Cronaca

Quartiere San Francesco, perdite d’acqua nei tubi: protestano 40 famiglie

VIA CAMPANIA — Tubi dell’acqua rotti da una settimana in via Campania, da un mese in via San Francesco: «Abbiamo ricevuto cinque telefonate dai nostri condomini. Abbiamo segnalato il disservizio all’azienda Amiacque, all’ufficio tecnico e al Sindaco in persona mediante posta certificata. Senza risposta» affermano le due consigliere di condominio del civico 4.

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Il guasto interessa 40 famiglie. Una perdita è visibile davanti all’ingresso delle palazzine; l’altra è collocata in via San Francesco. «Confiniamo con la scuola primaria e con un’area dismessa» continuano, «abbiamo richiesto, senza esito, di potare il verde in eccesso che intralcia l’uso dei marciapiedi. Chiediamo un intervento risolutivo perché abbiamo telefonato a tutti; non sappiamo più chi chiamare».

Gli esuberi di verde pubblico hanno interessato tutti i quartieri di Melegnano. L’assessora ai lavori pubblici Maria Luisa Ravarini ha richiesto il massimo sforzo alle imprese incaricate.

Lunedì 11 giugno, ore 15:51
mamacra@gmail.com

 

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Comunità Virtuale & Comunità Tribale

San Giuliano: trovato vaccino anti-Ebola, inizia sperimentazione di vaccino contro intolleranza, odio online, razzismo

«È TU SIGNOR BUONISTA, sei contento che ti piacciano in casa, che non pagano biglietto, che vanno in giro con il piccone , che picchiano e violentano le donne. Questa è la risposta no dei razzisti ma di chi vuole che tutti rispettino le leggi . In primis chi è ospite . È no dire a ne non potete fare niente. Smettetela di fare i buonisti per niente
Pregiudizio sociale a sfondo razziale è continua dicendo sul web.
Lei è convinto che sia un pregiudizio razziale, non una constatazione di tutte le cose brutte e i loro modo di vivere fregandosene delle leggi. Leggi che noi rispettiamo a parte i mafiosi o ladri ecc ecc co ne in tutto il mondo. Queste persone non vogliono essere aiutate, loro Vogliono pretendono. Mio parere» (utente identificato).

«Fai questo test: prendi l’aereo e vai a Monaco di Baviera, piscia su un albero e poi resisti alla polizia. Vediamo cosa ti succede. Saluti» (utente identificato).

«Il Maccari confonde gli immigrati con le persone senza titolo per rimanere sul territorio nazionale. Bene vedrebbe lui un rinfoltimento delle schiere pauperiste léniniste, visto che ultimamente languono e quasi nemmeno entravano in parlamento. No, li confonde e non per filantropia ma per convenienza; tenesse davvero alla vita di questi diseredati, si batterebbe perché chi ha regolarmente ottenuto cittadinanza o permesso di soggiorno e lavoro non venga confuso con i disperati che non dovrebbero essere qui e che andrebbero fermati all’origine, con la cooperazione internazionale e progetti di sviluppo. No, il Maccari li confonde e un po’ cinicamente accetta che vivano da sbandati, senza un posto dove vivere, una prospettiva di lavoro, una aspettativa di vita. Non importa se anche gli onesti – una volta che hanno ricevuto il foglio di via perché non titolati a rimanere in Italia – si troveranno a vivere di espedienti quando non di crimine, perché dovranno pur mangiare. No, la nuova filantropia è quella di farli stare tutti qui e recluderli a due euro al giorno negli ostelli requisiti, a vita. Senza lavoro, senza donna, senza futuro. La filantropia di Maccari» (utente identificato).

