L'inchiesta

Saronio, una «disonestà profonda»

«IO HO VISTO LE COSE CHE SONO SUCCESSE, la gente che è morta dentro lì è tantissima. Ma anche fuori. Ricordo che c’era un reparto che a un certo punto hanno chiuso, lo han bloccato a chiave e non si poteva entrare, dove facevano dei prodotti altamente nocivi. Non so a cosa servissero.

«La cosa difficile da discutere è cosa facevano nei reparti. Facevano turni di notte e di giorno e gli davano degli scarponi alti, zoccoloni a volte, con le mascherette che non servivano a niente e per purificarsi uscivano un’ora prima per lavarsi, poi andavano a casa e – come mi raccontava la moglie di uno dei dipendenti che è morto – non solo dovevano lavarsi un’altra volta ma dovevano mettere nel letto dove dormivano una specie di foglio di plastica per non sporcare le lenzuola.

«C’era una disonestà profonda, quando i filtri ad esempio si rompevano non venivano effettivamente cambiati ma scambiati tra i due stabilimenti di Melegnano e Riozzo. Le vasche di decantazione erano fatte proprio malamente, come se mettessi giù delle tavole come capita e quindi chissà quante cose sono filtrate nel terreno», racconta un testimone.

Clicca e leggi tutto. 

Di Elisa Barchetta
12 dicembre, ore 15:32
Reblog dal settimanale 7giorni

_
Immagine in evidenza: Michelina Salandra

Annunci
Standard
I lettori scrivono

«Ci manca che trovo un morto, prima o poi»

BORGOLOMBARDO di San Giuliano Milanese – La lettera e le fotografie di Anna, 52enne, ritraggono le vie intorno alla ferrovia. «Ho visto di tutto, dalla carta al letto, rimanere per settimane. Ci manca che trovo un morto prima o poi».

Sono a denunciare mancanze da parte dell’amministrazione comunale per il quartiere Borgolombardo di San Giuliano Milanese. Mesi fa lungo la via Boito-Zerbi (per intenderci, la via che costeggia la ferrovia) furono messi divieti di sosta per rifacimento marciapiedi. Finalmente, pensai tra me e me, e infatti iniziarono i lavori. Ah, sì: iniziati e finiti in un batter d’occhio, però. Non so perché, il marciapiede è stato rifatto, sì, interamente sul cordolo, ma la pavimentazione (che in questo caso è una gettata di catrame) è stata fatta a pezzi. Non posso dire che sia stata fatta la gettata solo dove era più rovinato, perché così non è; posso solo pensare che, finiti i soldi, abbiano rappezzato alla bella e meglio. Tanto è un marciapiede ferrovia, e chissenefrega, avranno detto in comune. Peccato invece che a mio parare ogni strada di una frazione ha la stessa importanza, che sia centrale o meno centrale.

Comunque, dopo la fine dei lavori, anche rappezzato, sinceramente quel marciapiede aveva finalmente un aspetto abbastanza decoroso; e va beh, mi son detta, meglio che niente.

Poi con mia grande meraviglia vidi che installavano trappole per i topi (dai quali forse nessuno sa ma eravamo invasi; gli alberi erano veri e propri condomini per i topi) devo dire che il professionista che ha installato le trappole forse ha lasciato un po’ a desiderare, alcune trappole anziché esser messe sulla striscia di terreno sono state rivolte verso il marciapiede, mai capito perché, visto che i topi si trovavano sugli alberi e in mezzo agli arbusti. Va beh, anche questa volta mi son detta: meglio che niente.

Ho sperato che, finalmente, qualcuno in comune avesse preso a cuore la situazione di degrado della striscia di terreno e relativo marciapiede della via Boito-Zerbi, striscia di terreno con alberi e arbusti ciclicamente usata come discarica abusiva, mai pulita, e marciapiede mai spazzato dagli operatori ecologici; tra le piante si vedeva di tutto. Così non è stato però, ciclicamente qualcuno usa questo spazio come discarica abusiva, dalle ruote auto, batterie, addirittura un parabrezza intero, una portiera, sacchetti di spazzatura, bidoni di non si sa che provenienza, residui di polveri non si sa se velenose o meno, materassi, sacchetti di medicinali, scarpe, vestiti, mobilio.

Mi chiedo perchè non c’è nessuno che controlli, che emetta multe, che installi almeno qualche cartello di divieto, e mi chiedo perchè per veder poi ripulito si debba aspettare mesi.

Quello che però ultimamente mi ha lasciato sgomenta è stato vedere un incaricato della società di deratizzazione togliere e portar via le trappole per i topi anziché rinnovare le esche. Non riesco a capire come si possa non effettuare la manutenzione e la pulizia della striscia di terra, ben sapendo che i topi sono altamente portatori di malattie, che potrebbero mordere, oltre i cani, anche i bambini della scuola elementare di Via Leonardo Da Vinci che giocano nel prato della scuola, e anche i bambini che giocano nel parchetto sito tra le vie Mascagni-Boito-Indipendenza. Vogliamo arrivare veramente all’incidente? Io che sono proprietaria di un cane devo avere mille occhi quando il mio cane si addentra tra gli arbusti, un morso di un topo è altamente pericoloso sia per gli animali da compagnia, sia per gli esseri umani. Penso sia dovere del comune o Asl mettere in sicurezza persone e animali.

Che io sappia quella striscia di terreno è comunale, e sempre che io sappia, all’epoca, quando venne costruito il muro di delimitazione alla ferrovia (per l’alta velocità), il comune lasciò incolta quella striscia affinchè i cittadini di Borgo potessero piantare delle piante, ma penso non sia giusto lasciare andare in totale degrado – vedasi pulizia e ultimamente edera altamente infestante (proveniente dal lato ferrovia) che sta soffocando le piante grandi o piccole che siano (un chiaro esempio si vede proprio in via Zerbi, altezza Via Puccini).

Mi sento presa in giro da questo comune, paghiamo le tasse anche noi, (vedasi ultimo balzello chiamato Tasi) mi sento presa in giro quando vedo questa incuria, quando noto che pur pagando le tasse bisogna aspettare mesi per la riparazione di una lampada di un palo della luce all’angolo tra Via Sciesa e Via Parlamento, quando sembra che siamo gli ultimi degli ultimi, vedasi luminarie di Natale messe qualche giorno prima della festa (e neanche messe bene, vista una luminaria caduta), mi sento presa in giro quando vedo un ennesimo lampione spento nella piazza principale lato via Labriola (per intenderci la piazza alle spalle della chiesa) per giorni e giorni.

Mi sento presa in giro e sinceramente in pericolo, sia per la mancanza di pulizia, sia per il buio dovuto ad un lampione spento o da riparare. Mi sento una cittadina di serie C. Non mi sono trasferita con tutta la famiglia a Borgo 25 anni fa solo per venirci a dormire (visto che San Giuliano Milanese è catalogata come cittadina dormitorio), mi sono trasferita per viverci, e viverci, se non bene, almeno decentemente.

Saluti.

 

Standard