Cronaca

Melegnano ruba, persino ai fiori devi fare attenzione

PIAZZA RISORGIMENTO — «Rubano i fiori dai nostri vasi. Lo hanno fatto per due volte di seguito». Mano lesta in centro storico, spariscono i ciclamini dai vasi decorativi davanti al bar di piazza Risorgimento.

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I proprietari del bar che si affaccia sulla basilica si sono accorti del furto le mattine del 13 e del 16 marzo. Mancano tre cespi di fiori dai vasi collocati a decorazione dei tavoli esterni. «È la prima volta che succede» commentano.

Martedì 20 marzo 2018, ore 6:30
mamacra@gmail.com

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Il caso

Ore 3:00am, sventa un furto in condominio. Ma «a Melegnano non si può partire sicuri»

via-campania_2VIA CAMPANIA – Tre del mattino: sente rumori sul pianerottolo, non i soliti rumori. Si alza dal divano. Scopre che lo spioncino è oscurato con nastri adesivi: armeggia alla serratura, apre la porta; fa in tempo solo a scorgere tre persone dileguarsi per le scale. Nastri oscurano gli spioncini di tutti gli ingressi.

È la testimonianza di un residente: il tentativo di effrazione, segnalato ai carabinieri, è accaduto la mattina del 27 giugno in via Campania, la strada senza via d’uscita del quartiere San Francesco tra la scuola primaria di viale Lazio e la scuola materna di viale Lombardia; una delle strade che segnano il perimetro dell’area 167, l’ex cimitero di Pedriano, terreno non edificato, popolato da lepri, erbacce e, fino a pochi mesi fa, rifiuti e avanzi di materiale da cantiere. Sull’area il comune voleva costruire ma nel 2011 il progetto andò in fumo, lasciando il terreno a marcire.

«Ho notato una persona che usciva dalla chiesetta, si lavava con una bottiglia; la sera si vedono luci» dichiara un residente; è da metà giugno che nota movimento notturno nella cappellina situata al centro dell’area abbandonata.

Nella zona, mal recintata e piena di varchi d’accesso, lunedì 27 giugno due cittadini hanno deciso di svolgere un sopralluogo. La cappellina non si è dimostrata disabitata, con una giacca usata, tracce di bivacco, bottiglie d’acqua e di Coca-Cola; in seguito, all’interno dei container collocati presso il cancello e rimasti in piedi dopo l’abbandono del cantiere, hanno trovato tre materassi con coperte: «Portarli via è impossibile perché appartengono a un consorzio. Assurdo» commentano.

Il comune aveva anticipato un’ispezione del sindaco e del comandante della polizia locale per il giorno 29 giugno. Ma, riferiscono i residenti, non è avvenuta.

I furti della stagione estiva intanto fanno il giro dei rioni: «A Melegnano non si può partire sicuri» scrive una melegnanese sui social network. «Dove sono le forze dell’ordine?» è la domanda degli abitanti; «noi come cittadini cosa dobbiamo fare? Non è vero che i cittadini non segnalano. Segnalano eccome. È alle autorità che non importa nulla. Ma non dimentichiamoci: tra un anno si vota e, allora, quando torneranno a chiedere il mio voto…».

