Cronaca

ZTL: cartelli più grandi, più luminosi, più potenti. Ma niente pass per i negozianti

BROLETTO, PIAZZA RISORGIMENTO — Cartelli ZTL più visibili. È tempo di dare retta alle richieste della gente. Ne ha parlato Alberto Spoldi, consigliere comunale eletto e titolare di un’attività commerciale, ieri 16 maggio in consiglio comunale: «È una decisione grandemente attesa dalla città, da chi questa ZTL l’ha pagata con le sue multe. Il problema è questo: la segnalazione che viene attivata nei giorni di mercato è, pur essendo a norma, poco visibile. Parecchi automobilisti entrano regolarmente nella zona a traffico limitato e mettono a repentaglio la sicurezza dei passanti».
Sotto accusa l’ex sindaco Bellomo che, su questo problema, «non dimostrò volontà». Continua Spoldi: «La mozione proviene da una scelta estremamente politica. La scelta dell’amministrazione comunale precedente è stata di non intervenire, nonostante fosse stato richiesto a gran voce. Questa proposta sottrarrà notevoli risorse al bilancio comunale ma andrà a debellare il problema. Prima non ci fu volontà di affrontarlo, ci fu una scelta, se posso definirla così, di fare cassa. Se oggi un cittadino melegnanese oggi entra nella ZTL e prende una multa, cerca di tenere a mente l’errore e non lo rifa più; ma i nostri clienti commerciali, provenienti da fuori Melegnano, ci cascano e pensano: a Melegnano non ci torno».
Condivide Lucia Rossi, capogruppo di Insieme per Melegnano. «Sono a favore della visibilità. Il 18 aprile 2013 feci un’interpellanza, consigliai di adeguare i cartelloni affinché avessero visibilità massima; allora l’amministrazione mi rispose dicendo che l’impianto era a norma, che avrebbe valutato l’aggiunta di un eventuale semaforo o lanterna. Vorrei però più chiarezza sulla modalità in cui la proposta viene presentata».
Concorda Pietro Mezzi di Sinistra per Melegnano. L’ex sindaco Vito Bellomo interviene per chiarire la sua posizione: «Nel 2013 c’erano problemi tecnici. Tutto l’impianto fu omologato dal ministero; è tutto a norma e tutto a posto. Temo di non ricordare bene ma qualche problema tecnico c’era».
Alberto Corbellini, capogruppo del Partito Democratico: «In questo momento ci piace aprire una discussione con il consiglio comunale e con le forze politiche. C’è sembrato un tema caro alla città e importante. Inoltre nei cinque anni scorsi siamo stati cofirmatari di una proposta simile con i capogruppo Rossi e Mezzi».
Il sindaco Rodolfo Bertoli:« Se il varco non è chiaramente visibile la gente entra. Crediamo che il modo giusto di potenziare i segnali della ZTL sia la condivisione con le forze politiche; la maggioranza non è appiattita sulla giunta e cerchiamo il contributo da parte dei consiglieri comunali».
Il potenziamento è votato dai gruppi Rinascimento Melegnanese, Insieme per Melegnano, Partito Democratico.

UN PASS PER I NEGOZIANTI?

Viene respinta la mozione di un pass per il parcheggio gratuito, dedicato ai commercianti e agli artigiani venuto da fuori. Era la proposta del consigliere di minoranza Giuseppe Di Bono, Lega Nord:« È per una parte della popolazione attiva di questa città che la vivono alla stregua di residenti, che mantiene viva la città. Non vuole essere un benefit ma una misura di sicurezza. Indipendentemente dalla residenza, commercianti e artigiani affrontano tasse cospicue. È una forma di tutela nei nostri confronti, tratteniamo le attività nel nostro territorio, contro la desertificazione».
«Meglio non togliere spazio alle persone residenti» risponde il capogruppo PD Alberto Corbellini. «Sono a conoscenza del fatto che ci sia un numero di 36 pass a tariffa agevolata blu dedicati proprio per i commercianati provenienti da fuori, ma solo 11 hanno fatto richiesta».
Per Pietro Mezzi si tratta di «un passo di 20 anni indietro nel tema della sosta. Non si può pensare che una categoria possa usare in modo parassitario un bene pubblico raro e di valore come parcheggi».
Per Lucia Rossi «ci sono pochi parcheggi per chi viene a fare compere a Melegnano. Il tipo di città che immaginiamo in consiglio comunale non è quello in cui si porta la macchina in centro. Già non abbiamo stalli di carico e scarico per i negozi».
A Dario Ninfo, consigliere PD, sembra «una discriminazione tra commercianti e residenti». Conclude Di Bono: «Ascolto con molto interesse le critiche; mi spiace, è una proposta emersa dopo avere parlato con molti commercianti. Ho preventivato pass per una 30ina di esercenti, mi sembra un numero sopportabile». Ma la proposta è respinta.
Giovedì 17 maggio ore 7:30
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Cronaca

