Satira o realtà?

Sogno di una Notte di Mezzo Inverno

MELEGNANO — Non sono malato di giochi. Però mi piace tentare la fortuna; tanto che 3 volte la settimana non posso mancare all’appuntamento con le estrazioni del superenalotto: è diventata una consuetudine.
Martedì, giovedì e sabato sono i giorni in cui, senza troppo sperarci, sogno di infilare la combinazione giusta e fare un 6 e più è alto il montepremi, più alta è la speranza. Il bello è che poi mi ritrovo sempre a fantasticare su cosa farei con tutti quei soldi…

Mercoledì, come sempre, la sveglia suona alle 8:00; i gesti uguali di sempre, mi alzo, scendo in cucina a bere il caffè che mia moglie mi ha preparato, accendo la televisione per dare una guardata a SkyTg24 e… vedo le immagini di Melegnano e precisamente della tabaccheria di via Frisi. Allora, curioso, mi siedo sul divano per vedere meglio e il giornalista racconta che quella è la ricevitoria dove sono stati vinti 100.000.000,00 di euro al Superenalotto… Sobbalzo: quella è la tabaccheria dove tutte le settimane per tre volte la settimana gioco la mia schedina… Possibile?

Intanto i numeri vincenti scorrono sotto alle immagini, mi alzo per andare a prendere il portafoglio, estraggo la mia schedina e controllo i miei numeri. 18 c’è, 21 c’è, 46 c’è, 49 c’è, 72 c’è e 80 c’è…

Cazzo, sono io!

Urlo con rabbia la mia felicità e chiamo mia moglie. 100.000.000,00 di euro sono un botto di soldi. Con una vincita così si rischia di andare fuori di testa, ma io ho ben chiare alcune cose:

– pensare al futuro dei miei figli (2) 10 milioni a testa
– pensare che a 60 anni avrò una vecchiaia serena, viaggiando e vedendo il mondo: 10 milioni posson bastare
– e poi? Ne avanzano ancora 70, di milioni!

20 milioni li posso destinare ad onlus o associazioni che si occupano di aiuti, tipo Emergency, o di ricerca sulle leucemie infantili, ma ne restano ancora 50, di milioni…

Ecco: 50 milioni ho deciso di destinarli alla mia città.

Sì, ma come?

Mi compro l’asilo Trombini dove, da piccolo, sono stato? Ma è di proprietà comunale e difficilmente lo metteranno in vendita. Oppure mi compro la Filanda a “bas i Munegh”? Qui l’operazione sarebbe più facile: è di un privato, che sono anni che la tiene lì senza potere e volere far nulla. Se l’offerta fosse indecente, se ne libererebbe al volo… Credo proprio di sì. — E qui voglio aprire un inciso polemico: “bas i Munegh” in italiano si traduce “basso alle Monache” e per i melegnanesi sta ad indicare il quartiere dove un tempo sorgeva un convento di monache, nella parte bassa delle città vicino alla riva del Lambro; quindi la Filanda sorge sì sopra l’ex convento ma quest’ultimo non si chiamava “bas i Munegh” [capito, Davide Bellesi?].

Oggi ho fatto il rogito e sono il proprietario della Filanda o almeno del rudere che fu la vecchia Filanda. Ho progetti grandiosi, la voglio recuperare tal quale, riportandola indietro di 150 anni, dovrà rispecchiare in tutto e per tutto come era allora. Voglio che diventi un museo dedicato al lavoro, alle donne che lì ci lavoravano e ai loro figli.

Credete che 50 milioni mi basteranno?

Cazzo, suona la sveglia, sono le 8:00 ed è mercoledì. I gesti sempre uguali di sempre: mi alzo, scendo in cucina a bere il caffè che mia moglie mi ha preparato, accendo la televisione per dare una guardata a SkyTg24 e… le immagini che vedo son sempre le stesse:

– barconi che affondano
– donne stuprate e uccise
– bambini adescati
– politici che hanno ricette stupefacenti per risolvere i nostri problemi.

Devo ricordarmi di passare in tabaccheria a controllare il superenalotto. Ieri il montepremi era di 100.000.000,00. Non sia mai LA botta di culo.

#NoiSiamoCaino, giovedì 1 febbraio 2018 ore 20:05
noisiamocaino@gmail.com

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Il caso

Bellomo, Bianchi, le 11mila migliaia di milioni

MELEGNANO – Appalto per il cimitero. Nel 2011, individuato l’aiuto dell’ingegner Bianchi, l’ufficio comunale aveva previsto all’inizio 1 milione e 100mila euro per il lavoro di ristrutturazione del cimitero. Corrispondevano a «una stima di massima per il fabbisogno a breve termine» (fonte: il geometra Marco Ferrari, capo opere pubbliche dell’ufficio comunale).

In un secondo momento, l’amministrazione comunale ha fatto una riflessione. Vista l’emergenza di ristrutturare il cimitero (anche con lavori di bonifica dei terreni), vista la presenza di un assistente esperto in materia (l’ingegnere Angelo Bianchi) è stato deciso di ampliare la struttura del cimitero, non solo di ristrutturarla. Questa riflessione ha avuto come conseguenza una previsione monetaria maggiore, di 11 milioni e 500mila euro (fonti: Lorenzo Pontiggia, assessore ai lavori pubblici; Vito Bellomo, sindaco in carica; Marco Ferrari).

In un terzo momento, i soldi previsti sono scesi. «In una fase più dettagliata, rivisti i costi e le stime, abbiamo ritenuto di presentare un progetto finale di 5 milioni e 600mila euro» (fonte: Marco Ferrari).

«Ha sempre lavorato con me, in sinergia – ha dichiarato Ferrari riferendosi a Bianchi. – Sicuramente è stata una collaborazione costruttiva, con analisi di dati, di esigenze e di reali fabbisogni». È stato il geometra Marco Ferrari a richiedere all’amministrazione di avvalersi di un professionista esperto nel project financing (dall’inglese: finanziamento di progetto), un tipo di operazione pubblica che:

  1. è svolta da un’azienda, che andrà a pagare tutti i costi,
  2. non prevede esborso di denaro da parte delle amministrazioni comunali,
  3. autorizza l’azienda a rientrare dai costi iniziali offrendo servizi o prodotti, durante o dopo lo svolgimento dell’operazione.

Marco Maccari, mercoledì 2 dicembre 2015 ore 22:05

mamacra@gmail.com
@mamacra

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