dalla procura di Sondrio in un’inchiesta giudiziaria che ha fatto grandissimo scalpore nel territorio valtellinese. E la sua fedina penale non ha fatto che ingrossarsi, prima presso la procura di Pavia, poi presso la procura di Milano. Lorenzo Pontiggia lo ha conosciuto nelle stesse occasioni: «Non ero al corrente delle vicende che lo interessavano».

Marco Maccari, mercoledì 2 dicembre 2015 ore 15:14

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Cronaca

Favorevoli. Contrari. Astenuti

Cronaca dal consiglio: la vera nascita della commissione d’inchiesta sull’incarico di Angelo Bianchi, arrestato il 13 ottobre per corruzione, nel comune di Melegnano

SALA CONSILIARE – La commissione d’inchiesta è nata, Melegnano fa luce sui suoi demoni. Con il voto unanime di maggioranza e opposizione giovedì 29 ottobre è stata istituita la commissione speciale di inchiesta sul caso dell’incarico affidato nel 2011 ad Angelo Bianchi, l’ingegnere coinvolto in tre inchieste giudiziarie a Sondrio, a Milano, a Pavia, arrestato il 13 ottobre insieme a Mario Mantovani. L’incarico gli ha dato in affidamento di occuparsi dell’appalto del cimitero comunale.
L’iniziativa viene dai capigruppo di minoranza: Pietro Mezzi (Sel), Davide Possenti (Pd), Lucia Rossi (Insieme Cambiamo). Anche Luigi Martelli (Destra Civica-LegaNord) è favorevole; aveva insistito da subito per ampliare l’inchiesta ad aspetti della gestione del cimitero comunale. Anche le forze di maggioranza condividono l’iniziativa. Silvana Palma (Fratelli d’Italia) ha votato a favore. Favorevoli anche Pier Antonio Rossetti, presidente del consiglio comunale, e Simone Passerini (Forza Italia), i due rappresentanti eletti legati a Mario Mantovani e alla sua cerchia sotto l’aspetto politico e sotto l’aspetto professionale, come evidenziato nelle inchieste di RADAR pubblicate online.

«Ho chiesto informazioni – ha affermato Pietro Mezzi prendendo la parola in consiglio. – Risulta mancare un documento: la delibera di giunta che ha preso atto dell’incarico affidato a Bianchi. Manca anche un documento sulla modalità di selezione di quell’affidamento, una spiegazione sul motivo che impediva di darlo a personale già presente in comune. C’è poi una serie di domande senza risposta – ha osservato Mezzi. – Perché quell’incarico fu affidato in modo diretto? Perché fu affidato a un tecnico che nel 2011 aveva problemi giudiziari?».
La riunione ha discusso quale dovrà essere l’oggetto di indagine della nuova commissione d’inchiesta. Il consiglio ha parzialmente ampliato l’oggetto dell’inchiesta (il progetto finanziario del cimitero comunale) e ha nominato Dario Ninfo (Pd) presidente di commissione e Cosimo Santo (Forza Italia) vicepresidente. «Confesso che sono incuriosito – è intervenuto Martelli, – fin dall’inizio avevo proposto di affrontare questo argomento: perché me lo ritrovo ora? Ideologie e bandiere devono essere messe da parte».

«È diritto del consigliere comunale chiedere accertamenti. Ma, personalmente, decido di fare un passo indietro e di non fare parte della commissione d’inchiesta» ha annunciato Rossetti, essendo politicamente e professionalmente legato a Mario Mantovani. «Per non dare adito a fantasie». Passo indietro anche di Simone Passerini, capogruppo di Forza Italia: «Mi associo al presidente Rossetti, e lo dico ad alta voce: farò un passo indietro – ha affermato, – per evitare che ci siano false e stupide strumentalizzazioni, e tutto quello che si è scritto e mal interpretato. No all’OK Corral, no allo sparare più grosso possibile».
Osserva Davide Possenti, capogruppo Pd: «È giusto che su affari grandi il consiglio comunale faccia un lavoro più serio. Non mi riconosco in Passerini: un conto sono i giornalisti, che fanno il loro lavoro anche con inchieste, un conto è lavoro istituzionale».
«Mi associo a tutti i gruppi consiliari – ha dichiarato Lucia Rossi capogruppo di Insieme Cambiamo, – per un lavoro senza sbavature».