IL VACCINO rVSV-ZEBOV

Attenzione: in Congo, nella capitale, dove vive più di un milione di abitanti, nuovo caso di virus Ebola. Proveranno il rVSV-ZEBOV, un vaccino che pare funzioni.
Forse anche in Italia serve un vaccino per le menti delle persone che hanno dentro di sé il verme dell’odio, dell’intolleranza, e della razza. Nero, giallo o bianco, siamo tutti esseri umani, e se tagli quelle vene il sangue è sempre rosso.
Forse serve una «informazione-formazione». E non solamente un pappagallo che ripeta le idee altrui. 

L’aspetto del virus Ebola al microscopio. Mortale fino al 90% dei casi, il virus si trasmette da persona a persona ed è comparso in Africa occidentale a partire da pipistrelli infetti. Prende il nome dal fiume congolese Ebola in cui nacquero i primi focolai. Nel 2015 un medico italiano fu colpito da Ebola; guarì grazie alle cure dell’istituto nazionale per le malattie infettive «Lazzaro Spallanzani» di Roma.

Serve un’informazione consapevole. Non piace come esordisce questo utente: «Confondere gli immigrati con le persone senza titolo». Come se certe persone non fossero uomini, donne e bambini bisognosi d’aiuto, solo perché «senza titolo». Come se un foglio facesse la differenza fra uomini e chissà quale altra categoria.
Secondo. Ci vorrà pure una regolamentazione, con l’aiuto internazionale; ma perché non si parla mai di inclusione? In molti dicono via i clandestini, ma perché non pensano di allargare il loro punto di vista? Come se tutti i clandestini fossero delinquenti.
Terzo punto: perché puntano, tanto facilmente, il dito contro gli immigrati ma non fanno altrettanto quando a compiere atti gravi sono gli italiani? Due pesi e due misure, come si dice. Se vuoi pene più severe allora devi volerle per tutti. Non piace il discorso «abbiamo già i nostri e allora via gli altri». 

Piacciono l’inclusione e la giustizia, uguali per tutti; la verità chiara, evidente, che tiene il passo atletico di un’agile democrazia; la luce e il governo dell’esperienza, vincitrici sul vento di parole che iniziano, sempre, con: «Fermare all’origine». E che finiscono senza governare. 

Lo Staff, giovedì 26 maggio ore 9:54
ilblogradar@gmail.com 

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Cronaca

ZTL: cartelli più grandi, più luminosi, più potenti. Ma niente pass per i negozianti

BROLETTO, PIAZZA RISORGIMENTO — Cartelli ZTL più visibili. È tempo di dare retta alle richieste della gente. Ne ha parlato Alberto Spoldi, consigliere comunale eletto e titolare di un’attività commerciale, ieri 16 maggio in consiglio comunale: «È una decisione grandemente attesa dalla città, da chi questa ZTL l’ha pagata con le sue multe. Il problema è questo: la segnalazione che viene attivata nei giorni di mercato è, pur essendo a norma, poco visibile. Parecchi automobilisti entrano regolarmente nella zona a traffico limitato e mettono a repentaglio la sicurezza dei passanti».
Sotto accusa l’ex sindaco Bellomo che, su questo problema, «non dimostrò volontà». Continua Spoldi: «La mozione proviene da una scelta estremamente politica. La scelta dell’amministrazione comunale precedente è stata di non intervenire, nonostante fosse stato richiesto a gran voce. Questa proposta sottrarrà notevoli risorse al bilancio comunale ma andrà a debellare il problema. Prima non ci fu volontà di affrontarlo, ci fu una scelta, se posso definirla così, di fare cassa. Se oggi un cittadino melegnanese oggi entra nella ZTL e prende una multa, cerca di tenere a mente l’errore e non lo rifa più; ma i nostri clienti commerciali, provenienti da fuori Melegnano, ci cascano e pensano: a Melegnano non ci torno».
Condivide Lucia Rossi, capogruppo di Insieme per Melegnano. «Sono a favore della visibilità. Il 18 aprile 2013 feci un’interpellanza, consigliai di adeguare i cartelloni affinché avessero visibilità massima; allora l’amministrazione mi rispose dicendo che l’impianto era a norma, che avrebbe valutato l’aggiunta di un eventuale semaforo o lanterna. Vorrei però più chiarezza sulla modalità in cui la proposta viene presentata».
Concorda Pietro Mezzi di Sinistra per Melegnano. L’ex sindaco Vito Bellomo interviene per chiarire la sua posizione: «Nel 2013 c’erano problemi tecnici. Tutto l’impianto fu omologato dal ministero; è tutto a norma e tutto a posto. Temo di non ricordare bene ma qualche problema tecnico c’era».
Alberto Corbellini, capogruppo del Partito Democratico: «In questo momento ci piace aprire una discussione con il consiglio comunale e con le forze politiche. C’è sembrato un tema caro alla città e importante. Inoltre nei cinque anni scorsi siamo stati cofirmatari di una proposta simile con i capogruppo Rossi e Mezzi».
Il sindaco Rodolfo Bertoli:« Se il varco non è chiaramente visibile la gente entra. Crediamo che il modo giusto di potenziare i segnali della ZTL sia la condivisione con le forze politiche; la maggioranza non è appiattita sulla giunta e cerchiamo il contributo da parte dei consiglieri comunali».
Il potenziamento è votato dai gruppi Rinascimento Melegnanese, Insieme per Melegnano, Partito Democratico.

