Satira

Mercenari, il film

Sicurezza: la Convenzione con il Comune di Hollywood supera le aspettative.
Ecco i nostri eroi al Festival di Cannes.

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Didascalia: vedersi tanti film.

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Come sopra.

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Oh: U. GUA. LI.

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#spendibili

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L'intervista, Melegnano Smart City

«Schiacci il pulsante, arrivano le forze dell’ordine»

RADAR-videoallarme-22feb2016Un negozio, un’azienda o un comune: un pulsante e telecamere accese nel raggio di 500 metri. L’iniziativa di RADAR «Melegnano Smart City» intervista Sergio Rizzi

«SIAMO L’UNICA azienda in collegamento con la questura e con l’arma dei carabinieri. Possiamo collegare i vostri sistemi di videoallarme e antirapina direttamente alle forze dell’ordine. La definiamo sicurezza partecipata. A Melegnano il nostro progetto è stato accettato da un grande supermarket, da un parrucchiere, in una farmacia e in una parafarmacia e stiamo preventivando altri negozi. A Mediglia hanno spinto per realizzare il progetto. A Roma abbiamo iniziato un progetto per il Giubileo».

A PROCESSO PER DIRETTISSIMA 
Chi parla è Sergio Rizzi, consulente di soluzioni e tecnologie per la sicurezza collegate con le forze dell’ordine. Rizzi è melegnanese. «Si tratta di un impianto di video allarme da installare nei negozi, nelle aziende, nei comuni» spiega Rizzi. «In pratica, quando qualcuno entra in un supermercato o in una farmacia per fare una rapina, basta che i titolari schiaccino un pulsante e si attivano subito le videocamere interne ed esterne: alla polizia e ai carabinieri arrivano immediatamente le riprese e le immagini. Costituisce quasi una flagranza di reato. Perciò i rapinatori, quando vengono arrestati, vanno a processo per direttissima. A Parma, davanti a un tabaccaio, hanno aggredito una donna. Il titolare ha schiacciato il pulsante antirapina e ha acceso la telecamera. In pochi secondi è arrivata la polizia.
«Una rapina dura 20 secondi. Questo sistema accende tutte le telecamere nel raggio di 500 metri. Con questo impianto le forze dell’ordine vedono quanti rapinatori ci sono e quali armi hanno. Il server, quando parte l’allarme, memorizza non appena si schiaccia il pulsante: al cliente arriva il report di tutto ciò che è successo durante la rapina. Un ladro seriale che agiva a Roma è stato beccato alla settima rapina. Ha preso 9 anni per direttissima. Chiaramente ci vuole una telecamera ad alta definizione.

DETRAIBILE  DALLE TASSE AL 140%
Esiste un pregiudizio generico secondo il quale a un’azione criminale fisica va contrapposta un’azione repressiva altrettanto fisica. «Non puoi fermare qualcuno pensando di poterlo disarmare. Diversi negozianti si convincono che basti tenere un’arma in negozio, quando a casa hanno figli e famiglia. Mi è stato anche detto: ma io ho una Smith&Wesson. Ho prestato a lungo servizio militare e so dire questo: se decidi di affrontare un rapinatore armato le cose sono due: o è più veloce lui, e ti spara, e lasci moglie e figli soli. Oppure, se sei più veloce tu e il rapinatore aveva una pistola giocattolo, vai in galera. Mi hanno risposto: ma io gli sparo quando si gira! Peggio ancora. Non mi possono sparare i carabinieri nella schiena, mi ci spari tu?».
È possibile che tanto know-how, di tipo anche militare, intimorisca e lasci cadere un’opportunità? «Non dovrebbe; l’impianto di videoallarme è una forma di protezione a vantaggio della cittadinanza. I costi dell’impianto sono contenuti, poche decine di euro al mese per il nostro decoder con 5 anni di abbonamento. Secondo la legge di stabilità il 140% delle spese per questi impianti è detraibile dalle tasse fino al 31 dicembre 2016».

