Satira o realtà?

Melegnano Notizie VENDESI. E non si scriva camions, ma si scriva: AVTOCARRI

ATTIVO DAL 2012, e si è distinto per accettare qualsiasi cosa, da notizie locali e interventi privati, fino ad ogni forma di pubblicità e alla promozione commerciale degli eventi, ad eccezione del dibattito democratico.

Di idee apertamente di destra, anche estrema, ha mostrato adeguata intolleranza nei confronti di chi non la pensava come gli amministratori. Se ti adegui, bene, se no, fuori dai coglioni. Altro non è dato segnalare sull’attività.

Dove un tempo sorgeva MELEGNANO NOTIZIE. Domani è prevista la piantumazione di un cartello con l’annuncio: VENDESI.

È il gruppo con il maggior numero di iscritti ma nessuno si è mai preso la briga di controllare quanti siano effettivamente di Melegnano, quanti partecipino attivamente alla vita del gruppo e quanti siano gli utenti che sono al corrente di essere iscritti al gruppo. Una bella vetrina, con un grande numero di contatti, inversamente proporzionale al numero delle idee. Però è il più numeroso, e i numeri sui social servono sempre.

Nel tentativo di risollevare le sorti, da qualche mese è stato ingaggiato il miglior utilizzatore di Wikipedia esistente sul mercato, espertissimo nell’attività di “copia–incolla” su temi sconosciuti da gran parte degli utenti e, con buona probabilità, anche da lui. Il gruppo è rimasto tale e quale, nessuno lo considera un granché, in compenso l’admin sta promuovendo costantemente la propria immagine e facendo pubblicità a se stesso con scritti e fotografie. Dopotutto, è l’unica cosa che gli interessa. Ma non si può dire, se no si offende.

#NoiSiamoCaino, giovedì 4 gennaio 2018 ore 13:30

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Il caso

Destra, attenzione alla Procura

MELEGNANO – «A Melegnano esiste un blog che si dichiara del tutto apolitico ma guarda caso non perde occasione per attaccare chiunque sia di destra, a partire da sindaco e giunta comunale e finendo con noi ed altri dell’ambiente della destra cittadina che facciamo attività sul territorio. Si dichiara apolitico e critica solo noi. Ma mi chiedo, se veramente sei neutrale come dici, perché del Pd e Sel non parli mai? Eppure ce ne sarebbe da dire tante su di loro! Purtroppo il tuo problema è di natura esistenziale, la destra in città esiste ed è anche ben messa, fattene una ragione», scrive un militante, responsabile tra l’altro del defunto gruppo Melegnano Notizie.

Rispondiamo solo a domande utili. Le migliori risposte, il militante le ha ricevute sul suo gruppo quando ha proposto la promozione dei diritti dei bambini scrivendo no alle adozioni per le coppie omosessuali: «A noi la famiglia piace così»:

1. «Wow! Dal 1946 sponsorizzate l’ideologia medievale… Che figata! Organizzate rievocazioni storiche?».
2. «Puoi opporti quanto ti pare, ma stai pur certo che un “partito” o “movimento” con 0 SEGGI in parlamento, senato, consigli regionali e parlamento europeo non verrà mai ascoltato. E MENO MALE!». E molte altre via dicendo.

La sinistra melegnanese? Ne abbiamo scritto a suo tempo. Poi ha dimostrato in tribunale di essere pulita. Tocca alla destra dimostrarlo. Ma non alle nostre attenzioni. Alle attenzioni della Procura.

Lo Staff, lunedì 26 ottobre 2015 ore 10:26

radarmelegnano@gmail.com

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Satira

Abusivi: controllato quasi un mercato ogni due e sono sempre tutti lì!

Melegnano, abusivi al mercato. Fratelli d’Italia: «Noi non teniamo le mani in mano».

E come potrebbero vivere senza di loro.

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Irregolari, Fratelli d’Italia «mai con le mani in mano».
Ah, ma c’è un Fratelli d’Italia Melegnano?

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Fratelli d’Italia: «Noi non teniamo le mani in mano», teniamo L’UCCELLO in mano!!!