UN PASS PER I NEGOZIANTI?

Viene respinta la mozione di un pass per il parcheggio gratuito, dedicato ai commercianti e agli artigiani venuto da fuori. Era la proposta del consigliere di minoranza Giuseppe Di Bono, Lega Nord:« È per una parte della popolazione attiva di questa città che la vivono alla stregua di residenti, che mantiene viva la città. Non vuole essere un benefit ma una misura di sicurezza. Indipendentemente dalla residenza, commercianti e artigiani affrontano tasse cospicue. È una forma di tutela nei nostri confronti, tratteniamo le attività nel nostro territorio, contro la desertificazione».
«Meglio non togliere spazio alle persone residenti» risponde il capogruppo PD Alberto Corbellini. «Sono a conoscenza del fatto che ci sia un numero di 36 pass a tariffa agevolata blu dedicati proprio per i commercianati provenienti da fuori, ma solo 11 hanno fatto richiesta».
Per Pietro Mezzi si tratta di «un passo di 20 anni indietro nel tema della sosta. Non si può pensare che una categoria possa usare in modo parassitario un bene pubblico raro e di valore come parcheggi».
Per Lucia Rossi «ci sono pochi parcheggi per chi viene a fare compere a Melegnano. Il tipo di città che immaginiamo in consiglio comunale non è quello in cui si porta la macchina in centro. Già non abbiamo stalli di carico e scarico per i negozi».
A Dario Ninfo, consigliere PD, sembra «una discriminazione tra commercianti e residenti». Conclude Di Bono: «Ascolto con molto interesse le critiche; mi spiace, è una proposta emersa dopo avere parlato con molti commercianti. Ho preventivato pass per una 30ina di esercenti, mi sembra un numero sopportabile». Ma la proposta è respinta.
Giovedì 17 maggio ore 7:30
ilblogradar@gmail.com
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Satira

Il bisnes dell’ex sindaco

Vito Bellomo non fa più il sindaco, ha smesso di monetizzare sulle nostre buche.

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No, Vito Bellomo non ha perso, Vito Bellomo si è perso.

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Il nuovo business di Bellomo. Gli piace stupire.

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Bellomo ex sindaco tenta la rimonta: riparare con le cacche dei cani le buche di Melegnano.

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I cantieri stanno aperti apposta per Vito Bellomo.

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La maggiore invidia dell’ex sindaco Bellomo è pensare che Massimiliano Pala adesso va a cercare un certo Ambrogio Corti e non lui.

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È nelle sere come questa che Bellomo rivanga certi messaggi inviperiti. «Che ricordi, quando mi twittavi contro. Ma era solo il mio corpo elettorale che volevi. Eri solo chiacchiere e tesserino da pubblicista».

