Satira

Il bisnes dell’ex sindaco

Vito Bellomo non fa più il sindaco, ha smesso di monetizzare sulle nostre buche.

_

No, Vito Bellomo non ha perso, Vito Bellomo si è perso.

_

IMG-20180513-WA0018

Il nuovo business di Bellomo. Gli piace stupire.

_

Bellomo ex sindaco tenta la rimonta: riparare con le cacche dei cani le buche di Melegnano.

_

I cantieri stanno aperti apposta per Vito Bellomo.

_

La maggiore invidia dell’ex sindaco Bellomo è pensare che Massimiliano Pala adesso va a cercare un certo Ambrogio Corti e non lui.

_

È nelle sere come questa che Bellomo rivanga certi messaggi inviperiti. «Che ricordi, quando mi twittavi contro. Ma era solo il mio corpo elettorale che volevi. Eri solo chiacchiere e tesserino da pubblicista».

_

Rimborsi chilometrici! Questo di tanta speme oggi mi resta.

_

Pentirsi amaramente di un selfie con Matteo Renzi.

_

#sindacodimagenta

Annunci
Standard
Cronaca

«Palazzo Spernazzati? Era solo campagna elettorale» 

AULA CONSILIARE — Soldi contro arte. Palazzo Spernazzati fa gridare ancora: Vito Bellomo, consigliere di minoranza per Forza Italia e difensore degli interessi dei costruttori, sgrida il sindaco Rodolfo Bertoli, intenzionato alla valorizzazione del palazzo, per la sospensione dei lavori su Spernazzati e nella Corte Castellini.

«In campagna elettorale, a maggio, lei ha fatto accuse a me alla mia amministrazione di voler demolire il patrimonio artistico di Melegnano! Questo assolutamente non è vero. Se lei va a leggere le nostre delibere, fatte insieme a professionisti della città di Melegnano, vedrà che erano assolutamente regolari e rispettose della legge, subordinate ai pareri della Sovrintendenza. Le dichiarazioni fatte in campagna elettorale si sgretolano sempre, poi, alla dura realtà dei fatti». È successo ieri sera, mercoledì 7, nella pubblica sede del consiglio comunale. Bellomo è stato sindaco fino a maggio scorso, ha dato via libera ai preliminari dell’abbattimento della corte.

Indignazione del sindaco Bertoli. Che sbatte le critiche all’angolino: «Mi dispiace che lei sia stato assessore all’urbanistica e non abbia chiara la situazione» ha ribattuto Bertoli a Bellomo, «perché la Sovrintendenza alle Belle Arti le aveva chiesto di eseguire delle verifiche su palazzo Spernazzati, e la Sovrintendenza dice chiaramente che quelle verifiche non sono state fatte. Il piano di recupero di palazzo Spernazzati resta in attesa di questi chiarimenti».

Notizia: a Melegnano è prevista la visita della Sovrintendenza alle Belle Arti. «Siamo in attesa di accogliere l’architetto Carla Crifò, sovrintendente alle Belle Arti della città metropolitana di Milano. Le faremo prendere visione di palazzo Spernazzati e di altri beni storici, come la palazzina Trombini» conclude Bertoli.

Marco Maccari, mercoledì 8 novembre 2017 ore 13:08
mamacra@gmail.com

Standard
L'inchiesta ninfetta

I gay di Bellomo

OY VEY, OY VEY. SAPETE, SÌ, che la città di Melegnano, da poco sotto i riflettori per possibili infiltrazioni mafiose, ha concesso di usare l’aula del consiglio comunale a una serata anti-gay contro la parità dei diritti civili?

Sapete che gli argomenti della serata sono anti-scientifici, politicizzati, in stile ISIS e bocciati dall’Associazione Italiana di Psicologia e dall’Ordine Nazionale degli Psicologi?

Sapete che il sindaco di Melegnano Vito Bellomo ha concesso la Sala alla serata antigay perché gli organizzatori «sono ragazzi che fanno banchetti la domenica»? Proprio lui, poi, concede l’uso dell’Aula a una serata antigay. In che senso «proprio lui»? Nel senso di un sindaco democratico; uno di quelli sposati in chiesa.

