Cronaca

«Oggi è morto Giovanni Falcone». E noi aderiamo ad Avviso Pubblico 

Le finanze migliorano; l’amministrazione riesce a coprire o a incassare tributi non pagati. C’è da rifare un po’ di marciapiedi, quelli asfaltati alle elezioni. Tutti zittiscono l’ex sindaco Bellomo. 

PIAZZA RISORGIMENTO — Il presidente del consiglio comunale Davide Possenti ricorda la data del 23 maggio, morte di Giovanni Falcone: «Un giorno tristissimo per la nostra democrazia». Un minuto di silenzio.

1. FINANZE: «SIAMO MESSI MEGLIO»

2017 in netto miglioramento rispetto al 2016, rispettato l’equilibrio finanziario: ancora impensieriscono il contenzioso con i gestori del cimitero, creato all’inizio di quest’anno, e il contenzioso con il gestore del centro sportivo, calcolato in 193mila euro negli esercizi di bilancio precedenti.
3 milioni di euro di fondo-crediti aiutano a recuperare l’evasione dei tributi comunali; 349mila euro dal fondo credito coprono il 40% del non riscosso, il 60% invece è stato incassato con nuove bollette: «Stiamo bene» è la conclusione l’assessore Marco Pietrabissa.

Critico il consigliere di minoranza Pietro Mezzi: «Il revisore dei conti e l’assessore dicono che c’è una buona situazione del nostro bilancio. Bene. La domanda è, però, se è dovuta alla vostra gestione o se dipende da un bilancio che si regge su imposizioni tributarie elevate. Le entrate tributarie riscontrano una forte riduzione rispetto all’anno precedente. Se chiediamo ai cittadini massimo sforzo per imposte e tributi, che sono al massimo, dobbiamo chiedere altrettanto sforzo all’amministrazione. Questa operazione di recupero del non pagato va accompagnata con un esercizio di trasparenza e di comunicazione verso l’esterno». «Dovremo fare lo sforzo, che non è stato fatto negli ultimi 10 anni, di capire perché ci sono queste mancanze di entrate: quanti cittadini non pagano perché non se lo possono permettere, e quanti invece stanno propriamente evadendo» conviene il consigliere di maggioranza Alberto Corbellini.

2. MELEGNANO ADERISCE AD AVVISO PUBBLICO

Lucia Rossi, consigliera di minoranza: «Propongo l’adesione alla rete di associazioni Avviso Pubblico. Da presentare alla nostra neonata commissione comunale antimafia. Avviso Pubblico fa informazione per gli amministratori pubblici, fa progettazione di eventi, diffonde buone prassi per la prevenzione dell’infiltrazione criminale organizzata, produce dossier e documenti. Aderire anche noi come comune di Melegnano significa anche cercare il dialogo con i cittadini. È importante fare sistema e rete con chi ha già trovato gli anticorpi per resistere».

Alberto Spoldi, consigliere di maggioranza: «Favorevole. Soprattutto all’aspetto della formazione. Spesso l’illegalità è travestita da legalità».

Lorenzo Pontiggia, consigliere di minoranza, ex assessore di Bellomo: «Anche noi di Forza Italia vediamo assolutamente di buon occhio l’adesione. Ben venga l’esperienza di questa associazione».

Rimane ostile Bellomo: «Non concordo. I professionisti dell’antimafia fanno più danni di…». Non gli lasciano finire la frase.

L’adesione è approvata all’unanimità.

3. LITIGIO IN AULA: MAGGIORANZA VS BELLOMO

Vito Bellomo, ex sindaco e consigliere di minoranza, vuole ringraziare l’assessore Pietrabissa: il merito del buon esercizio di bilancio del 2017 è, ritiene Bellomo, anche suo merito personale. «Non approfitti della mia gentilezza» lo secca Pietrabissa: «Non ho mai detto che sia da riconoscere qualcosa alla sua amministrazione. Io ho detto semplicemente che non vado a rivangare il passato».

