Il Predictor

Il futuro fa paura? Ecco cosa succederà nel 2018

Sarà sempre più difficile distinguere tra notizie reali e finzione

LE ULTIME ELEZIONI STATUNITENSI hanno mostrato che il mondo dell’informazione su internet è diventato un luogo molto, molto strano. Adolescenti macedoni che controllano siti truffa, aziende di dubbia origine che producono notizie acchiappa-clic, agenti segreti russi, bufale, una stampa eccessivamente di parte, il lato oscuro degli algoritmi: tutti elementi che hanno contribuito a creare un mondo in cui è difficile capire se quello che leggiamo nel feed di Facebook corrisponde o meno alla realtà.

Le nuove tecniche d’intelligenza artificiale lasciano presagire una realtà ancor più folle. Le reti neurali, una particolare forma di apprendimento automatico, possono generare nuovi suoni a partire dagli archivi audio, permettendo di mettere delle parole in bocca ai personaggi pubblici. Possono anche generare sequenze video.
È questo il futuro. Chi vorrà davvero sapere cosa sta succedendo dovrà affidarsi a dei gatekeeper — esperti di un certo settore che hanno il compito di filtrare le informazioni — che si tratti di giornalisti, analisti, ricercatori o persone che lavorano in altri settori dell’informazione. «Chi controlla i mezzi di informazione può agire sulla mentalità della massa, condizionandola e distraendola dalla realtà tramite notizie di minor importanza», dal film Quarto Potere.

Facebook si allontanerà dal mondo delle notizie

IN PASSATO Facebook è entrato nel settore delle notizie. Ha cominciato a corteggiare le aziende dell’informazione e ha indirizzato nella loro direzione enormi quantità di traffico. Oggi ci sono diversi segnali del fatto che Facebook intenda rinunciare a questa strategia, dando più risalto ai post condivisi dalle persone e non dalle aziende.

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Secondo un’indagine condotta dal Pew Research Center all’inizio di dicembre 2017, il 64% degli americani pensa che le notizie false stiano causando una grande confusione sui fatti di base degli eventi attuali.

In un test effettuato su sei Paesi, Facebook ha addirittura separato i contenuti delle notizie dal feed degli Amici. Ha smesso di sostenere i video delle aziende dell’informazione. E il traffico proveniente da Facebook è ormai in calo per la maggior parte degli editori. Adesso la questione è se questi ultimi potranno continuare a sostenersi con i loro lettori man mano che Facebook si ritirerà dalla partita.

Veicoli autonomi diventeranno – con discrezione – una realtà

I VEICOLI AUTONOMI hanno un ruolo chiave in questa febbre tecnologica. Da circa dieci anni le persone ne sentono parlare, anche se nessuno può ancora comprarli.

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D’altra parte la tecnologia ha fatto enormi passi avanti e Waymo ha cominciando a offrire corse autonome su veicoli sprovvisti di autisti in carne ossa a Chandler, in Arizona, una città importante per i veicoli senza guidatore.

I produttori di auto tradizionali non cercheranno di vendere veicoli autonomi prima del 2020, ma offriranno funzionalità semiautonome. Questi cambiamenti meno eclatanti nell’esperienza di guida saranno accompagnati dagli sforzi di Waymo di rendere le auto che si guidano da sole più comuni. Forse nel prossimo anno ne sentirete parlare, ma si avvicinerà il momento del loro lancio definitivo, almeno in alcune città. Milano farà da apripista per l’italia?

Nascono movimenti sindacali legati alla gig economy

LA MAGGIOR PARTE DELLE PERSONE considera la gig economy, argomento che approfondiremo in un prossimo articolo — basti dire che è il modello economico basato su prestazioni lavorative temporanee — come un disastro per i lavoratori. Le persone che lavorano all’altro capo delle app che usiamo comunemente, spesso non sono in contatto tra loro e non si considerano un’unica classe di lavoratori. Ma lo scorso anno, nel corso della conferenza Cash, ho parlato con l’ex capo del Service Employees International Union (il sindacato internazionale dipendenti del settore servizi) Andy Stern, della possibilità, per i lavoratori della gig economy, di organizzarsi. Ne sono venuti fuori alcuni elementi interessanti.

