Femminismo Locale

La donna non è il tuo silenzioso gioiello, c*glione!

ALL’INDOMANI DELLA GIORNATA contro la violenza sulle donne, vorrei fare una considerazione in merito. È «facile» condannare la violenza fisica/verbale… Più difficile invece è centrare il problema. Chi nel 2017 condanna la violenza con decisione fa bene ovviamente, sempre, ma se lo fa con la medesima motivazione con cui condividerebbe una denuncia contro chi maltratta un animale, allora è un* cretin* superficiale e dimostra come, oggi più che mai, abbiamo bisogno di femminismo.

La donna non è un gattino indifeso da proteggere! Il presupposto alla cavalleria è la debolezza femminile: il patriarcato e il paternalismo devono essere concetti superati. La condanna alla violenza sulle donne non deve mai prescindere dal sostegno all’autodeterminazione e alla libertà di tutte noi che si realizza con infiniti gesti e parole quotidiane.

Un esempio per tutti: le citazioni e le frasi stupide, talora leggere, altre volte come in questo caso volgari (vedi foto sopra), che girano in rete e che, quasi inconsciamente da parte di chi le condivide, sono anch’esse violenza nell’ottica di cui sopra: il concetto espresso limita fortemente l’orizzonte femminile perché relega la donna al ruolo di p*ttana o di “silenzioso gioiello”, in entrambi i casi giudicata (e già di per sé questo è sbagliato) solo in funzione di un uomo, a suo uso e consumo insomma.

In conclusione una frase di Chimamanda Ngozi Adichie: le donne non hanno bisogno di essere difese o onorate, hanno bisogno solo di essere trattate alla pari come esseri umani (quanta saggezza in tanta semplicità! Eppure è solo questo di cui abbiamo bisogno!).

Aspirante Misantropa, martedì 29 novembre 2018 ore 13:33

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MELEGNANO CITTÀ DI PRODOTTI E DI COMMERCIO

La scoperta dell’America (a Melegnano)

L’imprenditore e internet. L’imprenditore e i social. I tempi d’oggi chiedono al piccolo imprenditore di sputare l’anima pure in versione digitale. I clienti sono molto chiari: a loro piace cercare i tuoi prodotti su internet, piace vedere come li offri, piace essere coinvolti e fidelizzati con qualcosa di bello. Vogliono l’idea geniale sul palmo della mano. Vogliono un rapporto di fiducia fatto di innovazione e sicurezza.

Vogliono, vogliono, vogliono. E tu, imprenditore o imprenditrice, cosa fai? Debiti, fisco, imposte, dipendenti, locali, fornitori — non finisci mai di stare appresso a miliardi di menate e alle loro conseguenze. In più, il mondo ti chiede di cambiare mentalità: eBay, Amazon, Google, Facebook ti impongono il loro modo nuovo di fare mercato. Ti impongono le loro scelte assurde e, se non fai attenzione, ti mangiano i clienti vivi. Come i cannibali dei Caraibi.

Imprenditore di vecchio stampo, trovato vivo su un’isola deserta (foto: 2013, Craig Stevenson per National Geographic)

Così, vedi i tuoi colleghi ridursi a fare cose strane. Vedi imprenditori che vanno su Internet; che fanno le foto al cibo, ai quaderni, alle pezze di stoffa, a questo, a quello. Vedi imprenditrici che si mettono al cellulare a mandano i messaggini su WhatsApp, che usano le faccine, che pubblicano un post al giorno, che si fanno mettere i Mi Piace su Facebook. Ma da quando il fatturato cresce con i Mi Piace?

Devi sapere che questo comportamento non è strano per niente. Obbedisce a un codice comportamentale rigoroso, che porta solo beneficio. Eccolo svelato per te.

