Cronaca

Poliambulatorio di via Cavour, il Centro Anziani si appella ai sindaci 

MELEGNANO — Quali sono i servizi ambulatoriali che resteranno a Melegnano? È la domanda che il centro anziani di Melegnano intende porre ai sindaci della zona con una lettera aperta.

tagli ai servizi sanitari del poliambulatorio di via Cavour sono stati annunciati dai dirigenti dell’ospedale e dall’azienda ospedaliera stessa, l’ASST Melegnano e Martesana. Il poliambulatorio, gestito dall’ospedale e ospitato da anni in uno dei locali di proprietà della Fondazione Castellini, dovrà andare incontro a una ristrutturazione decisa dai vertici.

La popolazione anziana ha sempre trovato utile il servizio del poliambualtorio. «Niente da più fastidio alla persona anziana che chiedere a qualcuno di accompagnarlo a fare una visita. Chiedere un passaggio a un figlio significa che dovrà prendersi un permesso dal lavoro» afferma il Centro Anziani.
«È anche una questione di fiducia: tutti i candidati sindaco hanno promesso, durante le elezioni di giugno, di prendersi cura del poliambulatorio. Andremo a bussare alla porta del sindaco di Melegnano e dei sindaci dell’area, per sapere che cosa sarà delle nostre cure».

Marco Maccari, mercoledì 4 ottobre 2017 ore 11:30 

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Cronaca

Gli anziani, le tre firme di Alparone e quel piano di chiudere il Poliambulatorio

MELEGNANO, AZIENDA OSPEDALIERA — Lunedì 15 maggio 2017 Mario Alparone, direttore generale dell’ASST Melegnano e Martesana, firma la riorganizzazione dei servizi sanitari del territorio. Così facendo, ridipinge completamente il quadro dei servizi sanitari locali: Melegnano, che era dotata di un Poliambulatorio Specialistico con sede in via Cavour, nel quadro generale non c’è più.

A causa di una «produttività molto bassa», il Poliambulatorio di via Cavour dovrà chiudere. La riorganizzazione firmata dal direttore Alparone va a potenziare le sedi di San Donato, San Giuliano, Paullo, Binasco, Rozzano, Segrate. Melegnano non c’è più.
La delibera del 15 maggio è confermata il lunedì successivo, il 22, da una nuova firma del direttore Alparone.

Clicca qui, si apriranno le pagine del Piano Organizzativo Aziendale Strategico

Rinforzato da due firme, il nuovo Piano Strategico di Organizzazione Aziendale — apparso la prima volta nell’ottobre del 2016 — non crede più nella diffusione capillare degli ambulatori nel territorio, perché causano «dispersione e frammentazione» delle risorse; perché alcuni ambulatori hanno dimostrato «indici di produttività molto bassi».
In altre parole, l’Azienda non crede che i numeri fatti da alcuni ambulatori siano sufficienti a giustificare il mantenimento del Poliambulatorio: «Il grado di dispersione dell’offerta territoriale» spiega il Piano Strategico «comporta una situazione per la quale non vengono soddisfatti appieno i bisogni socio-sanitari dei cittadini residenti, tanto che circa il 75% migra al di fuori delle strutture ambulatoriali dell’ASST per farsi curare» (pagina 16).

C’è un punto debole: «Bisogna razionalizzare e meglio connotare l’offerta». E cioè bisogna ridisegnare completamente la distribuzione dei servizi e offrirli da qualche altra parte.
In definitiva, serve la «cessazione delle attività di alcune sedi ambulatoriali che hanno registrato, negli ultimi anni, indici di produttività e di attrazione molto bassi. È previsto un allargamento delle specialità cliniche da attivarsi presso altre sedi poliambulatoriali» (pag. 17). Non a Melegnano.

Mercoledì 24 maggio il direttore Mario Alparone invia una lettera firmata al sindaco di Melegnano. Eccola:

Contiene la riposta di Alparone a una richiesta di aggiornamenti, fatta dal sindaco «per vie brevi», cioè a voce (o al cellulare). «Ribadiamo la volontà di mantenere sul territorio i servizi sanitari che presentano utilizzi reali e produttivi» risponde Alparone. Il piano strategico è quindi confermato: i servizi non produttivi verranno tagliati. Melegnano è fuori dal Piano.

