Cronaca

Salvare la rocca, salvare la faccia: Rocca Brivio resta pubblica

Rocca BrivioMELEGNANO – Nessuno spazio ai privati: il comune di Melegnano resterà, insieme ai comuni di San Giuliano e San Donato Milanese, proprietario di Rocca Brivio. La notizia è del 24 novembre; parla Lorenzo Pontiggia, assessore melegnanese ai lavori pubblici: «In termini di liquidità, lo sforzo che Melegnano deve compiere è di 31 mila euro» dichiara.

«Bisogna trovare i soldi e tirarli fuori. Il ragionamento su come usare la Rocca sarà un ragionamento successivo. In questo momento per il comune di Melegnano è importante salvare Rocca Brivio».

Leggi la notizia per intero mercoledì 30 novembre su 7giorni, il settimanale gratuito del Sud Est Milano: a pagina 4 trovi tre notizie scritte da RADAR.

Marco Maccari, sabato 26 novembre 2016 ore 17:46
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Cronaca

Asili nido bollenti, la nuova riunione è per fine ottobre

SALA CONSILIARE – Incontro di chiarimento tra asili nido, assessori, genitori dei bambini iscritti. Alle 17 di oggi la sala del consiglio comunale ha ospitato una ventina di madri e di padri. Presenti l’assessore ai lavori pubblici Lorenzo Pontiggia, la vicesindaco Raffaela Caputo e le educatrici del nido La Giostra e Birballegra.

Sul piatto, la richiesta di soluzioni al problema di climatizzazione delle strutture educative, causa della chiusura anticipata degli asili nido a luglio.«Abbiamo contattato un termotecnico per una diagnosi di intervento – ha spiegato l’assessore Pontiggia – che riguarderà le parti impiantistiche e le parti edilizie delle strutture educative. Dal tecnico sapremo quali lavori eseguire». Anche il sindaco Vito Bellomo, sopraggiunto poco dopo le 18, ha ribadito: «Questo è un incontro interlocutorio».

Alto livello di preoccupazione. Infatti le eccessive temperature erano state oggetto di segnalazione da parte di un genitore. «L’anno prossimo l’asilo tornerà a lavorare senza chiudere in anticipo?» domanda un padre. «Immagino la mia piccolina in 35 gradi di temperatura – è la provocazione di una madre. – Non lo permetterei. Visto che le estati saranno sempre più tropicali, dovremo aspettare altre segnalazioni di un genitore?». «A 35 gradi un bambino non può stare bene. È necessario tenere a mente il benessere del bambino» afferma un papà.

«La diagnosi di intervento ha un costo, ci sono le risorse per eseguirla?» ha chiesto una madre. «Le risorse a disposizione del comune sono legate ad aspetti di bilancio» ha risposto Pontiggia. «Il tecnico mi dovrà dire che lavori si devono fare – è intervenuto il sindaco. – A quel punto conosceremo i problemi e la tempistica dell’intervento. I tempi sono brevi». La nuova riunione con le famiglie dovrà cadere a fine ottobre.

Marco Maccari, giovedì 24 settembre 2015 ore 19:36

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Cronaca

«Il bene artistico, valore inestimabile per la comunità». Ma tanto il soldo non c’è. Eh, Passerini?

10 voti favorevoli mandano a casa la società che gestisce Rocca Brivio, la bella rocca alle porte di Melegnano, uno dei nostri beni artistici pubblici più preziosi. Il partito di Silvio e il partito di Giorgia Meloni votano sì. Pietro Mezzi, Tommaso Rossi e Lucia Rossi non partecipano al voto. Il PD si astiene; il consigliere Luigi Martelli era invece assente. 

SALA CONSILIARE – Rocca Brivio ti amiamo ma non ti sopportiamo più: un socio privato e tre Comuni – Melegnano, San Giuliano e San Donato – hanno detto stop alla cattiva gestione e ai debiti. Il socio privato – è la stessa CAP Holding che rifà le fognature in città – ci ha messo troppa moneta e vuole tirarsi fuori, i tre Comuni con San Giuliano in testa vogliono comunque mantenere la Rocca come bene pubblico. La sera di martedì 17, la votazione della delibera di liquidazione di Rocca Brivio Srl – la società che gestiva la rocca fino a ieri – è stata occasione di uno scambio di vedute tra i consiglieri eletti.

Lorenzo Pontiggia, assessore alle società partecipate, introduce con una descrizione tecnica. Rocca Brivio Srl è in crisi, liquidarla è un atto dovuto. Dario Ninfo, 40 anni, consigliere di minoranza per il Partito Democratico: «È tutto troppo tardivo – interviene, riferendosi al fatto che l’unica discussione sulla questione cade a ridosso della liquidazione. – Altro aspetto negativo: non si capisce se dopo la liquidazione nascerà una società futura». Alberto Corbellini, 38 anni, ancora PD: «Siamo chiamati a esprimere una votazione su un documento del quale prendere coscienza e basta. La critica che faccio riguarda il Sindaco: è componente del Comitato di Vigilanza in CAP Holding, mi sembra che stasera in questa votazione sia in conflitto di interessi. Infine: c’è volontà da parte di CAP Holding di mantenere le sue quote?».

