Satira o realtà?

La favola del Re Merdas

Personaggi mitologici e dove trovarli, ma soprattutto come: il tocco che uccide.

Si narra nel mito di un leggendario Re della Frigia chiamato Mida o Midas, che in credito col dio Dioniso per un favore, chiese il dono di poter tramutare tutto ciò che toccasse in oro. Ben presto si accorse che quel dono in verità altro non era che una condanna, dal momento che anche il cibo che toccava tramutandosi in oro, non gli permetteva di nutrirsi e tornando piangente dal dio, quest’ultimo impietosito gli risparmiò questa terribile e paradossale fine.

Oggi, non nell’era Iperborea o all’epoca dei biondi eroi Achei e Troiani, riusciamo a imbatterci in personaggi mitologici anche a Melegnano. Personaggi dai poteri incredibili, inimmaginabili e che sono dei novelli goldfinger come Mida un tempo, oggi abbiamo i re Merdas. La peculiarità, la benedizione che si portano appresso altri non è che riuscire a trasformare tutto ciò che toccano e tutto ciò con cui hanno a che fare in merda, merda di ogni tipo. A differenza del re frigio però che rischiava di morir di fame, questa evoluzione perfezionata gode nella coprofagia, è ghiotta di tutto ciò che tocca e merdifica.

Però ogni benedizione, anche in questo caso, porta sempre un prezzo da pagare. La dipendenza da questo strabiliante potere, porta alla cupidigia. La cupidigia alla bramosia di potere. La bramosia di potere a cercare di smerdazzare il più possibile, crescendo, diventando un ammasso molle e spaventosamente ingordo, talmente grande da non poter più riconoscere la realtà e anche gli amici o gli alleati.

Cosicché, quest’essere mitologico, grazie alla inconformità del suo essere, come argilla, cerca di prendere le forme più convenevoli, ma il puzzo lo tradisce. Egli però, man mano sempre più consapevole di ciò, ma accecato dalla sua avidità compulsiva e dalla sua bulimia merdifera, continua a ingannare strisciando e scaricando ad altri la colpa del suo puzzo per continuare a cercare di toccare, toccare e sopravvivere e merdificare il più possibile, costringendo chi lo ha capito o scoperto a proteggersi dai suoi schizzi, finché un giorno uno sciacquone lo inghiottirà per sempre, liberando la città.

Frederick Rotten, giovedì 29 giugno 2017 ore 17:36

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Il nostro corrispondente politico

Le vite che possiamo salvare con la carta

RADAR_newspaper_xxlMELEGNANO – Due giornali nuovi fanno cucù. Il primo si chiama Melegnano 5 Stelle News e il secondo Newsletter di Pietro Mezzi. Sono politici. Sono «cartacei». Analizziamoli.

TACE GRILLO, CANTA MELEGNANO
Il primo è il giornalino informativo autofinanziato del Movimento 5 Stelle melegnanese. Consiste in quattro pagine, è ai primissimi numeri. Il gruppo di Melegnano ha un’ambizione alta, vuole dimostrare di avere le idee chiare: intende offrire «un contributo di cambiamento al nostro Paese, partendo dal territorio». «Da movimento di sana protesta a movimento di sana proposta» dichiara il giornalino. «Ridare speranza ai cittadini e linfa alle nuove generazioni» aggiunge. Un’agenda di intenzioni non originale ma scandita con chiarezza, corredata da due tentativi di innovazione: 1. la pubblicazione di un’analisi inedita sulla sicurezza, 2. la proposta della Sorveglianza di Quartiere con l’uso di WhatsApp, praticata a Buccinasco da 600 residenti.

Melegnano 5 Stelle aggiorna un blog e diffonde i suoi link via Facebook. Conclusa l’opera di magia nera dell’autore satirico Beppe Grillo, il giornalino Melegnano 5 Stelle News segue la nuova opera di magia bianca del rinato Movimento: la costruttività. La rinascita educata del gruppo M5S non ha aiutato lo spirito comunicativo degli attivisti. La Relazione sulla Sicurezza pubblicata sul blog di Melegnano 5 Stelle è diventata notizia dopo che se n’è accorto lo Staff di RADAR. Peccato. In un momento in cui il Comitato di Quartiere Nord ha presentato il Controllo del Vicinato a Melegnano, e la lista Solidarietà Civica Indipendente ha organizzato un’assemblea pubblica a Cerro al Lambro invitando i responsabili del Controllo del Vicinato, un’inedito di questo tipo non doveva restare in freezer troppo tempo. Andava diffuso spaventosamente.

