Cronaca, Poteri e popoli

Marchitelli, Potere al Popolo: «Lo sanno tutti, il vero capo è Vito»

SAN GIULIANO MILANESE — L’attivista Gino Marchitelli coglie il senso della polemica di RADAR, diretta contro i formalismi dell’amministrazione comunale in fatto di sicurezza. «L’attuale amministrazione blaterava di scarsa sicurezza e di incapacità amministrativa di chi c’era prima» critica Marchitelli, «ora è nel pantano della propria incapacità sul tema della sicurezza e dell’amministrare. Tutto vero. A fare i bla bla pre-elettorali sono stati bravi, a mettere le mani nel fango poi ci si sporca. Il sindaco Segala è un bravo ragazzo circondato da incapaci inconsistenti e lo vedremo nel tempo. I conti alla fine tornano e se gli alleati sono uomini preistorici di scarsa veduta te ne accorgi. Nemmeno a fare i bandi son buoni».

Marchitelli sostiene Sinistra per la Lombardia, espressione locale del nuovo movimento sociale e politico Potere al Popolo. «Il comune si regge e non va in crisi» chiarisce «solo perché la presidente Gina Greco, ex sindaca PDS, ha sbagliato sostenendo la destra, ed ecco il risultato. Chissà che abboccando a Mdp – così gettonati – non cambi qualcosa. Quando si vuole amministrare una città bisogna esserne capaci, e non blaterare; poi lo sanno tutti che il vero capo di San Giuliano è Vito…».

Riferimento a Vito Nicolai, assessore ai servizi sociali. A differenza dei colleghi, il nome dell’assessore non risulta iscritto a un social network.

Marco Maccari, giovedì 18 gennaio 2018 ore 9:00
mamacra@gmail.com

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Cronaca, MELEGNANO CITTÀ DI PRODOTTI E DI COMMERCIO

Meno 4000 euro dal comune, ZTL tutto dicembre: per i negozianti «i segnali sono pessimi»

MELEGNANO — «Guardate che, per un negoziante, le luci significano molto. La luce è un segno. Significa: io ci sono. La mia attività c’è. Illumino la via».

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Ma la luce è bassa a Melegnano. Si contano meno luminarie. Due «pessimi segnali» stupiscono i negozianti: prima, la drastica riduzione dei contributi comunali per le luci decorative natalizie — che quest’anno costano 110-115 euro l’una; l’anno scorso costavano 60 euro — e, seconda, la mozione presentata al consiglio comunale per prolungare la zona a traffico limitato fino alle ore 20, tutte le domeniche di dicembre. Non tutti dichiarano di avere contribuito per l’acquisto delle stelle luminose.

«Molti negozianti non sono contenti di questa cosa. Il mese in cui si lavora di più è il mese di dicembre: per un negozio, se la gente in questo periodo ha la possibilità di girare con la macchina e trovare parcheggio, significa che il mese potrà andare bene».

Giugno ha cambiato le cose in municipio. Il nuovo governo locale di Rodolfo Bertoli — uomo di idee democrat — ha contribuito alle luminarie con 4000 euro in meno rispetto ai tempi di Vito Bellomo, berlusconiano ex socialista. «Non tutti ci sentiamo aiutati» avvertono i negozianti.

Marco Maccari, martedì 14 novembre 2017 ore 11:14
mamacra@gmail.com

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Il caso

A Melegnano nel 2016 non è successo niente

Ci sono tante ragioni per ricordarcelo questo 2016.

C’è da ricordarsi la massa di bifolchi fascisti per le strade del sud est milanese ad inneggiare contro la creazione di un centro di accoglienza a Peschiera Borromeo per i migranti ed i richiedenti asilo.

leonardo-la-roccaE c’è da ricordarsi della sicurezza! Tema sempre caldo nel sud est milanese. La sicurezza da garantire con telecamere ad ogni angolo, con la polizia ad ogni rotonda, con le ronde notturne e ovviamente con la cacciata dell’uomo nero.

