Cronaca

Pedriano-Locate, strada o discarica? Pulizie previste da domani mattina

PARCO AGRICOLO, STRADA PEDRIANO-LOCATE – Lascia la rotonda tra la Binasca e la Santangiolina, prendi per Pedriano. Andrai avanti fino al borgo abbandonato di Mezzano; saluterai qualche curva e ti troverai in un rettilineo stretto, malamente asfaltato, che ti costringe a scendere con due ruote sul ciglio della strada ogni volta che incontri un’automobile in senso contrario.

È la strada agricola che corre tra Pedriano, frazione di San Giuliano Milanese, e porta sulla strada per Locate Triulzi, non lontano da Viboldone. Lungo la carreggiata, dal cavalcavia ferroviario fino all’ultimo miglio, si ammassano rifiuti: materiali edilizi, scarti di cantiere, plastiche, vetro, bottiglie, televisori, grossi elettrodomestici sfasciati, indumenti abbandonati, mobilio, copertoni ammucchiati con una frequenza quasi rigorosa, che ne fa una discarica illegale.

Chi pratica il tragitto ogni giorno fino a Milano ha potuto notare un incessante aumento dello scarico abusivo di scarti edilizi e di rifiuti. La strada è compresa nel parco Agricolo Sud Milano ed è di competenza del comune di San Giuliano Milanese.

Un cittadino ha bussato in comune. Racconta le sue scoperte. L’Ufficio Tutela Ambientale di San Giuliano lo ha accolto rispondendo che le pulizie inizieranno domani mattina, sabato 28 gennaio.

«Il problema, stando alle dichiarazioni dell’Ufficio, riguarda il mancato intervento delle forze dell’ordine durante i controlli su strada» riferisce il cittadino. «Una volta bloccati i furgoncini carichi di materiale di scarto e verificato che il furgoncino non ha licenza per il trasporto di rifiuti, le forze dell’ordine dovrebbero intervenire per sequestrare il mezzo. Ma così non avviene».

L’Ufficio ha in programma di proporre al sindaco di San Giuliano Milanese, Marco Segala, una riunione con i sindaci di zona, compresa Melegnano. «Il problema non è isolato a questa strada soltanto» conclude infatti il cittadino, «è esteso ai territori di tutti i comuni limitrofi». E invade i campi; vedi le ultime foto.

Seguono immagini della strada, in ordine di marcia. Clicca per ingrandire e scorrere a dimensione reale:

Marco Maccari, venerdì 27 gennaio 2017 ore 11:31

mamacra@gmail.com

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Cronaca

Il muro del pianto

VICOLO MONASTERO – Appena subito dopo scattata la foto abbiamo benedetto il muro con una bella pisciata, urlando il nome della nostra squadra del cuore.

Lo Staff, venerdì 2 ottobre dell’anno del Signore 2015, ore 7.30

Spedisci le tue pisce all’indirizzo radarmelegnano@gmail.com

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Cronaca

Cari fantasmi del monastero: fate un po’ di differenzata, please

20150208_094915FOTONOTIZIA – L’abbandono supera le normali e private barriere in centro città. Siamo in via Trento e Trieste. La foto è di ieri mattina, il cancello è l’ingresso al monastero orsolino ed ex filanda. Vuole una leggenda metropolitana che il luogo sia abitato abusivamente. Forse da un fantasma o due che, costantemente, liberano il cesto e un guardaroba vecchio di secoli?

Marco Maccari, giovedì 12 febbraio 2015 ore 9:05

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Cronaca

MEA non rimuove niente, lei ha regalato un catetere al sindaco

VIA CAMPANIA – Nonostante l’ordine telefonico del Comune nessun catetere è stato rimosso dal marciapiede del civico 4. Sono diventati sei. La piccola area a ridosso dei posteggi, tutt’ora segnalata dal nastro bianco e rosso della Polizia, racconta solo una minima parte del vasto degrado che insiste sui 20mila metri quadri di quartiere circostante.

