Satira o realtà?

Una tela bianca a disposizione di chiunque: Melegnano News

A NOI DI CAINO piace fare informazione, ed essere utili alla comunità. Eccoci quindi a fare un po’ di storia del gruppo social melegnanese primordiale, quello da cui tutto ebbe inizio, quello da cui, per partenogenesi, sono nati tutti gli altri.

Il primo giorno Di(o)mino creò l’internèt e vide che era cosa buona.

Il secondo giorno creò il web e vide che era cosa buona.

Il terzo giorno creò i social.

Il quarto giorno creò i gruppi social e le loro regole.

Il quinto giorno creò gli U*.

Il sesto giorno, gli Admin. Li fece a sua immagine et somiglianza, ma non gli riuscirono bene.

Il settimo, per fortuna, si mise sul sedere e riposò.

Questa è quindi LA STORIA vera e incontrovertibile da cui tutti siamo nati e per cui a Di(o)mino porteremo eterna riconoscenza. Per venire velocemente ai giorni nostri, eravamo pronti a dire le cose più cattive su questo gruppo, Melegnano News, e abbiamo cominciato a raccogliere materiale. Ma poi ci siamo detti: «Ferme e fermi tutti, di cosa stiamo parlando?». Campano alla giornata, non un’idea, succhiano sangue e sono inesistenti. Il nulla, ecco, il nulla. A parte la Casa di Babbo Natale.

Ma se sei un Creatore, un pigmalione alla Pippobbaudo, effettivamente, dopo LA STORIA cosa puoi fare?

*gli Utenti.

#NoiSiamoCaino, sabato 6 dicembre 2018 ore 13:00

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Lettere

Bellesi News o Melegnano News?

Scrivo questa lettera perché mi occupo di informazione dai 19 anni. A 16 anni ero consapevole che avrei dedicato a questa responsabilità le mie energie. Contribuisco dal 2010 all’informazione locale nel Sud Est Milano, prima in 7giorni, per un breve periodo nel Melegnanese con Daniele Acconci, poi al Cittadino di Lodi e infine su piattaforma blog. Partecipo alle comunità locali.
Mi rivolgo a Davide Bellesi admin della comunità Melegnano News in quanto io e parte della comunità troviamo il suo comportamento alterato da un interesse «tendenzioso» del quale evita di rendere ragione o spiegazione.

Davide, il post di RADAR di martedì 11 parla della tua ennesima cancellazione di un post dalla comunità. «Ci sono regole che tutti noi abbiamo accettato iscrivendoci a Melegnano News» affermi.
FREMANTLE MEDIA è una multinazionale di produzione televisiva che distribuisce XFactor e Got Talent. Fa firmare liberatorie al pubblico in studio con il solo muoversi di un passo. Come fa? Appende volantini all’ingresso degli studi tv: «Chi varca questa soglia ci autorizza formalmente a registrare, riprodurre, trasmettere in televisione il proprio volto e la propria immagine».

A me non sembra che tu stia amministrando una multinazionale. Abbassiamo le penne perché non stai vendendo posti a sedere in RAI. Non ricordo di avere letto le tue regole «chiare e distinte» al momento dell’iscrizione: per te «Melegnano News è qui per diffondere notizie locali»; per Gianmarco Iommi, che lo ideò e fondò, è qui per «avvicinare cittadinanza e amministrazione comunale, permettendo a tutti di organizzarsi»; per Dimino è «un contenitore»; per Vailati? ma di che regole stiamo parlando?

Credimi, apprezzo l’operosità volenterosa di chi si dedica ai social, ma il rischio è di cadere nell’utilizzo di Melegnano News come un tuo spazio personale. È sentimento condiviso che tu “imponi” il tuo punto di vista e sottintendi che la ragione sia dalla tua parte. Ma dietro le persone su cui ti sei imposto c’erano intenzioni positive persino agli occhi di un bambino; magari erano persone “particolari”, “diverse” dalla maggioranza degli iscritti. Illumina la persona, non rimandarla indietro con un «prendi e porta a casa»; non hai mai pensato che forse devi educare, invece che cancellare?