Il sindaco Rodolfo Bertoli: «Non è così, consigliere Bellomo. Ci troviamo a dover accelerare un processo di progettazione legato al castello, ai beni pubblici, alle risorse, a un patrimonio pubblico che ci è stato consegnato disastrato. Andiamo nel concreto: illuminazione; abbiamo dovuto bloccare una finanza di progetto che sarebbe costata un’enormità; cimitero: siamo di fronte a una gestione assurda, con un investimento per oltre 12 milioni che dovremo pagare per vent’anni ancora, cui stiamo cercando di rimediare. Inoltre il sindaco Bellomo firmò provvedimenti il 25-26 giugno, quando aveva già perso le elezioni».

Inizia una resa dei conti con Bellomo, spesa per spesa. L’ex sindaco chiede interventi nel castello, rivendica l’installazione di telecamere di sorveglianza, realizzate in tempi elettorali; risponde Giacinto Parrotta assessore alla sicurezza: «Le telecamere non erano funzionanti. Una non era collegata alla corrente elettrica». Approfitta per un annuncio: «Tutto il parco del castello sarà controllato da telecamere. Tutti gli ingressi della città saranno sorvegliati da telecamere, per il monitoraggio delle auto in entrata».

Replica l’assessora alle opere pubbliche Ravarini: «Dal 14 maggio è iniziato il lavoro di sostituzione di tutti i corpi illuminanti della città con corpi a LED; un anno per coprire tutta l’operazione. Ci siamo trovati brutte sorprese: ancora cavi nella sabbia, fenomeno diffuso nei marciapiedi appena rifatti; dobbiamo andare a tagliare i marciapiedi nuovi; ecco perché certe zone restano al buio, in diversi periodi».

Il consigliere di maggioranza Alberto Spoldi: «È nostra intenzione cambiare il modo di gestire la cosa pubblica. Diminuire le tasse? Sì, è questo l’obiettivo; le tasse sono al massimo; tolleranza zero su chi non paga; distinguiamo però chi non può permettersi di pagarle da chi può e non paga. Una cosa per chiudere: l’ex sindaco ci chiede del castello; del castello? Cos’ha fatto lui nel castello, in dieci anni? E nella palazzina Trombini? Oggi, dopo pochi mesi, è pronta a rivivere».

4. MELEGNANO FUTURA: SOLO VISIONI?

L’avvertimento arriva da Mezzi: «In questi mesi si è parlato molto di trasformazione della città futura, ma queste visioni non trovano luogo negli atti di bilancio e nel programma delle opere pubbliche. Ci deve essere, un po’ più in concreto, una traduzione delle idee negli strumenti che abbiamo a disposizione per governare. Trovo che si rischia, sindaco; e glielo dico come consiglio; faccio un esempio, il tema della creazione di reti cittadine per le due ruote è importante, ma nel bilancio non trovo una lira messa da parte per quest’idea. Provate a fare un giro in bicicletta, guardate la manutenzione, la segnaletica che manca. Oltre alle visioni, che sono determinanti per il bene di una città, vorrei rivedere ricadute concrete».

Bellomo insiste: «Cimitero: è stato oggetto di una commissione speciale, con polemiche assurde, con un esposto alla corte dei conti; ci sono state delle accuse; ma io ad oggi non ho avuto dei riscontri per eventuali indagini di danno erariale. Quindi per me è tutto a posto. Chi sa qualcosa lo dica, oppure vada dalle forze dell’ordine o dall’autorità giudiziaria. Ma sulla regolarità io penso che non ci siano problemi. E la mia ordinanza l’ultimo giorno di amministrazione era un’ordinanza di messa in sicurezza del solaio nelle scuole».

Corbellini. «Non posso che riprendere le parole del consigliere Bellomo, che dice: non parliamo del passato. La sfortuna che qualcuno abbia fatto marciapiedi nuovi in campagna elettorale che adesso devono essere scoperti riaperti la chiamerei: scarsa attenzione. Illuminazione: abbiamo risparmiato 6 milioni di euro per un project financing che non andava bene. Una movida che stava devastando la sicurezza della città, con beneficio di pochi. Una città piena di buche; un centro che una volta aveva i sanpietrini, poi, una colata d’asfalto».

