I lettori scrivono

«Ma come riesci a scovare certe storie, RADAR?»

«Che bella storia che hai raccontato… dimostrazione del fatto che, anche in tempi di guerra, si è tutti umani.
Ma come sei riuscito a scovare questa storia?» chiede Sofia, melegnanese.

È semplice, Sofia. Qui viviamo di vita nostra. Qui sappiamo scrivere. Guarda nei gruppi social delle nostre parti: noia. Piattezza. Nessun coraggio. Vale per quasi tutti gli aggregatori di notizie dove, al massimo, ripostano ciò che va per la maggiore.
«Il giornalista crea la notizia» è il messaggio dei giornali locali realmente impegnati con i cittadini. Questa è la prima risposta che ti darei. Le altre te le confido personalmente; perché, come sai, Melegnano ruba, sistematicamente, dal momento che nessuno ha, ma tutti lo prendono da chi se lo procura; e Melegnano copia, sistematicamente, dal momento che nessuno sa fare, e tutti copiano chi lo fa. Nel gruppo la Voce di Melegnano hanno visto che a RADAR sappiamo farlo, e ci copiano. Senza mai raggiungerci, eh.

ESAVRITA LA GIÀ FASCISTA VERVE

«Quella specie di blog cittadino che, esaurita la già scarsa verve su Melegnano, da un po’ di tempo ha rivolto le sue mire sull’amministrazione comunale di San Giuliano Milanese» mi invitava a leggere Davide, tre mesi fa, dal gruppo MELEGNANO NOTIZIE.

Non si legga: «blog cittadino», Davide. Si legga: «il blog», Davide. Copiano forme, prendono in prestito piattaforme. Non vivono. L’Italia è un popolo di navigatori e tutti i mari porteranno a RADAR. Ridiamo di loro, brindiamo alla vita.

Sabato 12 maggio, ore 16:10
mamacra@gmail.com

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Comunità Virtuale & Comunità Tribale

Condizionamento DigiMen-tale

184540-thumb-full-marc_maron_the_social_media_geneNel corso degli anni, probabilmente avrai dato a molte app, siti e aziende il permesso di accedere ai tuoi dati di Facebook.

Aziende tecnologiche come Facebook, Google, Apple, Amazon e Snap Inc. impiegano alcuni dei web designer più richiesti al mondo per aiutarli a costruire i loro prodotti. Questi designer, utilizzando tutti gli strumenti a loro disposizione, possono esercitare un enorme potere, influenzando ciò su cui clicchiamo, vediamo, ascoltiamo e acquistiamo. Le loro scelte decidono come interagire con Internet.

Con questo potere, ci deve essere responsabilità. In effetti, il designer — e tutti coloro che creano contenuti social media — dovrebbe essere una professione autorizzata, completa di formazione, test e accreditamento.

Sappiamo che il design è potente e può condizionare le persone verso determinate azioni e scelte politiche o commerciali. Quindi, come incoraggiamo i progettisti ad assicurarsi che esercitino questo potere in modo etico e responsabile?

Il problema con i designer e l’etica, è che lo vedono come qualcosa a cui aspirare e forse incorporare nel loro lavoro, ma non lo vedono come il nucleo di ciò che fanno. Come possiamo convincere i progettisti a vedere che l’etica è fondamentale per il loro lavoro?

Il problema è che la professione in Italia e nella maggioranza dei paesi, non è autorizzata o certificata. Posso definirmi designer, esperto di social media, posso costruirmi un portfolio e posso trovarmi a lavorare su Facebook in un progetto che ha gravi implicazioni, come abbiamo visto nelle ultime due settimane, e non ho assolutamente alcuna formazione su come gestire responsabilmente le informazioni che mi sono state date, o i dati sensibili che sto manipolando e le regole della privacy in continua mutazione.

In nessun momento qualcuno vedrà se sono accreditato. Posso tranquillamente essere  una persona normale, il primo che passa per la strada, che gonfia un profilo professionale fittizio e inizio a lavorare per una amministrazione pubblica, un ente governativo, una associazione. È terrificante, vero? Ma puoi farlo. Puoi costruire una falsa reputazione e dire «Sono un progettista di Microsoft e mi occupo di privacy» e all’improvviso ti ritrovi a lavorare su Facebook lavorando proprio su quella roba.

Considerata la posta in gioco per i progetti su cui i progettisti lavorano, perché non esiste una pratica di concessione di licenze e accreditamento?

