Il caso

Riga dritto, San Giuliano, che RADAR ti tiene d’occhio

SAN GIULIANO MILANESE — Sguardo profondo, iride scura e sogni. La creatività giovanile di San Giuliano si sfoga sui muri degli edifici, con la speranza di catturare l’occhiata di un passante; di rubare — o di liberare — per sempre la sua attenzione; di spiccare il volo, un giorno o l’altro.

San Giuliano è ricca di immagini, graffiti e tag. Ti piace vederli per le strade?

Lo Staff, mercoledì 10 gennaio 2018 ore 12:30 
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L'inchiesta cinica

La scoperta della scrittura

NEL MEIN KAMPF Adolf Hitler scrive: «So che una persona è in grado di conquistare la gente molto più con la parola detta che con la parola scritta, e che ogni movimento su questo pianeta deve il suo sorgere ai grandi oratori e non ai grandi scrittori» (edizione statunitense 1941, Houghton Mifflin Company, Boston).

Dolfie lo scrisse perché era oratore. Ma non è l’arringa di un condottiero Neanderthal ad avere iniziato la storia. Dolfie lo scrisse perché fu pittore, ma non è stato un graffito su pietra ad avere fatto la storia. Le schiene di animali sui dipinti rupestri sono perfette come l’eleganza di Picasso. Le impronte parietali di mani, ottenute con spray soffiato dalla bocca, come un action painting, sono ancora lì; sembrano chiederci di toccarle. Ma la storia non la iniziano loro. La storia inizia con il segno della lingua, la parola scritta. L’espressione del nostro essere nel mondo. Guardando l’immagine in alto si sente ancora l’incisione scorrere lungo la pietra e rigarla. Una meraviglia tra meraviglie.

Gian, 46 anni, nel ramo energetico, vive a Melegnano. Quest’estate valutava il sindaco Bellomo e i suoi ultimi predecessori: «Non sono certo passati alla storia, qui in città». I nostri amministratori votati a matita esaltano Melegnano per il suo mercato (assessore Fabio Raimondo: «Uno dei più bei mercati lombardi», 7 febbraio, 26 marzo, 21 giugno, 24 giugno, 30 giugno 2015), invece gli ambulanti dicono: «Siamo qui da 22 anni. Abbiamo visto questo mercato declinare e declinare in qualità» (piazza Matteotti, giugno 2015). Il sindaco Vito Bellomo stanzia 7000, poi 10mila e altri 10mila euro per un ufficio stampa comunale da qui al 2017; ma intanto, «nessun addetto stampa risulta operativo in comune né è incaricata nessuna società di comunicazione» (dichiarazione scritta e protetta da anonimato, settembre 2015).

Sono sette anni dalla recessione. L’OCSE, Organizzazione intergovernativa per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, nell’Economic Interim Assessment del 16 settembre descrive una stima di crescita molto bassa per l’Italia e per il suo prodotto interno lordo 2015: +0,7%. Ultima in Europa. Penultima nel mondo. Gli USA hanno +2,4%, Cina e India scrivono da sole un +13,9%. Troppo poco anche i 143mila disoccupati in meno dichiarati da BankItalia a luglio (leggi su ADNKronos, 9 settembre). L’assegno per la recessione lo firmano lavoratori, professionisti, artigiani, impiegati, negozianti, con 122 miliardi di euro dal 2007; distribuiti su ambo i lati della fetta, lato risparmi (-47 miliardi), lato consumi (-75 miliardi).

In cerca di ripresa. I nuovi mercati li disegnano i dati del Rapporto Coop 2015 sui consumi, pubblicato il 3 settembre con il contributo della società REF Ricerche e di Nielsen Company. Secondo RADAR le cifre contornano una nuova strategia di mercato centrata sul wellness e sull’abbattimento dei costi. Una domanda di qualità del vivere, fatta di vita online (6 ore in media al giorno gran parte delle quali trascorsa a scrivere e leggere), risparmio (+6,5% dal 2014), fitness (12mila centri aperti nel Paese). Il rinnovamento del parco macchine ridisegna il mercato dell’automobile (+15% di immatricolazioni nell’ultimo anno). Il mercato dei robot riguarda il 17% delle famiglie, dotate di robot domestico. Diventa interessante il mercato vegetariano (primato europeo. Il 10% della popolazione italiana è vegetariana, il 2% vegana) che sta riscrivendo le priorità della dieta. Nel cibo, consumato giornalmente sui 19,6 kg a testa, è cresciuto il settore biologico (+20% sul 2014) con il settore etnico (+18%). Nell’alimentazione si ritaglia un segmento promettente l’e-commerce; mangiamo comprando online e 4 milioni di noi (+25%) acquistano per via digitale. Al 70% consideriamo i servizi di spesa online come valida alternativa allo shopping personale e abbiamo aspettative nel settore.