Il PD è solo. Ed è solo il PD

BROLETTO, PIAZZA RISORGIMENTO — Correzione delle operazioni di bilancio: il Partito Democratico ricolloca alcune somme di denaro nelle voci di spesa pubblica, particolarmente discusse le variazioni nelle spese per il sociale. L’operazione è stata votata a maggioranza dal PD giovedì 12 aprile con astensioni e opposizioni delle minoranze: il principale no viene da Pietro Mezzi, capogruppo di Sinistra per Melegnano; le variazioni delle spese nel sociale, per lui, vanno reinvestite all’interno del sociale e non vanno ricollocate in altre voci di spesa: «La prassi di bilancio, almeno nelle passate amministrazioni di sinistra, era che le maggiori entrate sulle spese sociali fossero sempre reimpiegate nella spesa sociale» afferma. «Caro Mezzi, non esiste solo la sua sinistra» replica la maggioranza.

«Mai la mia amministrazione è andata a tagliare sui servizi sociali» afferma Vito Bellomo, capogruppo di minoranza per Forza Italia, il quale ravvisa nelle variazioni l’ombra di veri e propri tagli al sociale; si associa Di Bono, Lega Nord: «Allarmante».

Replica l’assessore al bilancio, Marco Pietrabissa: «È surreale. Non capisco. Qui si confondono le variazioni di bilancio con la spesa sociale. Abbiamo aumentato gli stanziamenti per il sociale da 1 milione e 820mila euro del 2016 agli attuali 2 milioni del 2018. Stiamo spendendo di più; non capisco come facciate a dire che stiamo togliendo risorse al sociale. Mah. Io non sto tagliando niente».

Fiducioso Alberto Corbellini, capogruppo PD, con Dario Ninfo e l’assessora all’istruzione Roberta Salvadori. Che chiarisce il finanziamento a favore di una scuola privata: «7000 euro sono stati ripartiti in base a un decreto di regione Lombardia, il numero 1499/2017, secondo cui alcune somme possono essere stanziate a favore di una sezione scolastica primavera; l’unica sezione primavera di Melegnano è presente nella scuola Giovanni Paolo II».

Bocciato un emendamento di Pietro Mezzi — ha chiesto l’acquisizione di un’area per un Bosco della Memoria — e votata a maggioranza la mozione per la tutela della fauna urbana e per gli animali da compagnia, presentata dalla consigliera PD Monica Vajna De Pava. Il sindaco Rodolfo Bertoli: «Aumentiamo l’offerta ai cittadini melegnanesi, in questo senso ci sentiamo con la coscienza a posto». E annuncia: «Ho preparato una lettera che invierò all’amministratore delegato di Trenord, a denuncia dei continui ritardi dei treni e in richiesta di un’assemblea con Trenord stessa e con Città Metropolitana di Milano. Ci interessa avere un trasporto locale senza gli attuali disservizi. Sto aspettando il consenso degli sindaci, non ho voluto essere solo in questa richiesta» chiude il sindaco. Ma il suo partito sì, sembra sempre più solo; e in competizione, non più in alleanza, con il resto della sinistra.

Sabato 14 aprile ore 9:22
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In evidenza, moneta di Gian Giacomo Medici.

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Cronaca, Sondaggio

«Votare la persona giusta? Per me è stato facile, facilissimo»

MELEGNANO — «PER ME È STATO FACILISSIMO votare il 25 giugno. Come leggevo sul post di una signora, ritengo Raffaela Caputo una grande donna, che tende comunque per i miei gusti a mettersi troppo in evidenza. Non una grande politica.
Inoltre, anche se non ho seguito molto la campagna elettorale per problemi personali, sono convinta che la Caputo si sia fatta strumentalizzare e che lei sarebbe stata lì solo per le pubbliche relazioni. Sarebbero stati altri a governare.
Comunque, a prescindere da questo, io ho votato Bertoli al primo turno e ho votato Bertoli il 25».