Oggi l’imprenditore ha bisogno di diventare editore di se stesso. Sì: un editore online. Pensaci. I clienti hanno sempre in mano lo smartphone. Tu pensi che il cellulare sia solo un attrezzo che fa male ai cervelli? che rende stupidi i ragazzini? Se lo pensi, è stato un piacere e puoi abbandonare la lettura di questo articolo. Non è fatto per te. Perché, se lo pensi, allora ti perdi l’altra faccia della medaglia; che è una medaglia d’oro. Se sei una persona che, invece, ama voltare la faccia delle medaglie — e ama trovare l’oro — allora continua a leggere.

La nuova America è anche ad Est. Ecco una donna di Luzon, Filippine, 1875.

L’imprenditore e l’imprenditrice che pensano male di chi usa i cellulari sono persone che offendono i loro clienti. I clienti di oggi amano dedicare tempo ai social. Secondo la ricerca dell’Università di Salford, il 67% delle persone iscritte ai social network si connette regolarmente perché non vuole perdersi cose importanti. Il 67%. Perché? Perché, per una buona fetta dei tuoi clienti, i social significano relazione. Significano informazione. Significano opportunità. Significano scoperta. È un nuovo stile di vita.

L’imprenditore che non rispetta lo stile di vita dei suoi clienti è un imprenditore che vedrà crescere i concorrenti e sbiadire la sua attività. L’imprenditore che va incontro ai suoi clienti offrendo ogni giorno una nuova foto dei suoi prodotti, che ricorda ai clienti ogni giorno le sue offerte e le sue promozioni, che scrive ai clienti costantemente — che offre loro cose importanti, è un imprenditore che ha capito come nuotare nelle nuove regole di mercato e che imporrà più facilmente e velocemente agli altri le sue.

Tu, però, 1) hai tempo?
2) Hai le competenze?
3) Hai un’ideologia di marketing?
Se sei macellaio, come fai a fare l’editore online?
Se non hai un’idea di marketing, come fai a fare engagement con gli utenti della tua Fan Page per poi fidelizzarli?
Soprattutto: quando lavori?
Se non hai qualcuno a cui lo fai fare, chi lo fa al posto tuo?
E non ripetere la preghiera: ahó, ma quanto mi costa? Con una persona onesta, ti costa 500 euro al mese come 20 euro al mese. Ti costa quanto vuoi tu. Sei tu l’imprenditore. Sei tu la guida.

Dai, capo. Indica la Via (foto: Jimmy Nelson).

Hai voglia di partire per l’America? Ai tempi d’oggi la pubblicità è ancora l’anima del commercio. È un’anima che non sta più in TV. Gli spot televisivi e il paginone costano. La rivista patinata di settore ti chiede dai 4mila ai 5mila euro l’anno; la rivista scrausa te ne chiede comunque 3mila. So’ soldi. Sai che invece una sponsorizzazione via Facebook, geo-localizzata su Melegnano, può farti raggiungere 1000 potenziali clienti facendoti pagare dai 5 ai 7 centesimi di euro per cliente?

Ragiona: il 10% del fatturato lordo va investito in pubblicità. Che fare? Oggi il cliente, per leggere pubblicità, non apre solo la cassetta della posta. Prendi carta e penna e segna: oggi il cliente è dappertutto. Un imprenditore, un’imprenditrice ha bisogno di attirare l’attenzione su canali multipli: la radio funziona, la tv funziona, i giornali funzionano, ma pure internet funziona. Essere reperibile su internet equivale a stare sul cartellone pubblicitario in piazza, uno di quelli grossi.

Meglio la radio? Meglio il social? Quale canale è più efficace? Bah. Non esistono ricettine. I canali hanno bisogno di essere attivi tutti insieme se vuoi una clientela fedele.