Marco Maccari, martedì 30 maggio 2017 ore 15:14
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Cronaca

Melegnano, chiude il Poliambulatorio: gli anziani convocano i candidati sindaci

VIA CAVOUR — Il Poliambulatorio Specialistico offre servizi di analisi sanitarie molto utili ai melegnanesi. È comodo per gli anziani, che possono raggiungerlo a piedi senza pesare sui figli. La sede attuale è in via Cavour; ma i locali sono di proprietà della Fondazione Castellini, che li rivuole indietro; e l’Azienda Ospedaliera ha comunicato lunedì 22 maggio 2017 che il Poliambulatorio di Melegnano è un costo troppo oneroso e che deve essere chiuso.

Venerdì 26 maggio i cinque candidati sindaco sono stati convocati dal Centro Anziani. Sono stati invitati a esprimere la loro volontà di mantenere il Poliambulatorio a Melegnano.

«Il mio partito si è mosso in tempi non sospetti» inizia Rodolfo Bertoli, candidato del Partito Democratico, «con l’iniziativa di una lettera aperta alla Fondazione Castellini, chiedendole più tempo. La Fondazione ha bisogno di più spazi per le sue attività. Quello che voglio chiedere alla Fondazione è che una parte di questa volumetria deve essere specificamente dedicata al Poliambulatorio. Quindi, voglio che il Poliambulatorio resti lì dov’è; fu un sindaco del mio partito a volerlo in via 8 Giugno. Il problema grosso sono le prenotazioni. Bisogna migliorarne il servizio. Non è solo colpa dell’amministrazione Bellomo» conclude. «È un susseguirsi di tante questioni, ad esempio è anche un problema di trasporto urbano, che fu soppresso dall’amministrazione Bellomo per questioni meramente finanziarie. Rifiuto di mettere i soldi davanti a questo tipo di problemi».

«Siccome sono stata accusata di raccontare bufale» esordisce Raffaela Caputo, candidata per Forza Italia e Fratelli d’Italia, «voglio citare una lettera del 20 settembre del 2016. L’amministrazione Bellomo scrisse questa lettera all’assessore regionale della sanità e al direttore generale dell’azienda ospedaliera di Melegnano, esprimendo forte preoccupazione per il Poliambulatorio. In risposta fu confermata, la volontà di mantenere sul territorio tutti i servizi. Il Poliambulatorio deve restare a Melegnano; l’assessore regionale alla sanità, Giulio Gallera, deve assolutamente lasciarlo nel comune di Melegnano. Io non sono l’erede fallimentare della giunta Bellomo. Il trasporto urbano lo abbiamo tolto perché i 120mila euro per mantenerlo, quell’anno, non erano disponibili».

«Il Poliambulatorio è necessario e imprescindibile» dichiara Giuseppe di Bono, candidato per LegaNord. «Onestamente, io non cerco soluzioni tampone: il Poliambulatorio deve avere una soluzione stabile e confermata, alla quale tutti possano fare riferimento. La vita si sta allungando e un’amministrazione comunale deve avere più attenzione alla qualità della vita. Servono tre cose: fare massa critica, diventando un assillo; partecipare, affinché nessuno possa avere alibi; infine, coinvolgere le generazioni, perché questo scambio mantiene le persone vive. Mi batterò per le persone anziane anche al cospetto delle entità superiori, come l’azienda sociosanitaria territoriale e la regione Lombardia. E c’è qualcosa di più: l’equipaggiamento e le strutture vanno rinnovati; parte della strumentazione del Poliambulatorio è obsoleta; penso soprattutto al servizio di stomatologia. È necessario aggiornare la strumentazione. Il paziente ha il sacrosanto diritto di essere trattato nelle condizioni migliori. C’è un ulteriore motivo: anche i comuni circostanti, e non solo il nostro, devono essere coinvolti, perché riportare i servizi a Melegnano è un vantaggio per il territorio. Siccome l’unione fa la forza, quando si comincia a fare pressione verso l’alto, si va verso un risultato. Azioni singole difficilmente portano verso un risultato».