Qual è la data? 26 gennaio, ore 21: tre ore dopo inizia il Giorno della Memoria dello Shoah e il mondo commemora la liberazione di un lager nazista, che rinchiudeva prigionieri omosessuali.

Sapete chi sono i relatori? Jari Colla, che considera i francesi come «gente che non usa il bidet» (21 gennaio, ore 9:41) e Daniele Torri, uno di coloro che «con questo post non concedo a Facebook di usare le mie immagini, informazioni ecc. sia del passato che del futuro» (4 gennaio, ore 22:48). E chi è Patrizio Bertoni? Vive a Melegnano?
No.

Fondamento della serata, un’ideologia fondamentalista religiosa, espressione di una monarchia assoluta con sede in uno stato estero. Quale altro stato estero fondamentalista discrimina gli omosessuali, negando loro parità di diritti? Lo Stato Islamico, detto ISIS.

Cosa disse Cristo a una coppia gay? «Maestro, guarisci il mio ragazzo» lo pregò un giorno un centurione romano. La parola ragazzo poteva significare «amante». Il Maestro cosa rispose? «Verrò a visitarlo», oppure: «Niente favori a una coppia gay»? (Leggi Matteo e Luca, capitoli 8 e 7).

È una serata antigay, è in un Comune della repubblica italiana, è alla vigilia della Shoah, è in stile ISIS. Avvenente programma. Manca solo qualcuno che inviti i mafiosi della Bindi.

Lo Staff, lunedì 23 gennaio 2017 ore 13:34
ilblogradar@gmail.com

Standard
Satira

Vito chiama esercito

Bellomo chiama l’esercito. Perché l’ha detto Red Ronnie.
_

Bellomo chiama l’esercito. Vuole chiedergli se possono fare da illuminazione pubblica.
_

Bellomo chiama l’esercito. Risultato:

2016-01-26-20-55-56
_

Bellomo chiede l’esercito al papa. L’armata Brancaleone.
_

Bellomo chiede l’esercito a Sala, in nome del proprio triplo stipendio politico.
_

Bellomo cerca un esercito. Raimondo vuol andar alla guerra.
_

Bellomo cerca un esercito. Il Trono di Seghe.
_

Bellomo chiama l’esercito. Non avranno pietà per Carpiano.
_

Bellomo vuole un esercito. Per Natale.
_

Bellomo vuole l’esercito. È stufo di giocare alle bambole.
_

Bellomo cerca un esercito all’IKEA.
_

Bellomo chiama l’esercito. Deve finire di uccidere i goblin.
_

Bellomo chiama l’esercito. Si candida la terza volta.
_

#chiamoesercito

Standard
Cronaca

Casa di riposo, il sindaco Bellomo presenta le dimissioni

MELEGNANO – Vito Bellomo rassegna le sue dimissioni dalla Fondazione Casa di Riposo Castellini. È stato reso noto venerdì 4 novembre per via istituzionale.

Il 46 enne sindaco era vicepresidente del consiglio d’amministrazione della Fondazione Castellini. Aveva assunto la vicepresidenza nel 2012: secondo il regolamento statutario, il sindaco melegnanese partecipa alla facoltà di nomina e Bellomo si avvalse della facoltà per assumere il ruolo di vice a fianco dell’allora presidente Massimo Sabbatini.

Bellomo non sederà più nel consiglio d’amministrazione della Casa di Riposo «visto l’impegno richiesto dalla sua nuova elezione politica, quella di consigliere di minoranza della Città Metropolitana di Milano» citano le fonti istituzionali. Le dimissioni chiudono l’epoca, breve ma contestata, della sua presenza in Castellini: era criticata da più parti la sua «contemporanea funzione di controllato e di controllore» nella struttura sanitaria.

È in corso la presidenza del prevosto della basilica minore San Giovanni di Melegnano, sac. Renato Mariani.

Marco Maccari, martedì 8 novembre 2016 ore 11:28
mamacra@gmail.com

Standard
L'inchiesta ninfetta

2016, Miss Maglietta Bagnata è Fabrizio Corona

MELEGNANO, SUD EST MILANO – Dalla notte di settembre 2015 in cui una giuria elesse la prima Miss Melegnano, la piccola città sul Lambro si dedica a un culto della #bellezza tutto suo.