E il rischio sai qual è? Che 3000 utenti debbano andare nel verso che vuoi tu. Non fraintendermi: Melegnano News mi piace, non vedo l’ora che si avveri la profezia di Iommi, una comunità che assume iniziativa per la buona amministrazione. Perciò non pretendere di stabilire chi è giusto o chi è sbagliato. E peggio, non cercare di stabilirlo sulla base di una “diversità” rispetto alla “maggioranza”; se una cosa la dicono due persone contro una, non è mai detto che quella cosa sia vera. Attenzione a ciò che fai dando adito a sospetti (non fondati!) di politicizzare il gruppo: tutti sanno che simpatizzi per SEL Melegnano e per Pietro Mezzi. Non può finire che un gruppo numeroso sia regalato all’influenza dei partiti politici.

Tutto ciò lo dico all’admin non alla persona. E non darmi dell’ignorante: merito di più. Tirchio. Buona giornata 🙂

Marco Maccari

mamacra@gmail.com

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Il caso

Qual è il problema di questi post

Screenshots_2016-05-09-22-56-42MELEGNANO SOCIAL – Turbolenza nella vita social di Melegnano: nuova rimozione di un contenuto generato da un utente nel gruppo pubblico Melegnano News.

Considerato «non contestuale» il contenuto è stato rimosso dai responsabili ieri 10 maggio su precedente avviso: «Va contestualizzato, per favore, o in 30 minuti sarà cancellato».

IL TESTO
Non è la prima volta. Il contenuto rimosso, visibile qui a fianco, consisteva in un testo dal carattere «comico», «ironico» e «spiritoso».
È un comic strip, in inglese striscia comica o striscia a fumetti. Il testo rimosso rappresenta una critica al comportamento bigotto, cioè all’eccessivo zelo che i praticanti cristiani più rigorosi possono assumere nella correzione del prossimo, nell’aderenza letterale alle devozioni o agli insegnamenti del magistero ecclesiastico. I bigotti sono gli scrupolosi della forma.
Storicamente il bigotto è il bacchettone, fenomeno di costume del medioevo cristiano nato dai gruppi di penitenti e di flagellanti: esibivano in pubblico opere di penitenza, nel pensiero di dare edificazione alla comunità.

IL CONTESTO
«Molto inerente
a Melegnano» commentava l’utente presentando il testo. Né la presentazione né la rappresentazione consistono in commenti «volgari» o «razzisti», orrore di Melegnano News. In un comune come Melegnano inoltre, allevato nella predicazione ecclesiastica e nei valori sociali della sottocultura cattolica, la critica non è inappropriata: né storicamente – campane orarie, messe domenicali e oratori sono attivi con gran rumore – né politicamente – l’elettorato cattolico contribuì a definire la sorte delle amministrative 2012, concluse in ballottaggio tra un candidato laicista e un ciellino. 

LETTERALE
Il nesso più coerente è nella terza striscia: «Ne facciamo di ogni, tanto poi c’è il perdono». Riferimento al Perdono melegnanese, giubileo elargito alla città negli anni ’60 del 1500 da papa Gianangelo Medici, il «pirata di Como» Pio IV. Riferimento al costume di destinare a questo appuntamento il massimo delle aspettative. Allusione alla critica condivisa secondo cui il giubileo locale è declinato in una fiera di mutande e calzettoni a perdere, da quando sono spariti i moventi spirituali e le origini che lo rendevano distintivo.