I VECCHI NON DEVONO RESTARE INDIETRO
Il secondo è il giornalino informativo di Pietro Mezzi, consigliere di maggioranza in Città Metropolitana Milano e consigliere comunale di minoranza a Melegnano. Consiste in due pagine; è stato appena pubblicato il primo numero. Lo scopo del giornalino è spiegato nell’articolo di fondo, dal titolo: Un foglio per informare: dalla carta a Facebook, dai social alla carta. «Non è un ritorno al passato. Scrivere e diffondere un foglio informativo su carta credo sia una forma di riguardo per quella parte di popolazione che ancora non ha dimestichezza con internet e con facebook» scrive il consigliere. «Un ritorno a forme di comunicazione note, che permette di avere (non sempre) il contatto umano che non si realizza nella comunicazione digitale» continua l’autore.

Oggi, se fai comunicazione, differenziare è un obbligo. Usare «blog, facebook, email e fogli di carta» in modo integrato e sistematico permette di avere contenuti da proporre a tutte le fasce di pubblico, senza rinunciare a nessuno. Sul piano statistico, per lo meno. E se Melegnano 5 Stelle trovava «sempre difficile e faticoso dedicare tempo ed energie per un nobile scopo», la Newsletter di Pietro Mezzi sembra saltare queste difficoltà. È una newsletter «pagata dall’autore». Niente da criticare. Criticabile invece il pensiero che l’informazione cartacea «permetta di avere, anche se non sempre, il contatto umano che non si realizza nella comunicazione digitale». Se le due crisi del 2008 e del 2012 hanno portato via 1,2 milioni di lettori ai giornali cartacei, è perché il formato del giornale non realizza più il contatto umano oggi trovato nel digitale: entro il 2018 l’iscrizione ai social è prevista in aumento del 19% e la crescita dei contenuti digitali prevista entro il 2020 porta percentuali a due zeri. Solo l’obiettivo di competere nello stesso mercato del bollettino comunale La Voce del Comune può dare carburante alla voglia di fare, oggi, un informativo cartaceo per le cassette postali. A giudicare dall’aspetto del foglio informativo, è anche un discorso di professionalità. L’informazione del giornale di Mezzi, giornalista iscritto all’Albo, utilizza toni asciutti su contenuti che sono sì editorialistici, ma selezionati e generatori di critiche. L’informazione offerta dalla Voce del Comune, con direttore responsabile un sindaco non iscritto all’Ordine dei Giornalisti, utilizza un tono altisonante su contenuti scarni dal punto di vista competitivo.

RADAR_journal_xxlCOLLOCARSI AL DI SOPRA DELLA CARICA
«Raggiungere quella popolazione che non ha familiarità con internet» è il desiderio di molti rappresentanti politici melegnanesi di opposizione. Un desiderio reso acuto dall’inaccessibilità della stampa locale. Uno dei primi ad averlo dichiarato è Alessandro Lomi insieme a Giuseppe Armundi, membri fondatori della lista civica Insieme Cambiamo che siede in minoranza con una consigliera comunale. Lo stesso per Luigi Martelli, consigliere di minoranza per Destra Civica-LegaNord, seduto in opposizione. Completamente opposto il pensiero del sindaco Vito Bellomo che meditava di mettersi su Facebook già nel 2013. La motivazione di tutte le minoranze è il riguardo nei confronti della popolazione anziana non iscritta alle piattaforme digitali. Invece, la motivazione del sindaco era evidentemente la sazietà nei confronti della stampa quotidiana; con il timore però di usare il social network in prima persona, per non venire distrutto dai cittadini.

