Cronaca

Melegnano, la mafia non esiste. Esiste solo l’antimafia

MELEGNANO — Prima riunione della commissione consiliare antimafia, nata per volere quasi unanime. Ma la prima convocazione di venerdì 4 maggio delude molti. Che cosa è stato affrontato in assemblea, dalle 20:30 a tarda sera? Sono stati trattati temi astratti e puramente culturali, o invece azioni pratiche vincolate alla realtà di Melegnano?

L’automobile andata in fiamme l’11 febbraio.

QUANDO NON C’ERA L’ANTIMAFIA 

La città sul Lambro è un rogo mai spento.

La notte dell’11 febbraio 2018 un’Alfa Romeo brucia in piazza Piemonte. È l’ennesima. Il 21 marzo un camion di raccolta dei rifiuti va in fiamme nella sede dell’azienda MEA, in viale della Repubblica. 

L’incendio scoppiato presso il bar-tabaccheria Jolly di via 23 Marzo, nella primavera del 2014, e l’incendio scoppiato nel magazzino di bancali a Riozzo, via della Vecchia Chimica, a giugno 2015, sono solo la vetta dell’iceberg.

OGGI CHE LA MAFIA NON C’È PIÙ

«A Melegnano, fatti riconducibili alla presenza di mafia non ce ne sono» iniziò a dire l’ex sindaco Vito Bellomo (Forza Italia) nel 2012. Non smise mai. Fino a negare. Negò in consiglio comunale che il negozio di via Lodi al civico n. 39 fosse stato sequestrato e confiscato dallo stato alla criminalità organizzata.

Per la vecchia maggioranza di destra esplosioni, spari alle vetrine, incendi e roghi non erano riconducibili alla presenza mafiosa. L’azione dell’ex maggioranza Bellomo era l’inattività.

Qual è l’azione del nuovo sindaco Rodolfo Bertoli (Partito Democratico) e dell’assessore Giacinto Parrotta su questa serie di fatti?

Il camion andato in fiamme nella sede MEA. Foto: Il Cittadino

LO SAPEVATE?

Melegnano non si è mai distinta per antimafia. Sola eccezione l’Osservatorio Mafie Sud Milano, con sede a Melegnano, attivo nella cultura e nell’organizzazione della Settimana della Legalità. Per il resto, nessuna azione dei rappresentanti dello stato.

Ma i tempi cambiano. Da febbraio ogni martedì sera un 41enne palermitano residente nel sud est milanese informa, in diretta Facebook e in diretta web, su mafia e antimafia nella nostra località. Offrendo numeri, prassi, dati certi, buone notizie. Si tratta del portavoce locale dell’associazione Libera Contro le Mafie, Leonardo La Rocca. In collaborazione con la neonata web-radio Radio Pubblica Melegnano. I nuovi commissari antimafia melegnanesi lo sanno?

Sanno quanto viene speso in media a Melegnano in slot machines e giochi d’azzardo? Durante la trasmissione è stato dichiarato.

Sono informati sul bene immobile confiscato in via Lodi? L’ex maggioranza Bellomo — i negazionisti — lo ha consegnato nel 2017 un mese prima delle elezioni a un’associazione alpinistica per la durata di quasi 10 anni. Questo è rispettoso della legge n. 109 del 1996 sul riutilizzo sociale dei beni sequestrati alla criminalità organizzata?
Attenzione: riutilizzo sociale.
E quanti giorni all’anno è riutilizzato dalla società l’immobile in via Lodi?

IN CONCLUSIONE

Solo due domande. Cosa viene prima:
1) attivare azioni antimafia, semplici, pratiche, in linea con le leggi, facilmente alla portata di un comune come Melegnano?
2) oppure abbassare la voce quando si parla di cose mafiose, come il centrodestra? È vero che, una volta finita l’epoca di Berlusconi, qualcuno dovrà compiere la nuova alleanza tra l’ex Forza Italia e l’ex PD cattolico liberale; ma i partiti passano, l’occasione di «ben fare» a vantaggio della società, una volta persa, non è detto che torni. Di sicuro non aspetta i partiti.

Mercoledì 9 maggio ore 11:30 
ilblogradar@gmail.com

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Il caso

E dopo via 23 Marzo, viale Lombardia

A poche centinaia di metri dalla bomba di via 23 Marzo, i proiettili di viale Lombardia. Area nella quale ci sono degrado e droga, via sulla quale ha riaperto una sala da gioco

VIALE LOMBARDIA – Continuiamo a ripercorrere la vicenda dell’ex bar tabaccheria Jolly. Come abbiamo già detto, venne data alle fiamme a febbraio 2014. I proprietari decisero, qualche mese dopo, di ricominciare con l’attività aprendo un bar in viale Lombardia. Locale che, a sua volta, fu al centro di una vicenda di possibile matrice mafiosa. Venne aperto a settembre e una notte dello stesso mese furono sparati 6 colpi d’arma da fuoco contro una delle vetrine. Il bar ora è aperto ma vi sono delle lamentele da parte dei residenti della zona, alcuni dei quali sostengono che sia un luogo di spaccio. 

Martina Papetti, 5 novembre 2015 ore 11:07

martina_papetti@libero.it

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Cronaca

Va a fuoco un’auto, tutti in cortile

TAVAZZANO – «Riprendere sonno è stata dura» confidano i residenti di via Fratelli Cervi, ingresso civico 2. Stanotte un’automobile parcheggiata all’interno, all’aperto, è stata avvolta dalle fiamme. L’esplosione è divampata intorno a mezzanotte e venti.