Il primo è l’alto numero di lavoratori che potrebbero organizzarsi tramite alcune di queste app, anche solo in una città: un elemento molto allettante per le organizzazioni del lavoro. Invece di riunire 100 persone in un gruppo e organizzare un sindacato, ci potrebbero essere decine di migliaia di nuovi iscritti all’organizzazione. Il secondo è che alcune aziende della gig economy stanno guadagnando molto e questo dovrebbe rappresentare un elemento di attrazione, poiché i sindacati potrebbero reclamare una fetta di questa torta. Esistono alcuni movimenti interessanti che stanno cercando di organizzarsi, come per esempio gli autisti di Uber a Seattle e New York, che potrebbero rappresentare un segnale per il futuro.

Cosa tenere sott’occhio

QUESTI NON SARANNO gli unici temi del nuovo anno. Aspettatevi di sentire parlare molto anche di questi fenomeni: criptovalute come Bitcoin, realtà aumentata, produzione autonoma di chip da parte di molte aziende, frammentazione dell’internet globale, la morte della cosiddetta neutralità della rete, la questione della cyber-sicurezza e la tecnologia applicata alla marijuana. Nel 2018 terremo d’occhio anche questi fenomeni.

Giovedì 1 marzo 2018, ore 9:00
info@maxbas.it

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Satira

La zona a traffico limitato per i pedoni di Melegnano

MELEGNANO – È passato un secolo e le cose sono decisamente cambiate in meglio. Melegnano sembrava una città destinata al declino, all’oblio commerciale; invece le capacità imprenditoriali dei commercianti l’hanno trasformata nel luogo più bello del pianeta dove fare acquisti.

Lo sforzo comune dell’amministrazione comunale, delle associazioni di categoria e dei singoli commercianti ha portato ad un successo che ha dell’incredibile.

Il segreto di questo successo lo possiamo spiegare in due mosse.

La prima mossa è stata sicuramente non banale, ma di grande effetto: è stata introdotta la prima ZTpL (zona traffico pedonale limitato) una idea che ha di fatto impedito ai pedoni di passeggiare per le vie della città a piedi obbligandoli all’uso della propria automobile.

La seconda mossa è stata la vera idea vincente, l’uovo di Colombo che tutto il mondo ora guarda con invidia; e cioè quella secondo cui ogni negozio al suo interno dovesse avere dei parcheggi per le automobili dei clienti.

Oggi i clienti arrivano da tutto il pianeta per fare i loro acquisti a Melegnano a bordo delle loro vetture, che parcheggiano comodamente all’interno dei negozi; questo metodo, che possiamo comodamente chiamare #ParkingOnAndBuy, è diventato di riferimento in tutto il globo.

E Amazon sta cercando di utilizzarlo visto il calo vertiginoso dei fatturati, per evitare il rischio di bancarotta.

#NoiSiamoCaino, martedì 21 novembre 2117 ore 12:55 

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Il caso

«È un buco nero»

«È un buco nero», commenta una negoziante lungo la strada. Fu del liquido infiammabile a provocare i danni. Breve indagine sul ricordo dell’esplosione, consumata con un gesto intimidatorio di ispirazione mafiosa e, dissero le autorità, «mai vista prima a Melegnano»

MELEGNANO, VIA XXIII MARZO – Il 20 febbraio 2014 il bar tabaccheria Jolly, situato all’angolo tra via Castellini e via XXIII Marzo, fu devastato dalle fiamme. L’intera palazzina fu resa inagibile da quell’incendio, costringendo al trasferimento non solo il tabacchi, ma anche gli studi medici che si trovavano al primo piano e una merceria. Lo stabile fu messo sotto sequestro per poter accertare se il fatto fosse doloso.

Ora, a più di un anno di distanza, le condizioni della palazzina restano le stesse. Chi si trova a passare da quella via continua a fare i conti con la devastazione causata dalle fiamme di quella sera mentre la porta dell’edificio è chiusa da assi di legno e un lucchetto. I commercianti della zona sono costretti a convivere con la costante visione di quell’edificio ormai abbandonato a se stesso senza avere nessun tipo di notizia sugli sviluppi della vicenda. «Ci piacerebbe leggere qualcosa di ufficiale a proposito del futuro di quella palazzina – ci ha detto stamattina una commerciante della via – è lì da più di un anno e non sappiamo ancora nulla. Non penso sia bello per la zona e per la città mostrare una situazione di tale degrado»

Martina Papetti, mercoledì 4 novembre 2015 ore 6:30

maerina_papetti@libero.it

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Reportage

Michelina va all’EXPO!

