Cronaca, Sondaggio

«Votare la persona giusta? Per me è stato facile, facilissimo»

MELEGNANO — «PER ME È STATO FACILISSIMO votare il 25 giugno. Come leggevo sul post di una signora, ritengo Raffaela Caputo una grande donna, che tende comunque per i miei gusti a mettersi troppo in evidenza. Non una grande politica.
Inoltre, anche se non ho seguito molto la campagna elettorale per problemi personali, sono convinta che la Caputo si sia fatta strumentalizzare e che lei sarebbe stata lì solo per le pubbliche relazioni. Sarebbero stati altri a governare.
Comunque, a prescindere da questo, io ho votato Bertoli al primo turno e ho votato Bertoli il 25».

Sabrina, 53 anni, residente 

BALLOTTAGGIO D’ÉLITE. Con il suo 48,7% di affluenza il ballottaggio del 25 giugno tra PD e Forza Italia ha portato all’urna meno della metà degli aventi diritto al voto (in totale 13.435 persone). Calo del 9,7% rispetto al 2012. Pochi hanno deciso la sorte di molti; molti abbandonano Melegnano al suo destino politico.

ALTERNANZA (QUASI) PERFETTA. Secondo dato: il governo locale si è perfettamente rovesciato dal centrodestra al centrosinistra. Ma senza l’alleanza dei radicali — Sinistra per Melegnano — e dei civici — Insieme per Melegnano di Lucia Rossi. — Completamente tagliato fuori il partito fascista Fratelli d’Italia, privo di consiglieri comunali e ai margini della vita politica attiva.

SONDAGGIO. L’umore dei votanti era diviso tra la Bellomo-delusione e la PD-compatibilità. Leggi il sondaggio e fa’ la tua scelta.

Lo Staff, lunedì 21 agosto 2017 ore 14:41 

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Femminismo Locale

Le ragazze di Melegnano: una razza da proteggere?

Scrive una giovane lettrice: «Il centrodestra pressa per avere la prima donna sindaco. D’altronde, le pulizie in comune vanno fatte. Sono una ragazza di 19 anni, non sono di Melegnano quindi non m’interessa particolarmente l’elezione del sindaco, ma questa frase la trovo estremamente offensiva e sinceramente non può nemmeno definirsi satira una cosa del genere, è solo spazzatura. La libertà di espressione finisce laddove si diventa irrispettosi. Va bene prendere in giro i politici, ma qui si è andati troppo oltre: non si è preso di mira la persona, bensì un intero genere. È RIVOLTANTE che nel 2017 una donna come me sia vista ancora come “angelo custode del focolare domestico” e questa frase sostiene una concezione non solo retrograda ma anche degradante e discriminatoria verso metà della popolazione mondiale. Hai creato questo blog per criticare pesantemente l’amministrazione Bellomo ma non crederti migliore di lui, anzi».

Carissima,

è questione di testo e di contesto.

Nel 2017 non è più possibile credere che il vecchio focolare sia il contesto adatto alla vita di una donna.

Allo stesso modo, nel 2017 non è più possibile credere che la spazzatura sia il contesto adatto alla battuta di RADAR.

Anche una battuta ha la sua logica. Nel 2017 è illogico prendere in giro in base al genere o all’estrazione sociale.
È più logico prendere in giro in base all’opinione politica. Non in base a qualsiasi opinione politica, ma in base all’opinione politica estremista, in quanto condannata dalla storia. E, di persone condannate dalla storia, nelle liste elettorali e nell’elettorato melegnanese ce ne sono eccome. La pensano così: 

Perciò, il procedimento logico (sillogismo) che proponiamo per questa battuta non è il seguente:
1. la società italiana pensa che la donna sia destinata ai lavori domestici
2. questa frase ha destinato le donne ai lavori domestici
3. questa frase è una presa in giro per le donne,

no. È diverso:

1. questa frase (testo) ha per oggetto il problema di come viene vista la donna in politica
2. la politica di estrema destra (contesto) ritiene che i lavori domestici siano destinati alla donna
3. questo testo è una presa in giro per la politica di estrema destra.

Come previsto, gli estremisti di destra si sono molto arrabbiati.

Infine: è giusto considerare le donne come una razza da proteggere? 

