Cronaca

Martin Luther King a Melegnano

DALLA STAZIONE AL CASTELLO 1500 persone – secondo le stime dei partecipanti – hanno sfilato in solidarietà a Bakary, dopo gli insulti razzisti apparsi sul portone di casa.

Presenti le associazioni Libera, Emergency, I Sentinelli, Anpi. Il sindaco Rodolfo Bertoli e il responsabile della comunità d’accoglienza FuoriLuoghi hanno salutato ufficialmente il corteo. Il pastore della comunità valdese locale ha ricordato le parole di Martin Luther King.

È già polemica. I consiglieri comunali di Lega Nord e Forza Italia hanno disertato la manifestazione affermando di non gradire la politicizzazione dell’accaduto.

Marco Maccari
Sabato 23 febbraio ore 5:35

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MELEGNANO CITTÀ DI PRODOTTI E DI COMMERCIO

Castello Mediceo: ragazzi neri, alti come la morte, con la merda in mano pronta per i tuoi figli

PERCHÉ, PER UN NIGERIANO, 250 euro al mese sono un buono stipendio? «Questi sono tutti rifugiati» dite voi, «gente che trova vitto e alloggio pagati. A fine mese hanno raccolto 250€, dei quali 150 li mandano alla famiglia al loro paese, e sono contenti. Questi nemmeno sono di qui. Perché si sono spartiti le zone e, tutte le mattine, arrivano coi mezzi, ovviamente senza pagare i biglietti?».
Forse vi concentrate solo sui ragazzi che fanno l’elemosina ovunque nel sud est Milano; solo sui ragazzi che stendono i loro oggetti sulla strada al mercato di Melegnano; e perdete di vista il Castello Mediceo. I Giardini Medicei sono la piazza ufficiale dello spaccio d’eroina. Il via vai è giornaliero: ragazzi neri, alti come la morte, con la merda in mano pronta per i vostri figli.

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Al parco del Castello gli stipendi volano. Quei ragazzi vestono firmato. Usano uno smartphone di ultima generazione. Hanno occupato — non solo gli spacciatori ma pure gli elemosinieri — un mercato del lavoro che era inflazionato per gli italiani. Posti liberi. Sì, chiedere delle monete è un lavoro; come smerciare droga è un lavoro; il primo dà fastidio, il secondo produce morte; poi ci sono i venditori ambulanti di ortaggi, altra categoria, anche loro trafficanti, seppure di cibo. Non si capisce se siano organizzati o autonomi. Nel complesso una bella squadra, circa 30 uomini che hanno trovato opportunità di lavoro per sostenersi in Italia e aiutare le famiglie all’estero. Un giorno torneranno al loro paese, fieri dei loro sacrifici, potranno diventare «importanti». Diventeranno «uomini».

Un commento postato nel gruppo locale La Voce di Melegnano — ennesimo gruppo web di copiaincolla — se la prende con «accattoni davanti a negozi e supermercati». «È tanta la gente che si lamenta» sostiene il commentatore. Ma secondo le statistiche «aumentano in Italia gli ingressi di immigrati regolari»; la delinquenza immigrata «non ha nulla di abnorme»; la criminalità degli immigrati è diminuita rispetto alla loro presenza in Italia, perciò «non c’è diretta correlazione» tra immigrazione e crimine. Agli italiani curiosi, che domandano perché ci sono tanti ragazzi in giro a chiedere l’elemosina, per altro azione non perseguita dalla legge: vai a occupare tu, italiano, per un giorno, le loro postazioni. Vai a fare tu lo spacciatore di eroina. Chiedi l’elemosina, con tanto di finto permesso da parte del comune, per fare un esperimento sociale.
Chi punta gli occhi solo sul problema e chi va a conoscere il motivo che lo causa? Forse, iniziare a informarsi su questi fenomeni, come sul fenomeno dell’immigrazione, può farci crescere meno ignoranti, e più consapevoli della realtà in cui viviamo; che viene governata sulla nostra pelle, senza il nostro consenso, con il nostro finto permesso.

Lo Staff, ore 15:20
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Cronaca

Stazione di Melegnano, 18enne aggredito per uno smartphone

PIAZZA 25 APRILE — M. ha 18 anni. Ha subito un’aggressione in stazione a Melegnano la sera di lunedì 22 gennaio. Sangue alla testa, è stato portato al pronto soccorso.