Segue post sul voto per l’ex asilo Trombini. Un’assemblea compromessa dal volume basso dei microfoni e delle voci.

Giovedì 24 maggio, ore 13:36
mamacra@gmail.com

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Satira

L’eleganza di essere l’ex

BELLOMO: «PARLO PER I cittadini e il loro diritto di essere informati». Mo’ il grillino.

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«So che è facile dire: è colpa di Bellomo». Perché lo fa sempre. In video. Su Instagram.

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«Devo ringraziare il collegio dei revisori». Per avermi dato la fede, e degli orari.

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«Nasce dalla precedente amministrazione alla mia». Ed è tutta colpa a te.

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«Devo riconoscere all’assessore Pietrabissa che riconosce il lavoro che viene dal passato». E che l’uomo viene dal freddo.

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«2012-2017, è stata crisi spaventosa». Lui.

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«C’è una montagna di aumenti di entrate grazie a Bellomo». E anche di escrementi.

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«I crediti si incagliavano». Per gli escrementi.

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«È sostanzialmente un buon bilancio». Non ne vedeva da diec’anni.

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«Commissione antimafia: questa amministrazione s’è sempre vantata».
Commissione mafia: altro vanto, altra amministrazione.

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«Vorrei capire la lotta alla corruzione». Questa gran vaccata!

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Sorveglianza: «Assessore Parrotta, noi avevamo proceduto a installare una telecamera di sicurezza». La accende lei?

#quelluomo

Da BariToday, presentazione della raccolta poetica di Vito Bellomo.

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Cronaca

Salvare la rocca, salvare la faccia: Rocca Brivio resta pubblica

Rocca BrivioMELEGNANO – Nessuno spazio ai privati: il comune di Melegnano resterà, insieme ai comuni di San Giuliano e San Donato Milanese, proprietario di Rocca Brivio. La notizia è del 24 novembre; parla Lorenzo Pontiggia, assessore melegnanese ai lavori pubblici: «In termini di liquidità, lo sforzo che Melegnano deve compiere è di 31 mila euro» dichiara.

«Bisogna trovare i soldi e tirarli fuori. Il ragionamento su come usare la Rocca sarà un ragionamento successivo. In questo momento per il comune di Melegnano è importante salvare Rocca Brivio».

Leggi la notizia per intero mercoledì 30 novembre su 7giorni, il settimanale gratuito del Sud Est Milano: a pagina 4 trovi tre notizie scritte da RADAR.

Marco Maccari, sabato 26 novembre 2016 ore 17:46
mamacra@gmail.com

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L'inchiesta ninfetta

2016, Miss Maglietta Bagnata è Fabrizio Corona

MELEGNANO, SUD EST MILANO – Dalla notte di settembre 2015 in cui una giuria elesse la prima Miss Melegnano, la piccola città sul Lambro si dedica a un culto della #bellezza tutto suo.

Solo che la studentessa Enya Franceschini, prima Miss, dimostrò qualità. Il marketing estetico del resto della città è stato invece molto meno affascinante.

Ritirato all’ultimo minuto con polemiche – e risate – della popolazione, il nuovo contest Miss Maglietta Bagnata 2016 svela un marketing che vuole imporre idee televisive. Per colpa di un clima maldisposto, di centinaia di commenti sadici su Facebook, Melegnano non ha avuto una Venere plebea emersa dalle onde, né una Lolita strafica in jeans e infradito; né una Loren in miniatura, ninfa e complice alla tua occhiata. Per fortuna. Il tipo di ragazza premiata grazie al mix di madido erotismo, di voyeurismo da sottoscala, di adattabilità roadie made in USA è un tipo di #bellezza invecchiata. Clic per tornare nel 1992.