Lo Staff, giovedì 10 agosto 2015 ore 9:00
ilblogradar@gmail.com

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Satira

La Notte senza Sindaca

E Raimondo disse: «Nicotera, alzati e commenta!».

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La notte bianca si farà.
Un’altra?, ha commentato Caputo. È 10 giorni che non dormo.

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Profughi a Melegnano? Per ora no; almeno finché non ci sarà un ostello per ospitarli.

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Rodolfo Bertoli, lo sconosciuto del PD, forma la Giunta. Non trovando gli assessori, andrà a pescarli ai crocevia nominando i profughi, i migranti, gli accattoni, le lucciole, i ritardati.

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Indignazione nel centrodestra: come abbiamo potuto perdere contro uno sconosciuto?
La domanda è come abbiate potuto vincere, conoscendovi?

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Melegnano social. Scoperta una nuova tecnica di posting: sfiorare ripetutamente l’argomento con blandizie, incollare con la lingua testi trovati su Google, autenticarli come fossero orchidee del pensiero. È del candidato Fabrizio Villanacci. Si chiama: villanage. 

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Vincenzo Rallo, un uomo che si candida per 10 voti ma non capisce se «l’opposizione persegue i propri interessi oppure no».

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Villanacci s’indigna per la faccia strappata dai cartelloni elettorali di Caputo; da galantuomo, non voleva che la dama si mostrasse senza trucco.

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Marco Rossi, un consigliere comunale che si occuperà soltanto di striscioni.

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Raimondo: ecco un altro che continua a perdere elezioni. Ma si considera «un genio».

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Finalmente libera, dichiara Caputo. E Melegnano pure, direi.

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#melegnano2017 

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Satira

La Sindaca della Notte

Caputo ripescata dopo la sconfitta. Sarà la candidata Sindaca della Notte.

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Ballottaggio. Nella mattina di tutte le vittorie, il senato di Melegnano acclama Bertoli offrendogli i titoli di Divo Augusto, Zar di tutte le Russie, Santità e Condottiero del Sacro Romano Impero. Dovrà scegliere quale.

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Il centrodestra nega lo scandalo Donnarumma e impone di chiamarlo Donnorummo.

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Per non irritare la lobby dei parrucchieri, in segno distensivo Bertoli farà innalzare il tempio della dea Caputo.

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Rodolfo il magnifico si insedia in comune con un balletto che fa: «Met-ti-una-ma-no-sul-men-to».

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Centrodestra battuto dopo l’ennesimo aperitivo domenica mattina.
Questa campagna sarà ricordata come la più alcoolica di sempre.

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Melegnano. Centrodestra rettifica lo sbaglio: avevamo scritto sindaco donna, volevamo dire: sindaco nonna.

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Marco Rossi in difesa di Caputo contro «battute sessiste».
Non gli va giù che siano gli altri a dire ciò che pensa.

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Marco Rossi post-ballottaggio: «Il sole non sorge più a Est». È proprio uno svasticone.

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Anche RADAR ha votato con 4 svastiche sul simbolo della Caputo.

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La candidata Elena Santa Maria, una donna al servizio delle donne.
Ecco chi pulirà i cocci della Caputo.

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Militanti inferociti per una battuta satirica sulle pulizie. Ma è il centrodestra a pensarla così sulle donne. E io non sono il centrodestra.

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Che volete? «Museo della Patata» non l’ho inventato io.
«Balena spiaggiata» nemmeno.

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L’ha inventati il popolo!

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#melegnano2017  

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Satira o realtà?

La favola del Re Merdas

Personaggi mitologici e dove trovarli, ma soprattutto come: il tocco che uccide.

Si narra nel mito di un leggendario Re della Frigia chiamato Mida o Midas, che in credito col dio Dioniso per un favore, chiese il dono di poter tramutare tutto ciò che toccasse in oro. Ben presto si accorse che quel dono in verità altro non era che una condanna, dal momento che anche il cibo che toccava tramutandosi in oro, non gli permetteva di nutrirsi e tornando piangente dal dio, quest’ultimo impietosito gli risparmiò questa terribile e paradossale fine.