«Il Poliambulatorio è uno dei servizi fondamentali di Melegnano» assicura Giuseppe Marsico, candidato per il Movimento 5 Stelle; «nessuno, credo, può dire il contrario. Sono preoccupato perché — leggo nella riforma sanitaria generale del 2015 — si sta cercando di spostare la sanità dal settore pubblico a quello privato, spesso a pagamento, con costi enormi per la popolazione anziana che vive di pensioni basse. Oggi nella nostra società la solitudine è una delle questioni più tragiche e non è raro che si trovi in casa qualcuno deceduto da giorni, senza che si sapesse; abbiamo perso tutto quello che riguarda le relazioni tra le generazioni. Perciò dico sì al mantenimento del Poliambulatorio a Melegnano; ma voglio ricordare a tutti che il presente stato di cose è stato generato da qualcuno. Qualcuno che ha fatto scelte politiche. Perciò, quando decideremo chi andare a votare, stiamo molto attenti».

«Se è utile e importante il Poliambulatorio a Melegnano?» dice Lucia Rossi, candidata per Insieme Cambiamo e Sinistra per Melegnano. «È ovvio rispondere di sì. Ma perché? Perché Melegnano vuole essere una città di servizi. E i servizi non vanno tagliati, ma aggiunti e ripristinati. In secondo luogo, perché Melegnano ha una popolazione anziana a percentuale molto alta. Infine perché non c’è niente di peggio, per una persona anziana, rispetto a farsi portare a fare una visita. Per queste tre ragioni voglio che il Poliambulatorio rimanga a Melegnano. A settembre la mia coalizione presentò una mozione al consiglio comunale, chiedendo di stralciare il taglio del Poliambulatorio dal piano strategico dell’azienda ospedaliera. L’amministrazione comunale approvò la mozione; il che vuol dire che doveva farsene carico, e fare in modo che il Poliambulatorio restasse a Melegnano. Invece lunedì scorso è stato firmato il taglio del Poliambulatorio. Sto parlando di qualche giorno fa, non dell’anno scorso. Il promettere, a volte, non basta, bisogna impegnarsi per fare. Oggi l’amministrazione Bellomo dice che è solo una questione di spazi. È una bugia: è una questione politica. Bisogna fare un Tavolo, all’interno del quale si devono trovare tutti i soggetti interessati, fare pressione fare barricate».

Marco Maccari, lunedì 29 maggio 2017 ore 13:06 

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Cronaca

20mila euro per tenere in vita il poliambulatorio. Ma solo un altro anno

poliambulatorio_meleganoVIA CAVOUR – Tutti i servizi del poliambulatorio saranno mantenuti a Melegnano fino al 2017. Il denaro per l’affitto dei locali, che appartengono alla Fondazione casa di Riposo Castellini, sarà versato con l’auto di 20mila euro di soldi dei contribuenti.

Così dichiara Rita Capriotti, incaricata dell’assessorato al bilancio del comune di Melegnano: «Abbiamo fatto una previsione di spesa pari a 20mila euro. Sono stati ritoccati alcuni capitoli di bilancio, in specie i capitoli riguardanti le telecamere da portare in città».

Quanto dura il contributo? A detta di Capriotti e dei tecnici comunali è «un contributo a fondo perduto». Non mancano le critiche: «Il comune paga per mantenere un servizio che non è di competenza comunale, dell’Ospedale. Regalare 20mila euro? È fattibile?» ha domandato il consigliere comunale Tommaso Rossi. «Su questo aspetto è stato interpellato il segretario comunale» risponde Lorenza Lubatti, dell’area risorse economiche e finanziarie del comune, «esiste un principio costituzionale secondo cui i bisogni primari dei cittadini vanno esauditi dal basso in principio di sussidiarietà».

