Cronaca

Maschera bianca, al 58 mi ti bevo, al 25% dei casi ti spacco la faccia

I risultati del sondaggio. Con intervista al Sindaco di San Giuliano Milanese

BORGOLOMBARDO, MELEGNANO, CERTOSA – Vedo maschere bianche? Li vado a denunciare. Il nostro sondaggio, aperto martedì 7 ottobre e svolto su un campione di 111 lettori, si chiude con il 58% di voti a favore della scelta di presentarsi al comando dei carabinieri e di fare un esposto. Opzione andata per la maggiore fin dal primo momento.

La soluzione fai da te vale per il 25% dei partecipanti, che aspettano solo di avvistarli per metterli in riga. Avvertire i condòmini e tenere gli occhi aperti è valido per il 5%. Altrettanti (di nuovo 5%) i lettori che correrebbero a casa ma senza un’idea di che cosa fare.

Informare tutti sui social network è considerato dal 4% dei partecipanti. Soltanto un 3% telefonerebbe in Comune per far muovere il sindaco o l’assessore. Nessuno vorrebbe convocare insegnanti, psicologi, scuole (0%).

I bersagli? Minorenni, anziani, donne sole; ci sono stati reati, due rapine a mano armata. «Sono sgomento – si pronuncia Alessandro Lorenzano, 30enne sindaco sangiulianese. – Abbiamo potenziato i controlli in borghese della polizia locale nelle zone da cui provengono le segnalazioni, per arrivare a prenderli e identificarli. Ma la reazione che vedo è ancora più sconcertante. Invito a mantenere la calma affinché non si produca emulazione: meglio segnalare alle autorità che scrivere il post su Facebook, perché il primo serve, il secondo ha l’effetto contrario».
Queste dichiarazioni nascono da…?
«Sono figlie delle segnalazioni dell’Amministrazione», risponde.
Nel corso del nostro sondaggio, fin dal primo giorno i lettori hanno dichiarato che la prima cosa che farebbero è segnalare. Ma i carabinieri ad oggi non riferiscono di avere ricevuto segnalazioni.
«Questo è un grosso problema – replica il sindaco. – Siamo nelle condizioni di avere decine di segnalazioni di furti sui social network e zero denunce alla tenenza dei carabinieri. Si scatena il meccanismo dell’omertà, o della paura di lasciare le proprie generalità. Perciò l’invito che faccio ai cittadini, giovani e meno giovani, è di chiamare la tenenza dei carabinieri, il comando di polizia locale e di segnalare. Perché di questo viene lasciata traccia. San Giuliano ha 84 km di rete stradale: se non c’è segnalazione non compare nessuna freccia rossa».
Ha avuto un confronto con i carabinieri?
«Con il maresciallo».

(Si ringrazia Marco Maccari)

martedì 14 ottobre 2014, 13:54

 

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Cronaca

«Vai, vai»: lei è in macchina, il ladro è in maschera (e col coltello sono in tre)

VIA PARRI – Agguato e rapina a San Donato Milanese venerdì sera alle 22.30, giù dal cavalcavia di via Parri: dove L., quarentenne con marito e figli a casa, era alla guida della sua auto, sola, ferma al semaforo rosso. «Salta su questo qui – racconta L. – Mi è salito dietro in macchina, con un coltello in mano. Mi fa: vai, vai».

Magrolino, non tanto alto, incappucciato e con la maschera bianca: «Doveva essere solo un ragazzo – descrive L. – Avevo il cuore in gola ma in quel momento ero pacata, tranquilla. Gli ho detto: guarda, io ho due figli. Prendi quello che vuoi ma lasciami andare».

«Continuava a insistere; gli ho detto: aspetta che riparto. Mi dice: Vai, vai, gira. C’erano due ragazzini, saranno stati quindicenni, attraversavano le strisce. Ho iniziato a gridare chiedendo aiuto, dicendo che c’era in macchina uno sconosciuto con un coltello. I ragazzini forse si saranno spaventati più di me; fatto sta che il ragazzo a quel punto è sceso dalla macchina e ha scavalcato verso il campo sportivo».

Le ha rubato la borsa. Dentro c’era qualche decina di euro insieme a oggetti personali di grande valore affettivo. «Non li riavrò mai più» è la sua conclusione. La denuncia è stata regolarmente sporta ai carabinieri, presso i quali L. si è presentata la sera stessa di venerdì. «Ma non è tanto la borsa, è il modo di fare. Ora però se entro in macchina mi guardo sempre dietro nello specchietto, sono piena di fisime. Ho letto che è successo a Borgolombardo e sull’Emilia; cosa dobbiamo fare? A San Donato e a San Giuliano non abbiamo più una vita».

Marco Maccari

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