Aspettative nessuna, a Melegnano. Nati nuovi esercizi commerciali, a durare saranno quelli sistemati con il favore e la raccomandazione del sindaco Bellomo. Rincorsa dalle imposte evase, l’amministrazione che porta il suo nome genera dal 2008 una perdita di 2917 euro al giorno (elaborazione di RADAR su Equitalia). 1,64 milioni l’anno. Contro manutenzioni stradali, beni artistici e identificativi rovinati, circolazione urbana impigliata negli anni Settanta, l’unica azione delineata dall’amministrazione per il 2012-2017 è la propaganda dei business legati a TEM e all’edilizia maxi. Impossibile descrivere il sindaco Bellomo come uno infedele al partito. Ma impossibile presentare il suo mandato come fatto quest’anno da Il Melegnanese: «Un mandato che, nel bene o nel male, ha cambiato la città». Quest’amministrazione non l’ha sfiorata proprio, la città. Non l’hanno cambiata tutte le dichiarazioni pronunciate o scritte, non la cambierà la scoperta tardiva di un ufficio stampa. Due cose sole hanno toccato Melegnano e prima e dopo ci sarà soltanto oblio, i lettori lo sanno. La prima è nel 1563 con la pubblicazione della Bolla del Perdono.

La seconda è nel 2014 con RADAR.

Altro non è storia.

Lo Staff, giovedì 24 settembre 2015 ore 07:30

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Il dibattito

Comuni sull’astrico

MELEGNANO SOCIAL – Lotta campale per la ragione e il torto. Argomento, la strada più liscia di Melegnano, il cavalcavia. Arena, il gruppo social più chiuso (agli sguardi) e più aperto a guerra tra poveri, intolleranza, razzismo, apologia di fascismo o di reato.

Scopo politico del gruppo, promuovere/proteggere il sindaco Bellomo, gli assessori e la clientela di attivisti e di politicizzati. La lotta campale è sfuggita a molti perché bloccati dalle impostazioni di privacy, innescata da uno degli amministratori del gruppo, Bikers Centauro. È di interesse pubblico: cittadini informati smentiscono un ex politico che reagisce zittendo, e danno lezioni di social media management a un admin in persona.

Era il lontano 26 giugno. «Carissimi amici, avete visto che il cavalcavia del Giardino… da Melegnano a Riozzo sta per essere asfaltato! A cos’è servito quella vigliaccata disegnata per terra [«le cazzo di buche», disegni fallici con spray fluorescenti]? A fare la figura del coglione… Io sono un imprenditore edile» è la difesa dell’admin Centauro, «i due comuni sono almeno 4/5 mesi che ci stanno lavorando… ci si poteva far sentire in modo più educato» (26 giugno ore 12).

Stroncato l’eroe del giorno, nessuno ha gradito. «Ah ah ah rido tantissimo» (Cannondale Degio). «Come mai non c’è traccia di questo importantissimo lavoro di rifacimento manto stradale sul piano triennale 2014-2016 delle opere pubbliche del comune di Melegnano? Come puoi vedere, nessuna traccia del lavoro sul cavalcavia del Giardino e addirittura zero euro a budget nel 2015 e nel 2016 alla voce “rifacimenti manti stradali vie cittadine”?» ha continuato l’utente. «Quindi, e concludo, ti dico, ben vengano coloro che disegnano i cazzi sulla strada se la cosa serve a svegliare quei fenomeni dell’amministrazione che, se vogliono, nel giro di una settimana sono in grado di riasfaltare un cavalcavia… ti invito a fare una riflessione. Ciao» (Cannondale Degio).

23 likes. Ma l’admin Centauro inizia a bloccare gli utenti che la pensano in modo diverso. «Scusate ma io gli imbecilli li blocco» (Bikers Centauro).

«Evviva il confronto civile!» (Silvia Merli). «Forse al posto di bloccarli dovresti imparare a leggere bene quello che scrivono, accettandolo e ammettendo di avere torto quando qualcuno te lo dimostra. Oppure puoi sempre cercare di smentire i documenti che sono stati portati a supporto della tesi che ti ha contraddetto. Tra persone civili funziona così, ma capisco che dare dell’imbecille a chi ti dimostra che sbagli e sentirsi in questo modo dalla parte della ragione sia molto più semplice. Buona giornata» (Riccardo Bragato).