La stessa sicurezza che fa chiedere la presenza dell’esercito a Melegnano da un sindaco che poi dimentica che nel suo paese, nel mercato più grande del sud est milanese, a fronte di 70 banchi con licenza, ce ne stanno altrettanti (72 per esser precisi) di merce contraffatta o comunque abusivi. Ma lì, se qualcuno chiede, non è un problema di sicurezza. Ma mi spieghino allora. Mi spieghino chi è che fa trovare ogni mattina le borse contraffatte già pronte sul posto per decine di venditori. Perché non è che spuntano come i funghi da soli. E non credo proprio che se le portino con i barconi le borse contraffatte. Per la tratta dei migranti sicurezza non ne chiediamo?

Perché se ci sono gli ambulanti che vendono merce contraffatta è perché qualcuno li piazza lì a vendere la merce contraffatta. E sono le mafie che gestiscono il traffico della merce contraffatta.

Perché se si scoprono 7 chili di droga alla settimana distribuiti tra Peschiera, San Donato, Melegnano e San Giuliano, è perché le mafie si occupano della gestione del traffico di droga, l’uomo nero, al più, la vende per strada.

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Leonardo La Rocca, venerdì 30 dicembre 2016 

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Il nostro corrispondente politico

L’area cani in Giardino, +60% di atti vandalici nel 2015, il Prefetto, l’anticorruzione

AULA CONSILIARE – Rendiconto finanziario approvato con i soli 10 voti della maggioranza: contrarie le opposizioni con sdegno. Sì ufficiale alla nuova area cani di Melegnano, da realizzare nel quartiere Giardino. Infine la minoranza presenta una mozione anticorruzione: distribuire ai dipendenti comunali un questionario anonimo per la trasparenza in materia di anticorruzione. Con la partecipazione straordinaria dell’assessore Raimondo.

È Dario Ninfo consigliere di minoranza a presentare una mozione per approvare la nuova area cani nel rione Giardino, che nasce da un’idea dei semplici residenti del quartiere: «Il Giardino è il quartiere più popoloso di Melegnano, manca di uno spazio come questo. Già due anni fa ipotizzavo questa proposta». Il voto è il sì all’unanimità: «Sono 1339 i proprietari di cani a Melegnano» afferma l’assessore Lorenzo Pontiggia delegato ai lavori pubblici solitamente attento alle emergenze dei residenti, «ho incontrato personalmente il gruppo dei cittadini promotori per capire dove allocarla».

Impreparati sulla sicurezza: tiene banco con irruenza la discussione sul numero dei furti, delle rapine, dei maltrattamenti avvenuti a Melegnano dal 2013 al 2015. È frutto di una mozione congiunta delle tre minoranze PD, SEL, Insieme Cambiamo. È il consigliere di minoranza Alberto Corbellini a rivolgersi al sindaco Bellomo e all’assessore Raimondo; ma i vertici dell’amministrazione comunale non hanno dati concreti. «14 furti e 11 atti vandalici nel 2014. 15 furti e 28 atti vandalici nel 2015. Così dicono le denunce depositate alla Polizia locale» dichiara il sindaco, dichiarando che il vandalismo è quindi esploso del 60% in un anno. «E i Carabinieri?» gli chiede Corbellini.
«I Carabinieri non condividono i dati» ribattono Bellomo e Raimondo.
«E la Prefettura?».
«Il prefetto di Milano, non ci comunica i dati» è l’incerta risposta di Bellomo e Raimondo, «il prefetto ci invia delle relazioni… annuali?» si chiedono l’un l’altro.
«Come intende procedere, assessore? Se le interessa il numero di furti a Melegnano».
«Più che a me dovrebbero interessare ai Carabinieri» fa Raimondo.
«L’invito, assessore Raimondo, è di chiedere questi dati al Prefetto» conclude Corbellini.