Annuncia il sindaco Vito Bellomo: «Non abbiamo nulla da nascondere. Ma questo è un campo minato: attenzione a come si ricostruiscono i fatti. Bisogna usare bene i termini senza buttare fango. Ho letto strumentalizzazioni da parte di Sel che prenderò in considerazione in altre sedi. Essere processati, non ci va». Le strumentalizzazioni alle quali allude il sindaco sono le osservazioni affisse da Sinistra Ecologia Libertà sulla bacheca pubblica comunale, lungo via Conciliazione. Ma le osservazioni di Bellomo, Passerini e Rossetti rappresentano una reazione agli articoli di RADAR sul caso di Angelo Bianchi.

Marco Maccari, mercoledì 11 novembre 2015 ore 13:35

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Il caso

Commissione d’inchiesta? Complicargli l’esistenza, altro che

Sandro, 23 anni, ha letto che il comune ha approvato una commissione d’inchiesta sulle consulenze dell’ingegnere Bianchi. Sandro ha avuto qualche idea. Le ha proposte a RADAR.

  1. «Condividere le iniziative (interrogazioni consiliari, domande brevi, mozioni, …) con gli altri gruppi consiliari di opposizione. L’iniziativa sarà politicamente più forte e meno eludibile dagli uffici.
  2. «Impegnare il comune con atti amministrativi (es. mozioni) a essere trasparente in futuro sulle consulenze: si può pensare a un bollettino ogni X mesi con relativo curriculum, per esempio. Sono atti che in teoria sono già pubblici, ma questo semplificherebbe la consultazione da parte dei cittadini.
  3. «Fare una battaglia non solo amministrativa ma anche politica. Le opposizioni vogliono fare insieme un’iniziativa in cui si discute degli sprechi, delle arbitrarietà delle consulenze del comune di Melegnano, o vogliono continuare a parlare l’amministrativese? Anche un volantino basterebbe a spiegare a tutti cosa è successo. Mantovani->Bellomo->Bianchi. Semplice, ma se parli ai cittadini di interpellanze nessuno ci capirà nulla».

Punto 4: complicare l’esistenza a questa maggioranza. Angelo Bianchi era indagato e chiamato a presentarsi in giudizio: e la nostra classe dirigente lo lascia entrare nell’appalto comunale del cimitero? Non esiste. È fuori contesto dire – come pronuncia il sindaco – «ok, commissione d’inchiesta, tanto non abbiamo niente da nascondere». Caro Sandro, si diceva che a Melegnano le minoranze dormissero. La maggioranza, quando non è appesa ai fili dei suoi protettori politici, ha sonno più di tutti.

Lo Staff, martedì 27 ottobre 2015 ore 12:12

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L'inchiesta cinica

Bellomo vuol dire omertà

INIZIANO AD ARRESTARE le persone perbene. Mario Mantovani, «il faraone», siede nel carcere di San Vittore. Sui capelli radi ma pettinati, sul volto asciutto da magnate fiorentino, di una magrezza dantesca, il neon del penitenziario. Tremano i sostenitori locali di Forza Italia, tra di essi i sostenitori melegnanesi e sangiulianesi. «Conosco pochissimo Mario Mantovani, mi è sempre sembrato una persona onesta» è il commento di Onorato.

La «persona onesta» possiede – è l’ordinanza di arresto di Stefania Pepe, giudice per le indagini preliminari di Milano – «spiccata capacità criminale» e «propensione alla violazione delle regole» e con lui le dimostra il suo plenipotenziario, anch’egli arrestato. È Angelo Bianchi, ingegnere civile residente a Melegnano in via Cadorna 11/C. Posto di lavoro al provveditorato opere pubbliche Lombardia, nato a Vieste nel 1963.
Per essere un professionista iscritto all’albo, questa è la sua seconda volta dietro le sbarre. Lo arrestò la procura di Sondrio il 10 ottobre del 2008 con l’accusa di appalti truccati nelle opere pubbliche (leggi la cronaca dell’arresto: «Oggi sono in ferie, sto con la mia famiglia, si sarebbe giustificato. Ma il suo capo insiste: c’è la polizia in ufficio, la vuole, deve rientrare al più presto»). Nel 2012 lo rinviò a giudizio. L’arresto fece snasare qualcosa ai suoi superiori che gli dissero: fa’ le valige.