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Rimborsi chilometrici! Questo di tanta speme oggi mi resta.

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Pentirsi amaramente di un selfie con Matteo Renzi.

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#sindacodimagenta

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I lettori scrivono

«Ma come riesci a scovare certe storie, RADAR?»

«Che bella storia che hai raccontato… dimostrazione del fatto che, anche in tempi di guerra, si è tutti umani.
Ma come sei riuscito a scovare questa storia?» chiede Sofia, melegnanese.

È semplice, Sofia. Qui viviamo di vita nostra. Qui sappiamo scrivere. Guarda nei gruppi social delle nostre parti: noia. Piattezza. Nessun coraggio. Vale per quasi tutti gli aggregatori di notizie dove, al massimo, ripostano ciò che va per la maggiore.
«Il giornalista crea la notizia» è il messaggio dei giornali locali realmente impegnati con i cittadini. Questa è la prima risposta che ti darei. Le altre te le confido personalmente; perché, come sai, Melegnano ruba, sistematicamente, dal momento che nessuno ha, ma tutti lo prendono da chi se lo procura; e Melegnano copia, sistematicamente, dal momento che nessuno sa fare, e tutti copiano chi lo fa. Nel gruppo la Voce di Melegnano hanno visto che a RADAR sappiamo farlo, e ci copiano. Senza mai raggiungerci, eh.

ESAVRITA LA GIÀ FASCISTA VERVE

«Quella specie di blog cittadino che, esaurita la già scarsa verve su Melegnano, da un po’ di tempo ha rivolto le sue mire sull’amministrazione comunale di San Giuliano Milanese» mi invitava a leggere Davide, tre mesi fa, dal gruppo MELEGNANO NOTIZIE.

Non si legga: «blog cittadino», Davide. Si legga: «il blog», Davide. Copiano forme, prendono in prestito piattaforme. Non vivono. L’Italia è un popolo di navigatori e tutti i mari porteranno a RADAR. Ridiamo di loro, brindiamo alla vita.

Sabato 12 maggio, ore 16:10
mamacra@gmail.com

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Cronaca

Melegnano, la mafia non esiste. Esiste solo l’antimafia

MELEGNANO — Prima riunione della commissione consiliare antimafia, nata per volere quasi unanime. Ma la prima convocazione di venerdì 4 maggio delude molti. Che cosa è stato affrontato in assemblea, dalle 20:30 a tarda sera? Sono stati trattati temi astratti e puramente culturali, o invece azioni pratiche vincolate alla realtà di Melegnano?

L’automobile andata in fiamme l’11 febbraio.

QUANDO NON C’ERA L’ANTIMAFIA 

La città sul Lambro è un rogo mai spento.

La notte dell’11 febbraio 2018 un’Alfa Romeo brucia in piazza Piemonte. È l’ennesima. Il 21 marzo un camion di raccolta dei rifiuti va in fiamme nella sede dell’azienda MEA, in viale della Repubblica. 

L’incendio scoppiato presso il bar-tabaccheria Jolly di via 23 Marzo, nella primavera del 2014, e l’incendio scoppiato nel magazzino di bancali a Riozzo, via della Vecchia Chimica, a giugno 2015, sono solo la vetta dell’iceberg.

OGGI CHE LA MAFIA NON C’È PIÙ

«A Melegnano, fatti riconducibili alla presenza di mafia non ce ne sono» iniziò a dire l’ex sindaco Vito Bellomo (Forza Italia) nel 2012. Non smise mai. Fino a negare. Negò in consiglio comunale che il negozio di via Lodi al civico n. 39 fosse stato sequestrato e confiscato dallo stato alla criminalità organizzata.

Per la vecchia maggioranza di destra esplosioni, spari alle vetrine, incendi e roghi non erano riconducibili alla presenza mafiosa. L’azione dell’ex maggioranza Bellomo era l’inattività.

