MELEGNANO CITTÀ DI PRODOTTI E DI COMMERCIO

Castello Mediceo: ragazzi neri, alti come la morte, con la merda in mano pronta per i tuoi figli

PERCHÉ, PER UN NIGERIANO, 250 euro al mese sono un buono stipendio? «Questi sono tutti rifugiati» dite voi, «gente che trova vitto e alloggio pagati. A fine mese hanno raccolto 250€, dei quali 150 li mandano alla famiglia al loro paese, e sono contenti. Questi nemmeno sono di qui. Perché si sono spartiti le zone e, tutte le mattine, arrivano coi mezzi, ovviamente senza pagare i biglietti?».
Forse vi concentrate solo sui ragazzi che fanno l’elemosina ovunque nel sud est Milano; solo sui ragazzi che stendono i loro oggetti sulla strada al mercato di Melegnano; e perdete di vista il Castello Mediceo. I Giardini Medicei sono la piazza ufficiale dello spaccio d’eroina. Il via vai è giornaliero: ragazzi neri, alti come la morte, con la merda in mano pronta per i vostri figli.

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Al parco del Castello gli stipendi volano. Quei ragazzi vestono firmato. Usano uno smartphone di ultima generazione. Hanno occupato — non solo gli spacciatori ma pure gli elemosinieri — un mercato del lavoro che era inflazionato per gli italiani. Posti liberi. Sì, chiedere delle monete è un lavoro; come smerciare droga è un lavoro; il primo dà fastidio, il secondo produce morte; poi ci sono i venditori ambulanti di ortaggi, altra categoria, anche loro trafficanti, seppure di cibo. Non si capisce se siano organizzati o autonomi. Nel complesso una bella squadra, circa 30 uomini che hanno trovato opportunità di lavoro per sostenersi in Italia e aiutare le famiglie all’estero. Un giorno torneranno al loro paese, fieri dei loro sacrifici, potranno diventare «importanti». Diventeranno «uomini».

Un commento postato nel gruppo locale La Voce di Melegnano — ennesimo gruppo web di copiaincolla — se la prende con «accattoni davanti a negozi e supermercati». «È tanta la gente che si lamenta» sostiene il commentatore. Ma secondo le statistiche «aumentano in Italia gli ingressi di immigrati regolari»; la delinquenza immigrata «non ha nulla di abnorme»; la criminalità degli immigrati è diminuita rispetto alla loro presenza in Italia, perciò «non c’è diretta correlazione» tra immigrazione e crimine. Agli italiani curiosi, che domandano perché ci sono tanti ragazzi in giro a chiedere l’elemosina, per altro azione non perseguita dalla legge: vai a occupare tu, italiano, per un giorno, le loro postazioni. Vai a fare tu lo spacciatore di eroina. Chiedi l’elemosina, con tanto di finto permesso da parte del comune, per fare un esperimento sociale.
Chi punta gli occhi solo sul problema e chi va a conoscere il motivo che lo causa? Forse, iniziare a informarsi su questi fenomeni, come sul fenomeno dell’immigrazione, può farci crescere meno ignoranti, e più consapevoli della realtà in cui viviamo; che viene governata sulla nostra pelle, senza il nostro consenso, con il nostro finto permesso.

Lo Staff, ore 15:20
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Cronaca

Melegnano e San Giuliano, salto a 5Stelle. E alla Lega torna duro

SUD EST MILANO — Elezioni regionali, salto in alto dei 5Stelle e chiamata leghista alle armi. Lungo la via Emilia non è più aria per la vecchia politica né per l’establishment: San Giuliano costruisce identità politica con Di Maio e soci, Melegnano si tiene su un piede lumbard e un piede democratico.

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Melodie Mousavi Nameghi, 29 anni, militante del movimento Femen in un seggio italiano durante la contestazione nei confronti di Silvio Berlusconi, al quale ha mostrato il seno con la scritta: «Berlusconi sei scaduto». L’immagine è uno dei simboli di queste elezioni 2018, durissime nei confronti della vecchia partitocrazia italiana.

Nella cittadina sul Lambro il candidato Attilio Fontana ottiene il 46% delle preferenze, pari a 4058 voti. Giorgio Gori è secondo con il 37%, sono 3279 voti.
Primo partito melegnanese è il Partito Democratico, 1929 voti (21.98%). Segue immediatamente Lega Nord con 1817 voti (20.71%). Terzo il Movimento 5 Stelle con 1630 voti (18.58%).

