Cronaca

Muore in stazione, le indagini sono ancora in corso

STAZIONE DI MELEGNANO – Il treno porta via un’altra vita. Alle 17 gli altoparlanti della tratta S1 hanno informato i viaggiatori di un ritardo causato da indagini dell’autorità giudiziaria; ritardo dovuto alla morte di una donna appena colpita dal treno a Melegnano mentre attraversava i binari.

Le autorità negano o tacciono l’ipotesi di un suicidio.

Marco Maccari, sabato 10 febbraio ore

mamacra@gmail.com

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L'inchiesta

Cantiere, architetti, ingegneri: tutti d’accordo, quell’edificio lì non serve a un cazzo

VIA MARCONI/VIA 23 MARZO – Niente, vogliono proprio buttarlo giù. Dell’edificio storico di via Marconi, civico 25, con facciata posteriore su via 23 Marzo, non deve restare in piedi una pietra. L’edificio cellophanato (che ha parti risalenti al 1700 ed è un bene storico) a luglio è precipitato in diversi punti durante i lavori del cantiere, comprese parti delle facciate che andavano conservate d’obbligo. «È stato un incidente» ha dichiarato il cantiere.
Incidente? Il 22 settembre, due mesi dopo il crollo, spunta una richiesta firmata dallo Studio di architettura Locatelli di via Cadorna, direttore del cantiere. La richiesta è di «demolire tutte le murature perimetrali». È indirizzata al Comune di Melegnano. «L’impresa Fedil Costruzioni Srl» hanno scritto nella richiesta del 22 settembre gli architetti Stefano e Alessandro Locatelli, «ci comunica che non può in nessun modo mantenerle, perché tali murature sono edificate con mattoni legati fra loro con un legante friabile, una malta inconsistente. Inoltre un terremoto aggraverebbe il problema, visto che la nostra area è passata da rischio sismico 4 a rischio 3».
«Facciamo richiesta di demolizione» concludono gli architetti nella richiesta del 22 settembre. «L’ipotesi di mantenere la muratura presente ha dei costi elevati, anche perché la muratura non ha fondazioni».
L’ultima parola la avrà il comune. Gli architetti Locatelli hanno presentato una variazione del Piano di Recupero dell’edificio per il permesso di demolire.

Ma non tutti concordano che il crollo di luglio fosse una svista. Il crollo risulta provocato «dall’uso della pala meccanica, cioè della ruspa, al posto dello smantellamento a mano, da usare per dividere i muri da abbattere da quelli da mantenere, come di regola». L’uso della pala meccanica ha compromesso anche le porzioni che dovevano restare in piedi. A dichiararlo è Mauro Manfrinato, archeologo e volontario dell’associazione Italia Nostra, che si interessa agli edifici storici presenti nei comuni. La responsabilità del crollo è attribuita alla società Fedil*. Manfrinato ha seguito tutta la procedura del cantiere insieme a Cristiana Amoroso, presidente di Italia Nostra sezione Sud Est Milano. Hanno rilasciato dichiarazioni in esclusiva a RADAR.

«Primo, – affermano Manfrinato e Amoruso – per un progetto che coinvolge un bene storico ci vuole un architetto restauratore o un ingegnere competente in restauro. Secondo, l’edificio non è vero che non ha fondazioni: ha una cantina originale. Terzo: non esiste utilizzare queste scuse dei mattoni legati da materiale friabile, o e del pericolo di terremoto, per buttare giù gli altri edifici storici di Melegnano».
«La cosa più preoccupante – continuano – è che il metodo proposto per l’edificio di via Marconi può essere elevato a sistema. Melegnano è piena di edifici tradizionali, storici e di pregio, in condizioni di abbandono. Ma questo basta per demolirli? Non resteremo a guardare».

La ditta di operai che ha in appalto la ristrutturazione dell’edificio, Fedil Costruzioni di Pandino (citata in alto nella richiesta degli architetti) ha dichiarato che «non procederà con i lavori senza la demolizione dei muri e la loro sostituzione» (3 settembre 2015). La società di ingegneria Consultec Srl di Lodi afferma che «i mattoni, legati da malte molto povere, sotto l’effetto di un terremoto potrebbero crollare» (lettera del 10 settembre).

Conclusioni. L’architetto Locatelli, intervistato da RADAR il 14 ottobre, non ha fatto parola di tutto questo, ha affermato che «quello di luglio era un incidente». Affermazione che è possibile come minimo mettere in dubbio. Le due facciate presenti sulle vie Marconi e 23 Marzo era d’obbligo conservarle, come scritto nel Piano di Recupero dell’edificio: «La sostituzione integrale dei muri perimetrali è subordinata all’obbligo di conservare almeno le facciate sulla pubblica via». Questo significa che il crollo di luglio deve essere compensato dal pagamento di una multa. Infine, gli edifici storici di Melegnano da tutelare sono numerosi. Meglio riqualificarli o meglio raderli al suolo per cementificare? Il comune dovrà scegliere tra il business e il consenso della popolazione.

Marco Maccari, giovedì 10 dicembre 2015 ore 8:00

mamacra@gmail.com
@mamacra

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* «La società Fedil Costruzioni Srl, fidandosi della sua esperienza, ha usato il mezzo meccanico anziché procedere prima alla demolizione manuale per dividere i muri. Caso vuole che le due murature erano internamente legate con due tronchi di rovere, i quali hanno trascinato i muri verso il cortile» (relazione dello Studio Locatelli al comune, protocollata il 18 luglio 2015).