Sabrina, 53 anni, residente 

BALLOTTAGGIO D’ÉLITE. Con il suo 48,7% di affluenza il ballottaggio del 25 giugno tra PD e Forza Italia ha portato all’urna meno della metà degli aventi diritto al voto (in totale 13.435 persone). Calo del 9,7% rispetto al 2012. Pochi hanno deciso la sorte di molti; molti abbandonano Melegnano al suo destino politico.

ALTERNANZA (QUASI) PERFETTA. Secondo dato: il governo locale si è perfettamente rovesciato dal centrodestra al centrosinistra. Ma senza l’alleanza dei radicali — Sinistra per Melegnano — e dei civici — Insieme per Melegnano di Lucia Rossi. — Completamente tagliato fuori il partito fascista Fratelli d’Italia, privo di consiglieri comunali e ai margini della vita politica attiva.

SONDAGGIO. L’umore dei votanti era diviso tra la Bellomo-delusione e la PD-compatibilità. Leggi il sondaggio e fa’ la tua scelta.

Lo Staff, lunedì 21 agosto 2017 ore 14:41 

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Il caso

Caso Bianchi-Mantovani, ecco spiegato perché interessa e perché la gente ne vuole di più

MARIO MANTOVANI È LIBERO. Il tribunale ha deciso, Mantovani può andare a casa. Aspetterà il suo processo davanti alla televisione, guardando House of Cards, imitando Kevin Spacey come un fan qualsiasi: «Sì, Doug: un pezzo alla volta. È così che si divora una balena».

Tutto questo a Tonino, 49enne melegnanese impiegato in uno stabilimento a Milano, interessa molto. Per tutta la vita Tonino ha cercato di entrare nel giro giusto, di contare di più, di diventare uomo di fiducia di un personaggio intelligente, autorevole, che gli regalasse qualcosa della sua esperienza.

L’ingegnere Angelo Bianchi, uomo di fiducia di Mario Mantovani nel territorio melegnanese, fa incazzare Tonino. Fa incazzare anche il consiglio comunale. Per Tonino, è evidente che è una storia di potere, malapolitica e cattiva amministrazione. Una consulenza che l’ingegnere Bianchi nel 2011 ha prestato nel cimitero civico di Melegnano ha scatenato una tempesta tra Maggioranza e Minoranze. Dario Ninfo, consigliere eletto nel Partito Democratico, è stato presidente di una commissione d’inchiesta che ha esaminato la regolarità dell’incarico; e ha presentato ai consiglieri comunali una Relazione. «Gli atti di conferimento dell’incarico contengono parecchie irregolarità. Spero che ciascun consigliere si assuma ora le proprie responsabilità» ha dichiarato Ninfo.

#PARENTIPREPOTENTI
Tonino l’ha capito bene: il consulente è diventato uomo di fiducia del personaggio sbagliato.

Invece, la Maggioranza al potere a Melegnano si gonfia protestando. «Tutta questa Relazione è tendenziosa», dichiara.

Controbatte Davide Possenti, consigliere comunale di Minoranza e capogruppo del Partito Democratico. «L’unica Relazione esistente è quella del presidente Dario Ninfo, ed è immodificabile. La nostra preoccupazione è la trasparenza. Chiediamo che venga fatta chiarezza in questo consiglio su questi punti:
1. Perché è stato assegnato al consulente come Responsabile Unico di Procedimento, un incarico privo dei necessari presupposti di legge,
2. Come mai non si possedeva polizza assicurativa del consulente né curriculum,
3. Perché è stato invertito il corretto procedimento di assunzione,
4. Perché al consulente ha avuto incarico di commissario di gara nell’appalto, se era incompatibile con la carica di R.U.P.,
5. Perché è stato dato incarico diretto quando la legge non lo permetteva.
Sindaco, dia risposte».

«Questa Relazione è solo un atto del presidente ed è privo dei contenuti della maggioranza. Se fosse nato un documento che avesse unito le osservazioni del presidente con le osservazioni della maggioranza, avremmo dato la nostra presa d’atto. Questa è mistificazione» commenta Simone Passerini, capogruppo di Maggioranza e consigliere comunale di Forza Italia.