Su, datti da fare e non fare il giargiana (foto: 2013, Antonio Gibotta per National Geographic)

Tu la vuoi, una clientela fedele? Hai bisogno di conoscerla. Di profilarla. Hai bisogno di venderle più di un prodotto. Hai bisogno di offrirle prodotti speciali, tenendoti in contatto con lei via social e via email. E guarda che il mito del perfetto cliente di quartiere non esiste: il cliente di quartiere gira, lo sai benissimo e, se non vuoi fidelizzarlo, allora guardalo sparire.
Se fai come gli imprenditori che disprezzano il loro cliente andrai sempre più giù, vedrai gli altri che riescono ad arrivare mentre tu starai al verde. Perché? Ma dove sono finiti i miei clienti, chiede oggi l’imprenditore che disprezza. Ma come fanno a chiedere dove sono finiti se nemmeno c’hanno il loro numero di telefono?

Marco Maccari, Massimiliano Basile, giovedì 12 ottobre 2017 ore 14:00
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Cronaca

«Politicamente all’altezza di una puttana»

«E’ EVIDENTE che il quartiere abbia bisogno di spazi per il parcheggio. Se ho i dolori mestruali prendo il synflex anche se il Dott.Mezzi mi consiglierebbe il fluimucil , per andar contro alla “Recordati”.(la ditta che fa il synflex)».

Kolinski-Sexuellement-CorrectMELEGNANO SOCIAL – La polemica innescata da RADAR sul gruppo Melegnano News nei confronti del profilo intestato a Sabrina Calì ha sortito l’intervento della piattaforma. Facebook ha verificato l’autenticità del profilo. Oggi il profilo è chiuso.

In generale, il profilo Sabrina Calì si distingueva per commenti politicizzati e finto-femministi. Uno dei quali rivolto a Pietro Mezzi:

Sabrina Calì Credo che ci sia molta speculazione riguardo a questa notizia.Intanto il parcheggio non sarebbe al posto di un parco o del parco ma sarebbe al posto di un prato che assomiglia molto ad un’area cani senza regole , poi risponde alle richieste ed esigenze di noi cittadini della zona. Farlo altrove significa non risolvere il problema , proporre di farlo altrove significa fregarsene di chi ha il problema e speculare. Non mi spiego con che coraggio vengano fatte certe polemiche. E’ EVIDENTE che il quartiere abbia bisogno di spazi per il parcheggio , è normale che una amministrazione possa provvedere , è triste che per contrastare l’amministrazione si propongano idee alternative che non risolvono il problema. Se ho i dolori mestruali prendo il synflex anche se il Dott.Mezzi mi consiglierebbe il fluimucil , per andar contro alla “Recordati”.(la ditta che fa il synflex) Mi piace · Rispondi · 17 giugno alle ore 21:13 · Modificato

Si discuteva dei 100 parcheggi da insediare in un’area verde. Mezzi è consigliere di maggioranza a Milano Metropoli. È uno dei capogruppo di opposizione a Melegnano. Polemizzare con un consigliere richiede studio e formule.

Con un’età dichiarata di 39 anni e nessuna fotografia personale sul profilo, l’account Sabrina Calì passa come una meteora. Lasciando il segno di una velina. Nelle sue parole, «non ci spieghiamo con quale coraggio vengano fatti certi account fasulli» oggi che Facebook ha chiarito di non essere Second Life. Bisogna essere «coglioni» per non sapere che Facebook ospita solo account autentici, oppure bisogna essere «politicamente delle puttane», disposti a parlare a favore dell’Amministrazione di turno. Consigliamo a chi gestiva l’account di uscire allo scoperto. Per rivelare se è più un «coglione» o più una «puttana».

Lo Staff, lunedì 11 luglio 2017 ore 9:18 

radarmelegnano@gmail.com

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Lettere

Bellesi News o Melegnano News?

Scrivo questa lettera perché mi occupo di informazione dai 19 anni. A 16 anni ero consapevole che avrei dedicato a questa responsabilità le mie energie. Contribuisco dal 2010 all’informazione locale nel Sud Est Milano, prima in 7giorni, per un breve periodo nel Melegnanese con Daniele Acconci, poi al Cittadino di Lodi e infine su piattaforma blog. Partecipo alle comunità locali.
Mi rivolgo a Davide Bellesi admin della comunità Melegnano News in quanto io e parte della comunità troviamo il suo comportamento alterato da un interesse «tendenzioso» del quale evita di rendere ragione o spiegazione.

