Satira

La Notte senza Sindaca

E Raimondo disse: «Nicotera, alzati e commenta!».

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La notte bianca si farà.
Un’altra?, ha commentato Caputo. È 10 giorni che non dormo.

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Profughi a Melegnano? Per ora no; almeno finché non ci sarà un ostello per ospitarli.

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Rodolfo Bertoli, lo sconosciuto del PD, forma la Giunta. Non trovando gli assessori, andrà a pescarli ai crocevia nominando i profughi, i migranti, gli accattoni, le lucciole, i ritardati.

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Indignazione nel centrodestra: come abbiamo potuto perdere contro uno sconosciuto?
La domanda è come abbiate potuto vincere, conoscendovi?

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Melegnano social. Scoperta una nuova tecnica di posting: sfiorare ripetutamente l’argomento con blandizie, incollare con la lingua testi trovati su Google, autenticarli come fossero orchidee del pensiero. È del candidato Fabrizio Villanacci. Si chiama: villanage. 

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Vincenzo Rallo, un uomo che si candida per 10 voti ma non capisce se «l’opposizione persegue i propri interessi oppure no».

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Villanacci s’indigna per la faccia strappata dai cartelloni elettorali di Caputo; da galantuomo, non voleva che la dama si mostrasse senza trucco.

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Marco Rossi, un consigliere comunale che si occuperà soltanto di striscioni.

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Raimondo: ecco un altro che continua a perdere elezioni. Ma si considera «un genio».

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Finalmente libera, dichiara Caputo. E Melegnano pure, direi.

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#melegnano2017 

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Satira

La Sindaca della Notte

Caputo ripescata dopo la sconfitta. Sarà la candidata Sindaca della Notte.

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Ballottaggio. Nella mattina di tutte le vittorie, il senato di Melegnano acclama Bertoli offrendogli i titoli di Divo Augusto, Zar di tutte le Russie, Santità e Condottiero del Sacro Romano Impero. Dovrà scegliere quale.

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Il centrodestra nega lo scandalo Donnarumma e impone di chiamarlo Donnorummo.

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Per non irritare la lobby dei parrucchieri, in segno distensivo Bertoli farà innalzare il tempio della dea Caputo.

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Rodolfo il magnifico si insedia in comune con un balletto che fa: «Met-ti-una-ma-no-sul-men-to».

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Centrodestra battuto dopo l’ennesimo aperitivo domenica mattina.
Questa campagna sarà ricordata come la più alcoolica di sempre.

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Melegnano. Centrodestra rettifica lo sbaglio: avevamo scritto sindaco donna, volevamo dire: sindaco nonna.

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Marco Rossi in difesa di Caputo contro «battute sessiste».
Non gli va giù che siano gli altri a dire ciò che pensa.

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Marco Rossi post-ballottaggio: «Il sole non sorge più a Est». È proprio uno svasticone.

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Anche RADAR ha votato con 4 svastiche sul simbolo della Caputo.

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La candidata Elena Santa Maria, una donna al servizio delle donne.
Ecco chi pulirà i cocci della Caputo.

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Militanti inferociti per una battuta satirica sulle pulizie. Ma è il centrodestra a pensarla così sulle donne. E io non sono il centrodestra.

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Che volete? «Museo della Patata» non l’ho inventato io.
«Balena spiaggiata» nemmeno.

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L’ha inventati il popolo!

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#melegnano2017  

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Satira o realtà?

La favola del Re Merdas

Personaggi mitologici e dove trovarli, ma soprattutto come: il tocco che uccide.

Si narra nel mito di un leggendario Re della Frigia chiamato Mida o Midas, che in credito col dio Dioniso per un favore, chiese il dono di poter tramutare tutto ciò che toccasse in oro. Ben presto si accorse che quel dono in verità altro non era che una condanna, dal momento che anche il cibo che toccava tramutandosi in oro, non gli permetteva di nutrirsi e tornando piangente dal dio, quest’ultimo impietosito gli risparmiò questa terribile e paradossale fine.