Ma chi ha creato queste condizioni se non la stampa locale quotidiana? Le opposizioni manifestano da anni una tremenda difficoltà a rilasciare dichiarazioni al Cittadino e al Melegnanese. Ottenere un virgolettato (cioè una dichiarazione inclusa tra virgolette nell’articolo) su un giornale locale è un’impresa d’élite, una faccenda in salita per le minoranze, se confrontata con l’ovvietà con cui è dato spazio alle comunicazioni del sindaco, degli assessori e della maggioranza consiliare. Comunicazioni che, da sole, compongono grandi articoli di apertura.

In parte la questione è fisiologica. È la regia dell’alternanza politica. Ma in parte è dovuto allo schiacciamento a destra di tutta la stampa locale, uno schiacciamento che non è salutare per l’informazione.

Infatti l’ha stordita. L’informazione non esiste, a Melegnano. Esiste l’improvvisazione. Jazzistica o solo improvvisata? L’improvvisazione ha viziato, con articoli non efficaci, tutti i componenti dell’attuale giunta a cominciare dal sindaco Vito Bellomo e dall’assessore alla comunicazione Fabio Raimondo (il cui regolare silenzio di circostanza si fa collera ogni volta che l’informazione non segue la regia dell’improvvisazione. Vedi la sua querela nei confronti del blog RADAR). Con effetti collaterali: viziando quotidianamente, la stampa locale ha escluso l’Amministrazione Bellomo da una preziosa possibilità di crescere e di elevarsi con la critica. La stampa locale si è collocata al di sopra dell’istituzione e della carica pubblica. Quello che viene proposto a Melegnano non somiglia neanche a consumo di informazione; nessuno farebbe peggio se provasse a scrivere articoli per conto suo, partendo da meno di zero.

Lo Staff, giovedì 31 marzo 2016 ore 8:00 

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Il caso

Commissione d’inchiesta? Complicargli l’esistenza, altro che

Sandro, 23 anni, ha letto che il comune ha approvato una commissione d’inchiesta sulle consulenze dell’ingegnere Bianchi. Sandro ha avuto qualche idea. Le ha proposte a RADAR.

  1. «Condividere le iniziative (interrogazioni consiliari, domande brevi, mozioni, …) con gli altri gruppi consiliari di opposizione. L’iniziativa sarà politicamente più forte e meno eludibile dagli uffici.
  2. «Impegnare il comune con atti amministrativi (es. mozioni) a essere trasparente in futuro sulle consulenze: si può pensare a un bollettino ogni X mesi con relativo curriculum, per esempio. Sono atti che in teoria sono già pubblici, ma questo semplificherebbe la consultazione da parte dei cittadini.
  3. «Fare una battaglia non solo amministrativa ma anche politica. Le opposizioni vogliono fare insieme un’iniziativa in cui si discute degli sprechi, delle arbitrarietà delle consulenze del comune di Melegnano, o vogliono continuare a parlare l’amministrativese? Anche un volantino basterebbe a spiegare a tutti cosa è successo. Mantovani->Bellomo->Bianchi. Semplice, ma se parli ai cittadini di interpellanze nessuno ci capirà nulla».

Punto 4: complicare l’esistenza a questa maggioranza. Angelo Bianchi era indagato e chiamato a presentarsi in giudizio: e la nostra classe dirigente lo lascia entrare nell’appalto comunale del cimitero? Non esiste. È fuori contesto dire – come pronuncia il sindaco – «ok, commissione d’inchiesta, tanto non abbiamo niente da nascondere». Caro Sandro, si diceva che a Melegnano le minoranze dormissero. La maggioranza, quando non è appesa ai fili dei suoi protettori politici, ha sonno più di tutti.

Lo Staff, martedì 27 ottobre 2015 ore 12:12

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Il nostro corrispondente politico

Un Pierconsiglio Comunale

Piano regolatore del traffico, sito web comunale nuovo, un consulente esterno per l’ufficio stampa – pover’uomo, è votato al massacro: è il capretto pasquale di RADAR. – Sono le novità di Forza Italia e di Fratelli d’Italia, che chiudono le operazioni di bilancio. Le minoranze però hanno scaldato i muscoli. Bona lettù.