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Bullismo. Dal Comune iniziativa plenipotenziaria: karate contro i bulletti a scuola. Una macchina del tempo permetterà loro di perseguire anche il piccolo Vito Bellomo.

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A Melegnano smentito il razzismo online di Fratelli d’Italia: «Cose inventate, cose non vere». Cose regalate, cose incatenate,
cose di casa, cose di chiesa,
cose di cosa (vostra),
poi da cosa nasce cosa (nostra).

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Spazio giovani. Fabio Raimondo: «Un centro che funziona».

Cazzolina, meraviglia eh?!

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Ancora abusivi. Sequestri: 2200, carabinieri: 500, controlli: 48 (su 104 mercati annuali), frequenza: 46,1%… io adesso guardo di sotto e se sono ancora tutti là dichiaro che questo è un fallimento!

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2000 sequestri e il mercato nero è lì al suo posto. Africans do it better

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Destra impotente contro il mercato più nero del Sud Est.

Abusivi d’Italia.

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#TuttaGinnasticaPagata

 

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L’art in evidenza è una vignetta di Georges Wolinski, veterano di Charlie Hebdo ucciso il 7 gennaio.

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L'intervista

Vita sui social, RADAR panopticon intervista per bacchettare e sorprendere

Melegnano quotidiana, quanto sei definita dai social network? La città sul Lambro ha il suo stile di vita social e le sue abitudini online: lo stesso RADAR condivide i suoi articoli su Melegnano News, la social street cittadina nata e imitata per scambiare informazioni con la lontana complicità di Palo Alto, California.

Vive anche di lati oscuri la vita social del popolo online. L’attuale traffico di utenti connessi residenti a Melegnano ritrova sulla piattaforma ciò che nel tempo ha messo da parte nella città reale: bullismo in vernice cyber, razzismo, name-calling, incitamento all’odio, apologia di reato colorano – questo è il caso dei gruppi chiusi e derivativi – la comunicazione online nutrendosi di subcultura parapolitica di estrema destra e i cittadini, attratti da dichiarazioni di un’inconsistente offerta di scambio di notizie, escono disgustati.

Fa discutere la campagna giornalistica di RADAR sull’intolleranza consumata nel chiuso delle stanze social: la variegata destra cittadina – domanda il blog – e un’Amministrazione comunale (di monocolore destro) come quella melegnanese come si comportano nei confronti del razzismo dei suoi elettori sui social? «O non ci sono controlli di dovere, o ne viene lasciata la libertà» è il parere con cui esordisce il consigliere comunale Luigi Martelli, 32enne, ieri fuoriuscito dalla maggioranza consiliare e oggi in corsa sul filo dell’indipendenza; troppo caparbio per le leggi non scritte della politica politicata ma troppo debole per restare solo, è autore a sua volta di Destra Civica, un movimento civico melegnanese in alleanza con Leganord, estremamente discusso, tutto concepito a destra. «Io stesso sono molto intollerante – ammonisce. – Nei confronti di chi viene a lucrare su un sistema che lo ha fatto entrare con leggerezza. Non tollero gli abusivi. Non tollero chi viene a rubare, non tollero i parassiti. Non li tollero, come non tollero il parassita italiano. Chi predica bene razzola male, si dice: quelli che criticano pesantemente coloro che chiamano “negri”, “zingari”, “nomadi”, non so se sono tanto diversi dagli insulti che pronunciano. Loro hanno un nome italiano, e si sentono in diritto di poter fare i parassiti della società; gli altri invece non possono, perché gli altri sono stranieri. Sono loro che mi devono spiegare la differenza». La discriminazione ha un ruolo nella vita del centrodestra cittadino? «Chiariamo una cosa. Per me qui possono venire tutti. La colpa non è dei migranti, è colpa del sistema italiano che non permette un’adeguata integrazione. Ma è successo in passato che ci fossero casi di intolleranza razziale all’interno di un partito che oggi è presente nell’Amministrazione comunale. Forse i responsabili dovrebbero bacchettare a dovere. Non credo che chi usa parole come “negri”, “zingari” o nomadi” conosca il significato di quelle parole o conosca le loro culture». La discriminazione ha un ruolo anche nella maggioranza consiliare? «Contro il Consiglio comunale non ho niente da dire. Diciamo che se oggi, in una riunione di maggioranza, dovesse uscire una battuta su uno straniero, di certo non ne verrebbe fuori una bella battuta; ci potrebbe essere, in ambienti della coalizione di maggioranza, dell’intolleranza persino verso i bambini stranieri che vanno a scuola. Il 25 aprile scorso io chiesi ai miei ex colleghi di maggioranza di fare una foto simbolo (l’immagine è in evidenza) insieme a una ragazza musulmana (clic per la foto apparsa su Il Cittadino, qui in un tweet di Martelli). Quanti ex colleghi di maggioranza c’erano nella foto? Ma sono vecchie storie. E non ho nulla da dire nei confronti del Consiglio». Come giudica politicamente gli ambienti di destra che su Internet fanno ricorso a linguaggi razzisti? «Semmai posso esprimere un giudizio su chi sta scrivendo la storia di questa città».