«Siamo dovuti uscire» dichiarano. L’autopompa dei vigili del fuoco ha estinto l’incendio, riportando la situazione sotto controllo per le due del mattino.

Marco Maccari, lunedì 26 ottobre 2015 ore 11:00

mamacra@gmail.com
@mamacra

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Cronaca

«Darei 10mila euro a chi scopre chi è stato»

VIA DELLA VECCHIA CHIMICA – «È una guerra. Hai visto? Questa è l’Italia. Guerra tra poveri». B. P., 39 anni, marito della titolare del magazzino di Riozzo andato completamente in fiamme stanotte, dice: «Siamo i primi a voler sapere cosa sia successo e chi è stato. Saranno 200mila euro soltanto per la riparazione della struttura, dalle pareti esterne agli interni. Vedi le mura qui fuori? Solo crepe. Non so se ci conviene ricominciare tutto. Stamattina avevamo una consegna in programma. Già perso un cliente».

Cenere e chiodi è tutto ciò che resta dell’incendio sviluppato ieri notte intorno alle 2. In questo momento i residui – classificabili come rifiuti speciali del costo unitario di 3000 euro – vengono ammassati a ridosso della recinzione.

Questo è il secondo incendio in un mese, ad aprile i locali erano andati a fuoco una prima volta. La ditta insediata vende bancali di legno per logistica e stoccaggio. «Il mese scorso erano 30mila euro di danni al materiale – sono i conti di B. P., originario del napoletano e da due anni e mezzo nel settore, nessun cattivo rapporto alle spalle da dichiarare. – Stavolta sarà il doppio. Mi hanno chiamato alle 4 del mattino, sono venuto, i pompieri hanno tagliato via il cancello all’ingresso e la recinzione in fondo, hanno dovuto tagliare la corrente. I carabinieri mi hanno chiesto chi possa essere stato. Non lo so. Sono loro a doverlo dire a me. La strada è piena di telecamere, eccole là – indica lo spigolo del magazzino dirimpetto, – il mese scorso ho chiesto di visionare i filmati, nei quali avrei potuto verificare la presenza di un’utilitaria bianca che era stata vista passare. Ancora aspetto. Darei 10mila euro a chi mi trovasse chi è stato».

Completa combustione dell’ufficio di segreteria, perso il computer. Nessuna assicurazione copriva il magazzino: «L’assicuratore mi ha detto di no perché è un settore a rischio».

Marco Maccari, mercoledì 10 giugno 2015 ore 16:19 – mamacra@gmail.com

Le foto sono una cortesia di Michelina Salandra

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Cronaca

Fiamme in cascina, così non basta: nuovo intervento per disperdere il fieno

SESTO ULTERIANO – A incendio domato, nuovo intervento presso la cascina Bonetti. Stamattina alle 9:30 un secondo sopralluogo dei Vigili del Fuoco ha constatato che i mucchi di fieno, tutt’ora fumanti e ammassati nei campi dall’altro ieri notte, sono da sparpagliare nuovamente. Richiesta la presenza della Polizia locale e del Sindaco.

Difficili le condizioni dell’intervento, dovute alla nebbia. Fiammelle e principi di autocombustione si riaffacciano sulle cime dei mucchi.

Marco Maccari, giovedì 22 gennaio 2015 ore 10:34

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Cronaca

Disgrazia in cascina, la conta delle perdite è su gran parte del raccolto

Ore 21:28. Testimonia un abitante, A., che i pompieri hanno disteso la paglia bruciata sui campi per farla raffreddare. Il fumo si alza ancora, colonne sono visibili a distanza.

SESTO ULTERIANO – «È andato a fuoco il fienile più grande». Nella serata di martedì 20 l’azienda agricola Bonetti è stata avvolta da un disgraziato incendio, ancora alte le fiamme alle 9 di stamani. Perso il raccolto in abbondanza, riferiscono le fonti dirette. Immediato il tam tam sui social network. Le autopompe erano ancora presenti stamattina, numerose le forze dell’ordine dispiegate.

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Cronaca

Un’auto incendia l’altra, è cortocircuito

Ultim’ora (12:45) Testimonianza di un cittadino vuole che alle 9:05 circa un uomo fosse all’interno dell’abitacolo della Opel e tentasse di armeggiare con il motorino di avviamento. Il testimone ha lasciato le sue generalità alla polizia locale.

VIA MAZZINI – Cortocircuito, due automobili carbonizzate. Accompagnato il figlio a scuola stamattina, lascia la macchina in uno stallo per residenti e sale in casa: ma qualcosa va storto. La macchina prende fuoco e scatena un incendio. Nessun ferito.

Parte il motorino di avviamento. Smossa dal suo stallo l’automobile – una Opel alimentata a metano – ha tamponato un altro mezzo, una Volkswagen posteggiata poco più avanti. Le fiamme si alzano fino danneggiare i due veicoli, un citofono e il portone a fianco.

Il pericolo era stato avvistato da un testimone che a rimediare ci aveva provato. Vista la prima automobile muoversi, visto il fumo che usciva dal cofano aveva cercato di aprire, trovare una soluzione e fare il suo dovere chiamando i vigili del fuoco. Ma l’inevitabile è diventato fatalità.

Martedì 11 novembre 2014, ore 11:20

Marco Maccari

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