Foto: sandonatopoli

«Sono stato aggredito in stazione» racconta il 18enne. «Un giovane di origini marocchine mi ha preso il cellulare dalle mani, mi ha tirato uno schiaffo che mi ha fatto accasciare a terra e picchiare la testa al suolo. Mi sono rialzato e ho iniziato a chiedergli che volesse da me; ha sferrato un calcio ma sono riuscito a evitarlo per un soffio e ho iniziato a correre.
Sapevo chi è, mi hanno detto che è uno che minaccia le persone con il coltello, e che lo sa usare se vuole. Per evitare cose più gravi ho iniziato a correre via da lì, lasciando il cellulare in mano a lui. Mi ha rincorso. Per mia fortuna è inciampato… sono riuscito a sciacquarmi via dalla testa il sangue, che vedevo scorrere giù dalla testa, e ho chiamato carabinieri e ambulanza».

Aggressioni, furti, biciclette rubate: di sera i dintorni della stazione di Melegnano non sono un luogo sicuro

«Mi hanno trasportato in pronto soccorso a Vizzolo Predabissi quando, intorno alle 4 del mattino, ho sentito gridare nella stanza accanto. Era lui, con i carabinieri, che mi hanno detto che questo ragazzo è molto conosciuto in ospedale e dai carabinieri per le cavolate che fa».

Marco Maccari, mercoledì 24 gennaio 2018 ore 13:06
mamacra@gmail.com

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Il caso

Stazione, dramma delle 9:29, la polizia valuta il suicidio

STAZIONE FERROVIARIA — La famiglia lo cercava. Lui, stamattina, ha attraversato le rotaie e se n’è andato. Lo hanno visto camminare sulla ghiaia dalla banchina del binario 2 verso il binario 1. Il treno regionale che passava alle 9:29 lo ha colpito.

«Quando passa il regionale, di solito ti copri con il bavero o la sciarpa, non fai caso a ciò che succede» riferisce uno studente pendolare, teste interrogato dalla polizia. «All’improvviso sento la sirena che fischia. Ci siamo voltati. Passato il treno, c’era un corpo sui binari, in due parti; a quella velocità l’impatto è tale che ogni ferita viene cauterizzata immediatamente. Non c’è grosso spargimento di liquidi corporei. I presenti si coprivano la bocca; è stato doloroso. In silenzio, molti hanno preferito allontanarsi».

Il giovane ha chiamato subito le autorità. L’uomo, 45enne, era titolare di una ditta locale; la polizia considera valida l’ipotesi che si tratti di suicidio. La polizia ha raccolto l’informazione che «camminava tranquillamente sulle rotaie». È la fine di un periodo di depressione.

Marco Maccari, mercoledì 15 febbraio 2017 ore 14:40 
mamacra@gmail.com

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Cronaca

La stazione di Zivido viene e va

SALA CONSILIARE – Per la nuova stazione di Zivido ci sono 3 milioni e 648mila euro. Li garantisce Synergy One Srl, la costruttrice di via del Tecchione. Sulla carta c’è anche un nuovo parcheggio con un nuovo passo ciclopedonale: la convenzione tra i costruttori e il Comune è del 2009. Non un mattone né una firma di autorizzazione, però, si sono fatti vedere.

«È l’incapacità del Comune di gestire la cosa – è il parere di alcuni cittadini. – L’Amministrazione non intende dare seguito ad accordi specifici presi dall’ex sindaco Marco Toni con la società». Una riunione di Commissione ha infatti radunato consiglieri eletti e società ieri sera alle 18. Emerge che l’operazione – studiata per provvedere la città di un albergo di più di 15 piani – doveva essere pronta per EXPO 2015.

Ed emerge che l’albergo non si fa. Non c’è chi lo commissiona. «Il costruttore l’albergo lo realizza perché il mercato lo richiede; lo farà se un committente lo vorrà» è stata la prudente dichiarazione del legale di Synergy. Nel tempo le gratuità per la stazione ottenute nel 2011, come alcuni rallentamenti di linea e 200mila euro per il ponte Bologna, sono andate perse.

Dentro, già pagati cash, ci sono parte dei 7 milioni che la società ha versato in oneri di urbanizzazione e che il Comune ha incassato «per rientrare nell’ultimo Patto di Stabilità – sottolineano i consiglieri; ed è il terzo dato emerso dalla riunione. – Come fu fatto con Esselunga nel 2012. Il Patto di Stabilità è stato garantito per due volte da operatori privati».