FIGLI DI PAPÀ
Il premio è da consegnare a Fabrizio Corona ospite in Broggi al bar, lo stesso mese, luglio. Con il patrocinio del comune di Melegnano. «Rubo ai vip» dice Corona «per dare a me stesso». Ruba i cuori di soubrettes come Nina Morič – prima della devastante chirurgia estetica – e Belen Rodriguez. Fa l’amore alla velina di turno col paparazzo al guinzaglio. La #bellezza per lui è la patina di un giornaletto, il suo culto è lo stesso dell’élite italiana: andare in tv – dalla parte dei lampadati. Stesso culto estetico del sindaco Vito Bellomo – finché ha potuto. Oggi calvizie e sovrappeso litigano con l’immagine dell’ex 37enne figlio di papà che ostentava derma lampadato, doppiopetto craxotto, presenza da calciatore, ciocche da Pier Silvio brillantissime. L’andatura è sempre a gambe larghe e pancia in dentro: «Il sindaco? Quello che va in giro a fare il figo? Che crede che i problemi si risolvono perché lui fa il figo?» incornicia Vanya, rumena, 39 anni, residente in via Marconi.

Corona è l’estetica che anche l’assessore Fabio Raimondo vorrebbe per sé. Corona, come Fabio e Vito, è figlio di papà: «È il mioCorona-Raimondo sosia» lo elegge l’assessore sui social. Sfotte. Allampanato, voce da efebo, guanciotte, sguardo fritto, l’assessore ha il fisico da soffiatore di caffè bollente (clic sulla foto per il contest Corona-Raimondo). Scolpirsi in palestra? Il doppio stipendio da avvocato e da politico – 19mila euro per un assessorato fantasma – glielo permetterebbe. Ma, se ha fatto poco o niente di bello in 10 anni da assessore, non lo farà neanche in 10 anni di palestra. «Ragazzi, quanto delirio per il mio sosia!» disse a chi criticava il patrocinio del comune (Melegnano News, 15 luglio ore 7:12). Shaking bon-bon. «Stiamo calmi; il comune non sponsorizza nulla». No; non sponsorizza, lo patrocina. «E non ci mette un centesimo». No; ci mette la faccia. «Cerchiamo di vedere nel modo giusto le cose». Questo è il genere di cose che a Cesano Boscone lo fa inveire contro il sindaco Negri. «Adesso da becero e incolto uomo di destra torno a leggere l’ultimo di libro di Totti». Bastava tornare a Cesano.

UN INVITO
I commenti sarcastici alle iniziative sono sintomi della falsa ripartenza del commercio locale, dopo la crisi, dopo EXPO2015, dopo la Tangenziale Esterna. Non ha l’alleanza dei consumatori. Questo perciò è un invito, caro commercio melegnanese. Poteva essere più chiaro il messaggio della presidenza di Confcommercio alla Festa dei Servi 2015? La #bellezza vi circonda. È nelle tradizioni storiche e agroalimentari, seppellite come asce di guerra. La #bellezza è nei palazzi storici in rovina, abbandonati all’orrore senza che abbiano commesso alcuna colpa. La #bellezza è nell’ironia, meritata dopo decenni di piatta tv. Al primo che saprà cogliere tanta #bellezza spettano fortune da capogiro e i clienti migliori. Vestito o nudo che sia, è il marketing del futuro. Lo chiamiamo il marketing della #bellezza.

Lo Staff, mercoledì 31 agosto 2017 ore 6:00 

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Convinti che Fabrizio Corona sia l’estetica del figlio di papà? Vale lo stesso su Roberto Saviano. Ma questa è antropia. E questo è un altro post. MM

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Cronaca

La puttana non c’è più

STATALE EMILIA/VIA VENETO – Tolta dal rotor l’immagine che pubblicizzava una sala poker sangiulianese.

I lavori sono stati eseguiti stamattina. L’immagine era visibile sulla rotonda a ingresso città; il contratto di sponsorizzazione stipulato con il comune di Melegnano era scaduto anni fa, nella primavera del 2014.