Davide, il post di RADAR di martedì 11 parla della tua ennesima cancellazione di un post dalla comunità. «Ci sono regole che tutti noi abbiamo accettato iscrivendoci a Melegnano News» affermi.
FREMANTLE MEDIA è una multinazionale di produzione televisiva che distribuisce XFactor e Got Talent. Fa firmare liberatorie al pubblico in studio con il solo muoversi di un passo. Come fa? Appende volantini all’ingresso degli studi tv: «Chi varca questa soglia ci autorizza formalmente a registrare, riprodurre, trasmettere in televisione il proprio volto e la propria immagine».

A me non sembra che tu stia amministrando una multinazionale. Abbassiamo le penne perché non stai vendendo posti a sedere in RAI. Non ricordo di avere letto le tue regole «chiare e distinte» al momento dell’iscrizione: per te «Melegnano News è qui per diffondere notizie locali»; per Gianmarco Iommi, che lo ideò e fondò, è qui per «avvicinare cittadinanza e amministrazione comunale, permettendo a tutti di organizzarsi»; per Dimino è «un contenitore»; per Vailati? ma di che regole stiamo parlando?

Credimi, apprezzo l’operosità volenterosa di chi si dedica ai social, ma il rischio è di cadere nell’utilizzo di Melegnano News come un tuo spazio personale. È sentimento condiviso che tu “imponi” il tuo punto di vista e sottintendi che la ragione sia dalla tua parte. Ma dietro le persone su cui ti sei imposto c’erano intenzioni positive persino agli occhi di un bambino; magari erano persone “particolari”, “diverse” dalla maggioranza degli iscritti. Illumina la persona, non rimandarla indietro con un «prendi e porta a casa»; non hai mai pensato che forse devi educare, invece che cancellare?

E il rischio sai qual è? Che 3000 utenti debbano andare nel verso che vuoi tu. Non fraintendermi: Melegnano News mi piace, non vedo l’ora che si avveri la profezia di Iommi, una comunità che assume iniziativa per la buona amministrazione. Perciò non pretendere di stabilire chi è giusto o chi è sbagliato. E peggio, non cercare di stabilirlo sulla base di una “diversità” rispetto alla “maggioranza”; se una cosa la dicono due persone contro una, non è mai detto che quella cosa sia vera. Attenzione a ciò che fai dando adito a sospetti (non fondati!) di politicizzare il gruppo: tutti sanno che simpatizzi per SEL Melegnano e per Pietro Mezzi. Non può finire che un gruppo numeroso sia regalato all’influenza dei partiti politici.

Tutto ciò lo dico all’admin non alla persona. E non darmi dell’ignorante: merito di più. Tirchio. Buona giornata 🙂

Marco Maccari

mamacra@gmail.com

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Il caso

Caso Soldan, il Tribunale di Lodi rigetta le accuse

LODI – Il giudice dispone l’archiviazione di un procedimento giudiziario a carico del blog RADAR, aperto nel giugno 2015 per iniziativa del cittadino melegnanese Dario Marcello Soldan.

Soldan era iscritto all’epoca dei fatti nelle liste elettorali del comune di Vizzolo Predabissi a sostegno del candidato sindaco Riccardo Mastropasqua. È precisamente contro Marco Maccari, pubblicista iscritto all’Albo di Milano, blogger e autore, che Soldan sporse querela per diffamazione a mezzo stampa. Soldan è noto sui social come amministratore del gruppo Facebook «Melegnano Notizie».

Motivo della sua denuncia fu il post «Il Mondo è di Tutti (i veri Intolleranti)» pubblicato sul blog RADAR il 6 maggio 2015.

