Satira o realtà?

Melegnano Notizie VENDESI. E non si scriva camions, ma si scriva: AVTOCARRI

ATTIVO DAL 2012, e si è distinto per accettare qualsiasi cosa, da notizie locali e interventi privati, fino ad ogni forma di pubblicità e alla promozione commerciale degli eventi, ad eccezione del dibattito democratico.

Di idee apertamente di destra, anche estrema, ha mostrato adeguata intolleranza nei confronti di chi non la pensava come gli amministratori. Se ti adegui, bene, se no, fuori dai coglioni. Altro non è dato segnalare sull’attività.

Dove un tempo sorgeva MELEGNANO NOTIZIE. Domani è prevista la piantumazione di un cartello con l’annuncio: VENDESI.

È il gruppo con il maggior numero di iscritti ma nessuno si è mai preso la briga di controllare quanti siano effettivamente di Melegnano, quanti partecipino attivamente alla vita del gruppo e quanti siano gli utenti che sono al corrente di essere iscritti al gruppo. Una bella vetrina, con un grande numero di contatti, inversamente proporzionale al numero delle idee. Però è il più numeroso, e i numeri sui social servono sempre.

Nel tentativo di risollevare le sorti, da qualche mese è stato ingaggiato il miglior utilizzatore di Wikipedia esistente sul mercato, espertissimo nell’attività di “copia–incolla” su temi sconosciuti da gran parte degli utenti e, con buona probabilità, anche da lui. Il gruppo è rimasto tale e quale, nessuno lo considera un granché, in compenso l’admin sta promuovendo costantemente la propria immagine e facendo pubblicità a se stesso con scritti e fotografie. Dopotutto, è l’unica cosa che gli interessa. Ma non si può dire, se no si offende.

#NoiSiamoCaino, giovedì 4 gennaio 2018 ore 13:30

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Il caso

Casa chiusa «Melegnano N.»

«I politici hanno espresso solidarietà agli amministratori per i continui attacchi al gruppo di Melegnano Notizie, è evidente che quando si va bene si comincia a dare fastidio agli altri» (3 febbraio 2015, ore 3.52pm).

Otto anni fa la città conosceva un cambio di passo notevole. I giovani tornavano ad amministrare, il sindaco 37enne – vinta una campagna elettorale con poco favore dei giornalisti – era uno dei nuovi leader di fine anni zero. Comunicativa semplice, carisma, nulle velleità intellettuali. Gli avversari? Critici validi e spietati. La squadra di coetanei? Pronta a sostenerlo.
Oggi quell’Amministrazione, messa alla prova dal medioevo prossimo venuto – con esiti che non sono i blog/giornali a giudicare – ha dovuto navigare o affondare e rivela su quali voti reggesse la sua autorità.
Ladies & gentlemen, diamo il buonasera alla quintessenza del vittimismo, l’anima chiagn’ e fotte che uccide la città e benvenuti nell’era dell’informazione, il 3 febbraio, giorno zero, lo staff di RADAR ha denunciato chiaro il comportamento razzista e i contenuti discriminanti di un numero di internauti di partito, elettori dell’Amministrazione comunale nelle file di Fratelli d’Italia e Forza Italia: «Solidarietà per i continui attacchi» dite, politici? Detto davvero? Avete detto loro anche «state andando bene»?