SPIRITUALE
L’ultima striscia contiene il fulmen in clausola, in latino: la scintilla finale. Il testo sorride del fatto che nei cattolici sia sparito il movente spirituale originario, custodito nelle pagine dei vangeli. Il messaggio è offerto con ironia: viene portato in luce il pensiero profondo dei bigotti, che privilegiano i principi sociali cattolici ma a cui «frega niente del vangelo». Lo scopo non è umoristico (allietare la comunità) ma satirico: alleviare splendidamente un’oppressione, ristabilendo valori ingiustamente rovesciati. Il linguaggio è azzeccato: se i bigotti di Melegnano «leggessero veramente» i vangeli scoprirebbero 3 cose:
1. Cristo disprezzava lo zelo bigotto, quello dei Farisei (dal greco φαρισαῖοι, pharisàioi; in ebraico פְּרוּשִׁים, pĕrûshîmseparati, distinti). Abbigliati in luxury e collusi con il potere, i Farisei attiravano satire corrosive: la classifica popolare li contava in 7 categorie tra le quali gli Sbattitesta, che finivano addosso ai muri pur di non guadare il passaggio di una donna attraente, come scrivono gli esegeti.
2. Cristo «non andava in chiesa» e «non praticava». Era un aposynagògos, definiscono gli studiosi, cioè un espulso dalle sinagoghe. E così i suoi seguaci dichiarati. Capitolo 9 del vangelo di Giovanni: «[versetto 22]Avevano paura dei Giudei. Infatti i Giudei avevano stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga».
3. I bigotti erano nemici di Cristo e lo maledissero con il segno della maledizione: appendere un uomo a un albero. La stessa damnatio memoriae (per gli antichi romani, la cancellazione dalla memoria) dell’impiccato Iscariota. «Maledetto chi pende dal legno» [Deuteronomio 21,23]. Molto meglio possedere bei vestiti, amanti, potere politico.

CONCLUSIONE
Ma la foto esprime davvero queste meraviglie? No. Serve un occhio professionale per capire queste cose implicite nel testo. La foto ha solo il difetto di uno stile già vecchio («Chi siamo noi?» eccetera) però ha il pregio di dimostrare che, tra gli admin di Melegnano News, c’è qualcuno molto scrupoloso con la forma. Ma non è meglio essere più scrupolosi con l’informazione?

Lo Staff, mercoledì 11 maggio 2016 ore 18:53 

radarmelegnano@gmail.com

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Satira

In un mare di cacca

E Raimondo querela RADAR.

È l’unico che ha capito cosa c’era scritto.

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Querelare RADAR. Tu parti dall’idea di sfidare Maccari a pisellate

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Melegnano News censura un post di RADAR.

Tutto pronto per Bellomo.

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Scoperte le infiltrazioni di MELEGNANO NOTIZIE dentro Melegnano News, Zuckerberg fa commissariare Iommi

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Raimondo cazzia Melegnano News per un post di RADAR, Bellesi e Vailati contrattaccano: «Agli ordini».  *

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Melegnano News censura una news. Non è che si sono cacati addosso, è che «il culo ha bannato un po’ di cacca»

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Censura dilaga sui social melegnanesi. Non è che puoi mettere un cervello dentro a un culo

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Melegnano News censura un post. Mimimillemille bolle blu, blblbbl mi sento gocciolar

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Querelare la bravura.

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In breve. Raimondo e Melegnano News in un mare di cacca. RADAR ne esce pulito.
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#sanzionamiquesto #machemenefo

 

* Cit. 

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Cronaca

Nidi comunali chiusi, genitori in rivolta

Asili nido 23 luglio 2015MELEGNANO – L’azienda sanitaria locale conferma: è stata data comunicazione «di dotare di aerazione gli ambienti delle scuole materne». In mancanza di intervento, le scuole «andavano chiuse». E così è stato, a partire da ieri venerdì 24 luglio.

Dagli uffici Comunicazione Asl Milano 2: «A seguito di alcuni sopralluoghi di ispezione a Melegnano i tecnici hanno dato indicazione di installare dispositivi di emergenza nel caso le temperature fossero insopportabili e incompatibili». Così avviene di procedura, dichiarano gli uffici, «sulla base di istruzioni della Prefettura e delle previsioni dell’Agenzia Regionale Protezione Ambiente».

L’avviso è stato diffuso ai genitori ieri stesso, venerdì, mediante volantini. «Siamo sconcertati – dichiara a RADAR Luisa, 44 anni. – È da metà giugno che i bimbi stanno in un ambiente caldissimo. Per capirci: li andiamo a riprendere, li troviamo in mutande che non hanno dormito per il caldo. E ieri troviamo quel volantino sul cancello che annuncia la decisione dell’Asl, a una settimana dalla chiusura».

«Adesso, che facciamo?» chiedono le mamme. Sui social è attiva la protesta.