Quando si guarda al genere di cose che i social media manager erano soliti manipolare, era roba come fare un post di uno spettacolo rock, o un sito web per un film, o una promozione per una giacca, o la presentazione di un libro. Quelle cose non uccidono le persone.

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All’improvviso, abbiamo a che fare con l’interfaccia utente per automobili senza conducente, e pseudo professionisti che ci lavorano senza un minimo di competenze.  Probabilmente potresti provare a cercare un lavoro simile, il che dovrebbe spaventare a morte chiunque lo scopra, perché non hai nessun tipo di addestramento, di certificazione, vai a tentativi.

Ma la contro-argomentazione è che una regolamentazione come questa potrebbe soffocare l’innovazione, che l’unica ragione per cui queste aziende sono state in grado di crescere velocemente, è perché ai progettisti non è necessario avere una licenza.

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Che importa? Alcuni ricchi sono diventati più ricchi. Fantastico. Ma a quale costo?

C’è un libro intitolato The Jungle di Upton Sinclair. Racconta la storia dell’industria di Chicago [lavorazione della carne] all’inizio del secolo scorso, e di come la carne e i maiali malati venivano lavorati, e migliaia di persone avvelenate. La gente ha dato di matto quando ha letto il libro. E a causa di quel libro il governo ha approvato un regolamento sull’industria della carne.

Non possiamo aspettarci che la tecnologia si autoregolamenti e non possiamo aspettarci che i progettisti si autoregolamentino, perché semplicemente non lo faranno. E si scopre che quando non si regolano da soli, si comportano in modo abissale, perché il loro lavoro è di ottenere un profitto.

Il mio consiglio è di affidarsi ad Agenzie certificate, competenti, che abbiano personale qualificato, professionalmente responsabile, eticamente formato, e che cerca i vostri  interessi e non solamente il profitto.

Massimiliano Basile – Social Media Manager
http://www.communicatemotion.net

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Fake News!

Gas, grosso incendio in via Roma

VIA ROMA/OBERDAN — L’odore acre arriva fino a piazza Garibaldi, il fumo invade il tratto finale di via Roma prima dello sbocco in piazza Risorgimento.

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Per il momento, niente paura; il fumo in via Roma è normale fumo che fuoriesce da un camino. Se siete atterrati su questa pagina da Facebook avete trovato una fake news, con un percorso che mira a testare la vostra partecipazione emotiva alle notizie e agli… scherzi di carnevale.

Lo Staff, venerdì 9 febbraio 2018 ore 19:11
ilblogradar@gmail.com

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Femminismo Locale

La donna non è il tuo silenzioso gioiello, c*glione!

ALL’INDOMANI DELLA GIORNATA contro la violenza sulle donne, vorrei fare una considerazione in merito. È «facile» condannare la violenza fisica/verbale… Più difficile invece è centrare il problema. Chi nel 2017 condanna la violenza con decisione fa bene ovviamente, sempre, ma se lo fa con la medesima motivazione con cui condividerebbe una denuncia contro chi maltratta un animale, allora è un* cretin* superficiale e dimostra come, oggi più che mai, abbiamo bisogno di femminismo.

La donna non è un gattino indifeso da proteggere! Il presupposto alla cavalleria è la debolezza femminile: il patriarcato e il paternalismo devono essere concetti superati. La condanna alla violenza sulle donne non deve mai prescindere dal sostegno all’autodeterminazione e alla libertà di tutte noi che si realizza con infiniti gesti e parole quotidiane.

Un esempio per tutti: le citazioni e le frasi stupide, talora leggere, altre volte come in questo caso volgari (vedi foto sopra), che girano in rete e che, quasi inconsciamente da parte di chi le condivide, sono anch’esse violenza nell’ottica di cui sopra: il concetto espresso limita fortemente l’orizzonte femminile perché relega la donna al ruolo di p*ttana o di “silenzioso gioiello”, in entrambi i casi giudicata (e già di per sé questo è sbagliato) solo in funzione di un uomo, a suo uso e consumo insomma.

In conclusione una frase di Chimamanda Ngozi Adichie: le donne non hanno bisogno di essere difese o onorate, hanno bisogno solo di essere trattate alla pari come esseri umani (quanta saggezza in tanta semplicità! Eppure è solo questo di cui abbiamo bisogno!).

Aspirante Misantropa, martedì 29 novembre 2018 ore 13:33

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Femminismo Locale

Le donne sono le migliori, sono il pilastro della comunità

MELEGNANO ONLINE — Una delle forme di sessismo che circola diffusamente in rete nei gruppi «di donne» è il cosiddetto SESSISMO BENEVOLO: subdolo e insidioso.