«Sto assistendo a una grande sconfitta. Chiedere di votare questo documento significa aver fallito. È stato un fallimento fin dall’inizio, quando il mio gruppo consiliare proponeva di condividere documenti sulla concessione cimiteriale e ha ricevuto il no delle forze politiche. È fallito il vostro tentativo di fare propaganda politica sulla testa di un essere umano, perché questo è, in definitiva, il consulente Bianchi» osserva Luigi Martelli, capogruppo di Minoranza di Destra Civica–LegaNord.

«Non si può parlare di due relazioni, ma di un’unica relazione contenente le osservazioni delle minoranze e una della maggioranza» sottolinea Pier Antonio Rossetti, presidente del consiglio comunale, in Maggioranza con Forza Italia. «Il voto del consiglio comunale, comunque, non è una censura. Ogni consigliere comunale in quanto pubblico ufficiale ha diritto di denunciare alle autorità giudiziarie gli atti che considera non conformi».

#CONSULENTISERPENTI
Tonino nota la totale assenza fisica dell’assessore Fabio Raimondo dalla questione, in Maggioranza con il partito Fratelli d’Italia sia oggi sia all’epoca dei fatti. Tonino ha sempre più l’impressione che in questa storia ognuno sia costretto a recitare un ruolo fisso con un numero di battute molto limitato. Tonino si chiede: ma perché, perché il consiglio comunale non si è ancora alzato in piedi per sfiduciare l’amministrazione Bellomo? L’unico a sfiorare l’argomento è un ex sindaco. «Perché avete dato un incarico al consulente Bianchi? Perché era un amico? Un amico dell’amico?» afferma Petro Mezzi, consigliere comunale e capogruppo di Sinistra Ecologia e Libertà. «La rilevanza di questa consulenza non è soltanto tecnica. Due consiglieri comunali dichiararono che “si astenevano dal prendere decisioni” su questa consulenza, perché coinvolti politicamente e personalmente con Mantovani. Non è una cosettina da poco. E perché LegaNord non dice nulla? Eppure nel 2011 era al potere, all’epoca dei fatti».

«Alcuni aspetti della Relazione non mi convincevano» ha detto Tommaso Rossi, consigliere di Minoranza di Sinistra Ecologia e Libertà. «Comunque, resta il fatto che al consulente fu dato un incarico. E a quest’incarico è seguito un lavoro che va oltre le richieste».

«Noi abbiamo fatto il nostro dovere» si lava la coscienza Giovanni Schianchi, consigliere comunale di Maggioranza di Forza Italia. «Non è presente in noi nessuna volontà di nascondere o di omettere. E poi, i cittadini, in tutta questa storia, non c’hanno messo una lira».

«Chi ha detto che questo è un fallimento» interviene la consigliera di Minoranza Lucia Rossi della lista civica Insieme Cambiamo, «lo ha detto perché ha prodotto poco. Che c’entra che i cittadini non ci hanno messo una lira? Esiste la correttezza delle procedure. È diritto e dovere dei consiglieri comunali tutelare se stessi e i cittadini presentando alle autorità giudiziarie storie come questa».

#COLPEVOLI&IGNARI
«Era giusto indagare, io l’ho detto da subito. Ma fino all’ultimo c’è presunzione d’innocenza, e l’autorità giudiziaria non è arrivata qui a Melegnano» conclude Vito Bellomo, sindaco, in Maggioranza con Forza Italia.
Quasi quasi, riflette Tonino, è stato meglio non avere mai trovato il personaggio influente ed entrare nel giro giusto, se le conseguenze sono queste. Ma allora perché Tonino è convinto che, alla fine, stiamo pagando il peso di scelte scorrette, compiute da una generazione politica che ha solo chinato il capo davanti ai personaggi sbagliati? Il civico cimitero di Melegnano, oggi, vende servizi e prodotti a prezzi elevati.
Perché Tonino pensa che, per questa classe politica di Melegnano, la professionalità non conta nei lavori pubblicamente utili, conta solo il messaggio pubblicitario per il personaggio e per il potere?