L’assessore Fabio Raimondo, delegato alla sicurezza e polizia locale, risponde su telecamere e sorveglianza. Il comune di Melegnano aveva l’occasione di aderire a un bando regionale per gli impianti di videosorveglianza, ma non ha aderito: «Per ragioni di tempistica non è stato possibile valutare l’adesione al bando» ha dichiarato Raimondo leggendo ad alta voce una risposta scritta dal comandante della polizia locale, Davide Volpato; «l’adesione avrebbe comportato l’individuazione di apposite risorse, l’assegnazione di incarico a un professionista; e poi su 1528 comuni solo 82 hanno ricevuto i finanziamenti, è solo il 6%, per questo non è stato possibile» è la fumosa conclusione di Raimondo. Che resta in attesa qualcuno che gli dica: sei un disastro. «Uno sconfortante burocratese» chiude la minoranza.

Corbellini e il consigliere Davide Possenti hanno presentato anche un’interrogazione sulla regolarità delle slot machines distribuite nei negozi, un’interpellanza sui finanziamenti per ristrutturare l’edilizia scolastica, a cui il comune non ha partecipato.

Notizie positive sul fronte trasporti: nuove linee in arrivo per gli utenti della stazione. Ma lo sapete già.

Marco Maccari, martedì 17 maggio 2016 ore 13:19

mamacra@gmail.com

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Il caso

Melegnano è sicura? L’85% degli abitanti dice che…

Pienamente sicuri solo 5 residenti su 100: ma la sicurezza resta un problema puramente soggettivo. Ed è questione di età 

È 56% CONTRO 44%. È stata pubblicata una raccolta di dati sulla situazione sicurezza di Melegnano: i residenti che dichiarano di non sentirsi sicuri in casa propria sono, in media, il 44% degli intervistati: si dichiarano «poco sicuri» (33%) o «per niente sicuri» (11%).

A sentirsi «molto sicuro» è in media solo il 5% dei residenti intervistati. Una ristretta cerchia. Sostiene di sentirsi «abbastanza sicuro» in media il 51% degli intervistati.

L’85% degli intervistati si è dichiarato favorevole a una «maggiore partecipazione dei cittadini al controllo del territorio».

La raccolta dei dati è un’idea di Melegnano 5 Stelle, è stata pubblicata in forma di relazione il 15 marzo (clic per leggere i risultati e visualizzare i grafici). Gli intervistati sono stati raggruppati in tre fasce d’età: dai 15 ai 34 anni, dai 35 ai 54 e infine dai 55 ai 90.

Tutti i residenti intervistati hanno definito le loro priorità. Indipendentemente dalla fascia d’età la sicurezza è sempre al primo posto tra le priorità messe in lista dal sondaggio, insieme a strade e scuole.

L’analisi dei dati offre una fotografia cruda della situazione sicurezza a Melegnano. Cruda per due motivi.

  1. Perché i dati mostrano che a Melegnano la sicurezza è puramente abbandonata alla generica percezione soggettiva e individuale del singolo cittadino, che solo in esigua percentuale si sente molto protetto e che vuole in stragrande maggioranza partecipare più attivamente ai controlli. La percezione della sicurezza varia a seconda della fascia d’età. Gli abitanti dai 15 ai 34 anni si sentono al 70% «abbastanza sicuri». Per gli intervistati tra i 55 e i 90 anni è il contrario: al 27% si sentono abbastanza sicuri, al 55% «poco sicuri» e al 18% «per niente sicuri». Nel mezzo ci sono gli adulti (35-54 anni) «abbastanza sicuri» al 54%. È una popolazione profondamente divisa, in tema di sicurezza, tra più giovani e più anziani.
  2. Perché il sociale non è mai una priorità assoluta. In media occupa il terzo posto ed è assente dalle prime tre priorità della popolazione più anziana.

Concludiamo sull’emergenza del sociale dando la parola a una lettrice di RADAR, che ha letto i dati e ha voluto commentarli come segue.