Marco Maccari, sabato 25 luglio 2015 ore 12:12

mamacra@gmail.com
@mamacra

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Il caso

«NEGRI CHE LAVORANO ITALIANI NELLA MERDA»

MELEGNANO SOCIAL – La moschea? Si litiga ancora. Tra melegnanesi. 74 commenti per un’opinione insolitamente espressa ieri giovedì 2 luglio su Melegnano News – gruppo social pubblico di riferimento locale – postata da un cittadino sul caso dell’associazione Al Bàraka (Flavio Ravelli, 2 luglio ore 13:14: «In barba ai divieti i cari musulmani si ritrovano ancora a pregare in qualche capannone»). I primi commenti sono stati un’escalation verso: «Una bomba al capannone con loro dentro!!!» (Ale Very, 13:34, 4 Mi piace). I commenti sono stati ripetutamente contestati generando dibattito risentito.

«Credo abbiate sbagliato gruppo, forse vi si addice Melegnano Notizie» commentano (Roberto Caggiano, ore 13:50). Su Melegnano Notizie, gruppo social di carattere chiuso, l’identico post ha però raccolto solo due like. Su Melegnano Notizie il caso è stato invece sollevato oggi, in differente post (Tasca Alessandro, «Un bellissimo post in un altro gruppo parlava sul capannone abusivo dove vanno a pregare i mussulmani, mi e piaciuta una risposta “non fate i razzisti cambiate gruppo”», 3 luglio ore 12).

Nel gruppo chiuso infatti è un altro il messaggio che ha suscitato engagement sul tema moschea. È del 30 giugno. «Le moschee sono luoghi dove si inneggia l’odio verso l’occidente, penso che gli islamici non vadano lì a pregare ma a prendere istruzioni di odio e violenza! NOI DICIAMO NO ALLE MOSCHEE!» (ore 14:47, Vincenzo Circosta di Movimento Sociale Fiamma Tricolore Melegnano-Lodi). «Raderle al suolo è la mia medicina preferita – è il commento di cinque minuti dopo (Attilio Civaschi, 30 giugno, 14:51) – ci ODIANO A CASA NOSTRA QUESTA È LA REALTÀ!». «Agente Orange come se piovesse» (Lorenzo Orlandi, 15:00). «Esistono sempre quelle ABUSIVE mascherate da Centri Sociali, Scuole di Arabo, capannoni industriali. Se una parte dei disoccupati venissero addestrati e selezionati per attività di pattugliamento, forse avremmo meno delinquenti e più potere di prevenzione» (Communicateemotion Milano, 16:27). «In Italia c’è stato un Politico Buono lo anno impiccato i comunisti!» (Giuseppe Nolè, 16:52).

«Un applauso a tutti i media che influenzano in maniera molto negativa la nostra vita. Non tutti sono dei terroristi, non facciamoci vedere tutti ignoranti» replica Erika Parzanese (ore 17:18). «Ma che me ne fotte se sono terroristi o meno devono tornare tutti a casa sua vengono in Italia a togliere il lavoro agli Italiani! – replica di G. Nolè, 18:44. – Lo sai che GLI ITALIANI NON VENGONO ASSUNTI ALLA DHL PERCHÉ SONO TUTTI SUDAMERICANI SAI COME FUNZIONA LA MAFIA COSÌ: LE COOPERATIVE ASSUMONO I SUDAMERICANI LI SOTTOPAGANO E GLI DICONO CHE DETERRANNO LE RATE DEL FURGONE DALLO STIPENDIO GLI ZULU ACCETTANO DI FARSI SFRUTTARE PERCHÉ VIVONO IN 10 IN UNA CASA PER 3 ANNI POI TORNANO […]. in usa c’è una legge che dice che se apri un’azienda il 60% dei lavoratori devono essere cittadini U. S. A IN ITALIA IL CONTRARIO NEGRI CHE LAVORANO ITALIANI NELLA MERDA!!! TUTTA COLPA DEI COMUNISTI» (G. Nolè, 18:44)). «La mafia esiste perché l’abbiamo inventata noi italiani. Non credo che sia colpa dei comunisti ma degli italiani» (E. Parzanese, 18:56). «Se ci fosse stato Mussolini gli italiani non avrebbero potuto fare la mafia […]. Sapevi che Mussolini aveva sconfitto cosa nostra??? non mi sento un appartenente della repubblica né mi rispecchio nelle leggi di questo paese, un giorno tornerà il fascismo ne sono sicuro e finalmente andrò orgoglioso del mio paese W IL DUCE CREDERE UBBIDIRE COMBATTERE PRIMA GLI ITALIANI CASA SCUOLA LAVORO» (G. Nolè, 1 luglio 01:35). «Non vedo cinesi nelle banche comuni, anche gli arabi, sono pochissimi, questo vuol dire che non fanno girare l’economia!!! La sputtanano!! – Gregory Nicotera, 01:36. – Non è integrarsi il voler mantenere le PROPRIE di usanze». «In Arabia se bestemmi ti uccidono – 01:46. – Se rubi in Arabia saudita ti tagliano le mani – 01:47. – Se violenti ti lapidano loro fanno rispettare le leggi al proprio paese – 01:49. – L’unico che può salvare il paese è Salvini» (G. Nolè, 01:57). «SALVINI E LA GIORGIA!!!» (G. Nicotera, 01:59).

