Smart City Meregnan

Quanti ladri possiamo cacciare via con il Controllo del Vicinato

«La pace della città, delle strade e dei marciapiedi non è mantenuta principalmente dalla polizia, ma soprattutto da un’intricata e quasi inconscia rete di controlli volontari, esercitati dalla popolazione» (Jane Jacobs) 

«Non esistono limiti, esistono solo livelli. Non devi rimanere allo stesso livello, devi andare oltre» (Bruce Lee) 

MELEGNANO – Furti e rapine. Degrado sociale. Teppisti. Le emergenze dei cittadini melegnanesi riguardano per primo il loro stato di sicurezza. Ma possono fare qualcosa anche i cittadini, senza sostituirsi alle autorità o alla politica, per partecipare alla sicurezza?

C’è un’associazione che sta conquistando i Comuni italiani. Si chiama Associazione di Controllo del Vicinato. Lo scopo del Controllo di Vicinato è fare in modo che i residenti possano proteggersi, collaborando tra loro. «Tornare ai vecchi cortili, dove tutti si conoscevano, si aiutavano tra loro, si proteggevano. Senza lasciare che un gruppo di teppisti si impadronisca degli spazi pubblici. Siamo noi che dobbiamo impadronircene» afferma Arturo Fiorani, collaboratore dell’Associazione Controllo del Vicinato e responsabile della Polizia Locale di San Colombano al Lambro.

NEW YORK ANNI ’90
Come funziona? «Il Controllo del Vicinato funziona in modo semplice: i residenti tengono sotto controllo i movimenti che avvengono nel vicinato e poi, in caso di indizi fortemente sospetti, tramite un Coordinatore nominato al loro interno informano le forze dell’ordine. Insomma, come dicevano i nostri genitori: fa’ balà l’œug» spiega Fiorani (clic per la foto).

«Le forze dell’ordine sono le uniche deputate a intervenire» continua. «C’è uno studio criminologico alla base del Controllo del Vicinato. È la cosiddetta teoria delle finestre rotte, di Wilson e Kelling. Se oggi un teppista spacca una finestra e nessuno l’aggiusta, è molto probabile che qualcuno domani farà di peggio: dando vita a una spirale distruttiva. Una situazione di mancanza di regole, di disinteresse e di deterioramento, e questo stimolerebbe le attività criminali. Rudolph Giuliani negli anni ’90 fu eletto sindaco della città di New York. Affrontò il problema del degrado cittadino con questa teoria, prendendo di petto la sicurezza della Metropolitana di New York, considerata il luogo più insicuro del mondo. Usò il sistema Tolleranza Zero nei confronti degli illeciti minori: chi non pagava il biglietto, ad esempio. Questo sistema di portò a pensare che la metro non era più luogo in cui sgarrare era permesso».

GRANDE FAMIGLIA 
Sono più di 110 i Comuni italiani che hanno aderito, per un totale di 10mila famiglie. Nel mondo l’associazione conta milioni di adesioni. In Italia si è appena concluso il convegno nazionale (clic per leggere sul sito). Spiega Leonardo Campanale, membro dell’associazione: «Noi forniamo alle famiglie il logo, il manuale, la modulistica da presentare in Comune. I residenti sono una risorsa abbondante per la sicurezza; noi residenti infatti siamo già motivati a difendere casa nostra. Abbiamo una capacità di conoscenza del territorio che nemmeno le forze dell’ordine possiedono. Abbiamo la capacità di interpretare ciò che avviene nel territorio. Ad esempio, il marito mandato fuori a fumare la sigaretta può, per le forze dell’ordine, essere un individuo sospetto; noi del vicinato invece sappiamo riconoscerlo come uno di noi».

«Il ladro ha bisogno della nostra conoscenza del territorio. Il ladro fa ispezione prima di colpire, fa intelligence, vuole il nostro vantaggio competitivo. Ma il ladro, il vandalo, il rapinatore, sono esseri umani come noi, con un cervello come il nostro. Il Controllo del Vicinato li mette da una condizione di agio, a una di disagio, a una di rinuncia».

Marco Maccari, mercoledì 27 aprile 2016 ore 6:00

mamacra@gmail.com

Annunci
Standard
Cronaca

«Un buon vicino è il tuo miglior antifurto»

Controllo-del-VicinatoCENTRO CIVICO PUECHER – Assemblea pubblica sulla sicurezza venerdì 26 febbraio a Cerro al Lambro, organizzata dal gruppo Solidarietà Civica Indipendente, coordinato da Giovanni Papetti e Leonardo Cordone. Arturo Fiorani, comandante della polizia locale di San Colombano al Lambro, e Leonardo Campanale, socio fondatore dell’Associazione italiana Controllo del Vicinato, hanno presentato il programma a 70 cittadini residenti in Cerro, nella frazione di Riozzo, nel comune di Melegnano e nelle città vicine. Nel pubblico anche il sindaco Sassi. «In dialetto si dice fa’ balà l’oeg» spiega il comandante Fiorani, responsabile di zona del Controllo del Vicinato: «Non assomiglia né alle ronde né ai vigilantes. È una sorveglianza organizzata dai residenti, che si parlano, assumono comportamenti di prevenzione e segnalano al 112. Ha lo scopo di ridurre i furti in casa e il vandalismo. Si pianta un apposito cartello giallo nel vicinato e si nomina un Coordinatore che fa da tramite con le forze dell’ordine». L’associazione ti insegna ad attivare una condotta, con comportamenti quotidiani già insiti nel nostro modo di abitare e di relazionarci con i vicini: «A San Colombano è iniziato nel 2013 per volere dei cittadini, che hanno presentato il progetto all’amministrazione comunale e alla polizia» conclude Fiorani. Nato in USA dove conta 60 milioni di famiglie, il Controllo del Vicinato ha l’adesione di 10mila famiglie italiane in 110 comuni, cresce al ritmo di due comuni al giorno e riduce i furti dal 20% all’80%. «Formare un gruppo è facile» illustra Leonardo Campanale, «perché il gruppo è un’associazione di fatto. Non c’è un numero ideale, basta che i vicini si conoscano e possano comunicare velocemente, e che le case si vedano l’un l’altra. Il tuo vicino è il miglior antifurto». Intervengono tre cittadini: «Ne deduco che è anche questione di senso civico. Ma l’esempio dello Stato dov’è?» afferma un’esercente, titolare della farmacia di Riozzo. «Intanto che parliamo hanno svaligiato un appartamento a Riozzo. Il programma funziona anche in ambienti con telecamere?» chiede un abitante. «La telecamera può essere utile per identificare targhe di automobili sospette» è la risposta di Fiorani. «Vivo in una villetta confinante con case disabitate. Per noi sorvegliare è sempre stato un problema non indifferente» fa caso una giovane residente. «Nel vostro caso, abitazione molto robusta e allarme collegato direttamente con le forze dell’ordine».

Marco Maccari, lunedì 29 febbraio 2016 ore 19:56

mamacra@gmail.com
@mamacra

Standard