Il caso

Lo vogliamo mettere po’ di femminismo, in Comune?

Dire e scrivere «una donna Sindaco» NON è femminista (ovvio) ma non dimostra nemmeno essere inclusivi, vuol dire solo che chi lo usa è arcaico nel pensiero.

In questo documento MIUR del 2011 http://www.ricercainternazionale.miur.it/media/2962/protocollo-miur-dpo_diffusione_cult_genere.pdf a firma del Ministro Carfagna e del Ministro Gelmini si dichiara, relativamente all’influenza dei media, che “il linguaggio assume un ruolo importante nella riproduzione della disparità fra i generi tanto da alimentare gli stereotipi di genere, il pregiudizio e la discriminazione”.

Bene, ma non benissimo insomma.

Qualora iniziassero a giungere abitualmente alle nostre orecchie termini come Ministra, Poliziotta, Chirurga, Magistrata, Ingegnera, Sindaca… dato che il linguaggio, ovviamente non da solo, ha questo potere di influenzare le masse, non aiuteremmo il processo di eliminazione delle disuguaglianze di genere?

Non aumenterebbe la percezione (che corrisponde peraltro a realtà) che anche le donne possono essere professioniste di cui sopra anziché solo Infermiere, Casalinghe, Cuoche, Sarte… generando VERA inclusività?

La risposta è sì, e non ammette repliche.

Aspirante Misantropa, venerdì 23 giugno 2017 ore 10:47 
ilblogradar@gmail.com

_

Caro RADAR, se qualcuno dovesse risponderti che la sua opinione è «diversa», si tratterebbe di un chiaro esempio di Post-Verità. Rispondi pure per conto mio che non si possono avere opinioni in materia, ma esistono solo fatti, carta canta:

https://web.uniroma1.it/fac_smfn/sites/default/files/IlSessismoNellaLinguaItaliana.pdf, (notare l’anno!)

http://www.accademiadellacrusca.it/sites/www.accademiadellacrusca.it/files/page/2013/03/08/2012_linee_guida_per_luso_del_genere_nel_linguaggio_amministrativo.pdf)

 

 

Annunci
Standard