Nei 36 seggi sangiulianesi la coalizione di Fontana ottiene il 43% delle preferenze con 7834 voti. La coalizione di Gori ottiene il 25% con 4662 voti.
Ma è il Movimento 5 Stelle il primo partito sangiulianese. Concorrendo da solo e senza coalizioni raccoglie il 26% delle preferenze con 4747 voti.

Votazioni regionali 2018 a San Giuliano Milanese
Votazioni regionali 2018 a Melegnano

Martedì 6 marzo 2018 ore 9:36
mamacra@gmil.com

 

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Eventi

Festa al quartiere Serenella per celebrare tutti i migranti di San Giuliano Milanese

«Nell’intensificarsi delle violenze di matrice neofascista nel nostro Paese, di fronte ai leader politici che incitano alla xenofobia e al razzismo, dopo le importanti manifestazioni antifasciste e antirazziste che si sono svolte in tutta Italia concluse con la manifestazione nazionale di Roma di sabato 24 Febbraio, anche l’associazione nazionale partigiani italiani di San Giuliano Milanese invita a una giornata di festa e di grande mobilitazione pacifista, antifascista e antirazzista in città per giovedì 1°Marzo dalle 18 alle 22 aperta a tutta la cittadinanza, a tutte le associazioni di cittadini stranieri, alle insegnanti e agli insegnanti, alle scolaresche, ad antifasciste e antifascisti tutti, alle forze politiche democratiche che si riconoscono nei principi fondanti della Costituzione, dell’Uguaglianza, della Fratellanza, della Libertà, dell’Antifascismo e dell’Antirazzismo.

«Un giorno di festa nella quale il popolo sangiulianese rimetterà al centro la solidarietà tra gli esseri umani e la difesa della memoria di coloro, anche i nostri partigiani locali, che hanno lottato per donarci la libertà. L’iniziativa si terrà nel quartiere di Serenella in piazza Alfieri, simbolo dell’arrivo dei migranti dal meridione negli anni ’50 e ’60 e che seppero trasformare la nostra città aprendola alla reciproca contaminazione sociale e culturale, simbolo oggi della presenza massiccia di migranti del secondo millennio e dove la follia leghista e fascista cerca di insinuare il suo germe velenoso con iniziative di politiche divisive, che contrappongono i cittadini tra loro e istigano alla violenza.

«Viva San Giuliano liberata. Invitiamo alla massima partecipazione nonostante il freddo previsto nei prossimi giorni per un’iniziativa unitaria la cui portata simbolica non si vedeva sul territorio sangiulianese da circa 30 anni».

Associazione nazionale partigiani italiani, sezioni di San Giuliano Milanese, mercoledì 28 febbraio 2018 ore 6:30
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Antisocial Media, Comunità Virtuale & Comunità Tribale

«SAN GIULIANO ONLINE FREE? Gruppo a uso, consumo e tornaconto di chi lo gestisce»

tenorMELEGNANO/SAN GIULIANO MILANESE — Andrea è admin e ha letto RADAR: «Il punto che dovreste toccare è un altro. Parlate di onestà intellettuale piuttosto, e dell’esproprio del senso delle parole, che sfocia nell’inganno.

Certi gruppi si mascherano (e possono farlo) dietro nomi fuorvianti; fingono di fare un servizio alla comunità e invece usano i social a scopi personali, come grimaldelli politici.

Questi articoli sono sicuramente simpatici, ma tendono più che altro a due cose: uno, a radicalizzare le posizioni già esistenti. Due, a legittimare certi gruppi come se fossero un punto di riferimento ufficiale del paese in questione.

Se esistono i Bellesi News, gli Almirantino News, “smascherateli” per quello che sono: pagine a uso e consumo di chi le gestisce; chi più, chi meno, per fare da influencer per piccolo o grande tornaconto, che sia ego, patrocini o consenso politico.

P.S. Ci sono anche pagine che dovrebbero chiamarsi “Fratelli d’Italia Notizie”, nate sulle ceneri di una pagina politica preesistente. Gruppi gestiti da partiti che si mascherano… è tutto un carnevale».