Oggi, non nell’era Iperborea o all’epoca dei biondi eroi Achei e Troiani, riusciamo a imbatterci in personaggi mitologici anche a Melegnano. Personaggi dai poteri incredibili, inimmaginabili e che sono dei novelli goldfinger come Mida un tempo, oggi abbiamo i re Merdas. La peculiarità, la benedizione che si portano appresso altri non è che riuscire a trasformare tutto ciò che toccano e tutto ciò con cui hanno a che fare in merda, merda di ogni tipo. A differenza del re frigio però che rischiava di morir di fame, questa evoluzione perfezionata gode nella coprofagia, è ghiotta di tutto ciò che tocca e merdifica.

Però ogni benedizione, anche in questo caso, porta sempre un prezzo da pagare. La dipendenza da questo strabiliante potere, porta alla cupidigia. La cupidigia alla bramosia di potere. La bramosia di potere a cercare di smerdazzare il più possibile, crescendo, diventando un ammasso molle e spaventosamente ingordo, talmente grande da non poter più riconoscere la realtà e anche gli amici o gli alleati.

Cosicché, quest’essere mitologico, grazie alla inconformità del suo essere, come argilla, cerca di prendere le forme più convenevoli, ma il puzzo lo tradisce. Egli però, man mano sempre più consapevole di ciò, ma accecato dalla sua avidità compulsiva e dalla sua bulimia merdifera, continua a ingannare strisciando e scaricando ad altri la colpa del suo puzzo per continuare a cercare di toccare, toccare e sopravvivere e merdificare il più possibile, costringendo chi lo ha capito o scoperto a proteggersi dai suoi schizzi, finché un giorno uno sciacquone lo inghiottirà per sempre, liberando la città.

Frederick Rotten, giovedì 29 giugno 2017 ore 17:36

ilblogradar@gmail.com

 

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L'intervista

Ballottaggio: l’intervista di Rodolfo Bertoli

«La preferenza dell’11 giugno ci ha gradevolmente sorpreso. Parlando con i cittadini, avevamo capito che c’era un’aria di cambiamento e che noi rappresentiamo la vera novità di queste elezioni». Parla Rodolfo Bertoli, candidato al ballottaggio del 25 giugno per il Partito Democratico. «Con una squadra di giovani, con persone nuove e diverse dal panorama della politica melegnanese, incarniamo forse meglio di altri questa volontà di cambiamento. Persone vere, che si sono date da fare. Se vincessimo, su 10 consiglieri che vanno in maggioranza, 7 consiglieri sarebbero completamente nuovi, o giovani».

Quali sono i bisogni primari dei melegnanesi nel 2017? «Intervenire in modo immediato nella manutenzione dei quartieri, facendo programmazione economica. Ricollegare i quartieri, specialmente con il Trasporto Infracomunale. E mantenere il nostro patrimonio in modo attivo, nel modo dovuto! Vivo da 25 anni a Melegnano e vedo che questa città è stata molto trascurata. L’impianto sportivo e la pista di atletica del quartiere Giardino sono state state trascurate; nelle scuole i lavori non vengono fatti; nello Spazio Milk piove. Penso sia possibile trovare le risorse adeguate, mediante la partecipazione ai bandi pubblici e altre azioni di risparmio. Ad esempio, il nostro intervento nell’appalto per l’illuminazione pubblica ha permesso di risparmiare 4 milioni di euro, evitando tassi di interesse da usura! Infine, bisogna sedersi al tavolo con i privati e trattare. Ad esempio, nell’area ex Bertarella non possiamo fare un centro commerciale o un impianto logistico, perché non rientrano in nessun interesse».

Qual è la visione che avete per Melegnano? «La rinascita. Una città vivibile a dimensione di cittadino e di famiglia. Oggi, respiriamo in una città molto inquinata a livello di monossido di carbonio e di PM10. L’ho verificato personalmente leggendo i dati dell’ARPA: abbiamo un’aria pessima, che migliora sensibilmente quando finisce la stagione del riscaldamento. Possiamo fare molto sull’efficientamento energetico. Per questo abbiamo pensato a una centrale efficiente di teleriscaldamento, da strutturare all’interno dell’ex Consorzio Agricolo, un impianto che altrimenti sarebbe difficile da gestire. Potremmo farne una società di scopo.
Inoltre, lavorare con la cultura. La cultura può essere una grande fonte di ricchezza economica a Melegnano. Il progetto di portare la Fondazione Medici nel Castello è un progetto con potenzialità, a cui viene dato credito anche a livello metropolitano e regionale. Insomma, vogliamo una città viva, dinamica, bella da vivere, dove si viene a passare bene il tempo, dove si respiri cultura, nuove attività tecnologiche e industriali».