«Scusate ma trattenere le risate è difficile – E. Parzanese, 8:37. – Si parlava di moschee e adesso si parla di duce. Comunque spero sempre che un giorno riusciate a vedere l’altra faccia della medaglia. Perché alla fine nessuno ha dato retta a quello che ho scritto. Nessuno ha svalutato o comunque cercato di farmi cambiare idea come in un vero dibattito. ma ha buttato fuori frasi senza senso, proprio come un vero politico. Purtroppo per colpa della paura e dell’ignoranza si stanno creando questi movimenti sociali che proprio non mi piacciono».

E tu, hai visto le facce della medaglia?

Lo Staff, venerdì 3 luglio 2015 ore 16:14

radarmelegnano@gmail.com

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L'inchiesta satirica

I sogni di Venere e Moby Dick

SEI MESI DI RADAR. Sei mesi a caccia nei mari. Abbiamo visto di spalle la crisi e la realtà migrare oltre le colonne d’Ercole. La verità, l’abbiamo vista rotolarsi tra le onde, inviarci un sogno fatto altrove, forse in un santuario di cetacei. La bellezza si è manifestata come soli 169 articoli pubblicati che generavano 51.277 letture – come dire che la popolazione di Melegnano è stata raggiunta tutta per tre volte dalle nostre news.
In quel sogno, cara comunità del blog, di ciò che è nuovo, di ciò che è attualità e informazione, qui nel Sud Est siamo l’avanguardia, tutti noi, e diventiamo i suoi massimi intenditori e interpreti.

Amori di Cypree. Sirene in lacrime. Giovani squali mako da surf. Torniamo a casa tatuati ma l’anziano Maori moriva prima di spiegarci tutto quello che, tatuaggio per tatuaggio, ci ha scritto sul corpo: lo dovremo decifrare noi, nei nostri mari del Sud Est, dove l’informazione sembra una truffa informatica – che a Milano è cresciuta del 33.5%, dati 2014 – dove l’investimento dell’informazione industriale nell’informazione online risulta, in termini di fruibilità, effettivo per quasi solo 1/3 dei giornali del territorio, dove le rapine al cittadino sono cresciute: in casa, in negozio, 2578 in pubblica via (dati Milano, 2012). Decifriamola noi che, insieme, abbiamo realizzato la prima e più grande innovazione del territorio: vi abbiamo chiamati a scrivere di mano vostra. Siete diventati voi i nuovi giornalisti di Moby Dick.