Lo Staff, martedì 19 luglio 2017 ore 12:50

radarmelegnano@gmail.com

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Satira

Mercenari, il film

Sicurezza: la Convenzione con il Comune di Hollywood supera le aspettative.
Ecco i nostri eroi al Festival di Cannes.

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Didascalia: vedersi tanti film.

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Come sopra.

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Oh: U. GUA. LI.

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#spendibili

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Il nostro corrispondente politico

Bianchi, il cimitero e quei documenti irregolari e senza parere di contabilità

MELEGNANO – Nel cimitero comunale di Melegnano l’ingegnere Angelo Bianchi non ha lavorato con piena regolarità formale, sia sul piano contabile, sia sul piano dei rapporti con il consiglio comunale. I commissari sono riusciti a portare in luce le contraddizioni del caso Bianchi, esaminato dal punto di vista delle carte bollate: cioè del difficile esame dei documenti che hanno tracciato il passaggio di Angelo Bianchi (funzionario pubblico dalla «spiccata capacità criminale», definizione dei giudici) nell’appalto del cimitero di Melegnano.

Invitati alla riunione di ieri, 1 dicembre, c’erano anche il sindaco Vito Bellomo e l’assessore ai lavori pubblici Lorenzo Pontiggia. Insieme al geometra Marco Ferrari, capo opere pubbliche dell’ufficio comunale. Marco Ferrari ha ribadito la sua responsabilità, quasi esclusiva, nell’assunzione dell’incarico di Bianchi: «La richiesta di avvalerci del lavoro di Bianchi è nata da me – ha affermato Marco Ferrari. – Quando nel 2009 l’amministrazione ha manifestato la necessità di rispondere alla situazione di emergenza del cimitero, ho chiesto di dotarmi di un collaboratore. Non sarei stato in grado di affrontare quel lavoro in maniera serena. L’amministrazione mi ha assecondato e ha considerato degna la mia richiesta».

Lucia Rossi interviene: «Nei documenti c’è una valutazione della costruzione dei loculi: si parla di 3400 euro a loculo. Per esprimere questa cifra, è stata fatta un’analisi specifica o è stata solamente un’ipotesi? Infatti, come costo di costruzione, è una cifra esorbitante». «Se non ricordo male, abbiamo preso i prezzi di vendita e abbiamo fatto una media sui costi dell’epoca» è la risposta di Ferrari.
«La cosa mi fa specie; considerato che Angelo Bianchi era stato scelto per la sua esperienza – ha replicato Lucia Rossi. – In proporzione, la media che avete espresso è di due volte e mezzo superiore ai prezzi di mercato. Stiamo parlando di una media totalmente sbagliata. Credo sia un fatto abbastanza anomalo. Anche il testo della delibera di giunta (la numero 194 del 16 novembre 2011) è sbagliato. Mi chiedo se sindaco e giunta non si facciano domande: chiedo al sindaco e a voi come mai c’è questa anomalia». Aggiunge Dario Ninfo, presidente della commissione: «Nella delibera di giunta n. 194, si fa riferimento ad un allegato contenente un parere contabile; ma l’allegato e il parere sono assenti. Come mai?».