Solo che la studentessa Enya Franceschini, prima Miss, dimostrò qualità. Il marketing estetico del resto della città è stato invece molto meno affascinante.

Ritirato all’ultimo minuto con polemiche – e risate – della popolazione, il nuovo contest Miss Maglietta Bagnata 2016 svela un marketing che vuole imporre idee televisive. Per colpa di un clima maldisposto, di centinaia di commenti sadici su Facebook, Melegnano non ha avuto una Venere plebea emersa dalle onde, né una Lolita strafica in jeans e infradito; né una Loren in miniatura, ninfa e complice alla tua occhiata. Per fortuna. Il tipo di ragazza premiata grazie al mix di madido erotismo, di voyeurismo da sottoscala, di adattabilità roadie made in USA è un tipo di #bellezza invecchiata. Clic per tornare nel 1992.

FIGLI DI PAPÀ
Il premio è da consegnare a Fabrizio Corona ospite in Broggi al bar, lo stesso mese, luglio. Con il patrocinio del comune di Melegnano. «Rubo ai vip» dice Corona «per dare a me stesso». Ruba i cuori di soubrettes come Nina Morič – prima della devastante chirurgia estetica – e Belen Rodriguez. Fa l’amore alla velina di turno col paparazzo al guinzaglio. La #bellezza per lui è la patina di un giornaletto, il suo culto è lo stesso dell’élite italiana: andare in tv – dalla parte dei lampadati. Stesso culto estetico del sindaco Vito Bellomo – finché ha potuto. Oggi calvizie e sovrappeso litigano con l’immagine dell’ex 37enne figlio di papà che ostentava derma lampadato, doppiopetto craxotto, presenza da calciatore, ciocche da Pier Silvio brillantissime. L’andatura è sempre a gambe larghe e pancia in dentro: «Il sindaco? Quello che va in giro a fare il figo? Che crede che i problemi si risolvono perché lui fa il figo?» incornicia Vanya, rumena, 39 anni, residente in via Marconi.

Corona è l’estetica che anche l’assessore Fabio Raimondo vorrebbe per sé. Corona, come Fabio e Vito, è figlio di papà: «È il mioCorona-Raimondo sosia» lo elegge l’assessore sui social. Sfotte. Allampanato, voce da efebo, guanciotte, sguardo fritto, l’assessore ha il fisico da soffiatore di caffè bollente (clic sulla foto per il contest Corona-Raimondo). Scolpirsi in palestra? Il doppio stipendio da avvocato e da politico – 19mila euro per un assessorato fantasma – glielo permetterebbe. Ma, se ha fatto poco o niente di bello in 10 anni da assessore, non lo farà neanche in 10 anni di palestra. «Ragazzi, quanto delirio per il mio sosia!» disse a chi criticava il patrocinio del comune (Melegnano News, 15 luglio ore 7:12). Shaking bon-bon. «Stiamo calmi; il comune non sponsorizza nulla». No; non sponsorizza, lo patrocina. «E non ci mette un centesimo». No; ci mette la faccia. «Cerchiamo di vedere nel modo giusto le cose». Questo è il genere di cose che a Cesano Boscone lo fa inveire contro il sindaco Negri. «Adesso da becero e incolto uomo di destra torno a leggere l’ultimo di libro di Totti». Bastava tornare a Cesano.

UN INVITO
I commenti sarcastici alle iniziative sono sintomi della falsa ripartenza del commercio locale, dopo la crisi, dopo EXPO2015, dopo la Tangenziale Esterna. Non ha l’alleanza dei consumatori. Questo perciò è un invito, caro commercio melegnanese. Poteva essere più chiaro il messaggio della presidenza di Confcommercio alla Festa dei Servi 2015? La #bellezza vi circonda. È nelle tradizioni storiche e agroalimentari, seppellite come asce di guerra. La #bellezza è nei palazzi storici in rovina, abbandonati all’orrore senza che abbiano commesso alcuna colpa. La #bellezza è nell’ironia, meritata dopo decenni di piatta tv. Al primo che saprà cogliere tanta #bellezza spettano fortune da capogiro e i clienti migliori. Vestito o nudo che sia, è il marketing del futuro. Lo chiamiamo il marketing della #bellezza.

