Soft story

«Ma dove vai, statti ferma, ti sgozziamo, cagna»

MOLISE — Anna continua a sfregarsi le mani. L’inverno le rovina la pelle. La crema per proteggersi la compra, ma non sta a pensarci tanto. È una crema che finisce in fretta. Lei la stende come viene, a volte meno, a volte di più. A volte basta, altre no.

Alita sulle nocche, dove nascono e si arrossano le prime screpolature. Le lecca con la punta della lingua. Ahia. Rovinate pure le labbra. Il burro di cacao la mattina lo mette, ma lo lascia sempre là sopra. A sera va in macchina, accende, apre l’aria calda, mezzo minuto prima di allacciare la cintura e, prima, seconda, terza, filare in strada al ritmo di 50 chilometri l’ora. A casa.

Due giorni fa prendeva un biglietto dal parabrezza, ficcato nelle spazzole. Leggerlo l’ha fatta ridere. Poi riflettere. Poi un misto di dolore cupo e di illuminazione. «Allora è proprio vero, hanno paura? Lo vedi? Perché siamo vere. Lo vedi?», ripensa, dicendo le parole che le ha confidato un’amica più grande, davanti alla quale ha presentato la candidatura alle elezioni.
Cambiare il mondo. A questa età. Devo essere pazza. Un sorriso strano le sale su, tagliente e insieme raggiante. Soffoca una risatina, appare una lacrima; scaccia la paura, che sale, che le dice di fare attenzione quando è sola, sulle scale, in ascensore. Ma perché devono fare così, pensa. Accosta. La radio le canta quel pezzo che fa what a wonderful world… Spegne. Esce. «Lo vedi? Siamo veri», sospira, infine, alla svelta, si arrende a un po’ di pianto.

«URGENTE: MINACCE A UNA CANDIDATA. Oggi una nostra candidata ex operaia e attualmente precaria in una ditta di pulizie ha trovato questo messaggio vicino alla sua auto. Dentro il biglietto, un taglierino. Nessuna intimidazione, nessuna forma di violenza potrà arrestare il processo che si è messo in moto. Non ti lasceremo sola; non lo faranno le migliaia di persone che in tutta Italia si sono mobilitate in questi due mesi. Non un passo indietro».

Marco Maccari, domenica 28 gennaio 2018 ore 13:30 
mamacra@gmail.com

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Cronaca

La 13ma cantina. Rubata una bici di 4 giorni

VIA BROGGI IZAR – Cantine forzate in Broggi nella via principale, al civico 11, con furto di due biciclette. Ne parla Massimo, abitante: «Descrivo l’accaduto. Intorno alle ore 21:00 mi citofona un vicino, chiedendomi se avevo qualcosa di valore nella cantina. Gli rispondo sì, una mia bici simil corsa e una bicicletta nuova, di appena 4 giorni, di mia moglie. Scendo per vedere l’accaduto e trovo le porte forzate.

«Mi reco intorno alle 21:40 dai Carabinieri per la denuncia con un vicino. Ma quest’ultimi rispondono di tornare domani in mattinata: riceviamo solo per urgenze».

I titolari delle bici rubate denunceranno senz’altro il furto domani, dopo l’orario di lavoro.

Marco Maccari, lunedì 28 settembre 2015 ore 22:58

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@mamacra

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Cronaca

«Vai, vai»: lei è in macchina, il ladro è in maschera (e col coltello sono in tre)

VIA PARRI – Agguato e rapina a San Donato Milanese venerdì sera alle 22.30, giù dal cavalcavia di via Parri: dove L., quarentenne con marito e figli a casa, era alla guida della sua auto, sola, ferma al semaforo rosso. «Salta su questo qui – racconta L. – Mi è salito dietro in macchina, con un coltello in mano. Mi fa: vai, vai».

Magrolino, non tanto alto, incappucciato e con la maschera bianca: «Doveva essere solo un ragazzo – descrive L. – Avevo il cuore in gola ma in quel momento ero pacata, tranquilla. Gli ho detto: guarda, io ho due figli. Prendi quello che vuoi ma lasciami andare».

«Continuava a insistere; gli ho detto: aspetta che riparto. Mi dice: Vai, vai, gira. C’erano due ragazzini, saranno stati quindicenni, attraversavano le strisce. Ho iniziato a gridare chiedendo aiuto, dicendo che c’era in macchina uno sconosciuto con un coltello. I ragazzini forse si saranno spaventati più di me; fatto sta che il ragazzo a quel punto è sceso dalla macchina e ha scavalcato verso il campo sportivo».

Le ha rubato la borsa. Dentro c’era qualche decina di euro insieme a oggetti personali di grande valore affettivo. «Non li riavrò mai più» è la sua conclusione. La denuncia è stata regolarmente sporta ai carabinieri, presso i quali L. si è presentata la sera stessa di venerdì. «Ma non è tanto la borsa, è il modo di fare. Ora però se entro in macchina mi guardo sempre dietro nello specchietto, sono piena di fisime. Ho letto che è successo a Borgolombardo e sull’Emilia; cosa dobbiamo fare? A San Donato e a San Giuliano non abbiamo più una vita».

Marco Maccari

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