Messaggio firmato, venerdì 19 gennaio 2018 ore 6:00
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Cronaca, Poteri e popoli

Marchitelli, Potere al Popolo: «Lo sanno tutti, il vero capo è Vito»

SAN GIULIANO MILANESE — L’attivista Gino Marchitelli coglie il senso della polemica di RADAR, diretta contro i formalismi dell’amministrazione comunale in fatto di sicurezza. «L’attuale amministrazione blaterava di scarsa sicurezza e di incapacità amministrativa di chi c’era prima» critica Marchitelli, «ora è nel pantano della propria incapacità sul tema della sicurezza e dell’amministrare. Tutto vero. A fare i bla bla pre-elettorali sono stati bravi, a mettere le mani nel fango poi ci si sporca. Il sindaco Segala è un bravo ragazzo circondato da incapaci inconsistenti e lo vedremo nel tempo. I conti alla fine tornano e se gli alleati sono uomini preistorici di scarsa veduta te ne accorgi. Nemmeno a fare i bandi son buoni».

Marchitelli sostiene Sinistra per la Lombardia, espressione locale del nuovo movimento sociale e politico Potere al Popolo. «Il comune si regge e non va in crisi» chiarisce «solo perché la presidente Gina Greco, ex sindaca PDS, ha sbagliato sostenendo la destra, ed ecco il risultato. Chissà che abboccando a Mdp – così gettonati – non cambi qualcosa. Quando si vuole amministrare una città bisogna esserne capaci, e non blaterare; poi lo sanno tutti che il vero capo di San Giuliano è Vito…».

Riferimento a Vito Nicolai, assessore ai servizi sociali. A differenza dei colleghi, il nome dell’assessore non risulta iscritto a un social network.

Marco Maccari, giovedì 18 gennaio 2018 ore 9:00
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Antisocial Media, Comunità Virtuale & Comunità Tribale

Clüb Privé Almirantino: la garanzia di San Giuliano Milanese

L’ASSESSORE–ADMIN DI FRATELLI D’ITALIA, Daniele Almirantino Castelgrande, ha letto RADAR. «Apprendo, leggendo in rete, che qualcuno ha deciso di prendersela con il gruppo SAN GIULIANO ONLINE FREE, denigrandolo» inizia l’assessore.

Parla dell’inchiesta ninfetta I servizi segreti di San Giuliano. «Probabilmente il risentimento di non farne più parte – dal gruppo vengono escluse le persone che in diversi modi non rispettano questo luogo – ha suggerito uno scritto sciocco e inutile».

Il vero pubblico di SAN GIULIANO ONLINE FREE: giovanissimo, femminile, divertito degli errori grammaticali. Lo stesso pubblico di RADAR

«Persone escluse»? Fico. L’utenza infatti parla di un calo di 2000 iscritti da quando lui è assessore, da quando Segala è sindaco.

«Ho fondato questo gruppo come diretta conseguenza del mio impegno civile e politico tanti anni fa ormai. Tutti i sangiulianesi che mi conoscono possono testimoniare il dialogo che ho senza pregiudizi con tutti.

Oratoria estrema ed estrema destra. Scafatevi, Readers.

«La mia veemenza politica non intacca né i rapporti personali e sociali con amici e cittadini». San Giuliano la sua veemenza sembra conoscerla, meno male che non ha intaccato niente a nessuno. «Né viene usata per pilotare alcunché nel gruppo.
Il gruppo è aperto, ma rimane un salotto privato: proprio questo essere “casa mia” è la garanzia che riserverò il miglior spazio per ciascuno di voi. Non aggiungerò altro».

Fig. 112. Con questo gesto, l’oratore sta dicendo: «Va bene»

L’assessore & admin è univoco, categorico e assoluto: la sua persona è «garanzia» e al tempo stesso «diretta conseguenza» di «uno spazio migliore», casa sua è «il salotto» della San Giuliano online e non aggiungerà altro. Lo aggiunge l’admin Giorgio Sterrantino con una commovente arringa: «Democratici che vorrebbero insegnarvi la democrazia imponendo il loro pensiero. Pensano che tutti voi siate una manica di ignoranti indegni, che – ora che ne sono fuori, da questo buco di culo di gruppo come lo chiamano – meritate di rimanere qui dove una mano segreta decide cosa si possa dire e cosa no.
Queste persone non vi rispettano ma vi disprezzano perché non coniugate i verbi come loro, non conoscete i classici greci e – orrore – avete la sfrontatezza di volere dire la vostra, vorrebbero tapparvi la bocca perché non siete degni. Sì, per loro voi siete degli straccioni analfabeti.
Nudi su un’isola selvaggia, quanto sopravviverebbero e quanto avrebbero bisogno dell’aiuto di questa massa di umili sangiulianesi che ora disprezzano? Grazie Daniele per questa ospitalità.
Anche se non è un posto democratico, ma d’altronde nemmeno la velocità della luce si decide per alzata di mano».