La spesa di 20mila euro è stata giustificata come contributo a mantenere un servizio essenziale; l’Ospedale la userà per questa ragione. «I cittadini, comprese persone con problemi deambulatori importanti, ci hanno chiesto di mantenere sul territorio un poliambulatorio. C’è una questione umana da tenere in considerazione. Ai cittadini serviva questo e, dato che tecnicamente si può, e che ci viene confermato dall’alto, perché non farlo. In altri comuni non è stato fatto. Il comune non darà 20mila euro a vita. In una fase transitoria come questa è meglio che il poliambulatorio rimanga a Melegnano».

Marco Maccari, martedì 29 novembre 2016 ore 06:30

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Cronaca

Il muro del pianto

VICOLO MONASTERO – Appena subito dopo scattata la foto abbiamo benedetto il muro con una bella pisciata, urlando il nome della nostra squadra del cuore.

Lo Staff, venerdì 2 ottobre dell’anno del Signore 2015, ore 7.30

Spedisci le tue pisce all’indirizzo radarmelegnano@gmail.com

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Cronaca

Filanda, tanto buttano merda lo stesso

VIA TRENTO E TRIESTE/CAVOUR – Siamo tra la chiesa di S. Pietro e la Castellini. Al cancello al numero 20 da settimane si vedono scatoloni pieni di rifiuti. Ne portano via uno, ne appare un altro. «Vengono qui con le macchine, lasciano lì la roba e vanno via» dichiarano nel condominio di fronte, civico 15.

«Quella è una lunga storia – informa l’amministrazione del condominio. – Nel senso che è già qualche anno che va avanti. Quest’anno è intervenuto direttamente il comune di Melegnano con l’ufficio tecnico, ha fatto chiudere tutto l’edificio dell’ex filanda dai proprietari proprio per evitare che fossero scaricati dentro ingombri di ogni genere. In più, tenendo sotto controllo la situazione. Probabilmente il continuo scarico di materiale al cancello dell’edificio avviene di notte, quando nessuno può vedere».

Marco Maccari, martedì 29 settembre 2015 ore 12:05 

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Lettere

Via Veneto, incidente alla curva. L’appello del blog RADAR

Ciao, sono Marco e guidando ho appena urtato un cristiano. Anzi, un musulmano. Poco dopo le 20:00 ero alla guida di un’utilitaria, fermo all’incrocio di via Cavour con via Veneto, via 23 Marzo e via Marconi. Provenivo dal centro città, stavo dando precedenza per dirigermi in via 23 Marzo. Ho aspettato che l’incrocio si disimpegnasse, sono ripartito in prima ed ecco, ho urtato un 33enne di origine araba sulla sua bicicletta che veniva da via Veneto. È caduto. Ha preso una botta sul fianco ma fortunatamente, citando la giovane assistente paramedico che ha prestato soccorso, «non si è fatto male». Sono rimasto sul posto e ho chiamato i soccorsi, rimanendo con i suoi amici e con i testimoni. Ho fornito e chiesto dati, dandomi da fare per gestire la situazione. Sono stato aiutato con vera umanità dai presenti e dall’autoambulanza del pronto soccorso di S. Giuliano Milanese.

Non sono un fanatico dei motori o della velocità. Non sono un santo né un pirata, al volante sono come tanti, con i miei sbagli e con tantissimi scrupoli che ho imparato dalla pratica. Ma una cosa del genere non mi era successa mai.

Il caso di stasera è quello, se ne esiste uno, dell’angolo cieco. Sforzandomi di ricostruire l’accaduto ritengo di non avere notato il ciclista perché era nell’angolo morto a destra del parabrezza. Altro caso, probabilmente, è quello dell’incrocio pericoloso.

Ho diverse riflessioni che saprò tenere per me. La sola riflessione di rilievo pubblico che ho la scrivo, è questa: forse è il caso di studiare qualche accorgimento per questo incrocio, è sempre uno snodo difficile per chi guida, di più per chi lo affronta in bici. Questo è solo l’ultimo caso in sequenza.

M. M.

13 luglio 2015 ore 22:01

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