MELEGNANO CITTÀ DI PRODOTTI E DI COMMERCIO

I bottegai di Melegnano

MELEGNANO — Il mondo cambia, con o senza di noi. Se ci adeguiamo reinventandoci, ci sarà un futuro anche per noi. Diversamente, sarà come finire davanti a una grande macina da mulino e sperare di bloccarla con un bastoncino di legno.

C’È SCRITTO: «BOTTEGA DEI SOGNI FOLLI. RIPARATORE DI SOGNI INFRANTI».

In estate ha fatto notizia il libraio milanese che avvertiva i clienti di non presentarsi nel suo negozio se erano abituati ad acquistare libri online. Con un po’ di scotch in vetrina e con un volantino stampato al computer (foto qui in basso) ha detto chiaro che «non si vende né si prenota ai clienti che hanno già acquistato su Amazon».

Il libraio non perdona: non presentarti con una lista di testi scolastici spuntata da un rivenditore online — o da un supermercato — oppure con la richiesta di un singolo testo non disponibile su Internet, perché lui ti sgama e ti rimanda indietro.

LO STORICO LIBRAIO MILANESE CHE CHIUDE AI CLIENTI ONLINE. NON RICORDA QUALCHE SCENA DRAMMATICA VISTA IN PASSATO?

Ingegnoso stratagemma o perdita di tempo? Perché intanto il fatturato incalza, il locale costa, i debiti sono sempre lì.
Oggi il commerciante e l’artigiano sembrano destinati all’estinzione. Ma è davvero un cattivo scherzo dell’evoluzione sociale? È tutto perduto?
Proviamo a comprendere meglio questo mondo. La compravendita via Internet, ci piaccia o no, è una realtà. Ci piaccia o no, i clienti la amano. Si chiama e-commerce e avviene mediante uno shop online. Dopo avere conquistato i Paesi esteri, prende il volo anche in Italia: Milano è in cima alle province che acquistano via Internet con il 55,6% di ordinazioni online per numero di abitanti (in pratica, su 100 abitanti quasi 56 ordinazioni vengono fatte online dai clienti stessi, da un computer o uno smartphone o un tablet, a casa e in ufficio, senza nessun negoziante in mezzo). Più di Milano, solo la provincia di Sondrio (63%). Il resto d’Italia è un lento ma inesorabile trapasso dal negozietto di quartiere a Internet. Il giorno prediletto per acquistare online è il lunedì. La modalità di pagamento avviene al 43% su carta di credito e al 35% in PayPal. Resiste la modalità del contrassegno (dati di Il Sole24Ore, 9 settembre 2017).

OSSERVA ATTENTAMENTE. OGGI 12 MILIONI DI FAMIGLIE ITALIANE COMPRANO OGNI GIORNO COSÌ.

In questo mondo i librai milanesi che combattono Amazon e le grandi catene sono come cavalieri erranti senza re e senza regina. Commuovono, destano rispetto, ma la loro caparbietà non salva l’attività di nessuno. La vendita di prodotti online è destinata a crescere del 25% entro il dicembre del 2017. Il demone dell’acquisto online andrà a terrorizzare ancora di più il cuore dei commercianti. Perdere tutto, fallire, calare la saracinesca non è mai stato così probabile. Il negoziante è spaventato e non vuole ammetterlo; preferisce subire. È affezionato alla sua mentalità e non vuole cambiare canali di vendita.

ACQUISTARE ONLINE SIGNIFICA, PER IL CLIENTE, RISPARMIARE TEMPO E DENARO, CON IL POTERE DI SCEGLIERE ACCURATAMENTE IL PRODOTTO DESIDERATO, PRENDENDO VISIONE DI TUTTE LE OPZIONI CHE VUOLE.