Lo Staff, mercoledì 31 agosto 2017 ore 6:00 

_

Convinti che Fabrizio Corona sia l’estetica del figlio di papà? Vale lo stesso su Roberto Saviano. Ma questa è antropia. E questo è un altro post. MM

Standard
Il nostro corrispondente politico

L’area cani in Giardino, +60% di atti vandalici nel 2015, il Prefetto, l’anticorruzione

AULA CONSILIARE – Rendiconto finanziario approvato con i soli 10 voti della maggioranza: contrarie le opposizioni con sdegno. Sì ufficiale alla nuova area cani di Melegnano, da realizzare nel quartiere Giardino. Infine la minoranza presenta una mozione anticorruzione: distribuire ai dipendenti comunali un questionario anonimo per la trasparenza in materia di anticorruzione. Con la partecipazione straordinaria dell’assessore Raimondo.

È Dario Ninfo consigliere di minoranza a presentare una mozione per approvare la nuova area cani nel rione Giardino, che nasce da un’idea dei semplici residenti del quartiere: «Il Giardino è il quartiere più popoloso di Melegnano, manca di uno spazio come questo. Già due anni fa ipotizzavo questa proposta». Il voto è il sì all’unanimità: «Sono 1339 i proprietari di cani a Melegnano» afferma l’assessore Lorenzo Pontiggia delegato ai lavori pubblici solitamente attento alle emergenze dei residenti, «ho incontrato personalmente il gruppo dei cittadini promotori per capire dove allocarla».

Impreparati sulla sicurezza: tiene banco con irruenza la discussione sul numero dei furti, delle rapine, dei maltrattamenti avvenuti a Melegnano dal 2013 al 2015. È frutto di una mozione congiunta delle tre minoranze PD, SEL, Insieme Cambiamo. È il consigliere di minoranza Alberto Corbellini a rivolgersi al sindaco Bellomo e all’assessore Raimondo; ma i vertici dell’amministrazione comunale non hanno dati concreti. «14 furti e 11 atti vandalici nel 2014. 15 furti e 28 atti vandalici nel 2015. Così dicono le denunce depositate alla Polizia locale» dichiara il sindaco, dichiarando che il vandalismo è quindi esploso del 60% in un anno. «E i Carabinieri?» gli chiede Corbellini.
«I Carabinieri non condividono i dati» ribattono Bellomo e Raimondo.
«E la Prefettura?».
«Il prefetto di Milano, non ci comunica i dati» è l’incerta risposta di Bellomo e Raimondo, «il prefetto ci invia delle relazioni… annuali?» si chiedono l’un l’altro.
«Come intende procedere, assessore? Se le interessa il numero di furti a Melegnano».
«Più che a me dovrebbero interessare ai Carabinieri» fa Raimondo.
«L’invito, assessore Raimondo, è di chiedere questi dati al Prefetto» conclude Corbellini.

L’assessore Fabio Raimondo, delegato alla sicurezza e polizia locale, risponde su telecamere e sorveglianza. Il comune di Melegnano aveva l’occasione di aderire a un bando regionale per gli impianti di videosorveglianza, ma non ha aderito: «Per ragioni di tempistica non è stato possibile valutare l’adesione al bando» ha dichiarato Raimondo leggendo ad alta voce una risposta scritta dal comandante della polizia locale, Davide Volpato; «l’adesione avrebbe comportato l’individuazione di apposite risorse, l’assegnazione di incarico a un professionista; e poi su 1528 comuni solo 82 hanno ricevuto i finanziamenti, è solo il 6%, per questo non è stato possibile» è la fumosa conclusione di Raimondo. Che resta in attesa qualcuno che gli dica: sei un disastro. «Uno sconfortante burocratese» chiude la minoranza.

Corbellini e il consigliere Davide Possenti hanno presentato anche un’interrogazione sulla regolarità delle slot machines distribuite nei negozi, un’interpellanza sui finanziamenti per ristrutturare l’edilizia scolastica, a cui il comune non ha partecipato.

Notizie positive sul fronte trasporti: nuove linee in arrivo per gli utenti della stazione. Ma lo sapete già.

Marco Maccari, martedì 17 maggio 2016 ore 13:19

mamacra@gmail.com

Standard