Marco Maccari, mercoledì 6 luglio 2017 ore 16:05

mamacra@gmail.com

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L'inchiesta satirica

Con 24mila buchi

Cari limoni e limonesse, tutti da spremere finché il guscio cammina: ​meritate una targa da benefattori. Quest’anno persino davanti alla Casa di Babbo Natale vi sono venuti a rubare i soldi. Se metà di quello che risparmiate va al Comune in sei, sette rate, l’ultima metà sta andando ai ladri e almeno vi desse una medaglia all’obbedienza civile, il Sindaco: invece terrà il conto di chi non ha saldato la TARES 2013 «per arrivare a Equitalia con il recupero forzato del credito» (Vito Bellomo, consiglio comunale del 26 novembre). Come dicono in piazza Piemonte, «da noi quell’uomo si è fatto vedere solo in campagna elettorale». Ma tutte le strade portano a Roma, no? E che colpa sarà dei nostri amministratori politici? A loro sul biglietto scrivono «dritto a Roma», che significa – sempre – passare a Melegnano per fare una pisciata. Crollato il sipario a Roma sotto l’inchiesta Mafia Capitale – presto la ricostruzione di RADAR documentata sulle carte d’ordinanza, – il presidente Berlusconi si è messo a gridare «al voto, al voto» (AGI, 5 dicembre). Te credo. Nel partito ha mezzo centinaio di piccoli Bellomo attualmente fermi ad aspettare ululando nel retro. Che colpa avranno, in fondo? Sono disciplinati. Fanno quello che dicono loro di fare; di testa propria non fanno mezza ca*ta. Voi, al contrario, tutte le strade vi portano in una buca ma, lamentosi come siete, non fate altro che sindacare. Pace, ragazzi, pace. Tanto, come entri in città, che sia dall’Emilia o dalla Santangela, il destino è quello: evitare le buche che stanno a destra non ti aiuterà a evitare le buche che stanno a sinistra. RADAR quindi taglia il rating dell’Amministrazione Bellomo fino al valore corrispondente a B-, «riflettendo – scrive nell’outlook negativo sintetizzato di seguito – la ricorrente debolezza nella performance reale e nominale della gestione dei beni pubblici, inclusa l’erosione di credibilità». Il titolo rappresentato dai nostri amministratori eletti risulta «sensibile alle circostanze avverse. La violazione della legge relativa al Patto di Stabilità e il trauma amministrativo conseguente non sono ancora superati. La criticità debitoria del Comune risulta aumentata senza che siano manifestate capacità di ripresa sulla crescita». E informa: un’ultima, «rapidissima sterzata» verso una belle époque cittadina, «verso la vivibilità urbana, il decoro, il reperimento di nuove risorse potrebbe ancora mostrarsi alla portata della volontà» del Bellomo-bis. Ma attenzione. B- è l’ultimo passo, nelle tabelle di RADAR, prima della valutazione spazzatura. Ecco i motivi: numero 1). L’outlook è negativo a causa della manovra annunciata all’inizio: sta per iniziare la nuova campagna esattoriale – valore stimato 600mila euro – dell’Amministrazione Bellomo, con un nuovo ricorso a Equitalia. La scorsa campagna, arrivata ad aprile, ne valeva 900mila. I nuovi 600mila euro consistono in un bel mazzo di TARES non pagate. Poco chiara perciò la non corrispondenza tra gli annunci e i risultati, cioè tra le dichiarazioni del sindaco Bellomo a settembre su La Voce del Comune – «Non mettiamo le mani nelle tasche dei cittadini» – e il mancato pagamento dei 600mila euro da parte dei melegnanesi. Motivo numero 2). Negativo perché a Melegnano l’imposta IMU sui fabbricati, con scadenza 16 dicembre, è stata aumentata al massimo possibile con un’aliquota del 10,6%: il top. La stessa cifra di Roma, dove si contano 107.278 immobili. Motivo 3). Negativo perché la TASI, scadenza anch’essa il 16 dicembre, non basterà a mantenere il livello dei servizi indivisibili ma coprirà solo al 55-58% la sicurezza e l’ordine pubblico (vedi l’impennata di furti nella pausa estiva e invernale), i marciapiedi (cioè il dissesto perdurante delle vie pedonali), il verde (cioè vandalismo e spaccio nel parco Borsellino e all’oasi Montorfano), l’illuminazione (cioè i furti di ruote in via San Francesco e lo scarico di rifiuti e cateteri in via Campania). Sono esattamente questi i servizi nell’occhio del degrado e non si arriverà alla sufficienza. Lo dichiara il documento di delibera, pagina 2: «Il gettito complessivo del tributo TASI stimato per l’anno 2014 ammonta a un milione e 53mila euro (1.053.000,00), con una copertura prevista dei servizi del 58% circa». La somma totale richiesta dai servizi è invece pari a un milione e 800mila euro (1.798.756,98). Significa che c’è un buco di 745mila euro corrispondente a un buco del 42% dei servizi. E chi non pagò la TARES, pagherà invece la TASI? Che, pure, è stata fissata al massimo, lo 0,25% senza detrazioni a favore di figli né di invalidi né sull’abitazione principale. Perciò l’altro 42%? Equitalia? O arrivano nuovi tagli ai servizi? Unica certezza, vivremo nel degrado ancora un po’ e per gli utenti del 42 per cento dei servizi la riqualifica non arriverà nel 2015. Motivo 4). Negativo perché la decadenza cittadina proviene da una carente attività di controllo nei confronti di quello che l’Amministrazione fa e non fa. Si è imposta un’interpretazione divistica dell’arte di amministrare: l’avvocato Vito Bellomo, classe 1970, professionista nel settore forense dal 2006, eletto nel 2007 e rieletto nel 2012, piu’ che da sindaco ha assunto comportamenti da calciatore. A Roma presenterà un curriculum con la sua nuova stazione (in realtà iniziativa di Reti Ferroviarie Italiane), con il tracciato della Cerca-Binasca (voluto in realtà da Tangenziale Esterna Spa e dai sinistroidi)? La sua città non è solo piena di buchi: è in declino e il buco di bilancio provocato nel 2012 dalla crisi dell’ex cimitero di via San Francesco/via Campania rappresenta la genesi, il simbolo e la vergogna di questo crollo di qualità della vita. Quando i residenti di via Campania sono andati a giugno a rimostrare per la discarica abusiva sorta su 20mila metri quadri sotto le loro finestre – buco nero cresciuto in mezzo alla città – risulta che il sindaco abbia risposto: «Non ci sono i soldi». RADAR perciò chiude l’outlook programmando la serie di inchieste che documenterà i 24mila buchi, tutta la storia del degrado insediato nel territorio comunale e trascurato a danno dei cittadini.

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