L'intervista

Pierino Esposti, primo gigante dell’età futura 

SAN GIULIANO MILANESE — Pierino Esposti è morto con l’amarezza di essere stato trascurato dalle ultime amministrazioni, soprattutto la giunta Lorenzano con la quale si scontrò a viso aperto. Ma il ricordo di Pierino Esposti è il ricordo di un #GiganteModerno, un uomo che ha visto nel tessuto locale una ricchezza superiore e l’ha trasferita alle nuove generazioni di storici locali, archeologi, appassionati, trasmettendola per primo alla popolazione di San Giuliano Milanese. Ecco come vuole ricordarlo RADAR, a un mese dall’evento tenuto in sua memoria.

Cristiana Amoruso, presidente della sezione Sud Est Milano dell’associazione Italia Nostra, lo ricorda affettuosamente così. «Pierino Esposti era un appassionato. È stato il nostro piccolo ministro degli esteri: ha tenuto in piedi relazioni con Svizzera e Francia quando non c’era nessuno a curarsene. Era ambizioso, e non falsamente modesto. Si era identificato con il cavaliere Pierre Bayard, aveva il mito di questo uomo d’arme valoroso, coraggioso e solo. Tante volte, durante le rievocazioni storiche, si era vestito con il suo costume. Di recente è stata tentata una ricostruzione del volto del Bayard e, curiosamente, ricorda i lineamenti di Pierino. L’ultimo suo progetto era la Battaglia degli Storici, una conferenza contro le false credenze riguardanti la Battaglia dei Giganti del 1515. A cominciare dal nome; per lui era la Battaglia di Zivido, non di Marignano, perché fu combattuta nel territorio su cui odi sorge la frazione sangiulianese». È stato lui a riportare in vita la Battaglia dei Giganti. Prima di lui che cosa c’era? «Prima di lui, negli anni Settanta, c’era il libro di Previato. Ma era un libro di nicchia, nessuno l’aveva reso popolare. Pierino Esposti ha preso la Battaglia e l’ha resa nota al pubblico, con un intelligente connubio tra cultura e popolo. Ha avuto idee innovative, come il corteo storico». Secondo Pierino Esposti quale valore poteva avere la riscoperta della Battaglia, per San Giuliano? «Per lui era incredibile che un fatto di valenza internazionale — e importante per i destini della città — non ricevesse il rilievo che merita. In Francia anche i bambini delle elementari sanno parlarti di Marignan quinze-quinze, cioè della Battaglia di Marignano del 1515; invece a San Giuliano Milanese è un fatto storico sottovalutato. Anzi, svalutato. Riscoprire questa tradizione, per lui, avrebbe portato ad animare di più il posto dove si vive. Pierino era mosso dall’amore per la verità e per la storia. Era forte, pieno di vigore fisico. E il lavoro che ha fatto è eccezionale. Era un uomo per il quale il passato poneva le basi di un rinnovamento dell’orgoglio e della dignità».

Marco Maccari, martedì 10 ottobre 2017 ore 15:39
mamacra@gmail.com

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L'inchiesta cinica

La scoperta della scrittura

NEL MEIN KAMPF Adolf Hitler scrive: «So che una persona è in grado di conquistare la gente molto più con la parola detta che con la parola scritta, e che ogni movimento su questo pianeta deve il suo sorgere ai grandi oratori e non ai grandi scrittori» (edizione statunitense 1941, Houghton Mifflin Company, Boston).

Dolfie lo scrisse perché era oratore. Ma non è l’arringa di un condottiero Neanderthal ad avere iniziato la storia. Dolfie lo scrisse perché fu pittore, ma non è stato un graffito su pietra ad avere fatto la storia. Le schiene di animali sui dipinti rupestri sono perfette come l’eleganza di Picasso. Le impronte parietali di mani, ottenute con spray soffiato dalla bocca, come un action painting, sono ancora lì; sembrano chiederci di toccarle. Ma la storia non la iniziano loro. La storia inizia con il segno della lingua, la parola scritta. L’espressione del nostro essere nel mondo. Guardando l’immagine in alto si sente ancora l’incisione scorrere lungo la pietra e rigarla. Una meraviglia tra meraviglie.