Marco Maccari, venerdì 6 febbraio 2015 ore 00.17

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L'inchiesta satirica, Mercoledì 17 settembre 2014

L’ira di Django

Vittoria: 2500 utenti dei social (duemilacinquecento!) non dovranno più bersi bicchierini di razzismo solo perché piove o si scippa. Dove? A Melegnano: il gruppo social messo in mezzo dalle nostre inchieste satiriche ha deciso, finalmente, di moderare i commenti intolleranti che scoppiavano a ogni episodio di cronaca*.

C’è Franco che queste cose le sa da una vita. Ha 38 anni. Lavora, ha moglie, figli. La sua città non ha razzismo sui social ma lui, di destra, su certe cose non transige. «È inqualificabile – ha detto. Lo intervistiamo, ma di razzismo proprio non ne vuole sapere: – Mi rifiuto di pensare che la destra locale abbia queste cose. Condanno quei comportamenti. Non mi appartengono in nessun modo. Non ci sono qualifiche, me ne dissocio. Sono cose da idioti».

Franco è il sindaco Franco Lucente, eletto a capo del Comune di Tribiano, al suo secondo mandato; è di destra (dura, pura e istituzionale) da sempre. Oggi è uno dei giovani colonnelli della politica sud milanese. È un razzista? Giudicate voi. «Il problema non sono quei poveri cristi venuti nel nostro Paese – ha continuato. – Il problema è la cattiva normativa, non ben applicata; abbiamo bisogno di regole migliori per il rapporto con il migrante. C’è una certa resistenza nei confronti dello straniero, il quale tende a crearsi da solo un ghetto». Ghetto…? In che senso? «C’è poca apertura. Per forma mentis siamo abituati a catalogare il migrante come un poco di buono. Invece ci sono tanti professionisti immigrati contro i quali guai a puntare il dito». C’è anche un problema politico: «Se si è di destra si viene additati come razzisti – continua – ma trovo più razzismo a sinistra che a destra, in questa accoglienza praticata senza rispettare le regole. Ripeto, il problema è normativo. Soprattutto, di educazione. Guai se non ci fosse la diversità. Io stesso ho scelto di essere uomo di destra per essere un diverso». Le fa male, il razzismo? Le dispiace? «Sì. Sì, mi dispiace, io sono meridionale e ho origini diverse. Il razzismo mi fa male».

Cari amministratori del gruppone melegnanese: questo sì che è un inizio. Anche se qualcosa resta da sistemare**. Non scadiamo più nel razzismo, please: non puntiamo il dito contro il più debole solo perché è debole e in minoranza, ca#@!, è da vigliacconi, non sarebbe vigliacco anche prendersela con voi? In fondo, non siete anche voi in minoranza, spiaggiati dalla crisi, senza un soldo come tutti noi, o tenuti al mondo per grazia di una famiglia? E daiiiii. Viaggiamo tutti sullo stesso barcone, o no?