Fig. 185. Con questo gesto l’oratore ha evocato il simbolo della corona e l’autorità superiore

Ora è confermato: il gruppo dell’assessore Castelgrande divide artificialmente gli utenti in due classi (democratici e antidemocratici) e li mette gli uni contro gli altri.

Due domande:

  1. Ma perché Segala e Castelgrande hanno bisogno di un gruppo antidemocratico, in un comune democratico?
  2. Serve un calo di altri 2000 iscritti?

Lo Staff, mercoledì 17 gennaio 2018 ore 11:37 
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L'inchiesta ninfetta

I servizi segreti di San Giuliano 

«QUESTO GRUPPO NON È CASA TUA. Qui comandiamo noi.

Se ti ostinerai a scrivere contro il volere di noi emissari dell’élite verrai bloccato o rimosso dalla città–stato online di San Giuliano Milanese.

Partiamo dal principio che tu, qui, nasci come un essere di fango e pietra e tu, qui, sei un miserabile che pensa a sproposito, scrive a sproposito e commenta fuori tema. Sei un intruso nell’occhio degli dèi.

Perciò zitto e fa’ il tuo lavoro di pietra e ringrazia gli dèi se trovi pane in mezzo ai denti. Clicca, ubbidisci e non costringerci a finirti».

L’originale sumero delle leggi appena citate

È una storia che inizia a San Giuliano Milanese, città nell’area della bella Milano, è l’Anno di Cristo 2018 e tu hai appena inviato la tua richiesta di iscrizione al gruppo SAN GIULIANO MILANESE ONLINE FREE. Ti arriva notifica di iscrizione. Ti senti bene, hai visto che è una Social Street, sai che esperti e illuminati come Marc Augé e Stefano Zamagni sono sostenitori dell’esperimento delle Social Streets e non vedi l’ora di fare «buon vicinato». Vivi una vita nera al riparo dei tuoi pochi metri quadri, non vedi l’ora di passare «dal virtuale al reale fino al virtuoso», come promuovono le Social Streets. Lavori, ascolti musica, leggi bei libri, ti informi, se puoi due passi all’aperto te li fai: non vedi l’ora di iniziare a «fare inclusione» grazie allo strumento di una Social Street, proprio qui, nel tuo ruvido quartiere, nella demoniaca Sangiu. Tu e i tuoi nuovi amici online cambierete questo piccolo mondo. Passo a passo. Hai appunto due dritte sul parco davanti casa. Per l’occasione sfoderi un bel disco di Tupac e fai partire Changes. Clic. E sei nel gruppo.

Tu credevi di iscriverti a una Social Street e invece sei nella caciara. Ti appare un post pinnato in cui, tra le righe, si materializza un sorriso cialtrone da dittatura socialista reale. Nei post, orde di fulminati senza impronta di una grammatica elementare — non dobbiamo essere tutti premi Strega, ma scrivere con decoro in italiano sì, per rispetto di chi legge, per gli dèi e per le dee! — troll con lingue di pietra che sbraitano in dialettese, scoppiati con un picprofile che non accetta diritti né doveri per nessuna creatura, vagonate di politicizzati di estrema mano. Cerchi le informazioni — è lo spazio in cui di solito si trovano stracci di regolamenti — e ti viene confermato che «non sei su suolo democratico», esattamente come «tu non sei democratico a casa tua» e come non è democratico in chiesa, al bar, in polizia, nelle prigioni del sindaco — ti volti verso lo stereo, glielo leggi ad alta voce a Tupac e lui un altro po’ sbratta al microfono; gli fai: Tupa’, ma che è? casa mia è aperta a tutti, io credo nelle regole, faccio democrazia nel mio piccolo e questi mi dicono che casa mia nun è democratiga, mo’ nemmanco il cinema è democratigo — è inutile, ti è ribadito che, sempre tra denti sornioni, no, tu non sei democratico, tu fai in realtà come cacchio ti pare e così perciò facciamo noi qui. Poi, sempre lodati i nomi di Allah Onnipossente che c’ha dato i Social Stritt. 