Oggi, non nell’era Iperborea o all’epoca dei biondi eroi Achei e Troiani, riusciamo a imbatterci in personaggi mitologici anche a Melegnano. Personaggi dai poteri incredibili, inimmaginabili e che sono dei novelli goldfinger come Mida un tempo, oggi abbiamo i re Merdas. La peculiarità, la benedizione che si portano appresso altri non è che riuscire a trasformare tutto ciò che toccano e tutto ciò con cui hanno a che fare in merda, merda di ogni tipo. A differenza del re frigio però che rischiava di morir di fame, questa evoluzione perfezionata gode nella coprofagia, è ghiotta di tutto ciò che tocca e merdifica.

Però ogni benedizione, anche in questo caso, porta sempre un prezzo da pagare. La dipendenza da questo strabiliante potere, porta alla cupidigia. La cupidigia alla bramosia di potere. La bramosia di potere a cercare di smerdazzare il più possibile, crescendo, diventando un ammasso molle e spaventosamente ingordo, talmente grande da non poter più riconoscere la realtà e anche gli amici o gli alleati.

Cosicché, quest’essere mitologico, grazie alla inconformità del suo essere, come argilla, cerca di prendere le forme più convenevoli, ma il puzzo lo tradisce. Egli però, man mano sempre più consapevole di ciò, ma accecato dalla sua avidità compulsiva e dalla sua bulimia merdifera, continua a ingannare strisciando e scaricando ad altri la colpa del suo puzzo per continuare a cercare di toccare, toccare e sopravvivere e merdificare il più possibile, costringendo chi lo ha capito o scoperto a proteggersi dai suoi schizzi, finché un giorno uno sciacquone lo inghiottirà per sempre, liberando la città.

Frederick Rotten, giovedì 29 giugno 2017 ore 17:36

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Il caso

Case popolari a Melegnano? Il guru non è Giorgia Meloni. È Massimiliano Pala

Case popolari? A Melegnano le liste di attesa, che durano anni, semmai sono al 90% con nomi stranieri e la priorità va alla loro cultura di fare molti figli e di essere in alcuni casi soggetti disagiati. Per questo punto Massimo Pala è il guru, sono anni che lotta per i più deboli in aspettativa di casa popolare.

No centri commerciali e commercio di prossimità: la Caputo, proprio lei, non prende in considerazione progetti.

Videosorveglianza: è stata attivata su un progetto che era stato preventivato in 30mila euro, poi ridimensionato a 10mila perché a Buccinasco è stata questa la cifra, e l’azienda è stata scelta nel sistema regionale degli appalti per lo stesso tipo di installazione. Questo fatto andrebbe approfondito. Comunque, dire che una telecamera è un deterrente per gli abusivi mi sembra una montatura, perché in realtà primariamente è un sistema che tutela la sicurezza dei cittadini, in zone “calde”. Domanda: ma, per funzionare, il sistema dovrebbe avere una persona che vigila sui monitor 24/7, altrimenti non è un sistema cosi efficace. Per esempio la telecamera posta nel sottopasso ferroviario è ad altezza vandali o di malintenzionati che potrebbero manometterla per compiere azioni fraudolente, non coprendo interamente la visibilità sull’intero passaggio.

E qui mi fermo, altrimenti la patata in bocca inizia a borbottare e andiamo avanti alle calende greche.

Messaggero non firmato, sabato 24 giugno 2017 ore 7:03 
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Il caso

Lo vogliamo mettere po’ di femminismo, in Comune?

Dire e scrivere «una donna Sindaco» NON è femminista (ovvio) ma non dimostra nemmeno essere inclusivi, vuol dire solo che chi lo usa è arcaico nel pensiero.