Scrivere che le donne sono migliori, più forti, multitasking, sempre ordinate, si prendono cura della famiglia e della casa — e altre descrizioni a una prima lettura lusinghiere — significa dichiarare che ci sono differenze con gli uomini: anche in questo caso si tratta di STEREOTIPI (di genere) ancorché positivi.

Perché gli uomini non devono barcamenarsi con casa/famiglia/lavoro? Non possono piangere/commuoversi? Essere pronti a sacrificarsi per soddisfare bisogni altrui? Essere impeccabili e ben vestiti? Forse che gli uomini sono tutti rimbambiti che riescono a fare una cosa sola alla volta? Se lavorano non sono in grado di occuparsi dei figli? Che non sappiano fare le faccende di casa? Che non si rimbocchino mai le maniche?

GENERALIZZARE è sempre sbagliato. Ogni volta che leggiamo un post che «esalta» le donne in questo modo, prima di condividerlo, chiediamoci: si tratta di cose che REALMENTE solo una donna sa e può fare? Perché sempre sulle nostre spalle devono ricadere queste «capacità»? Lasciamo che pregi e difetti siano indipendenti dal genere di chi li possiede… siamo liberi di possedere quelli che ci pare!

Aspirante Misantropa, mercoledì 9 agosto 2017 ore 9:37 

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Il caso

Com’è dura la vita sui social…

MELEGNANO ONLINE — Ignoro il post-invettiva sui nuovi obblighi vaccinali, dribblo la sfilza di picollage dei super-dimagrimenti spegnifamebruciagrassidetoxdelportafoglio, rido dell’ultimo Lercio, osservo in cielo due scie chimiche e snobbo l’ultimo profeta del Piano Kalergi
Mi soffermo un secondo di troppo e l’occhio cade sull’autore del post… un candidato alle amministrative del mio paese?!? Cioè corro il rischio di avere in consiglio comunale un emerito cretino?!?
Come diavolo si fa a credere a queste teorie del complotto assurde?
Ma soprattutto: chi ha avuto il coraggio di farlo entrare nella sua lista?

Inizio a scrivere…

«Mi perdoni, ma DAVVERO lei crede in queste stupidate? I “poteri forti” che tramano alle nostre spalle? Lo sa quanti immigrati ci sono in Italia? Da dove vengono e perché sono qui?
Lo sa che l’unico vero complotto è quello ordito contro di lei e altri imbecilli per:

  • Divertirsi alle vostre spalle (come @ErmesMaiolica o @MartinaDall’ombra, ad esempio)
  • Guadagnarci dei bei soldini (si chiama clickbait)
  • Fare politica senza avere la minima competenza se non quella di fomentare le paure del cittadino medio…

Mi dica, Lei da chi crede di essere preso per i fondelli?».

Poi conto fino a 10 e cancello tutto.

Perché a nessuno piace sentirsi dare del cretino, specie se lo è davvero, e non approvo le maniere del Burioni di turno.

Burioni

Ma condivido le sue perplessità e la voglia di combattere: nel 2013 il World Economic Forum ha inserito la disinformazione digitale (casuale o costruita ad arte) nella lista dei “rischi globali, capace di avere risvolti politici, geopolitici e, perfino, terroristici”… e io questi rischi li tocco con mano confrontandomi sui social network, dove le bufale prosperano indisturbate perfino tra i miei “amici” o chi potrebbe amministrarmi.

Sui gruppi Facebook di Melegnano e nella chat delle mamme dell’asilo si toccano apici di dabbenaggine da far sanguinare gli occhi e io alterno costernazione a pessimismo cosmico, gentili tentativi (tenendomi gli insulti per me) di anteporre i dati ai vaneggiamenti a muta rassegnazione.

Mickey

Ecco perché non sono più nei gruppi di Melegnano (seppure catarticamente e masochisticamente li frequento ancora, quelli in chiaro) e alla chat delle mamme farò entrare il papà.

E voi, sapete distinguere e selezionare le fonti sul web? Riconoscete una fake news?

Siete consapevoli che il web non ci farà MAI cambiare idea (con buona pace dei debunker, del fact checking e dei candidati alla poltrona di Sindaco di Melegnano) per colpa del confirmation bias che aumenta la polarizzazione verso le nostre echo chamber e radicalizza le nostre narrazioni?