Nel caso non ti fossero chiare quelle leggi

Scorri i post e un trip onnipotente ha inizio. Ti appare un pugile famoso coperto di sangue e ti fa: «Ehi. Cercavi il cesso? Ci sei in mezzo». Stalin, colossale, due baffoni rupestri, trasmesso su mille televisori alza l’indice, te lo punta addosso — ti ritrovi sul marciapiede e: «A bello. Credevi d’esse in democrazia?» ti urla un’invasata per strada, conciata come Lady Gaga. I vagoncini della nettezza urbana sgommano sull’asfalto ma invece di raccogliere monnezza caricano barboni e li termovalorizzano sul momento — improvvisamente dalle crepe nel cemento sorge il nuovo centro sociale neonazista e antiparlamentare: DISTOPIA/IDIOPIA.

Almeno ha un’utilità pratica, il gruppo? Esempio: leggere notizie locali senza filtri, prima di saperle dai giornali? Inciampi in un post del 31 dicembre:

31 dicembre 2017 alle ore 11:36
Viboldone un morto ammazzato.

Apri Google News. Verifichi: il Corriere della Sera «sospetta un omicidio» (milano.corriere.it, 31 dicembre 2017 ore 11:23), «non si trova il coltello che ha ucciso», «a Lodi è aperta un’inchiesta per omicidio volontario» (sempre il Corriere, 2 gennaio ore 7:59). Anche ANSA dichiara che «i carabinieri di Milano indagano per omicidio» (31 dicembre, ore 19:41). Come reagiscono gli amministratori del gruppo? «Ok ma non si parla di omicidio. Ferite sospette» (un admin, 31 dicembre). «Omicidio» è una parola onnipresente ma non va pronunciata nella San Giuliano online: «Conosco invece degli sbandati che se tu li vedi sono pieni di graffi ferite e croste poi magari hanno problemi tossicologici di dipendenza o circolatori» (come sopra). Chiaro: se uno viene «trovato sgozzato» è colpa sua. «Conosco gente che gira con i coltelli nella schiena, dicono che faccia male solo quando si ride» cerca di replicare un utente. Ma ecco il sindaco Marco Segala: «Buongiorno. La scientifica, i carabinieri e la polizia locale sono sul posto. Non si sa se si tratta di omicidio o suicidio. Le forze dell’ordine stanno indagando». «Omicidio» è una parola che non va detta nemmeno nella San Giuliano reale.

Lanterna adatta a scrutare il senso delle parole «non si sa se è omicidio o suicidio».

Aspetti qualche giorno. 12 gennaio: finalmente un post sul parco di via Campoverde davanti casa. I padroni di cani non rispettano le leggi, non raccolgono le deiezioni e i bambini sprofondano nel letame: «Qui nessuno prende provvedimenti» (12 gennaio 2018 ore 22:42), «la bambina si è messa a piangere perché, neanche il tempo di entrare, e siamo dovuti andare via». Ti prepari a commentare: ma leggi solo messaggi inferociti; un commento se la prende «con i tedeschi e non solo loro»… È subito guerra tra poveri ed esseri di fango. Ti chiedi: perché l’amministrazione comunale, un assessore, qualcuno del pubblico ufficio, non commentano per annunciare che la segnalazione è stata notata? che sarà preso un provvedimento?

14 gennaio. Furti negli appartamenti in via Campoverde. A San Giuliano i ladri «entrano dai balconi», «spaccano le tapparelle», riescono a «sciogliere con la fiamma ossidrica» le inferriate; a San Donato Milanese e a Melegnano non è diverso; tutti gli esseri di fango sporgono regolare denuncia ma sanno che le denunce restano in fondo al computer; il post riceve 30 commenti di risentite creature di pietra; perché non interviene l’assessore o il dio alla sicurezza con un commento, una replica, una risata di maledizione? Interviene invece il sindaco Marco Segala: «Il tema è complesso, riveste diversi soggetti istituzionali. Amministrazione Locale e Governo». Insomma, non è solo colpa mia. «In campagna elettorale abbiamo puntato molto sulla sicurezza e molto abbiamo fatto. A costo di essere noioso, provo a fare il punto» e il punto infatti è lungo, propagandistico. «Ricordatevi il 4 marzo chi ha deciso di non incarcerare per reati fino a 3 anni. Perché vi lamentate ogni volta votate PD» aggiunge un admin. Sempre colpa degli altri.