Le risposte del sindaco Bellomo – non sempre consapevole del ruolo – non sono risultate sufficienti. La linea presentata da sindaco e assessore è questa: avevamo un’emergenza, abbiamo espresso dei desideri e degli obiettivi, gli obiettivi sono stati raggiunti. Ma bisogna sottolineare (in sede giornalistica e, sarebbe il caso, anche amministrativa) è off topic, cioè non segue l’oggetto di indagine della commissione: rintracciare atti e documenti pubblici riguardanti il lavoro di Angelo Bianchi a Melegnano.
Il messaggio che interessava al sindaco era: «È tutto a posto. Non abbiamo nulla da nascondere», ha ripetuto in due occasioni. Lorenzo Pontiggia ha ricostruito in modo sintetico il percorso che i documenti relativi al cimitero hanno fatto in comune.
«Credo che agli atti ci sia tutto – ha detto Pontiggia. – Dal settembre 2009, ci siamo trovati in difficoltà a gestire e finanziare il cimitero. Ai tempi ci costava 8000 euro al mese. Come detto dal geometra Ferrari, l’investimento del 2009 era di 40 loculi per 40mila euro. All’epoca c’era una forte domanda di loculi, e andarono tutti esauriti. Emersa riflessione: portato in quel periodo a valutare progetto finanza. Avevamo problemi e lamentele. Abbiamo fatto una riflessione: potevamo sfruttare appieno lo strumento del progetto di finanza, e la consulenza di un ingegnere apposito; per garantire tutta una serie di servizi, dalle nuove edificazioni del cimitero alla gestione della polizia mortuaria. Riflessione che si ritrova negli atti dello studio di fattibilità».
«Avevo gente ne 2008 che portava le salme in altri cimiteri. Era un disastro – ha aggiunto Bellomo. – Avevo delle questioni politiche con cittadini che si lamentavano delle criticità del cimitero. Inizialmente si pensava solo ai loculi, poi è esplosa emergenza. Sottolineo che questo è il primo project financing di questo comune. Gli obiettivi li ha raggiunti, ora di lamentele sul cimitero non ne ho. Il Patto di Stabilità stringeva sempre di più. Ricordate sui giornali quanti problemi c’erano. Negli ultimi anni il problema si è risolto».

Tommaso Rossi: «Questa è una giustificazione a posteriori. Ma il fine non giustifica i mezzi. Stasera valutiamo i mezzi. A me pare che gli atti dicano inequivocabilmente: una volta dato un incarico ben preciso, Bianchi dopo 6 mesi e mezzo ha fatto un lavoro che c’entrava in minima parte con le direttive dell’ammistrazione. Questo incarico è stato quindi disatteso. E fin qui credo che nessuno possa obiettare. Infatti è stato affidato un incarico al di fuori del mandato che il consiglio comunale aveva dato. Questa è la prima questione su cui l’amministrazione deve rendere conto stasera».

Bellomo: «Non ho niente da dire. Non ci vedo nulla di strano; i comuni sono in difficoltà, i tempi delle amministrazioni sono questi. Per quanto riguarda la delibera di giunta, non era necessario aver e un parere di regolarità contabile, ma solo regolarità tecnica».

Rossi Lucia: «Sì, ma la domanda era un’altra. Non vi siete accorti che non era un incarico come previsto all’inizio? Prendete in mano una cosa e non è quella per cui avete dato incarico. E poi iniziare anche le procedure di gara. Secondo la normativa, “ci vuole regolarità tecnica e regolarità contabile”. Perciò non ci sono atti regolari. Domando: questa delibera, priva di regolarità, la devo prendere o non la devo prendere?».

Bellomo: «Ognuno ha la propria idea su questo, voi la pensate in un modo, gli altri in un altro…».

Lucia Rossi: «Ma quindi, se il consiglio comunale non avesse verificato il tutto…?».

Bellomo: «Non so, noi la vediamo in un modo, voi in un altro, l’amministrazione ha posto un obiettivo e l’ha centrato. Ragazzi, io non faccio il segretario, l’architetto o il geometra. Faccio l’avvocato e faccio fatica a seguire certi aspetti».

In conclusione il sindaco ha affermato di conoscere personalmente Angelo Bianchi. «L’ho conosciuto nel 2009, nella ristrutturazione delle scuole di Melegnano» ha detto. Ma non sapeva dei guai giudiziari che pendevano su Bianchi. Il quale, nel 2008, è stato indagato e arrestato dalla procura di Sondrio in un’inchiesta giudiziaria che ha fatto grandissimo scalpore nel territorio valtellinese. E la sua fedina penale non ha fatto che ingrossarsi, prima presso la procura di Pavia, poi presso la procura di Milano. Lorenzo Pontiggia lo ha conosciuto nelle stesse occasioni: «Non ero al corrente delle vicende che lo interessavano».

Marco Maccari, mercoledì 2 dicembre 2015 ore 15:14

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