Milano, capitale che non cambi mai. Tu conosci l’avidità dei capitani Acab e non hai mai visto i sogni delle tue bianche, bellissime veneri sommerse. Cari citizen journalists, vi motiviamo leggendovi un libro diverso. In quel libro Moby Dick non è il nemico. Non è il terrore dei sette mari. È la radiosa incarnazione di Sedna, ᓴᓐᓇ, divinità marina e materna della mitologia artica, genitrice dei mammiferi del mare e di tutti coloro che sono migrati sulla terra, animali e uomini. Ma in quel libro, alle origini della nuova civiltà nordamericana, una casta sociale di iniziati andava a caccia di tutta la conoscenza mai esistita. I balenieri. Uomini di mare, cacciatori, sciamani artici che ossessivamente rubavano il sapere a tutte le tribù del mondo, che domavano le energie elettriche naturali caricandole dentro le punte degli arpioni, che sarebbero andate dentro i mammiferi marini dominatori, il capodoglio e la megattera: due migratori, re e messaggera delle forze generatrici del grande oceano.
Brutta fine, i balenieri. In antropologia e secondo l’etnologia artica e nordamericana, l’antica arte della caccia insegna ad assumere il potere del cacciato: a patto che, sempre, il rito propizi la nascita di un nuovo esemplare della specie. Bene: Acab è il primo capo a infrangere – primo capo politico moderno – la sacra legge, piegando le religioni alla psicosi, insegnando al suo gruppo ad andare fino in fondo nella ricerca del potere: tutta la forza del mare va attinta, tutta l’energia divina va fatta nostra, la sua incarnazione stessa va trafitta, crocifissa, bollita a tribordo.
I post satirici di RADAR, aperti a gennaio dopo Charlie Hebdo e linkati su Melegnano News, cacciano secondo l’arte antica. Secondo la pagina Facebook detta Melegnano Discrimina invece il diverso va cacciato dalla città. Non in quanto di pelle scura ma in quanto creatura migratoria dotata della forza e della speciale protezione delle stelle e del mare, ampiamente concessa a chi compie un viaggio per la vita.
Tanto che su Melegnano Discrimina, pagina del Sud Est dove più si è consumato cyber razzismo, hanno pensato di prendersela con RADAR: «È pronto un dossier – avevano scritto. – E si allarga». Dario Marcello Soldan, uno degli admin della pagina – lui, invero, non lo abbiamo mai visto scrivere insulti razzisti – precisa settimana scorsa: «Qualcuno dice che il nostro gruppo è passato da pubblico a chiuso in quanto sarebbero intervenuti dei politici chiedendoci di fare questo: la verità è che nessun politico ci ha mai chiesto questo e che il gruppo divenne chiuso poiché fu una decisione degli amministratori perché eravamo continuamente segnalati da gente di una certa parte politica a cui dava fastidio il nostro gruppo. In secondo luogo anche perché continuava a entrare gente per provocare e creare zizzania – è il prosieguo. – Chiudendo il gruppo potevamo controllare chi entrava. Ribadisco mai nessun politico ci ha chiesto di rendere questo gruppo chiuso ma è stata una decisione autonoma!».
Amministratori comunali iscritti alla pagina come l’assessore Fabio Raimondo, la vicesindaco Caputo, l’assessore Lorenzo Pontiggia, consiglieri di maggioranza (Forza Italia e Fratelli d’Italia) come Rocco Tripodi, Paola Borsotti e Silvana Palma, il profilo Facebook della Presidenza del Consiglio Comunale melegnanese la cui funzione è svolta in aula dall’avvocato Per Antonio Rossetti anch’egli iscritto alla pagina, il profilo Facebook del Comune di Melegnano – possibile che nessuno sia mai intervenuto invece, davanti alle ricorrenti impennate razziste, a fare pressione sugli admin colleghi di partito per esigere moderazione, spirito repubblicano, tolleranza religiosa e razziale?
Sarebbe assurdo. Pertanto chiediamo delucidazioni.
Altri consiglieri comunali iscritti alla pagina, come Pietro Mezzi, Dario Ninfo, la lista civica Insieme Cambiamo: come si sono mai comportati nei confronti di tanto razzismo di matrice politica?
Dario Marcello Soldan (iscritto a Fratelli d’Italia assieme a Gregory Nicotera, altro admin della pagina) è il medesimo admin che ha dichiarato il 3 febbraio 2015, ore 3.52pm: «I politici hanno espresso solidarietà agli amministratori per i continui attacchi al gruppo di Melegnano Discrimina». Solidarietà? C’era da esprimere punizioni e note di biasimo agli admin iscritti a Fratelli d’Italia, partito di maggioranza, per la quantità e qualità del linguaggio razzista alimentato dagli iscritti e dai simpatizzanti. Se la pagina si fosse chiamata Dario Marcello Soldan Discrimina, e se Soldan fosse membro attivo del blog RADAR, non lo avremmo dovuto licenziare?

