Femminismo Locale, Il caso

3 tipi di persone che stanno più sulle scatole sui social

Top 3 delle persone che al momento mi stanno più sulle scatole sui social:

1. Chiunque metta in bacheca immagini di mamme tuttofare fresche di parrucchiere che offrono lezioni di vita. Falze!!

2. Donne i cui neuroni reggono un video di massimo 30″ su Chimamanda Ngozi Adichie, per le quali leggere un libro, anche non suo, sarebbe impensabile sotto molti aspetti, primo fra tutti lo sbattimento, ma che condividono il link ugualmente perché fa molto “donna impegnata”…

3. Chi non esercita buon gusto nemmeno nelle foto profilo. Quel tema con fiori e cuori è osceno e non mitiga l’orrore di una foto con una pessima risoluzione. Metti un tema di Windows e fai più bella figura.

Ecco Chimamanda Ngozi Adichie.

Perché mi appaiono in bacheca queste cose? Non frequento questo tipo di persone, non le dovrei trovare nelle mie Echo Chamber*… Le vedo perché sono come me nei gruppi FB di Melegnano. L’unica cosa in comune con loro è questa. E l’aria che respiriamo. La rottura di maroni è tutta mia.
Le *Echo Chamber, già menzionate in un precedente post, sono delle bolle dentro i social in cui noi stiamo al centro e intorno abbiamo gente/pagine che la pensano pressapoco uguale e dove ci infiliamo di nostra iniziativa.

Perché? Semplicemente perché andiamo su FB per massimizzare la nostra popolarità ed essendo conformisti per natura (in tutti noi agisce una distorsione cognitiva che si chiama Confirmation Bias che ci spinge a credere solo a informazioni aderenti ai nostri schemi di pensiero) è comodo infilarci in bolle confortevoli in cui tutti la pensano come noi e dove ottenere per questo fiumi di like! Ecco perché, sui social, non cambieremo mai idea, con buona pace mia e di chi si offende delle mie incursioni su RADAR.

Aspirante Misantropa, giovedì 19 ottobre 2017 ore 06:30 
ilblogradar@gmail.com

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Femminismo Locale

Le donne sono le migliori, sono il pilastro della comunità

MELEGNANO ONLINE — Una delle forme di sessismo che circola diffusamente in rete nei gruppi «di donne» è il cosiddetto SESSISMO BENEVOLO: subdolo e insidioso.

Scrivere che le donne sono migliori, più forti, multitasking, sempre ordinate, si prendono cura della famiglia e della casa — e altre descrizioni a una prima lettura lusinghiere — significa dichiarare che ci sono differenze con gli uomini: anche in questo caso si tratta di STEREOTIPI (di genere) ancorché positivi.

Perché gli uomini non devono barcamenarsi con casa/famiglia/lavoro? Non possono piangere/commuoversi? Essere pronti a sacrificarsi per soddisfare bisogni altrui? Essere impeccabili e ben vestiti? Forse che gli uomini sono tutti rimbambiti che riescono a fare una cosa sola alla volta? Se lavorano non sono in grado di occuparsi dei figli? Che non sappiano fare le faccende di casa? Che non si rimbocchino mai le maniche?

GENERALIZZARE è sempre sbagliato. Ogni volta che leggiamo un post che «esalta» le donne in questo modo, prima di condividerlo, chiediamoci: si tratta di cose che REALMENTE solo una donna sa e può fare? Perché sempre sulle nostre spalle devono ricadere queste «capacità»? Lasciamo che pregi e difetti siano indipendenti dal genere di chi li possiede… siamo liberi di possedere quelli che ci pare!

Aspirante Misantropa, mercoledì 9 agosto 2017 ore 9:37 

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Il caso

Lo vogliamo mettere po’ di femminismo, in Comune?

Dire e scrivere «una donna Sindaco» NON è femminista (ovvio) ma non dimostra nemmeno essere inclusivi, vuol dire solo che chi lo usa è arcaico nel pensiero.

In questo documento MIUR del 2011 http://www.ricercainternazionale.miur.it/media/2962/protocollo-miur-dpo_diffusione_cult_genere.pdf a firma del Ministro Carfagna e del Ministro Gelmini si dichiara, relativamente all’influenza dei media, che “il linguaggio assume un ruolo importante nella riproduzione della disparità fra i generi tanto da alimentare gli stereotipi di genere, il pregiudizio e la discriminazione”.