Sapete che nell’era della postverità quest’ultima diventa irrilevante e contano solo le opinioni, e mica solo quelle più autorevoli… no! Sui social network, TUTTI hanno il sacrosanto diritto di esprimersi e TUTTI, of course, hanno ragione e pari diritti di condivisione. Come farete voi con questo post. Adesso.

Post-verità

Aspirante Misantropa, martedì 20 giugno 2017 ore 18:00
ilblogradar@gmail.com

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L'inchiesta ninfetta

Mussolini’s Pink Paradise: il paradiso social (e sempre roseo) del Duce

SAPETE CHE LE NOTIZIE di nuovi voti di scambio — elezioni dell’11 giugno — iniziano a sibilare sulle acque sporche del fiume? No? Ma ve le raccontiamo quando fate 18 anni. Oggi indaghiamo sui gruppi social di Melegnano: si dice che i social network siano la culla del nuovo fascismo; sarà per questo che, se apri un gruppo Facebook e invochi il nome del DVCE, vieni arrestato; se pubblichi un’orazione di Hitler su Facebook, la piattaforma ti sbatte fuori e ti ritrovi a manifestare come un randagio insieme a Lealtà e Azione; perciò vogliamo verificare il nostro stato di salute pubblica e misurare la vicinanza/distanza che, sul Lambro, manteniamo dal proverbiale manganello. Cliccate qui, accendete una sigaretta e lasciatevi ispirare dalla mvsica.

MELEGNANO NEWS: IL POSTACCIO (PREDESTINATO) 
Primogenito dei gruppi locali; dotato, per volontà degli dei, dell’energia di 4500 iscritti; governato dagli invulnerabili legislatori Iommi, Vailati, Dimino, Melegnano News è il gruppo più longevo e la sua diretta genealogia dall’Olimpo – Iommi è figlio di Dio – lo rende, secondo i parametri della rete, il gruppo più affidabile; del resto, Vailati aiutò i Britanni a respingere i Baresi. Concepito per collegare cittadinanza e amministrazione comunale, Melegnano News è il postaccio con buone potenzialità, a cui riesce il compito di facilitare le relazioni tra i mortali – e di preparare la lenta candidatura di Dimino.

MELEGNANO NOTIZIE: LA PALESTRA TRVCIDA
Sorto nel 2011 da un manipolo di estremisti, profughi da Melegnano News, è stato casa e palestra (e ufficio) di personaggi locali invasati per il MinCulPop de noantri. Girone da stadio fortemente politicizzato; recinto di propaganda mascelluta un po’ neonazi, un po’ porchettara, Melegnano Notizie è il tempietto della dea Intolleranza sul Lambro: è stato, nella percezione degli utenti, il maggior generatore di messaggi intolleranti e razzistoidi confezionati da ‘ste parti. Per quasi quattro anni ha fatto uso di linguaggio estremistico e di incitamento all’odio inter-etnico, con cancellazioni, ban, minacce private agli iscritti, per via di una protesta, una lamentela o, semplicemente, un’opinione divergente. L’amministrazione comunale con una mano se n’è sempre lavata le mani ma, con l’altra, gettava LVCE E PROTEZIONE sugli istigatori di piazza.

Striscia dal fumetto «Quando c’era LVI»

LA VOCE DI MELEGNANO: LA GIARGIANATA
Ogni maledetta volta che pensi di postare qualcosa su La Voce di Melegnano, lasci perdere perché o nessuno legge, o qualcuno cancella. Nato nel 2016, conta 1200 iscritti. È il gruppo vipparo: qui una parte dell’élite politica locale ha costruito una villeggiatura social e vigila sugli iscritti, ogni tanto prova a dirigere il loro consenso a destra o a sinistra. Oggi si distingue per i toni smussati e anti-dolorifici ma ha saputo fare ricorso a cancellazioni di post e BLOCCO DI VTENTI. Nel 2017 fu bannato uno degli amministratori e fondatori, il dott. Pippo Ricotti, il figlio del Partigiano. In questo, il gruppo è il più degno successore di Melegnano Notizie preso nei suoi anni d’oro. Però, versione chic.
La giornata del 15 dicembre 2016 è un emblema del giargianesimo vip della Voce. Davide Bellesi, amministratore, minacciatore di sanzioni OT, quotidianamente additato come admin politicizzato ma non per questo stanco di mentalizzare gli utenti con dita pericolosamente orientate al comunismo, ti propone con la destra di trattare solo tematiche di Melegnano ma, con l’altra mano, si presenta come il Gregory Nicotera che mancava ai social locali.
Un mentalista e messianico Bellesi agiva alle 18:30 di giovedì 15 dicembre 2016, quando un post di Fabrizio Villanacci chiama in causa Adamo ed Eva per spiegare il mondo: «Se mi è permesso, VORREI PARTIRE DA PLATONE per spiegare Melegnano» è l’esordio-piuma di Villanacci (ore 18:30 circa).

