Cronaca

Via Corridoni, campando al buio senza sapere dove mettere i piedi

received_399529230229616VIA CORRIDONI – Oggi abbiamo voluto accogliere le lamentele di alcuni residenti di via Corridoni, la via al cui estremo si trova la Scuola Primaria di via Cadorna. Dal mese di agosto questa zona di Melegnano, alla sera, si trova al buio in quanto sprovvista di lampioni funzionanti. La via in questione è tranquilla e abbastanza isolata per chi si ritrova a dover rincasare tardi, soprattutto nel periodo invernale. Purtroppo questo è solo uno degli esempi di cattiva illuminazione che, in realtà, colpisce varie parti della nostra città.

«Il fatto che questa via sia così buia crea parecchi disagi – ci ha detto una residente – i marciapiedi non sono in buone condizioni e camminando qui di sera, o di mattina molto presto, non si riesce a vedere dove si mettono i piedi; ciò è rischioso soprattutto per anziani e bambini. Per i ragazzi giovani, invece, il problema è la paura di muoversi da soli in una zona totalmente priva di illuminazione, e così isolata in certi orari».

Martina Papetti, sabato 14 novembre 2015 ore 15:09

martina_papetti@libero.it

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L'intervista

I muri stanno in piedi, chiedete al comune

20150718_120917VIA MARCONI – «I muri stanno in piedi, i lavori continuano. Nessuna sospensione». L’architetto Locatelli, studio a Melegnano in via Cadorna, intervistato sull’edificio di via Marconi parzialmente demolito nonostante un vincolo di conservazione. Come mai vennero giù le pareti? «Quando si lavora, possono succedere degli incidenti; per fortuna, non si è fatto male nessuno. Tutto lì». Le capitano spesso incidenti sui cantieri? «No, assolutamente, anzi. Non devono capitare». C’è da chiedersi se ora le ditte impegnate nel cantiere pagheranno una penale. «Questo non posso dirglielo. Sono un professionista, deve rivolgersi al comune per fare questa domanda. Sono cose riservate». Come mai non può parlarne? «Deontologia professionale, come faccio a dire se devo spendere 100 lire o mille lire quando lavoro per altri?». Perché? La penale è prevista dal piano regolatore? «La penale non è 20150722_134746-1prevista da nessuno. Però io mi fermo lì. Mi deve scusare, ma io non l’ho mai conosciuta né vista. Io non posso rispondere». Il responsabile della sicurezza è l’architetto Campari? «Campari è il responsabile della sicurezza. Io sono il direttore dei lavori. Sono due funzioni completamente diverse. Nessuno vedrà mai una valutazione sulla sicurezza da parte del nostro studio. È serietà professionale». Spiace che un bene del Settecento sia disponibile soltanto in porzioni. «Non è affatto vero questo. Macché Settecento. Bisogna guardare, non parlare così. Perché dice che è del Settecento? È un falso. I beni li conosco da come son fatti, li mastico, li mangio. I mattoni e la malta del Settecento li conosco. Non c’è neanche una parte del Settecento. Per me, è della fine Ottocento, visto il materiale». Spiace comunque che un bene secolare non sia più disponibile. «Guardi, non sono d’accordo su questo. Ho un altro modo di vedere le cose. Ma per competenza professionale. Sono cinquant’anni che faccio questo mestiere».

Marco Maccari, mercoledì 13 ottobre 2015 ore 13:37

mamacra@gmail.com
@mamacra

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Cronaca

Manette a Mantovani, arrestato il melegnanese Angelo Bianchi

MELEGNANO – Anche un melegnanese tra gli arrestati al seguito di Mario Mantovani, 65 anni, Forza Italia, senatore della Repubblica e vicepresidente di Regione Lombardia.

È Angelo Bianchi, 52 anni, nativo di Vieste in Puglia. Aveva un precedente. Bianchi era un importante funzionario presso il provveditorato delle opere pubbliche per la Lombardia e la Liguria, nel 2008 era stato arrestato nel corso di indagini su appalti in Valtellina e rinviato a giudizio nel 2012 dalla procura di Sondrio; le sue accuse erano rimaste in piedi. Mantovani fece pressioni sul provveditorato per ricollocare Angelo Bianchi nelle sue precedenti funzioni. Su queste pressioni grava la maggiore delle accuse rivolte a Mario Mantovani, la concussione.

L’ingegnere risulta da atti pubblici residente in via Cadorna dove, nel 2012, il Tribunale del Riesame di Milano gli confermò gli arresti domicliari a seguito delle indagini sugli appalti in Valtellina.

Marco Maccari, martedì 13 otttobre 2015 ore 12:50

mamacra@gmail.com
@mamacra

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I lettori scrivono

«Gli accessi con rampa? Un ripiego»

peba-bwLETTERA FIRMATA – «Credo che i meno fortunati abbiano bisogno di visibilità e di cura, in primis da chi dovrebbe dare l’esempio. Chi ha letto i miei post in Melegnano news e Melegnano Notizie noterà che i commenti sono tutti a favore di un cambiamento. Un ragazzo che gira in carrozzella ha indicato che esiste un’entrata secondaria con rampa, ma non è accessibile in modo agevole, presenta difficoltà strutturali che limitano la gestione da parte di un disabile. È un ripiego.

«Inoltre un disabile che cerca accesso nell’entrata “ufficiale” dovrebbe percorrere una strada senza marciapiedi che arriva alla stazione, dissestata, e con passaggio di automobili. Il senso della denuncia è chiaro: maggiore attenzione ai bisogni dei più deboli non fa altro che aumentare la fiducia dei cittadini verso un’amministrazione attenta al sociale. Altrimenti la parola “welfare” assume un significato simbolico. È alla gente non piace il simbolo, apprezza il «facciamo», comprende il complesso di politiche pubbliche dirette a migliorare le condizioni di vita dei cittadini, in modo reale, significativo».

Massimiliano Basile, mercoledì 7 ottobre 2015 ore 11:23

radarmelegnano@gmail.com

 

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