L'inchiesta satirica

La fortuna di Medusa

CARE LETTRICI: il 2015. Una Fiera organizzata con le associazioni. A Milano l’Expo per sei mesi. Le città intorno che chiedono crescita. È l’anno giusto. È il momento di entrare nel discorso, di ottenere ascolto: ci obbediscano parole nuove, e le parole vecchie, le amicizie logore, le abitudini sbagliate che non ci hanno portato nada faranno meglio a cercarsi una tomba.

Nostra regina sia la semplicità. L’occasione colta al volo sia un’ala verso una patria più limpida; l’idea sia accarezzarla, questa libera visione, e quel progetto antico, quel foglio bianco da tanto in attesa, concretizziamolo. Diamoci carta bianca, nasca un piccolo pegaso tutto nostro. Regaliamo, regaliamoci una persona più felice.

Persone più belle per una città più bella. Care lettrici, quando il gioco non funziona è ora di smettere e se RADAR in sei mesi non avesse realizzato 52mila visite – pari a una platea con un pubblico di tre Melegnano – le braccia le avremmo ridate all’agricoltura. La fortuna è che, ovunque siamo entrati, è stato quarto potere. Come Medusa (ritratta nell’immagine in evidenza), tutto ciò che abbiamo guardato con questi occhi non è rimasto come prima.
Discutiamo. Confrontiamoci sull’arte di ottenere efficienza dalle nostre vite e dalle vite di chi responsabilizziamo. Qualcosa che non è mai stato tentato lo faremo oggi stesso. La chiameremo arte delle priorità. Oooooooh, diranno gli uomini – ma a noi non interessano gli uomini, siamo giovani e avete presente il discorso: «gli uomini sono tutti uguali»? «È tutto un mondo di uomini»? «È proprio un periodo no-uomini»? «Sono stufa di questi uomini»? Ce l’avete presente? E chi altri credete siano delusi da questi uomini, se non i giovani? Chi vengono schiacciati da altri uomini, se non i giovani? Chi sono all’occorrenza messi in ridicolo, da parte, snobbati, ignorati, contrastati da questi uomini, se non i più giovani di loro? Avete presente quel filo di antipatia, di bassa meraviglia, di incredulità davanti all’ennesimo esemplare di questi uomini? Noi anche.

«Questi non sono Al Qaeda. Questi fanno sul serio» diranno di noi gli uomini, come ha detto un giovane amico di Roma, dieci giorni fa, parlando dell’Isis. Per questo chiediamo aiuto al vostro intuito di lavoratrici, studentesse, madri, compagne, per analizzare se i nostri amministratori eletti stanno seguendo un ordine di priorità oppure se inseguono il vago, il superfluo. Apriamo un’inchiesta finanziaria su di loro, che raffronti il loro rendimento con il loro stipendio pubblico.

Soldi, care lettrici. Euro frusciante. Alberto Corbellini, consigliere comunale di minoranza per il Partito Democratico locale, è il Dalai Lama in questo. Solo eletto ad avere rinunciato ai compensi per devolverli alle finanze comunali. E tu? Ma come? Quasi 40k l’anno scorso e parli solo di stazione e di Cerca-Binasca, Sindaco Vito Bellomo? Chiaro che RADAR ti rende una star ma stazione e bretella non sono del 2014. E tutto il lavoro da fare in progettazione viabilistica, ristrutturazione della mobilità, manutenzione ordinaria, stimolo all’attività commerciale, riqualificazione storica? Tutto il lavoro da fare in: 1. Urbanistica 2. Edilizia Privata 3. Mobilità 4. Viabilità 5. Trasporti 6. Innovazione 7. Expo2015 8. Area Metropolitana? Sarebbe come se RADAR si limitasse a pubblicare una notizia ogni tanto, andando a prenderla dai cronisti del Giorno e del Cittadino e vantandosi di un’inchiestina scritta in precedenti esperienze giornalistiche da parte di un membro del blog iscritto all’Albo. 

Il Sindaco è nel Collegio di Vigilanza delle opere TEM: perché il Montorfano dovrebbe restare senza opere speciali di compensazione ambientale, quindi senza adeguate barriere boschive? Città Metropolitana, Pisapia, Mezzi, accordi: meno scuse. Le famiglie di un numero civico di via Martin Luther King ti hanno disposto un incontro dal quale saresti uscito con istanze fresche, che in politica equivalgono a sicuri successi. Ecco qualcosa di pronto da concretizzare, invece di sedute ai tavoli e foto a braccia conserte. 40k nel 2014! (39.753 euro!), con notula di «rimborso spese stimate» di 2870 euro! (stimate! di ’sti tempi) equivalente a una tredicesima da banchetto. E basta con ’sta storia di andare sul giornale a dire «non sono certo compensi d’oro», «non sono certo cifre faraoniche» (fonte Il Cittadino, giovedì 12 febbraio 2015, pagina 17): sono almeno cinque anni che viene ripetuta. Le paghe sono ottime, la tua corrisponde a un secondo stipendio degno di un capo d’azienda pubblica, anche più alto di un primo stipendio di base.

Perciò: efficientiamo. Facciamo del Sindaco un assessore.

Gli diamo 10mila l’anno e buoni kilometrici + rimborsi spese per fare la spola tra Melegnano e «le altre istituzioni» (parole di Simone Passerini, dicembre 2014).