Bene, ma non benissimo insomma.

Qualora iniziassero a giungere abitualmente alle nostre orecchie termini come Ministra, Poliziotta, Chirurga, Magistrata, Ingegnera, Sindaca… dato che il linguaggio, ovviamente non da solo, ha questo potere di influenzare le masse, non aiuteremmo il processo di eliminazione delle disuguaglianze di genere?

Non aumenterebbe la percezione (che corrisponde peraltro a realtà) che anche le donne possono essere professioniste di cui sopra anziché solo Infermiere, Casalinghe, Cuoche, Sarte… generando VERA inclusività?

La risposta è sì, e non ammette repliche.

Aspirante Misantropa, venerdì 23 giugno 2017 ore 10:47 
ilblogradar@gmail.com

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Caro RADAR, se qualcuno dovesse risponderti che la sua opinione è «diversa», si tratterebbe di un chiaro esempio di Post-Verità. Rispondi pure per conto mio che non si possono avere opinioni in materia, ma esistono solo fatti, carta canta:

https://web.uniroma1.it/fac_smfn/sites/default/files/IlSessismoNellaLinguaItaliana.pdf, (notare l’anno!)

http://www.accademiadellacrusca.it/sites/www.accademiadellacrusca.it/files/page/2013/03/08/2012_linee_guida_per_luso_del_genere_nel_linguaggio_amministrativo.pdf)

 

 

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Cronaca

«Politicamente all’altezza di una puttana»

«E’ EVIDENTE che il quartiere abbia bisogno di spazi per il parcheggio. Se ho i dolori mestruali prendo il synflex anche se il Dott.Mezzi mi consiglierebbe il fluimucil , per andar contro alla “Recordati”.(la ditta che fa il synflex)».

Kolinski-Sexuellement-CorrectMELEGNANO SOCIAL – La polemica innescata da RADAR sul gruppo Melegnano News nei confronti del profilo intestato a Sabrina Calì ha sortito l’intervento della piattaforma. Facebook ha verificato l’autenticità del profilo. Oggi il profilo è chiuso.

In generale, il profilo Sabrina Calì si distingueva per commenti politicizzati e finto-femministi. Uno dei quali rivolto a Pietro Mezzi:

Sabrina Calì Credo che ci sia molta speculazione riguardo a questa notizia.Intanto il parcheggio non sarebbe al posto di un parco o del parco ma sarebbe al posto di un prato che assomiglia molto ad un’area cani senza regole , poi risponde alle richieste ed esigenze di noi cittadini della zona. Farlo altrove significa non risolvere il problema , proporre di farlo altrove significa fregarsene di chi ha il problema e speculare. Non mi spiego con che coraggio vengano fatte certe polemiche. E’ EVIDENTE che il quartiere abbia bisogno di spazi per il parcheggio , è normale che una amministrazione possa provvedere , è triste che per contrastare l’amministrazione si propongano idee alternative che non risolvono il problema. Se ho i dolori mestruali prendo il synflex anche se il Dott.Mezzi mi consiglierebbe il fluimucil , per andar contro alla “Recordati”.(la ditta che fa il synflex) Mi piace · Rispondi · 17 giugno alle ore 21:13 · Modificato

Si discuteva dei 100 parcheggi da insediare in un’area verde. Mezzi è consigliere di maggioranza a Milano Metropoli. È uno dei capogruppo di opposizione a Melegnano. Polemizzare con un consigliere richiede studio e formule.

Con un’età dichiarata di 39 anni e nessuna fotografia personale sul profilo, l’account Sabrina Calì passa come una meteora. Lasciando il segno di una velina. Nelle sue parole, «non ci spieghiamo con quale coraggio vengano fatti certi account fasulli» oggi che Facebook ha chiarito di non essere Second Life. Bisogna essere «coglioni» per non sapere che Facebook ospita solo account autentici, oppure bisogna essere «politicamente delle puttane», disposti a parlare a favore dell’Amministrazione di turno. Consigliamo a chi gestiva l’account di uscire allo scoperto. Per rivelare se è più un «coglione» o più una «puttana».

Lo Staff, lunedì 11 luglio 2017 ore 9:18 

radarmelegnano@gmail.com

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