Melegnano Social, villaggio discriminazione?
Ma perché. Melegnano Notizie a noi piaceva. Era come una cantante di porto: schietta con tutti specie nei suoi obiettivi. Quei messaggi che fiorivano al momento giusto? Delizia. Pescando tra i post a contenuto sensibile dell’ultimo mese, è un «E gli zingari fuori dalle palle!!!» ad accoglierti il 26 gennaio 2015, ore 14.42. Parola del Signore. Sui contenuti sensibili – etnia, razza, sesso, religione, opinione politica; e gli Amministratori cittadini sono avvocati – il legislatore italiano è esplicito e le netiquettes seguono norme espresse: ma per certi vostri elettori il problema sei tu. «Certi italiani che purtroppo hanno questa nazionalità che credono di essere aperti mentalmente invece è meglio si facciano curare» (18 gennaio ore 00.56). Che strano: qualche tardone che non ha mai fatto testo lo chiama Stato di Diritto. E so’ ragazzi. Sì, di quelli che negli anni Sessanta avrebbe abbracciato il Viet Nam.
Dopo l’etnia, religione. Al di là di indire un sondaggio che cattura tra l’1% e l’1,9% dei consensi della popolazione cittadina reale, si pesca: «Qui NON siamo noi che dobbiamo stare alle loro menate mentali, perché al contrario se vai al loro paese bisogna rispettare la loro di cultura (io la chiamo menate mentali). Pur non essendo praticante, è un discorso di PRINCIPIO» (18 gennaio ore 00.36). È un non praticante di cultura, cercava di dire.
Luogo di culto islamico in città? Stralci dal dibattito: «Inizia a trovare una dozzina di maiali, di quelli belli grossi… potrebbero servire!», il 14 gennaio alle ore 21.03. «Esiste l’opzione costruiamola con pelle e ossa di maiale?», 15 gennaio alle 23.18. «Invece della moschea costruiamo un forno crematorio per bruciarli», 15 gennaio alle ore 7.37. «Facciamogli costruire ’sta moschea, ho un paio di amici che hanno i maiali, glieli libero dentro», 15 gennaio alle ore 14.16.
Ovvio, battute. Questa invece suona seria: «Speriamo che l’unica cosa buona che ha fatto il sindaco la porti avanti questa decisione» (14 gennaio alle ore 21.29). «FORZA VITO SIAMO CON TE, NON MOLLARE!!!!!» (14 gennaio alle ore 23.56). Se l’ha detto lui.
In dialetto il diritto lo aggiri: «Ciapai a pesade nel cu’ mentre ien in genog a prega chel mao mao» (14 gennaio alle ore 23.30).
Sondaggio d’opinione e qualche fesso dice sì alla moschea: «Se clicchi su i tre che hanno votato vedi i loro volti», 14 gennaio alle ore 23.31. Discriminazione sessista? «Viste, ma le due donne perché non hanno messo il burka o il velo?», 14 gennaio alle ore 23.33. Violenza verbale come metro di confronto? «Invece io faccio prima e glielo ributto in pancia in modo che chi sputa poi gli ritorna!», 15 gennaio alle ore 23.45. Ma sei un grande! Discriminazione politica? «Daje sotto! È un grillino, niente di buono può portare» (16 gennaio alle ore 0.18). Grillo, male accetto sotto il Duce.
Vilipendio al Capo dello Stato? «Così come il prossimo presidente della repubblica sarà deciso da loro, un altro vecchio da mantenere a 10mila euro al mese di sinistra» (18 gennaio ore 00.59). «È vero ci ritroveremo un altro rimbambito» (18 gennaio ore 1.34).
Se ci credi, puoi e gli effetti sono misurabili: «Credo anche la maggioranza (anzi ne sono più che sicuro) la pensiamo così» (15 gennaio alle ore 14.02). «Sono loro che negano l’evidenza, non penso di essere io il disinformato che guardo il Tg5 o Matrix, o leggo “Il Cittadino” o “Il Giorno” o addirittura il Corriere della Sera» (15 gennaio alle ore 15.27).

2014, +25% di discriminazioni e il pretesto della crisi (clic all’articolo)
Sindaco Bellomo e Assessore Raimondo, è lo hate speech online. Il 71% delle comunicazioni discriminatorie di natura etnica e razziale transita sui social – contro il 19% dei giornali, dati 2012 – e in una realtà in cui la comunicazione è tutto, e in cui l’informazione quotidiana viaggia sulle piattaforme web, il nostro stile di vita cittadino non vuole essere definito dagli insulti razzisti scritti sui social gestiti dai vostri colleghi di partito: assessore e sindaco, dire zingarate contro ’i zingari, ca* neri agli africani, scimitarre sugli islamici, ma è libertà d’espressione, secondo voi?!
Quanta tolleranza per l’intolleranza. C’è un protocollo europeo sul cybercrime (2011): e vi vota chi discrimina, fa apologia di violenza, di fascismo, di reato? «RADAR sostiene Charlie Hebdo che disegna i trenini tra Padre Figlio Spirito Santo, pubblica le foto di MEA, e fa la critica a me sui contenuti sensibili?» (ribattono i vostri attivisti). Certo; prerogativa dei più sexy. Ma non saremo noi a gridare «giornalismo, sola igiene del mondo». In città ragionano che «a chi è in Comune conviene che CI SIA gente così. Fanno proseliti». La cancellazione da quel gruppo che lega il nome della nostra città a discriminazioni antecedenti lo Stato di Diritto è un bene, ha ottenuto consensi al blog e ha tolto al nostro staff un peso di cui si voleva liberare. Decine di utenti come noi – che non fanno politica ma hanno una professione – salvano e custodiscono commenti e dichiarazioni letti nei gruppi. È il destino dei social. Specie quelli chiusi: non hanno da temere nulla, hanno solo da sperare (che non entri mai la Polizia postale).

State tosti,

Lo staff

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Fate un viaggio in UNAR, Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, aficionados.

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