Dies irae, dies illa
Franco Nero cum sybilla

Guardate che arriva Django. Il discriminato disposto a tutto per riprendersi la sua vita. Il film, un classico dello spaghetti western, nella sua versione originale consacrò il genio attoriale di Franco Nero, interprete onnipotente, né buono né cattivo: unico. Il remake del 2013 con Jamie Foxx e Leonardo Di Caprio rivisita il mito di Django mettendo tutti antieroi bianchi attorno al nero emancipato, né cattivo né buono: nuovo. La scena in cui lui, nero, frusta l’uomo bianco prima o poi doveva arrivare.

E a Melegnano qualcuno ancora si illude che non faremo mai i conti, un giorno o l’altro, con la quantità di egiziani, tunisini, algerini, nigeriani, senegalesi, indiani, pakistani, albanesi, rumeni che abitano e frequentano il posto? Da che parte vorrete trovarvi quel giorno, quando il nero siederà in Comune con una frusta così?

Per pietà non fate come a sinistra, dove vorrebbero arpionare chi è in minoranza. Tipo Pietro Mezzi, l’ex sindaco, che continua a rubarsi su Facebook la foto di RADAR, sempre quella: la vetrina degli spari. Del resto, dove le trova le prove concrete di questo suo impegno contro la mafia, ricorrente in periodo elettorale? Febbraio 2013, candidato alle elezioni regionali: esce il suo instant-book, la mafia a Melegnano. Settembre 2014, candidato alla Città Metropolitana: sui giornali del 4 e 5 settembre, dice: «Episodi simili allineano Melegnano ad altri Comuni del Sud Milano». Ben venga tanta antimafia se lo aiuta a fare campagne elettorali che non gli vanno più di fareQuesta è l’ultima campagna elettorale che faccio» dichiarò a febbraio 2013, in conferenza all’Uva Viva, ai giornalisti Dolcini, Zanardi, Maccari). Mezzi ci fa i voti, con ’sta mafia & antimafia. In pieno stile sinistra.

E se la destra tira fuori la storia dei «microcriminali» (ahahahahahahahahahah: i microcriminali!), come ha fatto un Bellomo scatenato il 10 settembre, almeno aiutatela a buttare giù un’Agenda Sicurezza a sostegno dei cittadini. Ma una cosa come il T9, che ci aiuti a formulare un rapporto con le forze dell’ordine e incoraggi a denunciare i reati (nessuno denuncia: strano, eh? «In caserma i tempi di attesa e la disponibilità mi hanno scoraggiata. Il mio dovere di cittadina lo volevo fare» ci ha dichiarato in esclusiva, l’8 settembre, la cittadina scippata in via Piave). Eh, assessore?

Non vediamo l’ora di un sindaco nero. Uno che fa schioccare la frusta. Intanto ci facciamo i muscoli, come Jamie Foxx. Sapevate che in palestra si pubblicizzano con i corsi di autodifesa? Sentite qua: «Vista la situazione della nostra città, per chi fosse interessato c’è un corso di difesa personale» (Facebook, 11 settembre). Ma va’?

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* «È vero che è un periodo che siamo tutti nervosi e i problemi sono tanti, ma penso che usare toni non sempre appropriati su una pagina che dovrebbe essere di informazione e di segnalazioni non è il meglio per tutti, chiedo a chiunque legga o scriva su questa pagina di darsi una calmata e di usare parole e modi un po’ più consoni, non è sempre bello leggere parolacce e insulti anche perché si passa dalla ragione al torto. Ognuno è libero di dire e scrivere quello che pensa senza bisogno di offendere e insultare» (Melegnano Notizie, 8 settembre ore 09:55).

** 8 settembre, cronaca; marocchino (cocaina in tasca) semina il panico con una mazza: «Moderàti coi commenti per favore, cerchiamo di limitarci per rispetto anche di tutti gli altri». A qualcuno però scappa: «Un 15enne con mezzo grammo di hashish lo arrestano, questo qua non è che lo rimpatriano come in ogni stato civile succederebbe, si aspetta che uccida qualcuno! Ci vorrebbero le milizie private altro che!», e giù di duce duro: «Il tipo è persistente!!! Si vede lo hanno nel sangue!!». Dicesi razzismo. Che si fa? Chi modera i moderatori?

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