Lo Staff, giovedì 21 aprile 2016 ore 17:58 

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Cronaca

Favorevoli. Contrari. Astenuti

Cronaca dal consiglio: la vera nascita della commissione d’inchiesta sull’incarico di Angelo Bianchi, arrestato il 13 ottobre per corruzione, nel comune di Melegnano

SALA CONSILIARE – La commissione d’inchiesta è nata, Melegnano fa luce sui suoi demoni. Con il voto unanime di maggioranza e opposizione giovedì 29 ottobre è stata istituita la commissione speciale di inchiesta sul caso dell’incarico affidato nel 2011 ad Angelo Bianchi, l’ingegnere coinvolto in tre inchieste giudiziarie a Sondrio, a Milano, a Pavia, arrestato il 13 ottobre insieme a Mario Mantovani. L’incarico gli ha dato in affidamento di occuparsi dell’appalto del cimitero comunale.
L’iniziativa viene dai capigruppo di minoranza: Pietro Mezzi (Sel), Davide Possenti (Pd), Lucia Rossi (Insieme Cambiamo). Anche Luigi Martelli (Destra Civica-LegaNord) è favorevole; aveva insistito da subito per ampliare l’inchiesta ad aspetti della gestione del cimitero comunale. Anche le forze di maggioranza condividono l’iniziativa. Silvana Palma (Fratelli d’Italia) ha votato a favore. Favorevoli anche Pier Antonio Rossetti, presidente del consiglio comunale, e Simone Passerini (Forza Italia), i due rappresentanti eletti legati a Mario Mantovani e alla sua cerchia sotto l’aspetto politico e sotto l’aspetto professionale, come evidenziato nelle inchieste di RADAR pubblicate online.

«Ho chiesto informazioni – ha affermato Pietro Mezzi prendendo la parola in consiglio. – Risulta mancare un documento: la delibera di giunta che ha preso atto dell’incarico affidato a Bianchi. Manca anche un documento sulla modalità di selezione di quell’affidamento, una spiegazione sul motivo che impediva di darlo a personale già presente in comune. C’è poi una serie di domande senza risposta – ha osservato Mezzi. – Perché quell’incarico fu affidato in modo diretto? Perché fu affidato a un tecnico che nel 2011 aveva problemi giudiziari?».
La riunione ha discusso quale dovrà essere l’oggetto di indagine della nuova commissione d’inchiesta. Il consiglio ha parzialmente ampliato l’oggetto dell’inchiesta (il progetto finanziario del cimitero comunale) e ha nominato Dario Ninfo (Pd) presidente di commissione e Cosimo Santo (Forza Italia) vicepresidente. «Confesso che sono incuriosito – è intervenuto Martelli, – fin dall’inizio avevo proposto di affrontare questo argomento: perché me lo ritrovo ora? Ideologie e bandiere devono essere messe da parte».

«È diritto del consigliere comunale chiedere accertamenti. Ma, personalmente, decido di fare un passo indietro e di non fare parte della commissione d’inchiesta» ha annunciato Rossetti, essendo politicamente e professionalmente legato a Mario Mantovani. «Per non dare adito a fantasie». Passo indietro anche di Simone Passerini, capogruppo di Forza Italia: «Mi associo al presidente Rossetti, e lo dico ad alta voce: farò un passo indietro – ha affermato, – per evitare che ci siano false e stupide strumentalizzazioni, e tutto quello che si è scritto e mal interpretato. No all’OK Corral, no allo sparare più grosso possibile».
Osserva Davide Possenti, capogruppo Pd: «È giusto che su affari grandi il consiglio comunale faccia un lavoro più serio. Non mi riconosco in Passerini: un conto sono i giornalisti, che fanno il loro lavoro anche con inchieste, un conto è lavoro istituzionale».
«Mi associo a tutti i gruppi consiliari – ha dichiarato Lucia Rossi capogruppo di Insieme Cambiamo, – per un lavoro senza sbavature».

Annuncia il sindaco Vito Bellomo: «Non abbiamo nulla da nascondere. Ma questo è un campo minato: attenzione a come si ricostruiscono i fatti. Bisogna usare bene i termini senza buttare fango. Ho letto strumentalizzazioni da parte di Sel che prenderò in considerazione in altre sedi. Essere processati, non ci va». Le strumentalizzazioni alle quali allude il sindaco sono le osservazioni affisse da Sinistra Ecologia Libertà sulla bacheca pubblica comunale, lungo via Conciliazione. Ma le osservazioni di Bellomo, Passerini e Rossetti rappresentano una reazione agli articoli di RADAR sul caso di Angelo Bianchi.