In alternativa, i commercianti possono abbracciare il cambiamentoiniziare a crescere. Il negozio di quartiere può aprirsi una vetrina onlinediventare un nuovo punto di riferimento. Addirittura, un libraio potrebbe fare da punto di ritiro Amazon: in questo modo i clienti andrebbero da lui sì per ritirare il pacco con la propria ordinazione, ma entrerebbero anche nel suo negozio, compresi i clienti mai visti prima, e… mostrando i prodotti, accattivando la curiosità del nuovo potenziale cliente, offrendogli una bella esperienza d’acquisto, può avvenire il miracolo. Ma si sa: come dicono a Roma, la gente ha la capoccia de legno: no, de mogano proprio. E sono sempre pochi i predestinati al cambiamento.

E tu, che cosa pensi del libraio?

Marco Maccari, Massimiliano Basile, mercoledì 20 settembre 2017 ore 6:30 

mamacra@gmail.com
info@communicatemotion.net

_

Leggi qui: 

La mappa dei consumi e degli acquisti online in Italia: Sondrio e Milano al top

Annunci
Standard
Il caso

E dopo via 23 Marzo, viale Lombardia

A poche centinaia di metri dalla bomba di via 23 Marzo, i proiettili di viale Lombardia. Area nella quale ci sono degrado e droga, via sulla quale ha riaperto una sala da gioco

VIALE LOMBARDIA – Continuiamo a ripercorrere la vicenda dell’ex bar tabaccheria Jolly. Come abbiamo già detto, venne data alle fiamme a febbraio 2014. I proprietari decisero, qualche mese dopo, di ricominciare con l’attività aprendo un bar in viale Lombardia. Locale che, a sua volta, fu al centro di una vicenda di possibile matrice mafiosa. Venne aperto a settembre e una notte dello stesso mese furono sparati 6 colpi d’arma da fuoco contro una delle vetrine. Il bar ora è aperto ma vi sono delle lamentele da parte dei residenti della zona, alcuni dei quali sostengono che sia un luogo di spaccio. 

Martina Papetti, 5 novembre 2015 ore 11:07

martina_papetti@libero.it

Standard
I lettori scrivono

«Che bel lavoro hanno fatto questi personaggi»

L’attentato incendiario del negozio di abbigliamento, mercoledì 8. Conversazione con un residente. Cui chiediamo:

– Come va?

– Molto in pensiero domenica per il bar e per il negozio, la notte dopo. Visto che bel lavoro hanno fatto questi personaggi?

– Visto… Far svegliare così tanta gente. Persone senza scrupoli.

– In realtà solo una persona del condominio ha notato i fari della macchina per traverso in via del Carmine. Pensava ci fosse qualcuno nelle nostre cantine. Io mi sono svegliato per il rumore dei veicoli fermi dei pompieri. E poi, mi sono allarmato per i carabinieri che ci hanno citofonato. La cosa che mi sconvolge è che dalle 2 alle 4 tutti dormono e questi elementi agiscono indisturbati anche in una via centrale come Vittorio Veneto. Comunque anche più tardi, con tutti i mezzi annessi e pure con l’ambulanza arrivata a sirene spiegate, nessuno delle palazzine di fronte e fianco si è accorto o ha voluto accorgersi. Possibile nessuno, nonostante il gran rumore?

– Nessuno ha voluto, direi… è la paura. Quel che sorprende me, ma in realtà non mi sorprende affatto, è il tentativo che si fa sui social di svicolare via dall’argomento. Intanto posso chiederti autorizzazione a pubblicare le tue osservazioni in via anonima?

– Per me se mantieni l’anonimato va bene. È giusto che la gente venga informata…

Standard
Cronaca

Due meno dieci: i fari in mezzo alla strada e in un colpo è attentato incendiario

VIA VENETO – Nessuno ha parole per commentare. Stanotte, ore 1.45 secondo le testimonianze dei residenti, qualcuno ha tentato di dare alle fiamme un locale commerciale in via Veneto; tra quindici giorni avrebbe dovuto aprire come negozio di abbigliamento, tra il bar e l’angolo di via del Carmine.

«Abbiamo paura» è la sola dichiarazione degli abitanti della casa di corte che ospita i locali. Non desiderano parlare dell’accaduto. L’unica testimonianza è questa, e resterà anonima: «Stanotte alle due meno un quarto si è sentita una brusca frenata. Dev’essere stata un’automobile che risaliva via del Carmine; deve essersi messa di traverso perché, riferiscono, i fari illuminavano anche le finestre dell’abitato. Verso le due meno dieci abbiamo sentito un colpo».