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Cronaca

Soccorso al Giardino, non riusciva più a riaprire la porta

VIA DEI GIACINTI – Melegnano, ore 14.30, zona Giardino, al numeno civico 6 sono accorsi pompieri e ambulanza.

Una donna anziana si è sentita male, lei stessa è riuscita a lanciare l’allarme ma si è trovata incapace di aprire la porta della sua abitazione, situata al quinto piano del palazzo. Per questo motivo è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco, i quali, passando dal balcone dell’appartamento, sono entrati per portare i primi soccorsi alla donna. In un secondo momento anche i volontari della Croce Bianca si sono recati dalla signora, che è stata portata in sedia a rotelle fuori dal palazzo fino all’ambulanza per il trasporto in ospedale. Presenti sul posto alcuni vigili per facilitare le operazioni di soccorso.

Martina Papetti, domenica 20 settembre 2015 ore 14:55

martina_papetti@libero.it

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Cronaca

Giardino, Twingo sul fianco, madre e figlia in pronto soccorso

VIA GIARDINO – Automobile ribaltata su un fianco a mezzogiorno circa. Altre due automobili danneggiate. Nei negozi aperti sulla via, in particolare il macellaio e il bar, si sono accorti dell’incidente solo all’udire il fracasso; la dinamica sarà ricostruita dalla Polizia locale, intervenuta a ripristinare il manto stradale e ad agevolare il traffico. La donna al volante della Renault Twingo è stata portata all’ospedale con la figlia, presente con lei nell’abitacolo. Niente lesioni gravi.

Marco Maccari, mercoledì 2 settembre 2015 ore 13:11

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Lettere

Via Veneto, incidente alla curva. L’appello del blog RADAR

Ciao, sono Marco e guidando ho appena urtato un cristiano. Anzi, un musulmano. Poco dopo le 20:00 ero alla guida di un’utilitaria, fermo all’incrocio di via Cavour con via Veneto, via 23 Marzo e via Marconi. Provenivo dal centro città, stavo dando precedenza per dirigermi in via 23 Marzo. Ho aspettato che l’incrocio si disimpegnasse, sono ripartito in prima ed ecco, ho urtato un 33enne di origine araba sulla sua bicicletta che veniva da via Veneto. È caduto. Ha preso una botta sul fianco ma fortunatamente, citando la giovane assistente paramedico che ha prestato soccorso, «non si è fatto male». Sono rimasto sul posto e ho chiamato i soccorsi, rimanendo con i suoi amici e con i testimoni. Ho fornito e chiesto dati, dandomi da fare per gestire la situazione. Sono stato aiutato con vera umanità dai presenti e dall’autoambulanza del pronto soccorso di S. Giuliano Milanese.

Non sono un fanatico dei motori o della velocità. Non sono un santo né un pirata, al volante sono come tanti, con i miei sbagli e con tantissimi scrupoli che ho imparato dalla pratica. Ma una cosa del genere non mi era successa mai.

Il caso di stasera è quello, se ne esiste uno, dell’angolo cieco. Sforzandomi di ricostruire l’accaduto ritengo di non avere notato il ciclista perché era nell’angolo morto a destra del parabrezza. Altro caso, probabilmente, è quello dell’incrocio pericoloso.

Ho diverse riflessioni che saprò tenere per me. La sola riflessione di rilievo pubblico che ho la scrivo, è questa: forse è il caso di studiare qualche accorgimento per questo incrocio, è sempre uno snodo difficile per chi guida, di più per chi lo affronta in bici. Questo è solo l’ultimo caso in sequenza.

M. M.

13 luglio 2015 ore 22:01

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Cronaca

Giovedì sera, poi il muro

VIA VITTORIO VENETO – Schianto sul pilastro, il marciapiede all’altezza dei numeri civici 17 e 19 – un ingresso abitato e la vetrine di un parrucchiere – porta ancora i segni della pessima curva affrontata questa notte venti minuti circa prima dell’una. I residenti hanno udito il rumore dell’automobile che sterzava e infine terminava la corsa contro il pilone davanti al portico. Due giovani nell’auto. «La sera non è raro che vengano dal centro entrando in via Veneto senza troppo rallentare la velocità» affermano i residenti.

Marco Maccari, venerdì 26 giugno 2015 ore 13:13

mamacra@gmail.com

@mamacra

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Cronaca

Sabato sera, nessun ferito

VIA GIARDINO – Schianto all’uscita del supermarket, la corsa termina contro la recinzione. Sabato tra le 3 e le 4 del mattino un’automobile è uscita di strada. L’urto ha rotto una porzione del muro e ha divelto il cancello di uscita della catena di supermercati che sorge all’estremità del quartiere Giardino, lungo una delle arterie principali del traffico interno melegnanese. «Per fortuna nessuno si è fatto male – riferisce il responsabile di gestione del supermercato. – Molto fortunati i passeggeri, visti anche i danni che sono stati fatti. Adesso a quantificarli ci penserà l’assicurazione». Stamattina alle 12, sul posto, il corpo dei carabinieri di Melegnano.

Marco Maccari, lunedì 8 giugno 2015 ore 13:24

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