Il post domandava perché il candidato Soldan risultasse essere stato iscritto in un gruppo Facebook dal nome «Musulmani al Rogo» per iniziativa di un terzo utente, registrato sotto falso nome.

Ha difeso Soldan l’avvocato Veruscha Glenda Polara. Sono state le parole «gente che gioca su internet nel cerchio magico dell’incitamento alla violenza contro una minoranza», usate nell’articolo, a procurare il fastidio dei querelanti. Le loro richieste erano il sequestro preventivo e probatorio del blog e di tutte le chat nelle quali l’articolo era stato diffuso, e l’oscuramento del blog RADAR.

Il giudice ha sentenziato che la notizia di reato è infondata, scagionando RADAR da ogni accusa.

Il blog RADAR. Giovedì 28 aprile 2016 ore 7:00 

radarmelegnano@gmail.com

Il cerchio magico che dà fastidio in Melegnano è in zona Ovest. È un centro culturale e assistenziale, è di religione musulmana ed è pronto a liberalizzare la sua presenza sul territorio con la distribuzione di alimenti ai bisognosi, in competizione con le attività di distribuzione di generi alimentari promosse da partiti e associazioni di estrema destra come Fratelli d’Italia e BranCo. E Soldan è stato collaboratore di Fratelli d’Italia; come nelle foto estratte da un blog del partito, oggi chiuso. Il coordinatore Fabio Raimondo è assessore a Melegnano. Ha denunciato RADAR a gennaio 2016. 

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Il nostro corrispondente politico

Le vite che possiamo salvare con la carta

RADAR_newspaper_xxlMELEGNANO – Due giornali nuovi fanno cucù. Il primo si chiama Melegnano 5 Stelle News e il secondo Newsletter di Pietro Mezzi. Sono politici. Sono «cartacei». Analizziamoli.

TACE GRILLO, CANTA MELEGNANO
Il primo è il giornalino informativo autofinanziato del Movimento 5 Stelle melegnanese. Consiste in quattro pagine, è ai primissimi numeri. Il gruppo di Melegnano ha un’ambizione alta, vuole dimostrare di avere le idee chiare: intende offrire «un contributo di cambiamento al nostro Paese, partendo dal territorio». «Da movimento di sana protesta a movimento di sana proposta» dichiara il giornalino. «Ridare speranza ai cittadini e linfa alle nuove generazioni» aggiunge. Un’agenda di intenzioni non originale ma scandita con chiarezza, corredata da due tentativi di innovazione: 1. la pubblicazione di un’analisi inedita sulla sicurezza, 2. la proposta della Sorveglianza di Quartiere con l’uso di WhatsApp, praticata a Buccinasco da 600 residenti.

Melegnano 5 Stelle aggiorna un blog e diffonde i suoi link via Facebook. Conclusa l’opera di magia nera dell’autore satirico Beppe Grillo, il giornalino Melegnano 5 Stelle News segue la nuova opera di magia bianca del rinato Movimento: la costruttività. La rinascita educata del gruppo M5S non ha aiutato lo spirito comunicativo degli attivisti. La Relazione sulla Sicurezza pubblicata sul blog di Melegnano 5 Stelle è diventata notizia dopo che se n’è accorto lo Staff di RADAR. Peccato. In un momento in cui il Comitato di Quartiere Nord ha presentato il Controllo del Vicinato a Melegnano, e la lista Solidarietà Civica Indipendente ha organizzato un’assemblea pubblica a Cerro al Lambro invitando i responsabili del Controllo del Vicinato, un’inedito di questo tipo non doveva restare in freezer troppo tempo. Andava diffuso spaventosamente.