«Quoto e sottoscrivo. Il signor Cannondale ha espresso un’opinione e detto delle cose documentandole… lei signor Bikers come fa a sostenere quello che dice? Fa parte del consiglio comunale? Peraltro trovo di una classe ed un’educazione estrema apostrofare come ‘imbecille’ una persona che non è stata né volgare né offensiva… buona giornata» (Elisa Villani).

«Conosco la destra di Melegnano, sono un imprenditore, ho lavorato negli appalti pubblici, ero ex vicepresidente comitato di quartiere Ovest, facevo parte della lista civica Dalle Periferie In Centro In Sicurezza dell’amministrazione precedente… ho fatto parte del consiglio comunale di Opera 20 anni fa, ne hai abbastanza? Io su quel ponte ho lasciato un avantreno del furgone, 2000  euro… e 6 mesi per prenderli da Cerro con l’avvocato…» porta a sua difesa Centauro.

«Bikers Centauro nessuno ti sta accusando, gli automobilisti  (e non…) sono incazzati per aver dovuto aspettare tanto una manutenzione stradale particolare su un ponte in curva molto trafficato e dove tanti incidenti accadono troppo spesso… Con questo non polemizzo, ma lamento il fatto che nel 2015 esistono cellulari internet e macchine fotografiche, però non bastano a mettere d’accordo due comuni che per far quadrare i conti usano la solita scusa…» (Fanuccio Giggio).

«Signori miei… I tempi burocratici saranno anche lunghi ma io sono trent’anni che vivo qui… E quel cavalcavia me lo ricordo solo rappezzato…» (Benedetta Betty).

«Hai ragione ma stiamo parlando di adesso… e devi dire che negli anni bene o male dalla parte di Melegnano ogni tanto qualche striscia ci scappava… ma da Riozzo semre e solo pezze» è la chiusa di Bikers Centauro. «Comunque resta il fatto che io giro molti comuni e regioni per lavoro, comuni di destra o di sinistra sono tutti nella stessa situazione… comuni sull’astrico (così nell’originale)… non andiamo tanto lontano San Giuliano è sull’astrico (originale)».

«Te la prendi troppo e ti sei innervosito troppo, e dà fastidio sentir dire che è così e ci sono situazioni peggiori. Fa male sentir dire che la colpa è sempre di altri, la colpa è nostra che non abbiamo le palle di fare casino, farci sentire, pretendere i nostri diritti, senza offenderci tra noi, ma mettendo sul patibolo i veri responsabili.
Non schieriamoci sempre sulla destra e sinistra e centro ecc…
Rimbocchiamoci le maniche e diamoci da fare tutti per migliorare la nostra situazione.
Non solo politica, ma a 360°…
Ognuno faccia la sua parte senza offendere!» (Fanuccio Giggio).

Oggi l’admin in questione è sul giornale Il Cittadino, pagina 17, ha un virgolettato nell’articolo di apertura: «I vandali colpiscono alla stazione, danneggiato il nuovo ascensore».

Lo Staff, mercoledì 15 luglio 2015 ore 15:20

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Cronaca

Nuovo cavalcavia Melegnano

VIA GIARDINO/SANTANGIOLINA – L’asfalto è steso, la pressa entra in azione e fa tremare la terra. Dalle 8 alle 17 di oggi: tutto deve essere fatto entro il pomeriggio prima dell’ora di punta serale. Limite di 30 km orari, operai al lavoro, circolazione alternata a senso unico sul cavalcavia incrostato di buche, che, discutono i cittadini, non vedeva il rifacimento «da 15, anche 20 anni». Si formano piccole code di una mezza dozzina di automobili all’altezza della rotonda della piscina comunale; un minuto di attesa, poi vengono fatte defluire. «Sì, sono contento» dichiara Chang, cinese, 41 anni, in coda assieme agli altri e frequentatore di Melegnano. «Mi fa piacere sì – risponde Enzo, 59 anni, melegnanese – ci ho lasciato anche una ruota lo scorso inverno!». «Felice è una parola grossa – afferma Michele, 43 anni. – Mi fa piacere. Ma non per noi automobilisti, quanto per i motociclisti. Per loro tutte quelle buche erano molto pericolose». «Direi che era ora! – osserva Sabrina, 37 anni, residente. – Ma credo che oggi non fosse il momento giusto per rifare tutto l’asfalto. Tra questa via e la rotonda sull’Emilia, bisogna uscire un’ora prima di casa». E se chiedi agli operai perché sono stati convocati, rispondono: «Ci ha chiamati il Comune». Chiamati anche per i disegni che avevano fatto con lo spray? «Eh…», replicano. E ridono.

Marco Maccari, Michelina Salandra, venerdì 26 giugno 2015 ore 14:46

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