Nella mattinata del 23 infatti una residente si è recata dal sindaco Bellomo. Gli ha consegnato simbolicamente i cateteri abbandonati davanti al condominio presentandogliene uno acquistato per l’occasione. Durante l’incontro sono stati contattati gli uffici di MEA Melegnano Energia e Ambiente Spa per rimuovere i rifiuti sanitari. Marco Maccari, mercoledì 24 dicembre 2014 ore 10:28

 

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Cronaca

«Un catetere al Sindaco da appendere dove vuole, uno all’Ufficio Tecnico, uno alla MEA»

VIA CAMPANIA – Barriera contro l’abuso, la Polizia locale recinta il marciapiede dove ignoti abbandonano cateteri. Da ieri sera sale a sei il conto dei rifiuti sanitari lasciati sotto le finestre di via Campania, sui posteggi a striscia bianca dove quotidianamente si parcheggia per accompagnare i bambini alla scuola materna L’Aquilone. La via è battuta anche da clienti di prostitute e lo scarto di confezioni di profilattici e di fazzoletti per l’igiene intima è costante (foto in evidenza). Una residente 53enne che aveva già rilasciato una dichiarativa intervista a questo blog ha trascorso la mattinata cercando di sollecitare l’intervento del Comune. «Stamattina ho avuto un grosso problema con l’Ufficio Tecnico per la rimozione dei cateteri – riferisce, – mi hanno risposto che sono rifiuti speciali e che non è loro competenza, quindi, anche se li vedono, non possono raccoglierli. Non dobbiamo farlo noi, mi hanno detto, deve chiamare l’Ufficio d’Igiene. Ah, bello: se solo si degnasse di rispondere. Tutta mattina al telefono senza ottenere risposta. A tutte le persone con cui ho parlato ho detto che se entro martedì quei cateteri sono ancora qui la sottoscritta li porterà: uno come regalo di Natale al Sindaco, uno alla MEA, uno all’Ufficio Tecnico. Uno lo teniamo noi. Uno a testa. Perché è giusto che come regalo di Natale ce lo abbiano tutti».

Prosegue: «Finora non è successo assolutamente niente. Alla fine ho chiamato la Polizia. Mi dicono che se c’è questo tipo di rifiuti speciali, quel che va in segnalazione alla MEA è dalla Polizia Locale che parte. L’ho chiamata, anche lì un’altra mezz’ora di attesa, sono riuscita a parlare con qualcuno che mi ha detto: adesso avverto il comandante, vediamo di uscire, vediamo di fare qualcosa. Sono usciti, hanno recintato con il nastro bianco e rosso ma non mi sembra che nessuno abbia rimosso i cateteri. Io dalla finestra non li vedo, ho la bronchite, mi sto già arrabbiando stamattina per questa cosa perché non è assolutamente possibile che ci sia una cosa del genere, siamo a 50 metri da una scuola materna. E se io li debbo avere sotto la mia finestra, è giusto che li prenda anche il Sindaco. Partirà una lettera anche a lui».

«Noi ogni due, tre mesi non possiamo avere questo problema. Sa cosa mi hanno detto? Che bisognerebbe controllare quel signore! Ma le pare che io possa andare a controllare il signore cosa sta facendo? Non è un’osservazione pertinente. Io le tasse le pago. Devo fare anche il controllo del territorio? Ditemi se è giusto che io debba controllare chi si spinella, devo controllare chi vende la droga, devo controllare le prostitute, devo controllare chi scarta i cateteri? Passo la giornata a controllare? Io devo lavorare per poter pagare le tasse. Non spetta al cittadino controllare, ma dove siamo arrivati. Ma non si vergognano? Lo scriva pure: se entro martedì i cateteri non saranno rimossi la sottoscritta li porterà e ognuno avrà il suo: il Sindaco avrà il suo e lo appenderà dove vorrà, l’Ufficio Tecnico avrà il suo e la ASL, che non risponde. A me una persona che lavora alla MEA ha detto che, al mattino, quando passano le macchine aspiranti, sarebbe sufficiente soffiarli via con le foglie e di conseguenza la macchina li aspira. Non è che bisogna passare con le maschere bianche per l’amianto. Non c’è la volontà».

«Mi riservo di scrivere una lettera – conclude. – Ho letto stamattina velocemente quello che hanno detto in merito all’area dismessa qui vicino, ho delle riflessioni da fare ad alta voce: le cose non stanno esattamente così. C’è da dire che abbiamo comprato il terreno perché ce lo hanno proposto per una riqualificazione dell’area, non perché ci hanno venduto altre balle. Altrimenti non avevo 7000 euro da buttare per andare a comprare un pezzo di terreno. Il Comune di Melegnano è quello che nel Sud Milano ha venduto i diritti di superficie con la cifra più alta, una mia parente che ha casa in San Donato Milanese ha pagato per 300 metri quadrati di residenziale la metà di quello che ho pagato io. E nell’area vogliono costruire una palazzina? A me risulta che il complesso di via San Francesco sia completamente invenduto. Sono calabrese, in Calabria non ho visto queste cose. Questa è l’efficienza lombarda?». Marco Maccari, venerdì 19 dicembre 2014 ore 20:43

