Il caso

«Ammazza al negar», «Spara al ministro»: no, non è la stessa cosa

DICEVAMO. Qual è il problema di una minaccia razzista sul muro?

  1. È l’anticamera di un reato.
  2. Appartiene a nessun tipo di pensiero, semmai a un blackout mentale. 

1. ANTICAMERA DI REATO 

Minaccia scritta sul portone = linguaggio d’odio.
Il linguaggio d’odio è il primo passo verso un crimine di odio, cioè una violenza alla persona o alla proprietà personale. 
Violenza alla persona = reato. Ecco dimostrato. 

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La commissione parlamentare italiana Jo Cox ha elaborato questo grafico semplice e intuitivo.

Che cos’è Ammazza al negar?
Leggiamo il grafico: «minaccia o incitamento alla violenza contro una persona identificata in base al colore della pelle».
È linguaggio d’odio. 

Manifestare in 1500 persone è il minimo necessario a prevenire il passo successivo alle minacce, cioè un «atto di violenza fisica»; un «crimine». 

2. BLACKOUT MENTALE  

1500 manifestanti bastano per evitare di «normalizzare» — cioè di rendere normale, regolare, tollerabile; sempre il grafico sopra, punto 4 — la minaccia Ammazza al negar.

Non è lo stesso di «Spara a Salvini» (a Parma) — l’immagine in alto.

Non è la stessa cosa. Lo ha fatto capire una signora, con un commento semplice e chiaro su internet: 

«Le scritte contro il potente di turno ci sono sempre state. Invece il ragazzo di Melegnano, adottato, socialmente inserito, educato, non aveva nessuna “colpa” se non quella di avere la pelle scura» (24 febbraio 2019 ore 9:00).

Non è la stessa cosa. 

IN TRE PUNTI

Primo, il razzista non ammette che si vergogna di essere razzista: «Io non sono razzista, ma». Secondo, il razzista non ha nessun aiuto: scienza, istruzione, morale, opinione pubblica, storia: tutte lo smentiscono; vive in un completo blackout del pensiero, come un appartamento che all’improvviso non ha più elettricità e lo lascia solo; ed ecco che il razzista è costretto a ricorrere ad argomenti marginali, come: «l’immigrato costa troppo», «alimenta il crimine», «blocca la viabilità». Terzo, il razzista non ammette che ha paura (xeno-fobia)

Lo Staff 
Domenica 24 febbraio, ore 20:12 

 

 

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