I VECCHI NON DEVONO RESTARE INDIETRO
Il secondo è il giornalino informativo di Pietro Mezzi, consigliere di maggioranza in Città Metropolitana Milano e consigliere comunale di minoranza a Melegnano. Consiste in due pagine; è stato appena pubblicato il primo numero. Lo scopo del giornalino è spiegato nell’articolo di fondo, dal titolo: Un foglio per informare: dalla carta a Facebook, dai social alla carta. «Non è un ritorno al passato. Scrivere e diffondere un foglio informativo su carta credo sia una forma di riguardo per quella parte di popolazione che ancora non ha dimestichezza con internet e con facebook» scrive il consigliere. «Un ritorno a forme di comunicazione note, che permette di avere (non sempre) il contatto umano che non si realizza nella comunicazione digitale» continua l’autore.

Oggi, se fai comunicazione, differenziare è un obbligo. Usare «blog, facebook, email e fogli di carta» in modo integrato e sistematico permette di avere contenuti da proporre a tutte le fasce di pubblico, senza rinunciare a nessuno. Sul piano statistico, per lo meno. E se Melegnano 5 Stelle trovava «sempre difficile e faticoso dedicare tempo ed energie per un nobile scopo», la Newsletter di Pietro Mezzi sembra saltare queste difficoltà. È una newsletter «pagata dall’autore». Niente da criticare. Criticabile invece il pensiero che l’informazione cartacea «permetta di avere, anche se non sempre, il contatto umano che non si realizza nella comunicazione digitale». Se le due crisi del 2008 e del 2012 hanno portato via 1,2 milioni di lettori ai giornali cartacei, è perché il formato del giornale non realizza più il contatto umano oggi trovato nel digitale: entro il 2018 l’iscrizione ai social è prevista in aumento del 19% e la crescita dei contenuti digitali prevista entro il 2020 porta percentuali a due zeri. Solo l’obiettivo di competere nello stesso mercato del bollettino comunale La Voce del Comune può dare carburante alla voglia di fare, oggi, un informativo cartaceo per le cassette postali. A giudicare dall’aspetto del foglio informativo, è anche un discorso di professionalità. L’informazione del giornale di Mezzi, giornalista iscritto all’Albo, utilizza toni asciutti su contenuti che sono sì editorialistici, ma selezionati e generatori di critiche. L’informazione offerta dalla Voce del Comune, con direttore responsabile un sindaco non iscritto all’Ordine dei Giornalisti, utilizza un tono altisonante su contenuti scarni dal punto di vista competitivo.

RADAR_journal_xxlCOLLOCARSI AL DI SOPRA DELLA CARICA
«Raggiungere quella popolazione che non ha familiarità con internet» è il desiderio di molti rappresentanti politici melegnanesi di opposizione. Un desiderio reso acuto dall’inaccessibilità della stampa locale. Uno dei primi ad averlo dichiarato è Alessandro Lomi insieme a Giuseppe Armundi, membri fondatori della lista civica Insieme Cambiamo che siede in minoranza con una consigliera comunale. Lo stesso per Luigi Martelli, consigliere di minoranza per Destra Civica-LegaNord, seduto in opposizione. Completamente opposto il pensiero del sindaco Vito Bellomo che meditava di mettersi su Facebook già nel 2013. La motivazione di tutte le minoranze è il riguardo nei confronti della popolazione anziana non iscritta alle piattaforme digitali. Invece, la motivazione del sindaco era evidentemente la sazietà nei confronti della stampa quotidiana; con il timore però di usare il social network in prima persona, per non venire distrutto dai cittadini.

Ma chi ha creato queste condizioni se non la stampa locale quotidiana? Le opposizioni manifestano da anni una tremenda difficoltà a rilasciare dichiarazioni al Cittadino e al Melegnanese. Ottenere un virgolettato (cioè una dichiarazione inclusa tra virgolette nell’articolo) su un giornale locale è un’impresa d’élite, una faccenda in salita per le minoranze, se confrontata con l’ovvietà con cui è dato spazio alle comunicazioni del sindaco, degli assessori e della maggioranza consiliare. Comunicazioni che, da sole, compongono grandi articoli di apertura.