In questo documento MIUR del 2011 http://www.ricercainternazionale.miur.it/media/2962/protocollo-miur-dpo_diffusione_cult_genere.pdf a firma del Ministro Carfagna e del Ministro Gelmini si dichiara, relativamente all’influenza dei media, che “il linguaggio assume un ruolo importante nella riproduzione della disparità fra i generi tanto da alimentare gli stereotipi di genere, il pregiudizio e la discriminazione”.

Bene, ma non benissimo insomma.

Qualora iniziassero a giungere abitualmente alle nostre orecchie termini come Ministra, Poliziotta, Chirurga, Magistrata, Ingegnera, Sindaca… dato che il linguaggio, ovviamente non da solo, ha questo potere di influenzare le masse, non aiuteremmo il processo di eliminazione delle disuguaglianze di genere?

Non aumenterebbe la percezione (che corrisponde peraltro a realtà) che anche le donne possono essere professioniste di cui sopra anziché solo Infermiere, Casalinghe, Cuoche, Sarte… generando VERA inclusività?

La risposta è sì, e non ammette repliche.

Aspirante Misantropa, venerdì 23 giugno 2017 ore 10:47 
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Caro RADAR, se qualcuno dovesse risponderti che la sua opinione è «diversa», si tratterebbe di un chiaro esempio di Post-Verità. Rispondi pure per conto mio che non si possono avere opinioni in materia, ma esistono solo fatti, carta canta:

https://web.uniroma1.it/fac_smfn/sites/default/files/IlSessismoNellaLinguaItaliana.pdf, (notare l’anno!)

http://www.accademiadellacrusca.it/sites/www.accademiadellacrusca.it/files/page/2013/03/08/2012_linee_guida_per_luso_del_genere_nel_linguaggio_amministrativo.pdf)

 

 

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Il caso

Palazzo Spernazzati: la lettera della Soprintendenza, il restauro conservativo, la malta cementizia, le contropareti che nascondono tesori 

MELEGNANO — Il 26 maggio la Soprintendenza ha raccomandato di effettuare dei rilevamenti completamente nuovi su palazzo Spernazzati e più rispettosi delle sue origini storiche. Raccomandazione: valutare il restauro conservativo. Il parere della Soprintendenza è uno schiaffo alle affrettate negligenze che il privato proprietario ha commesso in questi anni, con il silenzio dei pubblici poteri e in particolare dell’ultima Giunta che dichiarò al quotidiano Il Cittadino: «La Soprintendenza ha dato parere favorevole all’abbattimento». Non era vero. Leggete.

Oggetto: Melegnano (MI) – Palazzo Spernazzati, via Castellini angolo via Bascapè. Piano di Recupero “Corte Castellini”. Parere specificazioni.

«Essendoci giunte segnalazioni relative all’approvazione del piano di recupero della Corte Castellini, in merito al quale il Comune ha chiesto parere alla Soprintendenza, richiamate le relative note (le nostre protocollate nn. 5964 e 5950 del 2014 e n. 1235 del 10/2/2017) e viste le Osservazioni pervenute — secondo le quali potrebbe individuarsi un nucleo centrale del complesso a corte, delimitato dalla facciata su corte parallela alla via Bascapè e dal muro di spina della corrispondente ala, forse palazzo Spernazzati citato in testi storici con possibili analogie con palazzo Brusati, — vista una documentazione fotografica relativa alla citata facciata, che illustra alcuni dettagli di archi di finestre ed aperture allo stato attuale non visibili, in quanto situate in zone coperte da uno strato di malta probabilmente cementizia, questa Soprintendenza raccomanda che siano diligentemente effettuati i saggi stratigrafici già richiesti nella citata nota del 10/2/2017 al fine di chiarire la consistenza e l’articolazione della facciata e l’opportunità di improntare l’intervento (per quanto riguarda il nucleo sopra indicato) secondo le modalità operative proprie del restauro e del risanamento conservativo.
Inoltre, vista l’ipotesi dell’esistenza di un nucleo centrale più antico, si ritiene utile che sia indagata la effettiva consistenza architettonica provvedendo a togliere eventuali contropareti che possano celare elementi di interesse.