Il Sindaco Vito Bellomo non usa Facebook e, come Alice, tutto questo non lo sa. Osiamo dire che la sua ultima apparizione pubblica in veste di amministratore è stata sul bollettino comunale n. 5, pagina 4: in foto.
Dove incrocia le braccia. Notare la postura, le braccia conserte che descrivono l’8 sdraiato, a suggello del simbolo di infinito, segno di una carriera politica che non si vuole chiusa ma eterna. A pagina 12, l’elenco delle deleghe del Sindaco e degli Assessori invita suadente a esprimere un giudizio sul loro 2014. Sulle 9 complessive solo una, la Mobilità, sorride alla fortuna del Sindaco: il progetto del collegamento Cerca-Binasca (esso stesso promosso tra falle comunicative e istituzionalità anche eccessiva); ma su Urbanistica Edilizia Privata Viabilità Trasporti Innovazione Expo2015 Area Metropolitana, che risultato c’è? Alla voce «Personale comunale» chi sa parli. Prego, assegnate un voto voi.
Raffaela Caputo (ex lavoratrice d’azienda comunale) si candida al 7: vera motrice della vita d’ufficio e perciò reale sindaco di Melegnano, risulta avere concretizzato in quasi tutte le otto deleghe: Cultura (dimenticata dalla Giunta, fortuna c’è lei), Biblioteca (vedi l’unione tra Vimercate e Melegnano, e il futuribile wi-fi in arrivo), Diritto allo studioAsilo NidoScuola-Politiche educative e dell’infanzia (il Piano c’è; troppi tagli); Pari opportunità, qualcosa da dichiarare? Ci permettiamo di sollecitare sul Rapporto con i quartieri, specie in forma pubblica.
Fabio Raimondo (braccia conserte anche lui, pag. 8), sul 6/7 in quanto sorvegliato speciale da RADAR ma più per via dei suoi cyber colleghi razzisti di partito che per le dieci deleghe (è il vicesindaco di Caputo) sulle quali spende un lavorio costante. La delega alla Sicurezza ha il pedale rotto sull’acceleratore, la Polizia locale è desiderata più volte alla cassa, ma la Protezione civile ha dato i risultati attesi. Quasi quasi lo rimandiamo in Comunicazione: la voce social del Comune dev’essere lui, eletto e repubblicano, non attivisti politicizzati che nessuno vota.
Lorenzo Pontiggia, libero professionista e assessore tecnico non politico, convocato in squadra dal Sindaco nell’era 2007-2012, porta alla città risultati in Lavori pubblici e infrastrutture per l’ampia ristrutturazione del servizio idrico in braccio a Cap Holding. Rimandato a settembre in Decoro e arredo urbano, Parchi, Ambiente, nei poco chiari Rapporti con le società partecipate (SuperMEA? e che c’entra Rossetti?), la terra incognita dei Rapporti con il Parco Agricolo Sud Milano.
Rita Capriotti, secondo tecnico in squadra, entrata nel 2014, risultati 2 su 2: 97mila euro dalla riscossione delle evasioni tramite Agenzia delle Entrate, risparmio di 100mila euro tramite rinegoziazione dei mutui con la Cassa Deposito e Prestiti. Discutibili sul lungo termine, svizzeri sulle scadenze nel breve periodo. 6 tecnico, però dovremo litigare.

Ma nei prossimi sei mesi. Ora festeggiamo, cari citizen journalists, i nostri sei mesi assieme. Non scordate che siamo qui per celebrare la vita: che una ragazza (Sedna = «ragazzina») può diventare una divinità ispiratrice, che la bianchezza di una balena nel mare può vendicare il nostro equilibrio vitale con quei cari mammiferi smarriti nella ricerca di troppo potere, che i sogni di un animale marino possono essere i sogni di Venere, possono essere i sogni dell’umanità.

Lo staff di RADAR, martedì 10 febbraio 2015 ore 16:16

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