Tutti fuori sulla strada. La grande fortuna è che le forze di sicurezza erano nei paraggi: i vigili del fuoco sono riusciti in fretta e furia a domare un principio di incendio. «Siete stati fortunati che eravamo qui vicino» sembra essere stata la loro dichiarazione non ufficiale, riportata dai condòmini. Nessun danno registrato ai piani soprastanti ma l’unica via per perlustrare l’interno del negozio è stata, per le forze dell’ordine, quella di infrangere il vetro della porta d’ingresso. Presenti stamattina davanti alle vetrine l’ex titolare del negozio – riuscita ad affittarlo dopo due anni di chiusura – e l’esercente subentrante, una giovane donna che ha avviato la sua attività da cinque anni: «Non ho parole. Non so cosa dire. Svegliatemi da questo strano incubo perché non può essere vero» dice.

Il nuovo contratto non era stato ancora firmato e nessuna delle due donne è di Melegnano. Ciò che i carabinieri hanno riferito loro è che gli attentatori hanno cercato di forzare la vetrina e di praticarvi un taglio, dentro al quale versare benzina appositamente portata in una tanica; l’episodio cade in un periodo che, nelle sensazioni degli abitanti e nelle indagini, «ha preso di mira la via». Scongiurato il peggio – la giovane donna era stata pochi giorni fa nel locale per sistemarlo, ma ancora nessun capo di vestiario era collocato all’interno – restano il grande spavento, il senso di insicurezza dei residenti di via Veneto e una città cui tocca fare i conti con una nuova immagine di se stessa.

Marco Maccari

8 ottobre 2014, h. 11:19

Standard
Domenica 7 settembre 2014, L'inchiesta satirica

Sandokan! Sandokan!

Il Ku Kuz Kaz vi ha fatto impazzire. «Ahahahahah! Ma come vi è venuto?» fa un lettore davanti a una birra. Impazziti i razzistoidi del Sud Milano: «Ma sparati, co***one!» ha sottolineato per tutti un commentatore. Sorpresa: un uomo di destra duro e puro ci ha rilasciato un’intervista sul razzismo. Domani o dopo pubblichiamo, ma anticipiamo questo: «Sono comportamenti da idioti – dichiara. – Io li condanno». Giulio, esperto di comunicazione (mai stato un buonista di sinistra), dice: «Tutto vero. Noi cittadini siamo razzistoidi al posto dei politici che eleggiamo. Ma aggiungo: è molto più comodo ripetere le parole altrui, invece che farsi un pensiero proprio».

Chi ci ha insegnato a fare i moralisti? La sinistra? I finti buonisti? No. Sandokan. L’eroe dalla pelle scura. Il principe in fuga. L’avversario dell’impero, il libertario che suona lentamente nella tempesta. Il sangue ci bolle per lui. Sandokan ha offerto a generazioni di giovani la sua bandiera, che batte per la libertà di tutte le razze e le religioni del mondo. Salgari ha trasmesso ai giovani con romanzi semplici e potenti la regola del bello scrivere e del bel morire, spezzando la penna di chi lo sfruttava.

Bentornati a Melegnano, frazione di Mompracem. Per questi articoli di denuncia RADAR è stato bannato da un gruppo social cittadino, ma i messaggi razzistoidi non si sono fermati: si avvera la profezia di G., nostra lettrice. Eccola: «Daranno la colpa ai migranti anche quando piove». Non ci credete?