Marco Maccari, lunedì 22 febbraio 2016 ore 11:30

mamacra@gmail.com
@mamacra

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L'inchiesta satirica

In prigione la Polizia! (potrebbero fare un lavoro più divertente)/2

in-prigione-la-polizia_2CI VUOLE IL POLIZIOTTO, QUELLO DURO. Una sera, un interlocutore che chiede assoluto anonimato ha accettato di parlarci. «La polizia locale? – bisbigliava sottovoce. – Tutti lo sanno. Una casta sindacalizzata. Intoccabili». Il 25 marzo abbiamo descritto l’andazzo delle multe nei 365 giorni del 2014, elevate contro le auto in sosta vietata in una qualsiasi strada appena fuori dall’asse viario del traffico, del commercio o del mercato. Andazzo che semplicemente sposta il problema del parcheggio creativo dalle strade VIP scaricandolo sulle stradine appena dietro l’angolo, come visto in via Schöll in Broggi (1 multa l’anno!) o in via San Pietro in centro (2!).
Da oggi pubblichiamo in due puntate quartiere per quartiere, via per via il numero di multe elevate l’anno scorso a sanzione dei divieti di sosta. La fonte è il documento che l’ipercritica lista civica Insieme Cambiamo ha passato ai giornalisti. La lista ne fa una questione politica. RADAR invece ne fa questione di efficienza ed efficacia del servizio alla città.
Centro. Frisi: 6 multe. Cavour: 279. Mazzini: 30. S. Pietro: 2. Bersani: 2. Senna: 14. Bixio: 0. Trento e Trieste: 0. Vicolo Monastero: 0. Candia: 0. Oberdan: 3. Roma: 183. Castellini: 312. Conciliazione: 25. Vittoria: 3. Monte Suello: 1. Matteotti: 595. Marsala: 0. Risorgimento: 3. Zuavi: 41. Predabissi: 16.
Carmine. Alighieri: 1. De Amicis: 11. Carmine: 15. Manzoni: 7. Pascoli: 0. Carducci: 6. Negri: 0. Giganti: 54. D’Ivoy: 10. Porro: 6. Castelli: 53. Veneto: 60.
Borgo. Dezza: 266. Perdono: 6. S. Martino: 3. Gramsci: 38. Meda: 0. Pasolini: 36. Baden Powell: 35. Piave: 36. Volturno: 33. S. Gregorio Galli: 188. Lodi: 24. Cordoni: 1. Cabrini: 0. Crocetta: 57. Battisti: 48.
Montorfano. Monti: 6. Verdi: 0. Montorfano: 4. Fermi: 0. Mascagni: 4. Bosco: 0. Europa: 0. Paganini: 2. King: 7. (Continua con gli altri quartieri…)

Lo Staff, mercoledì 8 aprile 2015 ore 6:30

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Cronaca

«Vedo due persone per terra»

VIALE LOMBARDIA – Rapina ai danni di un melegnanese. Stamattina, ore 10.30 circa, un cittadino ha subito un’aggressione, è stato derubato dell’orologio e ha visto i suoi aggressori scappare via.

Sgomenti i testimoni. «Io ero alla curva, qui in via Lombardia» racconta il signor S., che ha visto tutto: «All’improvviso vedo due persone per terra» dichiara. Uno era la vittima, che S. ha subito riconosciuto: «L’altro aveva un cappello in testa – riferisce – ed era sceso. Ce n’era un terzo, con la visiera del casco giù, che aspettava sulla moto; poi il compagno è risalito in sella e sono ripartiti via in tronco».

Con il braccio sanguinante la vittima ha raggiunto la filiale della Banca Popolare di Milano, all’incrocio della strada con via Veneto. La vigilanza lo ha condotto al bar Oceano, di fronte, dove l’uomo ha immediatamente ricevuto medicazione da parte della giovane titolare. I due aggressori sono spariti in direzione di via San Francesco.

Impossibile identificare la moto, di grossa cilindrata ma dalla targa coperta. Viale Lombardia infatti è tappezzata di telecamere: «Ma a cosa serve visionare i filmati, se coprono le targhe? Cinque giorni fa hanno cercato di farmi il negozio – dice G., giovane esercente del bar e marito della donna che ha prestato medicazione stamattina. – Mi hanno telefonato dicendomi che c’erano tre persone di etnia rom davanti alla telecamera, con uno spray in mano. Sono arrivato, mi sono avvicinato, ho chiesto: “Allora?”. Hanno chinato il capo e si sono ritirati. Non ho sporto denuncia ma ho visto bene che c’era una macchina posizionata proprio qui davanti. La stessa macchina l’ho vista davanti al marciapiede, nella via a fianco. Sono andato in caserma, ho chiesto: che dobbiamo fare? Tempo fa c’era l’esercito e problemi non se vedevano. Ora, o mi metto una guardia, oppure… non lo so. Poi la via di fuga qui è un attimo».

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