Il caso, Sondaggio

Chi è più italiano?

LE DATE del 19 e 20 dicembre si fanno vicine. Rappresentano le scadenze per il rilancio della legge sullo Ius Soli, tenuta da parte per il colpo di coda di questa legislatura. Ius soli viene dal latino: significa diritto di suolo. La legge sullo ius soli vorrebbe riconoscere il diritto di cittadinanza italiana a chi è nato e vive sul territorio italiano, pure se ha padre e madre di nazionalità non italiana.

Lo Ius Soli fa furore sui gruppi locali di Facebook. Troppo spesso, però, pochi individui politicizzati distorcono le discussioni e si finisce sempre più lontano dalla verità. Proviamoci: diamo una possibilità alle persone di esprimersi con un sondaggio secco, diretto, sul tema della nazionalità e dell’italianità, a cui rispondere o sì o no.

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Pablo è un ragazzo brasiliano, nato e vissuto in Brasile nello stato di Minas Gerais. Ha fatto tutte le scuole lì. Suo nonno e suo padre erano migranti originari del sud Italia. Oggi Pablo lavora e viaggia molto. Conosce solo un paio di parole di italiano.

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Natalia è una ragazza ucraina, nata e cresciuta in Ucraina fino all’età di 10 anni, quando si trasferì in Italia a San Giuliano Milanese dove ha frequentato le scuole medie e il liceo. Lavora. Natalia conosce tutta la cultura italiana e parla un italiano perfetto.

Vota il sondaggio:

Lo Staff, martedì 12 dicembre 2018 ore 6:00
ilblogradar@gmail.com

 

 

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Femminismo Locale

La donna non è il tuo silenzioso gioiello, c*glione!

ALL’INDOMANI DELLA GIORNATA contro la violenza sulle donne, vorrei fare una considerazione in merito. È «facile» condannare la violenza fisica/verbale… Più difficile invece è centrare il problema. Chi nel 2017 condanna la violenza con decisione fa bene ovviamente, sempre, ma se lo fa con la medesima motivazione con cui condividerebbe una denuncia contro chi maltratta un animale, allora è un* cretin* superficiale e dimostra come, oggi più che mai, abbiamo bisogno di femminismo.

La donna non è un gattino indifeso da proteggere! Il presupposto alla cavalleria è la debolezza femminile: il patriarcato e il paternalismo devono essere concetti superati. La condanna alla violenza sulle donne non deve mai prescindere dal sostegno all’autodeterminazione e alla libertà di tutte noi che si realizza con infiniti gesti e parole quotidiane.

Un esempio per tutti: le citazioni e le frasi stupide, talora leggere, altre volte come in questo caso volgari (vedi foto sopra), che girano in rete e che, quasi inconsciamente da parte di chi le condivide, sono anch’esse violenza nell’ottica di cui sopra: il concetto espresso limita fortemente l’orizzonte femminile perché relega la donna al ruolo di p*ttana o di “silenzioso gioiello”, in entrambi i casi giudicata (e già di per sé questo è sbagliato) solo in funzione di un uomo, a suo uso e consumo insomma.

In conclusione una frase di Chimamanda Ngozi Adichie: le donne non hanno bisogno di essere difese o onorate, hanno bisogno solo di essere trattate alla pari come esseri umani (quanta saggezza in tanta semplicità! Eppure è solo questo di cui abbiamo bisogno!).

Aspirante Misantropa, martedì 29 novembre 2018 ore 13:33

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