I 30mila avanzati dai 40k ridistribuiamoli come segue:
1) 15mila alla vicesindaco Raffaela Caputo (20.450 euro nel 2014) motrice dell’azienda comunale, che, in quanto comunale, ha da lavorare per i cittadini e, in quanto azienda, ha da produrre servizi soddisfacenti in risposta a bisogni riconosciuti dalla legge come le scuole, gli asili, la biblioteca, la cultura – il «famo politica» caro al gruppo di Forza Italia quindi non è contemplato nel lavoro d’azienda;
2) 15mila all’assessore Fabio Raimondo i cui 19mila (sono 18.750 euro lordi) lo rendono dedito con vigore operaio ai Servizi Sociali, alla Famiglia, alla Protezione Civile, ma indifeso nel settore della Comunicazione Comunale – la fa da solo con lo smartphone: il 15mila aggiungerebbe un’unità part time per le media relations e il social management – o nel settore della Polizia & Vigilanza Locale, dove i risultati sono sensibilmente invariati rispetto all’era comunista.

Servono anche quei 10mila? L’assessore arch. Lorenzo Pontiggia – professionista tecnico da appena 16.730 euro – se ne può giovare come base fissa per una combattiva figura di supporto in patto di prova nella raccolta fondi a beneficio di asfalti, lampioni, marciapiedi. Oppure potrebbero essergli proposti a incentivo per un total look change alla disastrata Melegnano.
O andare a Rita Capriotti, neoassessore al bilancio che da settembre ha reso conto dell’ingresso in cassa di 200mila euro a fronte di un magro compenso di 4.920 euro lordi.

Eccedenti anche i 16.730 euro riconosciuti al Presidente del Consiglio Comunale Pier Antonio Rossetti, figura dal comportamento asciuttamente istituzionale. Affettarli fino a somigliare ai 781 euro lordi del consigliere Simone Passerini, capogruppo di Forza Italia o ai 766 euro lordi di Roberto Modini.
Con gli affettati tolti dalla Presidenza del Consiglio abbiamo 16mila euro. Li diamo dove? Ai 968 euro totali di Silvana Palma + Tiziano Bassi, Fratelli d’Italia? Al totale di 1895 euro ottenuto dai consiglieri di Forza Italia Giovanni Schianchi + Cosimo Santo + Rocco Tripodi + Paola Borsotti? È completamente ingiustificato. Non si sa nemmeno, i quattro, che voce abbiano.
Ai 1317 euro del PD, Dario Ninfo + Davide Possenti? Ai 965 euro di Sel, Tommaso Rossi + Pietro Mezzi?
Facciamo così. Prendiamo la Lucia Rossi della lista Insieme Cambiamo, che continua gridare. Ha passato l’anno a chiedere riparazioni per il Benini, chiarezza sull’esplosione in tabaccheria, riscaldamenti in viale Lazio, strade chiuse ai TIR, approvazione del Codice Etico, risposte sui ritardi TARI, finanziamenti 8permille nelle scuole, linee di indirizzo per la Fiera e collegamento del Perdono con Expo; la facciamo assessore e con i 16mila le ordiniamo di lavorare come se non ci fosse un 2016: altro che 832 lordi.
Oppure li diamo al ragazzo Luigi Martelli: per 595 euro si è preso quattro intimidazioni e la solidarietà dei soli ex avversari. Gli ci paghiamo la scorta. Così può condurre indisturbato le sue ricerche di legalità nelle case popolari, e la figlia di 5 anni conoscerà serenamente la verità.

Lo staff di RADAR, domenica 15 febbraio 2015 ore 21:40

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Le cifre sui compensi sono tratte dall’articolo del Cittadino indicato nel testo.

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Satira

Bellomo, Pisapia, il traffico e la bretella senza un soldo

RADAR-feb2015Strada Cerca-Binasca, il Sindaco Bellomo: «Niente soldi per 249mila metri quadri di bosco».

E la notizia?

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TEM e Cerca-Binasca. Bellomo: «Niente aree boschive a Melegnano, Rocca Brivio, Cerro al Lambro, Vizzolo Predabissi, Dresano, Mulazzano, Casalmaiocco».

E il Montorfano?

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Bellomo, «TEM ha congelato i progetti ambientali speciali in tutto il Sud Est Milano». Peccato, Papà Albero: avevi un sacco di spermatozoi!

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Sindaco Bellomo: «Progetti ambientali congelati e privi di finanziatori. E inizio a sentirmi un po’ freddino anch’io…».

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Cerca-Binasca, a ben vedere Bellomo dichiara: «Gli accordi iniziali prevedevano la manutenzione delle ciclabili ai Comuni, la gestione delle strade alla Provincia e i progetti ambientali al Parco Sud. Che dipendeva in toto dalla Provincia». Cinquanta sfumature di significato.

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Bellomo: «Esortiamo dunque Pisapia e la Città Metropolitana a scegliere le riserve o saranno a rischio le opere compensative».
La più triste.

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Bellomo, «Gli accordi prevedevano questo, e questo, e questo, e questo…». Grande Albero, Madre Terra, piangete intanto tutti i vostri figli.

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Niente più boschi sulla Cerca-Binasca. Alberi e poeti: sempre storia inutile.

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#TEM&sperèm

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