Marco Maccari, mercoledì 11 novembre 2015 ore 13:35

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Il nostro corrispondente politico

Un Pierconsiglio Comunale

Piano regolatore del traffico, sito web comunale nuovo, un consulente esterno per l’ufficio stampa – pover’uomo, è votato al massacro: è il capretto pasquale di RADAR. – Sono le novità di Forza Italia e di Fratelli d’Italia, che chiudono le operazioni di bilancio. Le minoranze però hanno scaldato i muscoli. Bona lettù.

SALA CONSILIARE – Annuncio del sindaco, consiglio comunale di ieri sera: «Avremo il piano del traffico». «Era ora» ribattono le minoranze. In arrivo una società privata nella palazzina Trombini; e un nuovo sito internet comunale. La riunione tocca temi caldi caldi.

Sicurezza, +1 poliziotto. «Appostiamo un incremento monetario di circa 45mila euro, avremo un agente di polizia e due automobili in più, con una convenzione con il comune di Milano e altri comuni [il comune di Opera, nota di RADAR]» spiega l’assessore Fabio Raimondo, Fratelli d’Italia.
«Non è una novità – ha replicato Pietro Mezzi, Sinistra Ecologia e Libertà. – Negli anni tra il 1999 e il 2001 il comune di Melegnano fece una convenzione con altri comuni, tra cui San Giuliano, per migliorare le forze di sicurezza. A questo risultato, ci arrivate dopo 8 anni dalle elezioni». «Queste variazioni vanno a tutela della sicurezza dei cittadini, per garantire alle forze di polizia di pattugliare – ha ribadito Simone Passerini, Forza Italia, capogruppo di maggioranza. – Andremo avanti nonostante le makumbe di Tizio, Caio e Sempronio, fino alla fine del mandato».

Rabbia per l’ufficio stampa. È Mezzi ad aprire la discussione: «40mila euro stanziati per prendere un consulente esterno, fargli fare propaganda per conto del Sindaco e della Giunta – si rivolge l’ex sindaco all’assessore Raimondo, delegato alla comunicazione. – Lo trovo vergognoso: usare i soldi dei cittadini dopo l’aumento delle tasse e delle tariffe, dopo il taglio ai servizi di trasporto comunale… Non è così che si vincono o si perdono le elezioni».
«La legge italiana consente ai comuni di dotarsi di un ufficio stampa – ha risposto Raimondo. – Gli importi sono minimi. Per il 2015, i 7mila euro stanziati sono stati abbassati a 2mila; per il 2016 ce ne sono 12mila; 6mila per il 2017. È vero, siamo a due anni scarsi dalla fine del mandato, ma, parlando con la gente, vediamo che c’è carenza di informazioni, c’è mancanza di comunicazione politica. Perciò pensiamo a un professionista che gestisca il rapporto tra l’amministrazione e i cittadini. L’appello è a giudicarne l’operato quando sarà attivo. Le cifre sono comunque veramente basse».
«Assessore, lei farà comunicazione con i quattrini pubblici – sottolinea in controreplica Mezzi, – lei ci costa, assessore. Non per l’indennità, legittima, che percepisce. Ma la sua presenza qui ha dei costi superiori a quelli dei suoi colleghi, mi riferisco alla modalità con la quale è stato coinvolto in questa Giunta».
«Non è un problema di comunicazione ma di realizzazione» secondo Dario Ninfo, Partito Democratico. Prova a sottolineare anche Alberto Corbellini, PD: «È uno schiaffo in faccia ai cittadini, e lo ripeteremo sempre. Migliaia di euro per fare cosa? Per stare dietro a Facebook? Vedremo cosa succederà di qui al 2017 sui social network».