Ma Angelo Banchi, ingegnere civile residente in via Cadorna 11/C, torna al suo posto. Il senatore Mario Mantovani, stando alle indagini, «fa pressione» per lui. Angelo Bianchi non ha mai smesso di lavorare. Era arrestato, indagato, e otteneva incarichi su incarichi. Nel 2008, sotto indagini, fa «sobbalzare i detective perché aveva ottenuto un incarico dalla provincia nonostante fosse indagato»! Nel 2010 entra nel comune di Cologno al Serio, provincia di Bergamo, area edilizia pubblica, con la determina 340/2010 del responsabile per un incarico di «prestazioni tecniche presso il nuovo centro natatorio comunale». Nel 2011, l’anno dopo, entra nel comune di Melegnano.

A Melegnano Angelo Bianchi entra con determina 611/2011 del 24 agosto. «Affidamento incarico professionale per attività di supporto al responsabile unico del procedimento per le realizzazioni in finanza di progetto, all’ing. Angelo Bianchi» è il titolo (clic all’elenco determine 2011, pagina 19). A Melegnano la finanza di progetto riguarda l’appalto di ristrutturazione del cimitero comunale di via Cerca Vecchia, assegnato a Ma.Gi. Srl.

Se parliamo di Mantovani e Bianchi parliamo di Vito Bellomo, 1970, sindaco di Melegnano, di Pier Antonio Rossetti, 1975, presidente del consiglio comunale melegnanese, di Simone Passerini, 1978, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale. Il trio compone i vertici della forza politica di maggioranza rieletta a Melegnano nel 2012, con l’esigua maggioranza di 154 voti. Come si legano ad Angelo Bianchi e al senatore Mario Mantovani, «gruppo di spiccata capacità criminale»? In nessun modo – risponderebbe Onorato – perché sono persone perbene.

Nelle scorse notti scrivono al blog due persone. Sono il gruppo Melegnano Libera e un uomo, che chiameremo Giacomo, melegnanese. «Domandona per il blog e i suoi lettori – esordisce Melegnano Libera. – Chi deve ringraziare Pier Antonio Rossetti per la nomina nel consiglio di amministrazione di FERROVIENORD Spa?? 1. La sua competenza nel settore ferroviario. 2. Il padre bottegaio in Borgo. 3. Il vicepresidente della regione Lombardia, Mantovani». Giacomo in una prima email scrive: «P. A. Rossetti, vicepresidente FerrovieNord. Nessuno ne parla, eppure è una carica prestigiosa, indovinate chi ce lo ha messo lì, un certo faraone». E allega il curriculum in pdf, visibile sul sito del comune (clic al file). In una seconda email: «Quando far politica ti cambia la vita. Il capogruppo di Forza  Italia Passerini, nel 2008 in piena crisi è sistemato dal faraone in Camera di Commercio. Poi come fa questo signore a dire no a chi l’ha sistemato per sempre. Vedi cv» (clic al curriculum vitae).

Sia Melegnano Libera sia Giacomo sono invitati a fare aperta denuncia tramite esposto. Ma fa riflettere il commento che un melegnanese, Mauro, 36 anni, cittadino responsabile, fece a RADAR nel 2014: «Il sindaco Bellomo si è autonominato vicepresidente della Fondazione Castellini Onlus, utilizzando i propri poteri statutari di nomina, perché negli assessorati di regione Lombardia c’è interesse a mantenere un presidio nella sanità melegnanese».

Le dichiarazioni del sindaco Bellomo sulla questione hanno il suono di ciò che ha detto sulle esplosioni, sulla confisca del negozio di via Lodi 39 alla ’ndrangheta: il suono del silenzio, della difesa d’ufficio. Dell’omertà. «Conosco Angelo Bianchi – ha dichiarato il sindaco Vito Bellomo – e questa mattina la notizia del suo arresto mi ha lasciato senza parole. Al momento comunque le ipotesi di reato non sono in alcun modo legate alla realtà di Melegnano» (Bellomo a Il Cittadino, 14 ottobre 2015). La realtà, a Melegnano, parla una lingua molto diversa.

Lo Staff, lunedì 19 ottobre 2015 ore 12:00 

radarmelegnano@gmail.com


Diverse informazioni personali dell’indagato, codice fiscale e giorno di nascita sono stati resi pubblici dal comune di Cologno al Serio nel testo della determina 340/2010, visibile online (clic al link nell’articolo).

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