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Il caso

Droga, divani, cateteri (e sesso nella chiesa sconsacrata)

VIA CAMPANIA – «La situazione in questi giorni, come sempre d’inverno, c’è ma non si vede. Nel senso: alle quattro e mezza è buio e già cominciano a quell’ora a fare quello che vogliono». R. U., donna 53enne residente nella via, letto il servizio di RADAR sui 20mila metri quadrati di quartiere devastati dallo scarico illecito di rifiuti, ha accettato un’intervista. «Abito nel tratto che da via Campania porta nella strada a fondo chiuso, dove una volta c’erano gli orti. Lì si trova quest’area dove il Comune si era ripreso il terreno; doveva costruire, poi i vari appalti non sono andati a buon fine, è stato recintato così, mettendo un cancello. Ma in realtà di sera questo cancello ci sono persone che lo aprono ed entrano tranquillamente; in fondo pare che ci sia una chiesetta sconsacrata e quindi vanno lì a fare di tutto, spaccio di droga, prostituzione. È assurdo, inutile chiamare i carabinieri perché tanto non escono; un paio di settimane fa c’era un’auto sotto la mia finestra dove accendevano qualcosa, arrivava regolarmente alle sette e un quarto, stava lì fino alle otto, anche otto e mezza; ho chiamato i carabinieri, ho dato il numero di targa, non sono usciti. Mi hanno chiesto: lei cosa pensa che stiano facendo? Se volete scendo e glielo chiedo, ho risposto».
Capisco. «Capisce? La situazione va avanti da anni; abito qui da oltre vent’anni, fino a quando ci sono stati gli orti diciamo che la situazione era un pochino sotto controllo. Adesso è allo sbando. Si figuri che la primavera scorsa c’era un signore che veniva a cambiare il catetere».
Ah sì? «Sì. Veniva in macchina, se lo cambiava, lo buttava sotto gli alberi alla fine del marciapiede. Ce n’erano cinque o sei, uno del condominio li ha fotografati, ha chiamato l’Ufficio d’Igiene, ha chiamato il Comune, ha chiamato la MEA, sono venuti a toglierli; dopo qualche giorno ha ricominciato, e ci hanno detto che dovevamo curare noi il signore che veniva a fare quel lavoro».
Chi lo ha detto? «L’Ufficio Tecnico. Abbiamo scritto una lettera all’Ufficio d’Igiene, un’altra l’ho scritta personalmente; un’altra dal condominio con raccolta di firme, anche al Sindaco. Gli uffici ci hanno risposto che sono a conoscenza della cosa, che prenderanno provvedimenti. Ma che soldi non ce ne sono, e che quindi non ci possiamo aspettare miracoli».
Per quanto è andato avanti questo signore? «Sa che non so se continua a farlo, onestamente? (Ndr: Sì, sta continuando. Vedi foto in basso, scattata stamattina alle 10 circa nel punto in questione). Consideri, tutta la primavera scorsa; qualcuno del palazzo gli ha urlato dietro dalla finestra; è andata avanti… sei, sette mesi? Tranquillamente, senza alcun tipo di problema. Guardi che una sera dei ragazzi erano piu’ agitati del solito, hanno preso – probabilmente avevano una mazza, non so bene che cosa – e hanno demolito tutte le macchine che erano parcheggiate».
Ma stiamo scherzando? Quando è successo? «L’inverno scorso, poco piu’ di un anno fa. Tutt’oggi ho la macchina completamente rigata. Me l’hanno rigata per l’ennesima volta; aspetto primavera per rimetterla a posto. Ma non solo io. Tutte le persone che abitano qui. A parte che entrano tranquillamente anche nel nostro cortile. Fanno quello che vogliono, qui è terra di nessuno! E fino a qualche anno fa c’era un uomo, abitava in via San Francesco, cui avevano sparato all’occhio, aveva messo un camper in zona, la sera faceva scambio di droga. Alla fine è stato arrestato, poi rimesso fuori, da un paio d’anni arrestato nuovamente. Adesso riusciamo un pochino a respirare. In via Campania, sulla destra in fondo, ci sono i box e un parchetto privato che confina con la scuola. Lì il mercoledì sera vengono posizionati i rifiuti, c’è il ritiro il giovedì dell’indifferenziato. La primavera scorsa c’è stata una persona che arrivava con una bicicletta, cercava qualcosa nei rifiuti, prendeva un determinato pacchetto e andava via. Poi mi hanno detto che c’era qualcuno prima che lo portava, il pacchetto. Lei