Gian, 46 anni, nel ramo energetico, vive a Melegnano. Quest’estate valutava il sindaco Bellomo e i suoi ultimi predecessori: «Non sono certo passati alla storia, qui in città». I nostri amministratori votati a matita esaltano Melegnano per il suo mercato (assessore Fabio Raimondo: «Uno dei più bei mercati lombardi», 7 febbraio, 26 marzo, 21 giugno, 24 giugno, 30 giugno 2015), invece gli ambulanti dicono: «Siamo qui da 22 anni. Abbiamo visto questo mercato declinare e declinare in qualità» (piazza Matteotti, giugno 2015). Il sindaco Vito Bellomo stanzia 7000, poi 10mila e altri 10mila euro per un ufficio stampa comunale da qui al 2017; ma intanto, «nessun addetto stampa risulta operativo in comune né è incaricata nessuna società di comunicazione» (dichiarazione scritta e protetta da anonimato, settembre 2015).

Sono sette anni dalla recessione. L’OCSE, Organizzazione intergovernativa per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, nell’Economic Interim Assessment del 16 settembre descrive una stima di crescita molto bassa per l’Italia e per il suo prodotto interno lordo 2015: +0,7%. Ultima in Europa. Penultima nel mondo. Gli USA hanno +2,4%, Cina e India scrivono da sole un +13,9%. Troppo poco anche i 143mila disoccupati in meno dichiarati da BankItalia a luglio (leggi su ADNKronos, 9 settembre). L’assegno per la recessione lo firmano lavoratori, professionisti, artigiani, impiegati, negozianti, con 122 miliardi di euro dal 2007; distribuiti su ambo i lati della fetta, lato risparmi (-47 miliardi), lato consumi (-75 miliardi).

In cerca di ripresa. I nuovi mercati li disegnano i dati del Rapporto Coop 2015 sui consumi, pubblicato il 3 settembre con il contributo della società REF Ricerche e di Nielsen Company. Secondo RADAR le cifre contornano una nuova strategia di mercato centrata sul wellness e sull’abbattimento dei costi. Una domanda di qualità del vivere, fatta di vita online (6 ore in media al giorno gran parte delle quali trascorsa a scrivere e leggere), risparmio (+6,5% dal 2014), fitness (12mila centri aperti nel Paese). Il rinnovamento del parco macchine ridisegna il mercato dell’automobile (+15% di immatricolazioni nell’ultimo anno). Il mercato dei robot riguarda il 17% delle famiglie, dotate di robot domestico. Diventa interessante il mercato vegetariano (primato europeo. Il 10% della popolazione italiana è vegetariana, il 2% vegana) che sta riscrivendo le priorità della dieta. Nel cibo, consumato giornalmente sui 19,6 kg a testa, è cresciuto il settore biologico (+20% sul 2014) con il settore etnico (+18%). Nell’alimentazione si ritaglia un segmento promettente l’e-commerce; mangiamo comprando online e 4 milioni di noi (+25%) acquistano per via digitale. Al 70% consideriamo i servizi di spesa online come valida alternativa allo shopping personale e abbiamo aspettative nel settore.

Aspettative nessuna, a Melegnano. Nati nuovi esercizi commerciali, a durare saranno quelli sistemati con il favore e la raccomandazione del sindaco Bellomo. Rincorsa dalle imposte evase, l’amministrazione che porta il suo nome genera dal 2008 una perdita di 2917 euro al giorno (elaborazione di RADAR su Equitalia). 1,64 milioni l’anno. Contro manutenzioni stradali, beni artistici e identificativi rovinati, circolazione urbana impigliata negli anni Settanta, l’unica azione delineata dall’amministrazione per il 2012-2017 è la propaganda dei business legati a TEM e all’edilizia maxi. Impossibile descrivere il sindaco Bellomo come uno infedele al partito. Ma impossibile presentare il suo mandato come fatto quest’anno da Il Melegnanese: «Un mandato che, nel bene o nel male, ha cambiato la città». Quest’amministrazione non l’ha sfiorata proprio, la città. Non l’hanno cambiata tutte le dichiarazioni pronunciate o scritte, non la cambierà la scoperta tardiva di un ufficio stampa. Due cose sole hanno toccato Melegnano e prima e dopo ci sarà soltanto oblio, i lettori lo sanno. La prima è nel 1563 con la pubblicazione della Bolla del Perdono.

La seconda è nel 2014 con RADAR.

Altro non è storia.

Lo Staff, giovedì 24 settembre 2015 ore 07:30

radarmelegnano@gmail.com

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