Lucia Rossi, 47 anni, consigliera di minoranza della lista civica Insieme Cambiamo: «Non credo che ci fosse bisogno di CAP Holding per accorgerci che ogni anno c’era un disavanzo negativo, senza che nessuno si chiedesse perché – ha denunciato. – I debiti sono stati generati dalla politica, da persone che la politica messo dentro il Consiglio d’Amministrazione e nei Revisori dei Conti. I debiti sono essenzialmente costi di gestione. A questo punto chiedo come si sia generato il debito, e perché questi elementi non siano stati dati in tempi utili. A Melegnano lavoriamo all’incontrario: diamo prima il ci piace al progetto, poi diciamo come lo faremo. Non fatico a credere che si sia arrivati a questa situazione debitoria. Sembra di rivedere il film di MEA».

Pietro Mezzi, 61 anni, consigliere di minoranza di Sinistra Ecologia e Libertà: «Abbiamo scavato un po’ – annuncia. – Il debito ammonta a 600mila euro (solo i costi per il personale valgono 90mila euro, ha espresso il suo collega Tommaso Rossi). Il 51% del debito è a carico di CAP Holding, il 49% ai tre Comuni che partecipano. Nel bilancio di previsione scopre che il Comune di Melegnano si farà carico della sua parte di debito. A quanto ammonta la quota parte di debito che ci ritroveremo a votare? Prima di procedere con la liquidazione ci deve essere un’indicazione di percorso. Per favore, mettiamo in campo un progetto serio per non tornare indietro di 20 anni, quando la rocca era un bene in mano privata».

Simone Passerini, 37 anni, Forza Italia, capogruppo di maggioranza. «I Sindaci delle tre città hanno una linea comune: 1) Rocca Brivio deve avere una vocazione pubblica (lo ha detto il presidente di CAP Holding), 2) l’attuale assetto societario non è più adeguato. Ma sottolineo: come ha indicato il sindaco di San Donato, Andrea Checchi, la manutenzione del patrimonio pubblico acquisito deve essere svincolata dal Patto di Stabilità. Il bene pubblico artistico non avrà l’utilità spiccia di una strada asfaltata, ma ha un valore che per la comunità è inestimabile. Anche noi abbiamo un Castello che potrebbe essere un polo artistico attrattivo, ma non ci sono i soldi. È chiaro che lo Stato dovrebbe far conoscere ai piani alti ciò che succede nel territorio. Chi governa questo Paese ha dimenticato il legame con il territorio».

Vito Bellomo, 45 anni, Forza Italia, Sindaco. «Gli esercizi finanziari della Rocca – ha dichiarato – sono stati continuamente in perdita. È evidente che ci sono aspetti che potevano essere gestiti meglio, ma la struttura è stata in parte recuperata, cerchiamo di guardare anche ai lati positivi. La rocca si trova sul territorio di San Giuliano e il Sindaco Lorenzano ha espresso la volontà politica di mantenerla come bene pubblico. Come, in quali modalità, ecco, questo non si sa ancora. Abbiamo qui un autorevole membro della Città Metropolitana, cerchiamo di capire come possa andare avanti questa vicenda».

Voti. A Ninfo (PD) va un 5 di rappresentanza: la sua comunicazione soffre stanchezza, eppure le basi di tutta la discussione a venire sono state poste dalle sue semplici frasette. Forse, meno affaticato dal lavoro e con più mordente, questo consigliere eletto spaccherebbe ceppi con le mani. A Corbellini (PD) un 5,5 di ordinanza: corretto, elegante anche quando sottolinea il conflitto di interessi del Sindaco, la sua proverbiale cortesia smorza però l’efficacia delle dichiarazioni; non deve sfuggire che comunque i consiglieri PD, avviata una fase di concretezza, stanno ritrovando se stessi. Lucia Rossi (Insieme Cambiamo) è costantemente in fase primaverile, non c’è niente da fare. È l’unica a ricevere le critiche della maggioranza; politicamente è ambidestra (vede sia il lato politico sia quello tecnico della faccenda). Stavolta è un fosco 6: i problemi non li vede soltanto, li sente, e l’emozione suo malgrado confonde il tono. Pietro Mezzi, memoria storica dell’affare Rocca-Brivio-bene-pubblico, ha il know how procedurale per meritarsi 6: e non era per niente scontato. Vito Bellomo ha completamente cambiato linea comunicativa. Nomina anche «l’autorevole membro della Città Metropolitana». Ma è evidente che non ha esercitato un reale peso nella liquidazione di Rocca Brivio Srl, siamo ancora lontani dalla presenza fisica e intellettiva di cui abbiamo bisogno da parte sua. 5+: almeno è venuto a più miti consigli. Simone Passerini conquista la posizione di titolo di questo articolo. «L’arte non ha l’utilità spiccia dell’asfalto ma per la comunità è un valore inestimabile». Dichiarazione ineccepibile. Cui segue, però, il deprimente violino del non ci sono i soldi. RADAR perciò offre a Passerini la soluzione di un pacchetto di formazione in comunicazione politica. Se davvero il centrodestra sta affidando a questo giovane la candidatura alle elezioni, ai melegnanesi dovrà dare qualcosa di più di un 2,5.

Marco Maccari, giovedì 19 marzo 2015, ore 16:14

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