SALA CONSILIARE – Annuncio del sindaco, consiglio comunale di ieri sera: «Avremo il piano del traffico». «Era ora» ribattono le minoranze. In arrivo una società privata nella palazzina Trombini; e un nuovo sito internet comunale. La riunione tocca temi caldi caldi.

Sicurezza, +1 poliziotto. «Appostiamo un incremento monetario di circa 45mila euro, avremo un agente di polizia e due automobili in più, con una convenzione con il comune di Milano e altri comuni [il comune di Opera, nota di RADAR]» spiega l’assessore Fabio Raimondo, Fratelli d’Italia.
«Non è una novità – ha replicato Pietro Mezzi, Sinistra Ecologia e Libertà. – Negli anni tra il 1999 e il 2001 il comune di Melegnano fece una convenzione con altri comuni, tra cui San Giuliano, per migliorare le forze di sicurezza. A questo risultato, ci arrivate dopo 8 anni dalle elezioni». «Queste variazioni vanno a tutela della sicurezza dei cittadini, per garantire alle forze di polizia di pattugliare – ha ribadito Simone Passerini, Forza Italia, capogruppo di maggioranza. – Andremo avanti nonostante le makumbe di Tizio, Caio e Sempronio, fino alla fine del mandato».

Rabbia per l’ufficio stampa. È Mezzi ad aprire la discussione: «40mila euro stanziati per prendere un consulente esterno, fargli fare propaganda per conto del Sindaco e della Giunta – si rivolge l’ex sindaco all’assessore Raimondo, delegato alla comunicazione. – Lo trovo vergognoso: usare i soldi dei cittadini dopo l’aumento delle tasse e delle tariffe, dopo il taglio ai servizi di trasporto comunale… Non è così che si vincono o si perdono le elezioni».
«La legge italiana consente ai comuni di dotarsi di un ufficio stampa – ha risposto Raimondo. – Gli importi sono minimi. Per il 2015, i 7mila euro stanziati sono stati abbassati a 2mila; per il 2016 ce ne sono 12mila; 6mila per il 2017. È vero, siamo a due anni scarsi dalla fine del mandato, ma, parlando con la gente, vediamo che c’è carenza di informazioni, c’è mancanza di comunicazione politica. Perciò pensiamo a un professionista che gestisca il rapporto tra l’amministrazione e i cittadini. L’appello è a giudicarne l’operato quando sarà attivo. Le cifre sono comunque veramente basse».
«Assessore, lei farà comunicazione con i quattrini pubblici – sottolinea in controreplica Mezzi, – lei ci costa, assessore. Non per l’indennità, legittima, che percepisce. Ma la sua presenza qui ha dei costi superiori a quelli dei suoi colleghi, mi riferisco alla modalità con la quale è stato coinvolto in questa Giunta».
«Non è un problema di comunicazione ma di realizzazione» secondo Dario Ninfo, Partito Democratico. Prova a sottolineare anche Alberto Corbellini, PD: «È uno schiaffo in faccia ai cittadini, e lo ripeteremo sempre. Migliaia di euro per fare cosa? Per stare dietro a Facebook? Vedremo cosa succederà di qui al 2017 sui social network».

Vigilanza del campo da calcio: il vecchio custode del campo comunale ha fatto causa al comune. Dopo dieci anni di contratto, 2003-2013. Solleva la questione Dario Ninfo, PD. Ai consiglieri democrat risulta che le società sportive non siano state neutre in passato in tema di elezioni, con indicazioni su chi votare e come. «Il vecchio vigilante ha percepito una retribuzione di dieci anni, più TFR – risponde il sindaco Bellomo facendo luce; – il custode però non viene scelto perché è un amico del sindaco, caro Ninfo, è indicato su segnalazione delle società sportive che utilizzano l’impianto».
«Su segnalazione delle società? – interviene Corbellini. – Il custode del campo percepisce un’abitazione, attenzione. E vi hanno fatto il nome, e lo avete accettato? E ce lo venite a dire così, candidamente? Mi sarei aspettato di vedere coinvolti i servizi sociali, di vedere una valutazione». «Si tratta di un impianto pubblico. Sono tante le persone in cerca di una casa e di un lavoro oggi. Vogliamo trasparenza» chiude Ninfo.
Critica Luigi Martelli, Destra Civica e LegaNord in Alleanza per Melegnano: «È un modus operandi che mi fa rimanere perplesso».