In parte la questione è fisiologica. È la regia dell’alternanza politica. Ma in parte è dovuto allo schiacciamento a destra di tutta la stampa locale, uno schiacciamento che non è salutare per l’informazione.

Infatti l’ha stordita. L’informazione non esiste, a Melegnano. Esiste l’improvvisazione. Jazzistica o solo improvvisata? L’improvvisazione ha viziato, con articoli non efficaci, tutti i componenti dell’attuale giunta a cominciare dal sindaco Vito Bellomo e dall’assessore alla comunicazione Fabio Raimondo (il cui regolare silenzio di circostanza si fa collera ogni volta che l’informazione non segue la regia dell’improvvisazione. Vedi la sua querela nei confronti del blog RADAR). Con effetti collaterali: viziando quotidianamente, la stampa locale ha escluso l’Amministrazione Bellomo da una preziosa possibilità di crescere e di elevarsi con la critica. La stampa locale si è collocata al di sopra dell’istituzione e della carica pubblica. Quello che viene proposto a Melegnano non somiglia neanche a consumo di informazione; nessuno farebbe peggio se provasse a scrivere articoli per conto suo, partendo da meno di zero.

Lo Staff, giovedì 31 marzo 2016 ore 8:00 

radarmelegnano@gmail.com

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Il caso

Colpo di Stato digitale: RADAR è ancora RADAR?

colpo_di_stato-RADAR-22mar2016GOLPE. COUP D’ÉTAT. PUTSCH. COLPO DI STATO. A marzo nello Staff avevamo notato l’interessamento di una «entità digitale esterna» nei confronti del traffico che generiamo su Facebook. Alla fine l’entità digitale si è piazzata nella nostra Pagina e «pubblica al posto nostro». C’è da dire che la piattaforma di Mark Zuckerberg è strategica per il blog: infatti i nostri lettori-target, cioè i lettori che ci interessano, sono in grande parte iscritti a Facebook. Non interessa loro iscriversi ad altro e di rado, o solo sporadicamente, affidano contenuti ai network concorrenti come Twitter e Google+.

Facebook è un buon investimento di tempo per il blog RADAR. Nel 2014 e nel 2015 Facebook si è dimostrato una piattaforma equa e gentile, concedendo generosa evidenza a tutte le nostre campagne: sia alla lunga campagna contro il razzismo online partita a settembre 2014, sia alla piccola campagna in sostegno a Charlie Hebdo nel gennaio 2015 che alla campagna di informazione sui diritti civili delle coppie dello stesso sesso e conviventi nella primavera 2015. Infine, alla campagna di informazione capillare sull’ISIS svolta a dicembre, oggi tornata purtroppo di attualità. È stato significativo vedere la piattaforma diffondere fino a 3000, 4000 utenti la cronaca tempestiva e concisa del blog. Gli articoli e i video istantanei della Settimana della Legalità sono stati concepiti per essere velocemente fruiti su Facebook, e lo sforzo è stato ripagato efficacemente.

Chi è adesso l’entità digitale insediata nella Pagina Facebook di RADAR? Difficile definirlo. I nostri esperti raccontano che può trattarsi di un programma di linguaggio artificiale, come presagisce la sigla alfabetica che il programma ha lasciato sulla Pagina: LA16-203-Z0. Invece la sigla numerica resta indecifrabile. Ma l’entità ha già firmato una critica spregiudicata nei confronti della Relazione sulla Sicurezza pubblicata da Melegnano 5 Stelle, e mostra di dialogare con gli utenti con uno stile simile alle comunicazioni dei nostri politici. Vi invitiamo a leggere e interagire: l’indirizzo di RADAR su Facebook non è variato. Ah: il blog non è minimamente sfiorato da questo Golpe digitale. Mentre ci apprestiamo a risolvere il «problema» vi auguriamo buona lettura.

Lo Staff, martedì 22 marzo 2016 ore 12:30

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tweet @RADARmetropoli

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