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Foto: S.D.

Sono stata in visita all’Expo e vi racconto le impressioni che mi ha lasciato. Essendoci andata in metro come tantissime altre persone, ho sentito parecchio vociferare in diverse lingue, tra queste francese, inglese e giapponese. Scesa dalla metro ho percorso il lungo corridoio che passa sotto la tangenziale, fino ad arrivare alla scalinata che porta direttamente davanti ai tornelli d’ingresso e, dopo pochi minuti, nonostante la coda davanti a me, ecco che passo il biglietto sotto il lettore Qr Code e finalmente entro.

A breve distanza, subito dopo il primo degli Expo Point, inizia il famoso Decumano, il vialone coperto della Fiera che è lungo circa 1500 mt ed è attraversato da 32 viali, e da piazza Italia, che è l’intersezione con il Cardo, lungo 350 mt, che ti porta davanti all’albero della Vita, il simbolo dell’Expo e che attraversa la rappresentanza italiana del sito. La pianta su cui è stato creato il sito di Expo Milano si ispira al famoso Castrum Romano al quale sono simili tutte le nostre città. Il Decumano attraversa il sito da est a ovest e ospita ai lati i padiglioni dei paesi partecipanti, oltre 130.

Durante i weekend si ha un picco di visitatori che oscilla tra 240 e 300mila persone, quindi solo per percorrere il Decumano sul lato destro e annessi viali ci sono volute all’incirca 5 ore. Un’estenuante camminata a meno di 3 km all’ora, dove, guardando verso i padiglioni, si scorgevano solo interminabili code. La pausa pranzo, anche quella con code, è durata circa 1 ora per permettere ai piedi e alle gambe di riposare; ho mangiato nella zona dello Street Food Americano, una serie di furgoni attrezzati a dovere per permettere ai visitatori di assaggiare le specialità del Paese.

In fondo al Decumano ci sono 3 strutture in legno, dentro ci sono tavole e schermi che ti spiegano la differenza tra pesca o allevamento ecosolidale e di massa, un albero dove appendere i sensi del cibo che ogni persona scrive su un cartoncino, giochi di tanto tempo fa e anche un gioco del tatto e dell’olfatto. Mettere le mani dentro quelle scatole senza sapere cosa c’era dentro è stato molto divertente e soprattutto non è stato facile indovinare il contenuto; purtroppo con la tecnologia abbiamo perso le vecchie usanze e questi piccoli strumenti, per un attimo, mi hanno riportato indietro di qualche anno. Le 3 strutture alla fine dell’Expo verranno smontate e portate in Africa per essere adibite ad altri usi. All’interno, anche un mappamondo di sughero, che illustra molto bene le zone dove la densità abitativa è più concentrata. Il percorso di ritorno è durato anch’esso circa 5 ore. Tutti i padiglioni hanno un ristorante, una zona Street Food e un piccolo percorso chiamato Passeggiata, che attraversa il padiglione senza farti entrare direttamente dove si ha modo di assaggiare alcune bevande tipiche del Paese rappresentato. In tutta la giornata sono riuscita a percorrere 3 passeggiate e ho visitato solo 2 padiglioni, il supermercato del futuro e il Brasile alle 20 circa. È stato molto istruttivo visitare i padiglioni della Coop dove era illustrato quello che sarà il cibo del futuro, una serie di pasti preconfezionati per non sprecare nulla e i cibi alternativi come gli scorpioni e le cavallette essiccate, cibi super proteici che piano piano sostituiranno il nostro comune modo di mangiare. Perché Expo alla fine è stato creato per essere una fiera ecosostenibile, che ci fa realmente vedere come cambierà il mondo. Un parco giochi per chi ha avuto la fortuna di visitare qualche padiglione, dove la tecnologia e l’architettura viaggiano di pari passo con il progresso e l’urbanizzazione. Expo ci mette a confronto con un futuro il più realistico possibile. Ogni paese illustra il proprio impegno verso un futuro ecosostenibile. Definito da alcuni visitatori anti-Expo «una vera porcheria», io consiglio a tutti di farci un giro, è comunque un evento che merita di essere visto. Quindi mettetevi un paio di scarpe comode e andate!

Michelina Salandra, mercoledì 30 settembre 2015 ore 18:08

michelinasalandra@libero.it
@misal80

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