Qual è l’azione del nuovo sindaco Rodolfo Bertoli (Partito Democratico) e dell’assessore Giacinto Parrotta su questa serie di fatti?

Il camion andato in fiamme nella sede MEA. Foto: Il Cittadino

LO SAPEVATE?

Melegnano non si è mai distinta per antimafia. Sola eccezione l’Osservatorio Mafie Sud Milano, con sede a Melegnano, attivo nella cultura e nell’organizzazione della Settimana della Legalità. Per il resto, nessuna azione dei rappresentanti dello stato.

Ma i tempi cambiano. Da febbraio ogni martedì sera un 41enne palermitano residente nel sud est milanese informa, in diretta Facebook e in diretta web, su mafia e antimafia nella nostra località. Offrendo numeri, prassi, dati certi, buone notizie. Si tratta del portavoce locale dell’associazione Libera Contro le Mafie, Leonardo La Rocca. In collaborazione con la neonata web-radio Radio Pubblica Melegnano. I nuovi commissari antimafia melegnanesi lo sanno?

Sanno quanto viene speso in media a Melegnano in slot machines e giochi d’azzardo? Durante la trasmissione è stato dichiarato.

Sono informati sul bene immobile confiscato in via Lodi? L’ex maggioranza Bellomo — i negazionisti — lo ha consegnato nel 2017 un mese prima delle elezioni a un’associazione alpinistica per la durata di quasi 10 anni. Questo è rispettoso della legge n. 109 del 1996 sul riutilizzo sociale dei beni sequestrati alla criminalità organizzata?
Attenzione: riutilizzo sociale.
E quanti giorni all’anno è riutilizzato dalla società l’immobile in via Lodi?

IN CONCLUSIONE

Solo due domande. Cosa viene prima:
1) attivare azioni antimafia, semplici, pratiche, in linea con le leggi, facilmente alla portata di un comune come Melegnano?
2) oppure abbassare la voce quando si parla di cose mafiose, come il centrodestra? È vero che, una volta finita l’epoca di Berlusconi, qualcuno dovrà compiere la nuova alleanza tra l’ex Forza Italia e l’ex PD cattolico liberale; ma i partiti passano, l’occasione di «ben fare» a vantaggio della società, una volta persa, non è detto che torni. Di sicuro non aspetta i partiti.

Mercoledì 9 maggio ore 11:30 
ilblogradar@gmail.com

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Le nostre storie

Storia dei Due Comandanti

«Dopo che l’ultimo blindato aveva oltrepassato il ponte sulla via Emilia, il comandante, nell’offrirmi la sigaretta, mi chiese se avessi dei figli.
Sì, due — risposi un po’ sorpreso. — Un maschio e una femmina.

Allora si avvicinò all’auto, prese un pacchetto e me lo diede:
Giocattoli… Non so se rivedrò i miei.
Ringraziai. Ci stringemmo la mano; risalì sull’auto e la colonna riprese la sua marcia.

Solo allora la tensione nervosa che mi aveva tenuto compagnia per tutto il tempo si allentò, lasciandomi respirare. Solo allora mi resi conto del rischio che avevo corso, perché dei tedeschi si aveva paura tutti. Prima no, prima il dovere di evitare un disastro era stato più forte e mi aveva spinto ad agire. Ecco: il dovere di fare la cosa giusta in quel particolare momento era ciò che mi era passato per la testa.

Così, a pericolo scampato, con le mani che un po’ tremavano , fumando, me ne tornai a casa.
Ah, dimenticavo. Mi chiamo Galileo Lazzari (Leo) e ho 38 anni.
Commerciante, lavoro nel mio bar in via C. Battisti.
Nel 1945 ho comandato il raggruppamento di Melegnano della 57ma brigata Matteotti.
Antifascista da sempre».

Leo Lazzari

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Si ringraziano la famiglia Lazzari e la sezione ANPI di Melegnano che rendono disponibile il testo.

Giovedì 26 aprile, ore 11:03
ilblogradar@gmail.com

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