pensa che i carabinieri siano usciti? Noo. Da febbraio in avanti siamo stati invasi dai topi. Sa cosa vuol dire? Vuol dire che tu alle undici vai a buttare la spazzatura e ti trovi quindici topi che ti camminano intorno… Un giorno sono andata in Comune, all’Ufficio Tecnico, ho fatto un casino che non finiva piu’. Anche perché continuavamo a derattizzare la nostra area, ma non serviva a niente perché loro dovevano pulire l’area in questione. Alla fine probabilmente sono usciti, l’hanno fatto, insomma da aprile – perché ci sono voluti tre mesi per risolvere questa situazione – topi non se ne vedono. Continuiamo a fare la nostra derattizzazione come condominio. Quantomeno non avere i topi in casa, visto che la portineria è sempre aperta. Qualcuno dell’Ufficio Tecnico mi ha risposto: “Sono quelli piccoli? Quelli piccoli non fanno niente!”. Sempre in questo tratto di via Campania, dove parcheggiano tra l’altro tutte le persone che vanno a prendere e a portare i bambini della scuola materna, i rami degli alberi arrivavano a cinquanta centimetri da terra; ho chiamato sempre gli Uffici, sa cosa mi hanno detto? Che se tagliavo un ramo mi avrebbero fatto la multa. 150, 200 euro di multa, minimo. Perché quello non era albero privato; fa niente se andava negli occhi dei bambini. Francamente: una sera è sceso uno di qui, con un tronchetto ha tagliato i rami e li ha buttati. E gli ha risolto il problema. Abbiamo già proposto per la prossima assemblea condominiale, tra pochi giorni, di far scrivere da un avvocato. Perché in primavera ci ritroveremo di nuovo una situazione esplosiva. Siamo andati dal Sindaco, parlo di maggio-giugno; ci ha ricevuto cortesemente, come fa sempre in queste circostanze, ha detto che aveva ricevuto la raccolta di firme da parte dei condomini, che aveva ricevuto la lettera dell’amministratore, che era a conoscenza delle numerose lamentele, che avrebbe preso atto della cosa, che ci avrebbe dato delle risposte – che non abbiamo avuto – abbiamo fatto la proposta di ripulire l’area, quantomeno restituire il terreno agli anziani, quindi per fare per gli orti, piuttosto che fare un parcheggio; pulire l’area, in modo tale che non ci sia questo degrado che dia adito alle auto di venire qui e fare giri strani. Buona idea, ha detto. L’area è destinata ad abitazioni d’uso popolare; non credo però che, viste tutte le case costruite e rimaste invendute sul territorio di Melegnano, ci sia una cooperativa interessata. So che c’era la nostra, la Ceup, interessata a costruire su quel terreno; non so se per i prossimi dieci anni si troverà una soluzione di questo tipo. Gli abbiamo proposto un parco, ci ha guardati in maniera un po’ strana. Una cosa utile, ci aveva detto, l’aveva fatta: aveva bonificato l’area perché c’era l’amianto. Detto dal Sindaco. Mi aspettavo una reazione da parte dell’Ufficio d’Igiene. Non si sono mossi. Niente. Alla mia email non hanno neanche risposto, né il Sindaco né gli uffici. Le risposte che ho avuto, le ho avute a voce, quando mi sono presentata chiedendo: sapete a cosa state andando incontro? Tra l’altro c’è chi cambia il divano e lo butta lì. ormai tutti si sentono autorizzati a usare l’area proprio come discarica. Ma le parlo non di chi viene da fuori: degli stessi abitanti. Nell’altro condominio a fianco al nostro, via Campania 2, li abbiamo visti portare dei rifiuti in quest’area. Tutti si sentono legittimati, quando hanno da buttare qualsiasi cosa, a portarla lì! Abbiamo preso la targa di un furgone di via San Francesco che veniva qui tutte le sere a scaricare: abbiamo dato segnalazione. Non sono usciti, non hanno fatto niente. Non escono. Il Sindaco se ti riceve ti ascolta, quello sì. Però non fa niente. «Non ci sono i soldi». Non fa niente; gli assessori non fanno niente; loro non fanno niente! Capisce? Un territorio abbandonato a se stesso. Ho notato che ci sono macchine cui vengono rubate le ruote; mi era successo anni fa. Messe il giorno prima. Me lo sto aspettando di nuovo, onestamente».

Martedì 2 dicembre 2014, ore 13:33

Si ringrazia Marco Maccari

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