Silenzio.

«Fabrizio.
Sei partito troppo alto.
Soprattutto qui.
Sulla mia pagina.
Dove solo io batto i tastini, e batto e ribatto finché godo come dico io. Mi capisci, beato novizio?» (Davide Bellesi, 15 dicembre, ore 18:45).
Fabrizio modifica il post: «Così va meglio, Maestro?» è la risposta delle 18:51.
«Fabrizio.
Le prese in giro sono terminate.
Spiegami di cosa vuoi parlare che sia inerente alla realtà di Melegnano o sarò costretto a non ritenere idoneo il tuo post» (è il manganello che appare alle 18:56).
«Non ti sto prendendo in giro, assolutamente» (ore 18:57).
«Quello che scrivi è solo un dato di fatto» (manganello delle 19:02).
«Certamente, Maestro» conclude Fabrizio, mentalizzato entro le 19:04.
Ha l’idea di parlare Paolo Anghinoni di Melegnano Web Tv. Leggete come il Maestro lo blasta senza neanche un segno della croce.
«Davide: domenica non hai bannato il post di SEL che trattava della Costituzione. Come mai? La giri sempre a tuo favore e non usi lo stesso metro con tutti» (propone Paolo Anghinoni alle 19:51).
«Eh, no.
Caro il mio Paolo Anghinoni.
E poi non usi il “Maestro”.
Che è il solo motivo per cui Fabrizio non giace schizzato di sangue sotto i nostri commenti» (è il manganello che prude alle 19:57).
«Seguo il tuo ragionamento, ma se vuoi parliamo d’altro» replica Paolo Anghinoni, ore 20:00.
«Ripeto. E tu ripeti con me, Paolo:
non si è mai realizzato quello che dici.
La colpa del singolo membro di questa pagina di aderire ad altro rispetto a quello che dico è solo sua, caro Paolo.
E i vari gazebo, che tu sostieni di avere visto, sono apparsi solo a mia discrezione» (ore 20:03).
«Mi permetto di scrivere su questa pagina perché è solo per carità di patria che non posto la foto della targa dell’automobile che occupa illegalmente il piazzale delle Associazioni!» osa Giulietta Pagliaccio, di L’Abici/Fiab, il 15 dicembre.
«Giulietta. Non è solo per carità di patria» la convince il Maestro. «Il motivo per cui non posterai la foto della targa è la legge sulla violazione della privacy. La mia legge» (quella delle ore 19:37).
Invece, se a parlare è una signora con una bella foto, il Maestro la indora: «#InVizzolo in inverno non sei solo!!! Anche quest’anno il comune di Vizzolo consegnerà i farmaci a domicilio alle persone in difficoltà. L’intervento è gratuito!» pubblica l’assessora vizzolese Francesca Lembi il 15 dicembre.
«Bravissimi, bellissimo! Qualcuno sa dirmi se un servizio simile c’è anche a Melegnano ed a come ci si può rivolgere?» reagisce il Maestro alle 16:44, blastando anche l’ortografia. «Massimo!? Ne sai qualcosa?».
Più probabilmente Massimo — alias Massimo Codari, admin pari grado del gruppo — si metteva le mani nei capelli.

CONCLUSIONI
Proviamo a scriverlo, vediamo come suona: a Melegnano, sui social sono finiti gli anni dell’Era Fascista. Le radio sono fuori uso. Le personalità che la sera infiammavano l’immaginazione di mamme neofasciste e di giorno godevano di un tetto e di una casa offerta dal santo in parlamento, sono fuori scena, fuori moda. Mussolini si aggira in spirito e polpette sul borgo del Lambro ma trova solo qualche testa di politico, qualche bar infrattato. Resta la tentazione di giocare ai fascisti in consiglio comunale: ve la raccontiamo domani. Questa sera, quando vedrete un bambino, dategli una carezza. Ditegli che Melegnano è liberata dalla piaga del fascismo online. Per un po’.

Lo Staff, martedì 16 maggio 2017 ore 6:00 

radarilblog@gmail.com

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