Cronaca

Montorfano e Carmine, frecce pazze «da una vita»

VIA EMILIA, VIA MONTORFANO – Nuova segnalazione da un cittadino: ci racconta le difficoltà nella circolazione riscontrate usando i cartelli e le segnalazioni stradali.

Siamo presso il semaforo sull’Emilia, trafficato da migliaia di veicoli al giorno. Questo è uno dei quartieri melegnanesi maggiormente popolati da criticità urbanistiche, ambientali e sociali.

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«Uscita da via Montorfano, il cartello con la freccia blu è girato da una vita».

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«Dovrebbe essere visibile accanto all’altro indicante il divieto di transito invece è rivolto verso i pedoni che attraversano. Così è fuorviante. Sullo sfondo, la palina con senso unico e indicazione per la Cascina Cappuccina è anch’essa storta».

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Caduto il segnalatore di direzione per la Cappuccina.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Venerdì 30 gennaio 2015, ore 11:13

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Cronaca

«Vai, vai»: lei è in macchina, il ladro è in maschera (e col coltello sono in tre)

VIA PARRI – Agguato e rapina a San Donato Milanese venerdì sera alle 22.30, giù dal cavalcavia di via Parri: dove L., quarentenne con marito e figli a casa, era alla guida della sua auto, sola, ferma al semaforo rosso. «Salta su questo qui – racconta L. – Mi è salito dietro in macchina, con un coltello in mano. Mi fa: vai, vai».

Magrolino, non tanto alto, incappucciato e con la maschera bianca: «Doveva essere solo un ragazzo – descrive L. – Avevo il cuore in gola ma in quel momento ero pacata, tranquilla. Gli ho detto: guarda, io ho due figli. Prendi quello che vuoi ma lasciami andare».

«Continuava a insistere; gli ho detto: aspetta che riparto. Mi dice: Vai, vai, gira. C’erano due ragazzini, saranno stati quindicenni, attraversavano le strisce. Ho iniziato a gridare chiedendo aiuto, dicendo che c’era in macchina uno sconosciuto con un coltello. I ragazzini forse si saranno spaventati più di me; fatto sta che il ragazzo a quel punto è sceso dalla macchina e ha scavalcato verso il campo sportivo».

Le ha rubato la borsa. Dentro c’era qualche decina di euro insieme a oggetti personali di grande valore affettivo. «Non li riavrò mai più» è la sua conclusione. La denuncia è stata regolarmente sporta ai carabinieri, presso i quali L. si è presentata la sera stessa di venerdì. «Ma non è tanto la borsa, è il modo di fare. Ora però se entro in macchina mi guardo sempre dietro nello specchietto, sono piena di fisime. Ho letto che è successo a Borgolombardo e sull’Emilia; cosa dobbiamo fare? A San Donato e a San Giuliano non abbiamo più una vita».

Marco Maccari

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