Gesta social dell’amministrazione Segala

Chi amministra il gruppo? Nell’elenco, il primo amministratore è un profilo fake, «Indomabili Milano», dotato della bellezza di 11 amici — profilo fake sta per falso dio, nella città–stato di San Giuliano. — Amministra il gruppo anche Daniele Castelgrande, assessore alla sicurezza di San Giuliano. Dirigi la sicurezza in un comune e Facebook, ogni giorno, ti ricorda la scarsa sicurezza che c’è dalle tue parti. È un voto quotidiano di sfiducia, no? «Giudicateci nel 2021, a fine mandato, se no è come chiedere a un professore di valutare un compito in classe prima di averlo corretto» rammenta il sindaco, sempre il sindaco, mai che si faccia vivo l’assessore incaricato; vale a dire Castelgrande, uomo di Fratelli d’Italia; stesso admin che, nel 2015, proponeva di rimuovere dal gruppo gli utenti al primo insulto (12/5/2015). Quali tipi di insulto? Non gli insulti come «negro», «frocio», «finocchio» — termini assolutamente in linea con il linguaggio inclusivo di una Social Street — che vanno benissimo: «È italiano, non facciamo i puritani ipocriti altrimenti torniamo nel medioevo e mettiamo i veli alle statue greche col “cazzo” di fuori» dichiarano gli admin con gran divertimento degli utenti. Come se fossero stati veli e non foglie di fico; come se fosse il Medioevo, non il Seicento. Come se non esistessero vulve greche.
NB. Nel 2015 Marco Segala non intervenne perché era un utente sconosciuto. Rischiava di venire rimosso.

L’admin/assessore Castelgrande interviene il 12 gennaio dell’anno di grazia 2018 per ricordare quant’è complicato amministrare la vastità del territorio di sua competenza. Spuntano lamentele sui vigili. Castelgrande: «Ragazzi, purtroppo abbiamo 84 km di strade», una giungla più indomabile dell’Amazzonia, «purtroppo i numeri delle risorse sono quelle, se ci aiutasse anche Prefettura e Ministero non sarebbe male». I numeri sono quelle, Prefettura e Ministero aiuta; tu leggi e ti convinci che la rivendicazione adatta ai nostri anni è: l’Italiano agli Italiani.

Sembrano tavole da surf. Sono tavole di buon italiano

Mah, ti dici. Non sono democratici. Non vogliono sentire parole come «omicidio» però scrivono «negro, frocio, finocchio»… Se avevi voglia di partecipare, il gruppo te la smorza così:

1) impone uno spazio che vive di regole anti-democratiche,

2) il diretto responsabile alla sicurezza non interviene — in compenso si fanno spesso vivi il sindaco e gente che fa l’admin su Facebook,

3) i problemi locali devono risolverli «il Governo», «la Prefettura e il Ministero».

Oggi il social network si impone come una delle principali sovrastrutture sociali. Ciò che avviene in una sovrastruttura piove facilmente nella struttura reale e può contribuire a determinare la vita di una località. Non puoi dirigere la storia del tuo territorio, dai social. Ma puoi provare a mantenere un consenso. Un social crea comunità. C’era un gruppo nella vicina Melegnano, amministrato da militanti di destra e di estrema destra che drogavano le conversazioni politicizzandole; creavano una comunità che permetteva a chiunque di inveire contro «negri, froci, finocchi», rimuovevano dal gruppo chi non la pensava come l’estrema destra, chi criticava l’estrema destra e chi proponeva alternative all’estrema destra. Per fortuna, l’amministrazione virtuale di SAN GIULIANO ONLINE FREE è diversa. Tutt’altra cosa. Nessuno degli admin è impastato con l’amministrazione comunale. Il gruppo non ha niente a che fare con la propaganda o con il controllo di contenuti e di conversazioni visibili da 5899 iscritti. Che sarebbero pochi, per San Giuliano, quanto basta però a imporre una maggioranza di controllori.

Segala, Castelgrande e altri dei sangiulianesi. In testa, Nicolai

Ma chi sono i controllori, chi sono i controllati nel gruppo sangiulianese? Se i ruoli tendono a coincidere allora abbiamo un problema. Tu intanto, che hai appena effettuato l’iscrizione, hai già deciso di tenerti alla larga. Certi gruppi sono come «degli sbandati che se tu li vedi somigliano a certi fuorusciti cacciati dai servizi segreti. Poi magari hanno problemi tossicologici di dipendenza o circolatori».
Annulleresti pure l’iscrizione.
Ma, se lo fai, chi vince? l’anti–democrazia?

Lo Staff, lunedì 15 gennaio 2018 ore 23:26 
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