Vigilanza del campo da calcio: il vecchio custode del campo comunale ha fatto causa al comune. Dopo dieci anni di contratto, 2003-2013. Solleva la questione Dario Ninfo, PD. Ai consiglieri democrat risulta che le società sportive non siano state neutre in passato in tema di elezioni, con indicazioni su chi votare e come. «Il vecchio vigilante ha percepito una retribuzione di dieci anni, più TFR – risponde il sindaco Bellomo facendo luce; – il custode però non viene scelto perché è un amico del sindaco, caro Ninfo, è indicato su segnalazione delle società sportive che utilizzano l’impianto».
«Su segnalazione delle società? – interviene Corbellini. – Il custode del campo percepisce un’abitazione, attenzione. E vi hanno fatto il nome, e lo avete accettato? E ce lo venite a dire così, candidamente? Mi sarei aspettato di vedere coinvolti i servizi sociali, di vedere una valutazione». «Si tratta di un impianto pubblico. Sono tante le persone in cerca di una casa e di un lavoro oggi. Vogliamo trasparenza» chiude Ninfo.
Critica Luigi Martelli, Destra Civica e LegaNord in Alleanza per Melegnano: «È un modus operandi che mi fa rimanere perplesso».

Spazio Milk sì, Spazio Milk no. Il retroscena è svelato da Tommaso Rossi, Sinistra Ecologia e Libertà. «C’è pressappochismo nel modo in cui AFOL, l’Agenzia per la Formazione e l’Orientamento al Lavoro, ha affrontato la questione dello Spazio Milk. Aggiungo che AFOL usa personale da anni con contratti di lavoro atipici; con cause in tribunale, fatte dai lavoratori stessi contro AFOL e vinte dai lavoratori. L’Agenzia insomma ci ha messo largamente del suo, nello Spazio Milk. Anche l’articolo apparso sul Cittadino, che invitava a inviare il proprio curriculum, non sembra il modo migliore per valorizzare lo Spazio, abituato a procedure di selezione capillare di servizi e di operatori culturali sul territorio. Infine, sullo spazio tata – ha concluso Rossi, – un operatore solo non basta, ne servono almeno due».

Marco Maccari, mercoledì 30 settebre ore 12:53 

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Il dibattito

Liste civiche sfigate

MELEGNANO – «Credo il civismo sia una visione della vita politica alternativa ai sistemi dei partiti, che si propone di mettere insieme persone che vivono una comunità, in relazione a dei valori positivi e condivisi. Vivere il proprio territorio, non avere vincoli di parte o favori da fare e restituire, dovuti a decenni di sistema che sta implodendo per corruzione.
È necessario essere sostenuti e finalmente spinti da tutti coloro che pensano si sia arrivati a un bivio fondamentale. Non basta più parlare e lamentarsi… è necessario metterci la faccia e rimboccarsi le maniche se si vuole davvero cercare di cambiare. Mai dire mai. Mai dire: non si può fare».

Questa lettera è stata inviata ai giornali non molti giorni fa. Non l’abbiamo vista granché, in giro. Nello Staff di RADAR, persino chi di politica non ne vuole sapere parla con curiosità di Insieme Cambiamo, il gruppo civico autore della lettera. I motivi della curiosità sono evidenti: pragmatismo e ironia. Belle idee – il Protocollo contro la corruzione negli appalti edilizi – anche votate all’unanimità. Dal 2012 a oggi sono riusciti a dribblare il triplice trabocchetto che infama (neologismo melegnanese) e decortica le liste civiche, cioè la disorganizzazione, le scarse speranze e la ricca aspettativa di sfiga.

Hanno dichiarato sul blog di lista: «Non abbiamo tempo di fare marketing» (23 luglio 2015). Sennò spaccherebbero il culo, sottinteso. Eppure in tutto il Sud Est Milano, da San Donato a Mediglia, da Cerro a Segrate, è proprio la minuscola lista melegnanese a proporre idee avanti in fatto di marketing e posizionamento. Come si fa a dirlo? Disse il coordinatore Alessandro Lomi (clic all’intervista): «La politica civica è un servizio che la cittadinanza fa a se stessa». Vantaggio competitivo e value proposition innovativi espressi dalle parole di un metalmeccanico con prole.

La politica ha disgustato anche noi. Ieri sera nessuno di RADAR era ad ascoltare il primo consiglio comunale dell’anno. Ma alla notizia di pochi cittadini melegnanesi che si danno da fare senza ricorrere a strutture decadenti, ci viene da sperare. Che la voglia di sorprenderci con nuove idee venga a tanti altri melegnanesi sobri, competenti, ancora nell’ombra, come lo erano i fortunati tizi della lista. Nonostante sia costume di RADAR bruciare i comunicati politici appena letti, stavolta il link alla lettera integrale lo condividiamo senza angoscie (con la i).

Lo Staff, mercoledì 23 settembre 2015 ore 15:00

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