Si specifica che i risultati dei saggi stratigrafici e delle altre opportune indagini dovranno essere esaustivamente documentati e sottoposti all’attenzione dell’Ufficio della Soprintendenza».

Lo Staff, mercoledì 21 giugno 2017 ore 6:00 
ilblogradar@gmail.com

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Il caso

Com’è dura la vita sui social…

MELEGNANO ONLINE — Ignoro il post-invettiva sui nuovi obblighi vaccinali, dribblo la sfilza di picollage dei super-dimagrimenti spegnifamebruciagrassidetoxdelportafoglio, rido dell’ultimo Lercio, osservo in cielo due scie chimiche e snobbo l’ultimo profeta del Piano Kalergi
Mi soffermo un secondo di troppo e l’occhio cade sull’autore del post… un candidato alle amministrative del mio paese?!? Cioè corro il rischio di avere in consiglio comunale un emerito cretino?!?
Come diavolo si fa a credere a queste teorie del complotto assurde?
Ma soprattutto: chi ha avuto il coraggio di farlo entrare nella sua lista?

Inizio a scrivere…

«Mi perdoni, ma DAVVERO lei crede in queste stupidate? I “poteri forti” che tramano alle nostre spalle? Lo sa quanti immigrati ci sono in Italia? Da dove vengono e perché sono qui?
Lo sa che l’unico vero complotto è quello ordito contro di lei e altri imbecilli per:

  • Divertirsi alle vostre spalle (come @ErmesMaiolica o @MartinaDall’ombra, ad esempio)
  • Guadagnarci dei bei soldini (si chiama clickbait)
  • Fare politica senza avere la minima competenza se non quella di fomentare le paure del cittadino medio…

Mi dica, Lei da chi crede di essere preso per i fondelli?».

Poi conto fino a 10 e cancello tutto.

Perché a nessuno piace sentirsi dare del cretino, specie se lo è davvero, e non approvo le maniere del Burioni di turno.

Burioni

Ma condivido le sue perplessità e la voglia di combattere: nel 2013 il World Economic Forum ha inserito la disinformazione digitale (casuale o costruita ad arte) nella lista dei “rischi globali, capace di avere risvolti politici, geopolitici e, perfino, terroristici”… e io questi rischi li tocco con mano confrontandomi sui social network, dove le bufale prosperano indisturbate perfino tra i miei “amici” o chi potrebbe amministrarmi.

Sui gruppi Facebook di Melegnano e nella chat delle mamme dell’asilo si toccano apici di dabbenaggine da far sanguinare gli occhi e io alterno costernazione a pessimismo cosmico, gentili tentativi (tenendomi gli insulti per me) di anteporre i dati ai vaneggiamenti a muta rassegnazione.

Mickey

Ecco perché non sono più nei gruppi di Melegnano (seppure catarticamente e masochisticamente li frequento ancora, quelli in chiaro) e alla chat delle mamme farò entrare il papà.

E voi, sapete distinguere e selezionare le fonti sul web? Riconoscete una fake news?

Siete consapevoli che il web non ci farà MAI cambiare idea (con buona pace dei debunker, del fact checking e dei candidati alla poltrona di Sindaco di Melegnano) per colpa del confirmation bias che aumenta la polarizzazione verso le nostre echo chamber e radicalizza le nostre narrazioni?

Sapete che nell’era della postverità quest’ultima diventa irrilevante e contano solo le opinioni, e mica solo quelle più autorevoli… no! Sui social network, TUTTI hanno il sacrosanto diritto di esprimersi e TUTTI, of course, hanno ragione e pari diritti di condivisione. Come farete voi con questo post. Adesso.

Post-verità

Aspirante Misantropa, martedì 20 giugno 2017 ore 18:00
ilblogradar@gmail.com

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