«Vorremmo sapere quali garanzie ha però in mano il Comune – osserva intanto Jacopo Grossi, consigliere di maggioranza del PD, – che ci sembra molto esposto». «L’operatore ha dovuto chiedere alla Commissione di farsi sentire, questo dice tutto. Perdere tempo è una precisa volontà» chiosa Giorgio Salvo, consigliere M5S 24enne appena dimesso dall’ufficio di presidenza del Consiglio comunale a causa della vertenza.

Marco Maccari, mercoledì 28 gennaio 2015 ore 14:00

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Cronaca

Volano fregature? Salvo: «Non voglio minimamente farne parte»

SAN GIULIANO MILANESE – «La invito a riflettere sul suo ruolo, la invito a rassegnare anche lei le dimissioni». La lettera di Giorgio Salvo, poche ore fa intervistato da RADAR, contiene diffida nei confronti del presidente del Consiglio comunale sangiulianese Giocondo Berti. «Insensato discutere di modifiche sostanziali della convenzione [con il privato costruttore del centro commerciale e della stazione di Zivido] sotto la pressione di una scadenza imposta dal Tribunale Amministrativo. Nel caso in cui l’operatore dovesse chiedere i danni, appare evidente che il Consiglio comunale risulti responsabile per l’inerzia. La diffido a continuare sulla strada che ha intrapreso insieme alla Giunta – scrive Salvo. – Strada che porta, di fatto, a ignorare quanto prescritto dal Tribunale Amministrativo Regionale». Segue il testo integrale.

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L'intervista

Zivido, la nuova stazione, la procedura, le dimissioni

Giorgio SalvoSAN GIULIANO MILANESE – «Il futuro centro commerciale e la nuova stazione di Zivido non si fanno così». Giorgio Salvo, 24 anni, M5S, consigliere comunale eletto nell’opposizione, si dimette dall’incarico di vicepresidenza del Consiglio comunale, in tre pagine di lettera spende circostanziate critiche sulla sorte delle imminenti costruzioni; critiche che sviluppa in questa intervista. E la stazione di Zivido che fine fa? «Finirà che non vedremo un solo mattone, non prima del 2016 – scuote la testa. – Spero di sbagliarmi. Zivido è cresciuta negli ultimi anni e ne avrebbe bisogno. La città ha votato un mese fa un Piano di Trasporto Pubblico che prevede di caricare sul trasporto su ferro; è la decisione giusta, c’è necessità di metterlo in pratica». Cosa hanno fatto le procedure del centro commerciale e della stazione per farti dire: basta? «È l’ennesima dimostrazione, l’ufficio di presidenza è inutile. Non è in grado di garantire l’imparzialità del Consiglio comunale né di tutelarlo. Il Consiglio comunale di San Giuliano doveva pronunciarsi entro il 15 gennaio per prorogare la convenzione con il costruttore. Nel 2012 tutto era finito al TAR, l’operatore aveva fatto ricorso contro il Comune per inerzia e il TAR aveva condannato il Comune a rinnovare la convenzione entro il termine di pochi giorni fa. Ho scritto una lettera al Presidente del Consiglio comunale per sollecitarlo, ma il 13 gennaio una comunicazione del Sindaco annullava tutto. La convenzione, poi: doveva restare “sostanzialmente identica”. Si viene a sapere che un incontro con il costruttore doveva apportare “modifiche sostanziali” alla convenzione». «Ennesima». Perché? «Perché un altro bene immobile stava per essere venduto con procedure non regolari, ma non si votò una mozione che presentai per bloccare la vendita; salvo poi veder fare, dopo un mese, la stessa cosa che chiedevo nella mozione! Perché anche sulla questione rifiuti si è trovato il modo di non andare in affidamento diretto ma di procedere con gara d’appalto, annunciando il tutto in una frasetta nascosta dentro un documento di 120 pagine! Il Consiglio comunale deve sottostare alla volontà del Sindaco. E mai uno scatto d’orgoglio!». Avremmo preferito vederti lottare. «Non c’era modo di incidere. Mi spiace, la misura era colma».

Marco Maccari, martedì 20 gennaio 2015 ore 12:22

 

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