Spazio Milk sì, Spazio Milk no. Il retroscena è svelato da Tommaso Rossi, Sinistra Ecologia e Libertà. «C’è pressappochismo nel modo in cui AFOL, l’Agenzia per la Formazione e l’Orientamento al Lavoro, ha affrontato la questione dello Spazio Milk. Aggiungo che AFOL usa personale da anni con contratti di lavoro atipici; con cause in tribunale, fatte dai lavoratori stessi contro AFOL e vinte dai lavoratori. L’Agenzia insomma ci ha messo largamente del suo, nello Spazio Milk. Anche l’articolo apparso sul Cittadino, che invitava a inviare il proprio curriculum, non sembra il modo migliore per valorizzare lo Spazio, abituato a procedure di selezione capillare di servizi e di operatori culturali sul territorio. Infine, sullo spazio tata – ha concluso Rossi, – un operatore solo non basta, ne servono almeno due».

Marco Maccari, mercoledì 30 settebre ore 12:53 

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Il dibattito

Liste civiche sfigate

MELEGNANO – «Credo il civismo sia una visione della vita politica alternativa ai sistemi dei partiti, che si propone di mettere insieme persone che vivono una comunità, in relazione a dei valori positivi e condivisi. Vivere il proprio territorio, non avere vincoli di parte o favori da fare e restituire, dovuti a decenni di sistema che sta implodendo per corruzione.
È necessario essere sostenuti e finalmente spinti da tutti coloro che pensano si sia arrivati a un bivio fondamentale. Non basta più parlare e lamentarsi… è necessario metterci la faccia e rimboccarsi le maniche se si vuole davvero cercare di cambiare. Mai dire mai. Mai dire: non si può fare».

Questa lettera è stata inviata ai giornali non molti giorni fa. Non l’abbiamo vista granché, in giro. Nello Staff di RADAR, persino chi di politica non ne vuole sapere parla con curiosità di Insieme Cambiamo, il gruppo civico autore della lettera. I motivi della curiosità sono evidenti: pragmatismo e ironia. Belle idee – il Protocollo contro la corruzione negli appalti edilizi – anche votate all’unanimità. Dal 2012 a oggi sono riusciti a dribblare il triplice trabocchetto che infama (neologismo melegnanese) e decortica le liste civiche, cioè la disorganizzazione, le scarse speranze e la ricca aspettativa di sfiga.

Hanno dichiarato sul blog di lista: «Non abbiamo tempo di fare marketing» (23 luglio 2015). Sennò spaccherebbero il culo, sottinteso. Eppure in tutto il Sud Est Milano, da San Donato a Mediglia, da Cerro a Segrate, è proprio la minuscola lista melegnanese a proporre idee avanti in fatto di marketing e posizionamento. Come si fa a dirlo? Disse il coordinatore Alessandro Lomi (clic all’intervista): «La politica civica è un servizio che la cittadinanza fa a se stessa». Vantaggio competitivo e value proposition innovativi espressi dalle parole di un metalmeccanico con prole.

La politica ha disgustato anche noi. Ieri sera nessuno di RADAR era ad ascoltare il primo consiglio comunale dell’anno. Ma alla notizia di pochi cittadini melegnanesi che si danno da fare senza ricorrere a strutture decadenti, ci viene da sperare. Che la voglia di sorprenderci con nuove idee venga a tanti altri melegnanesi sobri, competenti, ancora nell’ombra, come lo erano i fortunati tizi della lista. Nonostante sia costume di RADAR bruciare i comunicati politici appena letti, stavolta il link alla lettera integrale lo condividiamo senza angoscie (con la i).

Lo Staff, mercoledì 23 settembre 2015 ore 15:00

radarmelegnano@gmail.com

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