Cosa c’è da buttare e cosa c’è da conservare rispetto all’ultima amministrazione comunale? «Secondo me, c’è da buttare via tutto un modo di fare politica e di gestire la cosa pubblica. Non posso pensare a una Giunta che, come è successo gli scorsi anni, porta in Consiglio Comunale delle finanze di progetto che non sono né corrette nella forma, né sostenibili, ma che solo a solo vantaggio del privato. Capiamoci: in questo momento le risorse private sono importanti, ci vuole comunque l’equilibrio giusto: se c’è troppo interesse pubblico, il privato non ha margini di operazione; se c’è troppo interesse privato, il comune ci rimette. Quest’ultimo è l’errore commesso nell’illuminazione pubblica, commesso nell’area abbandonata di via San Francesco e commesso nel cimitero comunale».

La campagna elettorale ha trattato poco il tema mafia. «Siamo per la legalità: questo significa tolleranza zero. Le regole devono essere rispettate. Altrimenti si creano varchi pericolosi. La mafia è un modo di vivere, una mentalità: chi vede qualcosa e non denuncia, fa segnare un punto a favore della mafia. Dobbiamo essere sicuri che non ci siano infiltrazioni di nessun genere. Nel nostro gruppo abbiamo anche il vicepresidente della commissione antimafia; se andremo a governare, vogliamo capire bene che cosa succede nel mercato, che è famoso e importantissimo. Il mercato deve essere uno dei primi interventi da eseguire dopo le elezioni».

Se doveste arrivare secondi…? «Melegnano ha forte volontà di cambiamento. Che vinciamo o no, saremo sempre fedeli ai nostri elettori».

I vostri avversari si sono mobilitati in gran massa. «Direi che si sono agitati in massa, penso che abbiano forti interessi oltre agli interessi pubblici. Noi ci stiamo mettendo tutto quanto il nostro impegno: i nostri ragazzi ci si sono buttati appieno: mi fa molto piacere, perché sono loro che diventeranno la nuova classe dirigente e li coinvolgo in tutte le occasioni possibili e immaginabili. Le promesse elettorali sono quelle che sono, la gente non ci crede più: crede in persone nuove, integre. I ragazzi hanno preso confidenza ed entusiasmo al tempo stesso, sono orgoglioso del clima di festa che hanno portato nel gruppo. Il loro unico interesse è di fare le cose per bene».

Marco Maccari, Martina Papetti, sabato 24 giugno 2017 ore 17:05
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Il caso

Sondaggio: sei pro o contro l’intesa PD–Lucia Rossi al ballottaggio?

MELEGNANO — 1747 elettori fanno un gran bel suono alle urne. Sono gli elettori di Lucia Rossi, candidata al primo turno dell’11 giugno. Esiste, nell’elettorato melegnanese, l’intenzione di punire al ballottaggio i candidati Caputo–Bellomo a causa dei «10 anni di cattivo governo» che hanno mostrato loro dal 2007 a oggi. L’intenzione è trasversale e sta invocando gli elettori della Rossi; infatti il duo Caputo–Bellomo non può contare su altrettante forze, ma solo sul voto di alcuni degli 800 elettori leghisti rappresentati dal candidato di Lega Nord, Giuseppe Di Bono.

Perciò, una parte di elettorato spera in una forma di colloquio tra Rossi e Rodolfo Bertoli, candidato del Partito Democratico. Colloquio che permetta agli elettori della Rossi di riversare il loro voto all’urna e determinare il suono schiacciante della vittoria.

La contesa infuria e l’arena è più rumorosa che mai. Fa’ sentire la tua voce e rispondi al sondaggio:

Lo Staff, lunedì 19 giugno 2017 ore 12:00
radarilblog@gmail.com

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