In treno: «“Perché a me la multa e gli extracomunitari che sono seduti davanti a me non li controlla?” Risposta, non sono affari tuoi sei una razzista» (2 settembre).
Li difendi? Torna a sedere: «Visto che difendi ‘sti cazzo di extracomunitari perché non li prendi tutti a casa tua?» (2 settembre).
Carico a coppe: «Ovviamente sopra era pieno di extracomunitari e zingari…» (2 settembre).
Carico a bastoni: «Loro non pagano nulla xché il nostro sistema politico glielo permette è uno schifo!!!!!» (2 settembre).
La benedizione: «Ovvio, è sempre così» (2 settembre) e in due giorni è questione nazionale: «Io voglio pagare ma che lo facciano tutti. Italiani o non italiani!» (4 settembre).
Il giorno dopo succede una rapina? «Italiani o i soliti extra?» (5 settembre).
Marco Rondini spara la nuova cannonata? «Siamo mica in Eurabia….» (4 settembre).

2500 melegnanesi iscritti ai social devono bersi, ogni settimana, un bicchierino di razzismo. La politica non interviene perché a Melegnano la politica la fanno al bar e al bagno, il massimo che può fare è parlare di mafia: domani hanno una conferenza dei Capigruppo in Comune per gli spari nella notte, conferenza ovviamente chiusa, nella quale Pietro Mezzi, l’ex sindaco, quello che la mafia è a Melegnano, entrerà a farsi una doccia di consensi.

Mezzi è il politico che ha più seguito e copiato RADAR, rubando tutto ciò che poteva rubarci: informazioni, immagini, senza mai citare la fonte. Leggete i suoi post del 3 e 4 settembre. Sono pubblici. Foto e info copiate da qui.

Per fortuna la sua punizione è stata biblica. Il 3 settembre ha subìto due commenti di Gregory Nicotera.

Sull’altro post (4 settembre) castigo supremo: commentatori a cui va in tilt la grammatica. «Inutile indagare svincolando» lo incoraggia a modo suo una commentatrice, alle 10:26. Forse era indugiare svicolando, cara? Continua: «Altrimenti saremo sempre nelle loro mani e le cose leviteranno…..tutti uniti e collaborare, cittadini compresi no èèèè……..». Risponde Mezzi: «Credo che tu non stia sbagliando affatto», eh no, figlio, qualche errorino le è scappato; altro commento (di un indemoniato): «Affinche abbiamo un rincoglionito come sindaco» (ore 21:55). Eeeeeh? Insulto gratuito a una carica dello Stato, ma l’ex sindaco non ci pensa a moderarlo. Il diario Facebook di Mezzi è un palazzo di viale Lombardia alle due di notte: 37 likers, 13 condivisori e nessuno chiama le forze dell’ordine. E grazie, dormono. Il diario di Mezzi è come Melegnano Notizie, battezzato da una nostra lettrice Melegnano Discrimina perché non modera mai i commenti politicizzati a sfondo razzistoide.

Non è colpa di Melegnano Notizie. Questa è la politica. Che a Melegnano droga l’informazione a danno dei lettori e dei giornalisti. Politica da bar, sempre fatta al bagno. Fin dall’inizio. Ricordate il 17 maggio 2012? Faccia a faccia Bellomo-Mezzi, prima del ballottaggio? Sul palco erano fermi, pacati, ma in bagno succedeva la verità. E solo la satira ve la può raccontare.

Siamo alla toilette. Gli sfidanti strafottenti, indaffarati alle latrine confrontano le loro dimensioni. Io più largo e cicciottello, dice uno. No, io più lungo e slanciato. Sì, fa notare l’uno: ma il mio è coi baffi. L’altro: sì, ma il mio è lampadato. Davanti a quest’assoluta novità giovanile, l’uno ci è rimasto secco. Ha esitato: e l’altro, con un sorrisetto, tira su la zip e lo pianta, solo e triste, con il consensus tutto in mano, nell’eco dello sciacquone che ribolle scendendo tra i dannati.

Sul palco, botte da orbi: «Il più grande cementificatore della storia di Melegnano sei tu, Pietro Mezzi!» grida Bellomo. «Figlio di Michele!», gli dice il «cementificatore». I cattolici melegnanesi, famoso ago della bilancia, li guardavano al bagno e hanno risolto: «il figlio di Michele» aveva quel qualcosa. Ma non era tolleranza, non era solidarietà. Che cosa cercavano loro?

Standard