«Non mi sorprendono i dati delle scale valori. In tutte le fasce d’età si nota come l’interesse al sociale passi in secondo piano; la maggior parte dei cittadini non sa nemmeno cosa sia il sociale. Sono dell’idea che molti problemi sociali di Melegnano creano dinamiche che a loro volta fanno crollare la sicurezza. Solitamente queste problematiche si riscontrano nelle fasce d’età 15-34 e 55-90.
Per i giovani risulta normale vedere delle siringhe al parco, si sentono sicuri e non danno peso all’entità sociale della questione. Be’, riguardo la questione anziani, ce ne sono troppi. E molti sono schiavi delle paure. Per me è tutto da rifare».

Lo Staff, martedì 29 marzo 2016 ore 8:00 

radarmelegnano@gmail.com

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Satira

Mercenari, il film

Sicurezza: la Convenzione con il Comune di Hollywood supera le aspettative.
Ecco i nostri eroi al Festival di Cannes.

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Didascalia: vedersi tanti film.

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Come sopra.

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Oh: U. GUA. LI.

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#spendibili

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Cronaca

«Un buon vicino è il tuo miglior antifurto»

Controllo-del-VicinatoCENTRO CIVICO PUECHER – Assemblea pubblica sulla sicurezza venerdì 26 febbraio a Cerro al Lambro, organizzata dal gruppo Solidarietà Civica Indipendente, coordinato da Giovanni Papetti e Leonardo Cordone. Arturo Fiorani, comandante della polizia locale di San Colombano al Lambro, e Leonardo Campanale, socio fondatore dell’Associazione italiana Controllo del Vicinato, hanno presentato il programma a 70 cittadini residenti in Cerro, nella frazione di Riozzo, nel comune di Melegnano e nelle città vicine. Nel pubblico anche il sindaco Sassi. «In dialetto si dice fa’ balà l’oeg» spiega il comandante Fiorani, responsabile di zona del Controllo del Vicinato: «Non assomiglia né alle ronde né ai vigilantes. È una sorveglianza organizzata dai residenti, che si parlano, assumono comportamenti di prevenzione e segnalano al 112. Ha lo scopo di ridurre i furti in casa e il vandalismo. Si pianta un apposito cartello giallo nel vicinato e si nomina un Coordinatore che fa da tramite con le forze dell’ordine». L’associazione ti insegna ad attivare una condotta, con comportamenti quotidiani già insiti nel nostro modo di abitare e di relazionarci con i vicini: «A San Colombano è iniziato nel 2013 per volere dei cittadini, che hanno presentato il progetto all’amministrazione comunale e alla polizia» conclude Fiorani. Nato in USA dove conta 60 milioni di famiglie, il Controllo del Vicinato ha l’adesione di 10mila famiglie italiane in 110 comuni, cresce al ritmo di due comuni al giorno e riduce i furti dal 20% all’80%. «Formare un gruppo è facile» illustra Leonardo Campanale, «perché il gruppo è un’associazione di fatto. Non c’è un numero ideale, basta che i vicini si conoscano e possano comunicare velocemente, e che le case si vedano l’un l’altra. Il tuo vicino è il miglior antifurto». Intervengono tre cittadini: «Ne deduco che è anche questione di senso civico. Ma l’esempio dello Stato dov’è?» afferma un’esercente, titolare della farmacia di Riozzo. «Intanto che parliamo hanno svaligiato un appartamento a Riozzo. Il programma funziona anche in ambienti con telecamere?» chiede un abitante. «La telecamera può essere utile per identificare targhe di automobili sospette» è la risposta di Fiorani. «Vivo in una villetta confinante con case disabitate. Per noi sorvegliare è sempre stato un problema non indifferente» fa caso una giovane residente. «Nel vostro caso, abitazione molto robusta e allarme collegato direttamente con le forze dell’ordine».

Marco Maccari, lunedì 29 febbraio 2016 ore 19:56

mamacra@gmail.com
@mamacra

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